Archivio per mese: Agosto, 2018

esposto

Associazione 21 luglio presenta esposto all’Ordine dei Giornalisti

Utilità sociale dell’informazione, verità dei fatti esposti, forma civile della esposizione dei fatti e della loro valutazione. Sono queste le tre condizioni del diritto di stampa che per l’Associazione, impegnata in attività di monitoraggio nell’ambito dell’Osservatorio 21 luglio, non sono presenti all’interno dell’articolo oggetto dell’esposto: “I rom sotto accusa? Quelli che vinsero il ricorso anti-sgombero alla Corte europea”. Il testo pubblicato in Cronaca di Roma de Il Messaggero a seguito dei furti avvenuti presso la tendopoli della Croce Rossa di via Ramazzini, è firmato dal giornalista professionista Lorenzo De Cicco.

L’esposto di Associazione 21 luglio

L’Associazione chiama in “causa” la storica sentenza della Corte di Cassazione del 18 ottobre 1984, n. 5259 cd. “decalogo del giornalista”, e presenta un esposto al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio: è a loro che chiede di verificare eventuali illeciti deontologici commessi da De Cicco ma chiede anche di valutare l’omesso controllo da parte del direttore della testata romana, Virman Cusenza.

Stralcio dell’articolo di riferimento

All’interno del testo, pubblicato sul quotidiano Il Messaggero nella giornata di mercoledì 28 agosto si legge: «Da “paladini” anti-sgombero alla Corte di Strasburgo alla razzia di vestiti e computer nel centro d’accoglienza dove erano stati portati dal comune dopo lo smantellamento del River. I due Rom appena denunciati per il furto nella tendopoli della Croce Rossa a Monteverde sono gli stessi che il 24 luglio erano riusciti a strappare alle toghe europee la sospensiva dello sfratto forzoso deciso da Virginia Raggi. …. L’azione legale [ndr di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo] è andata avanti. Tanto che ieri l’Ufficio Rom del Comune ha spedito ai magistrati di Strasburgo una nuova relazione «urgentissima» in cui si parla del «furto aggravato» nella struttura della Croce Rossa, con allegata denuncia presentata dal Direttore della Cri. Una segnalazione è stata spedita anche alla Procura del Tribunale dei minori. I due nomadi denunciati sono mamma e papà di 10 bambini».
L’autore dell’articolo già nel 2015 aveva ricevuto una sanzione di avvertimento da parte del Primo Collegio Territoriale di Disciplina presso l’Ordine dei Giornalisti del Lazio per aver assunto un comportamento deontologicamente scorretto sempre dalle pagine della stessa testata.

La posizione di Associazione 21 luglio

Per i legali impegnati nel monitoraggio dell’Osservatorio sulla discriminazione il «giornalista professionista ha volontariamente reso pubblico che il nucleo famigliare dimesso dal “Better Shelter” è quello che ha presentato lo scorso 23 luglio ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, senza che questo avesse rilevanza alcuna per i fatti di cronaca narrati». Non solo: «il giornalista sembra discostarsi dall’obbligo deontologico di attenersi alla verità accertata dei fatti, sostenendo in più passaggi che i due ricorrenti nella loro persona son stati denunciati nonostante la denuncia sporta dalla Croce Rossa sia contro ignoti [come riportato dalla collega giornalista Bogliolo in un articolo pubblicato nella medesima pagina cartacea del quotidiano] e non contro persone note ed essendo in corso da parte delle competenti autorità le doverose e necessarie indagini volte all’accertamento dei fatti e all’individuazione dei rei e delle responsabilità».

Premio Ricerca

Premio Ricerca: aperte le candidature per la 2a edizione

NORME GENERALI

1. L’Associazione 21 luglio Onlus, al fine di acquisire e diffondere informazioni e strumenti utili a sostenere e promuovere strategie di inclusione rivolte alle comunità rom e sinte in Italia, indice il secondo Bando di Concorso “Premio Ricerca Associazione 21 luglio Onlus”.
2. Il Bando di Concorso riguarda esclusivamente:
– Tesi di Dottorato di Ricerca discusse negli anni accademici 2016/2017 e 2017/2018
3. Le tesi dottorali dovranno offrire contributi originali alla conoscenza delle condizioni di vita delle comunità rom e sinte in Italia con un approfondimento dei temi riguardanti i diritti umani e le best practices realizzate in ambito educativo, abitativo, lavorativo o sanitario dalle Amministrazioni locali, regionali e nazionali. Le tesi dovranno costituire documentazione utile per promuovere azioni di advocacy e campagne volte all’inclusione delle comunità rom e sinte in Italia.
4. Il Concorso prevede il seguente premio: 1° Classificato Tesi di Dottorato di Ricerca: pubblicazione della tesi in 150 copie con presentazione del lavoro in un evento pubblico organizzato dall’Associazione 21 luglio Onlus.
La Commissione si riserva la facoltà di non eleggere alcun vincitore, nel caso di inadeguatezza di tutte le tesi presentate. Questa valutazione è al pari insindacabile e inappellabile.
5. La Commissione esaminatrice, composta da almeno 3 persone, sarà nominata dal presidente dell’Associazione 21 luglio Onlus ed è presieduta dal presidente stesso o da un suo delegato. La Commissione giudica inappellabilmente sull’ammissibilità delle tesi e assegna i premi tenendo conto dell’originalità del contenuto, del rigore metodologico, della chiarezza ed efficacia espositiva, oltre che dell’impatto che i contenuti delle tesi potranno avere nel lavoro di advocacy.
6. La partecipazione al Concorso comporta l’accettazione incondizionata del presente bando.
7. Per quanto qui non espressamente previsto, il Concorso deve ritenersi disciplinato dalle norme del Codice Civile.
8. Il Concorso, in particolare, non è soggetto alla disciplina del D.P.R. 430/2001 relativo al regolamento concernente la disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, avendo ad oggetto la produzione di un’opera scientifica per la quale il conferimento del premio rappresenta un riconoscimento del merito personale; di conseguenza opera la fattispecie di esclusione di cui all’art. 6 comma 1 lettera a) del D.P.R. 430/2001.
9. Ogni partecipante è responsabile del contenuto del proprio testo e garantisce di essere l’autore della produzione e di essere titolare, salvo l’indicazione espressa delle citazioni, di tutti i diritti di utilizzazione e sfruttamento relativi al testo stesso invitato per il concorso scientifico.
10. Coloro che parteciperanno al Concorso acconsentono al trattamento dei dati personali da parte dell’Associazione 21 luglio Onlus e della Commissione esaminatrice. I dati anagrafici rilasciati all’atto della partecipazione saranno trattati anche attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici a norma del D. Lgs 196/2003; rilasciando i propri dati, i partecipanti autorizzano la pubblicazione del proprio nome e cognome dagli stessi indicati all’atto dell’iscrizione negli spazi che il promotore dedicherà al Concorso.
NORME PARTICOLARI

1. La domanda di partecipazione, contenente i dati anagrafici, il codice fiscale, il recapito postale e telefonico ed eventuale indirizzo e-mail del concorrente, nonché la documentazione di cui al comma seguente, dovrà pervenire entro il 31 dicembre 2018 al seguente indirizzo: Associazione 21 luglio Onlus, Via Valle Borbera, 25 – 00141 Roma
2. La documentazione richiesta per la partecipazione al Concorso è la seguente:
– N. 2 elaborati presentati in sede di esame di laurea con il timbro della Facoltà e la firma del relatore;
– Dichiarazione, rilasciata dalle competenti autorità accademiche, attestante il giorno, il mese e l’anno in cui l’esame di laurea si è svolto e il voto conseguito;
– Sintesi relazionale riassuntiva dell’argomento discusso (al massimo 4 cartelle dattiloscritte)
– Elaborato in supporto magnetico
3. Entro il 31 marzo 2019 la Commissione renderà noti agli ammessi al Concorso la graduatoria finale, la data ed il luogo della cerimonia di consegna del premio e della realizzazione dell’evento di presentazione.
4. Gli elaborati potranno essere ritirati dai concorrenti entro due mesi dalla comunicazione scritta dell’esito del Concorso presso la segreteria dell’Associazione 21 luglio Onlus.
CRITERI DI VALUTAZIONE

– Originalità del tema affrontato e della trattazione
– Risvolti applicativi e loro concretezza nelle azioni di advocacy
– Completezza ed esaustività dell’argomentazione
Per maggiori informazioni scrivere a info@21luglio.org o contattare l’Associazione 21 luglio ai numeri: 06 64815620.

Camping River

Camping River. Le verità nascoste nelle pieghe della propaganda

Svelata la propaganda del Comune di Roma sullo sgombero di Camping River. Associazione 21 luglio: «un’azione fallimentare e costosa, raccontata in maniera distorta e con numeri falsi dalla Giunta Raggi».
 «Lo sgombero di Camping River, avvenuto lo scorso 26 luglio, è stato un caso emblematico per mostrare l’utilizzo da parte del Comune di Roma della propaganda mediatica, uno strumento di distrazione di massa, che racconta una verità altra, utile a coprire inefficienze e promesse fatte in campagna elettorale e mai mantenute». È questo il commento di Associazione 21 luglio al termine della Conferenza stampa organizzata oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati e dal titolo: “Camping River. Le verità nascoste nelle pieghe della propaganda”.
Analizzando come, attraverso video, post sui social e dichiarazioni fatte alla stampa, i rappresentanti dell’Amministrazione Capitolina hanno raccontato all’esterno lo sgombero di Camping River, Associazione 21 luglio ha individuato specifici tratti di una propaganda volta a raccontare le azioni che hanno preceduto lo sgombero e, in seguito, a giustificare l’allontanamento delle famiglie rom dall’insediamento posto lungo la via Tiberina.

I numeri sulla spesa

«Ogni anno – ha spesso ripetuto la sindaca Virginia Raggi – si spendono 25 milioni di euro per il sistema campi». Per Associazione 21 luglio si tratta di una dichiarazione volta a convincere i cittadini che il mantenimento dei rom nel “campi” romani ha un costo insostenibile e ingiustificato e soprattutto a rafforzare l’urgenza di chiudere Camping River. In realtà, dopo i tagli effettuati dalla Giunta Marino prima e dal Commissario Tronca dopo, nel 2016 si è spesa la cifra di 1,5 milioni di euro che nel 2017 è diventata di 3,5 milioni di euro. A fronte quindi dei 50 milioni di euro dichiarati dalla prima cittadini nel biennio 2016-2017, la cifra reale si riduce a un decimo.

Le condizioni igienico-sanitarie

«Lo sgombero di Camping River – ha scritto sui social la sindaca Raggi il giorno stesso dell’operazione – è stato fatto per la drammatica situazione igienico sanitaria prodotta, e quindi per tutelare la stessa salute degli abitanti». Nella sua dichiarazione la prima cittadina si è dimenticata di dire che la grave condizione in cui versava il “campo” è stata prodotta dalla decisione dell’Amministrazione capitolina di distruggere 50 moduli abitativi (dal 21 giugno 2018) e poi di sospendere l’erogazione idrica (dal 30 giugno 2018). «Prima si è provocato il degrado – ha sostenuto Associazione 21 luglio – e poi si è invocato lo stesso per tutelare la salute degli abitanti».

Il parere di Stasburgo

Sempre il giorno dello sgombero la sindaca ha esultato: «La Corte per i Diritti Umani ci dà ragione!». In realtà, sostiene Associazione 21 luglio, la Corte di Strasburgo non ha dato alcuna ragione al Comune di Roma. Ha solo potuto rilevare l’avvenuto sgombero il giorno prima del suo pronunciamento. «Sono venute meno le azioni di sospensioni cautelari, ma si sono aperti i termini per il perfezionamento del ricorso di fronte alla Corte per l’accertamento delle violazioni dei diritti umani».
Una vera e propria azione di propaganda mediatica quella organizzata dal Comune di Roma per raccontare ai cittadini e ai media una “verità altra”.
«Dal mio punto di vista – aveva affermato nei giorni la consulente del Comune di Roma, Monica Rossi – il bilancio dello sgombero di Camping River è estremamente positivo».

I dati sul “Piano rom”

«Se volessimo tirare le fila di 13 mesi di lavoro dell’Amministrazione Capitolina per superare il Camping River secondo la Strategia d’Inclusione Rom – risponde Associazione 21 luglio – restano, al di là delle violazioni dei diritti umani, i numeri a commento dell’efficacia delle azioni. A fronte di 359 persone del “campo” ammesse alle azioni del “Piano rom”, alla fine solo il 9% sono rientrate all’interno di tali azioni (rimpatri assistiti e sostegni all’affitto). Il 52% delle famiglie non ha trovato alcuna soluzione ed ora vaga in strada, mentre al 30 luglio 2018 risultano 123 le persone collocate in strutture di emergenza, dove, come da accordi verbali, resteranno solo fino al 30 settembre 2018. Per la loro accoglienza – a carattere meramente emergenziale – il Comune di Roma dovrà spendere, fino al 30 settembre 2018 una cifra stimata vicina ai 400.000 euro».
Di fronte ai fatti che hanno portato ai precipitosi eventi di questo ultimo mese, Associazione 21 luglio ribadisce ancora una volta la necessità di rivedere le azioni del “Piano rom”, per evitare che gli atri due insediamenti compresi all’interno del progetto del Comune (Monachina e Barbuta) finiscano per essere “superati” con lo stesso drammatico epilogo.
Foto di Giovanni Pulice
Per maggiori informazioni:

Elena Risi
Ufficio Stampa e Comunicazione – Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org
 

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