Archivio per anno: 2018

Alla “Biblioteca del giocattolo” avviati gli incontri intergenerazionali

Giochi, arredi innovativi, occasioni di crescita, scambio intergenerazionale, momenti di incontro e condivisione che vanno oltre la didattica quotidiana. Sono queste solo alcune delle attività che dallo scorso mese di ottobre, e fino al prossimo mese di giugno, si svolgono presso la “Biblioteca del giocattolo” allestita alla scuola “Via San Biagio Platani” di Tor Bella Monaca, nella estrema periferia est della Capitale.

Accolti 80 bambini in soli tre mesi di attività

«Abbiamo accolto oltre 80 bambini tra il gruppo classe e le aperture libere – racconta Sara Savelli di Associazione 21 luglio e coordinatrice del progetto – Una partecipazione importante anche quella che stiamo registrando durante gli incontri di apprendimento generazionale che vedono coinvolti i bambini, i genitori e i nonni» .

“I bambini mostrano una maggiore apertura verso gli altri”

Grande entusiasmo anche dal corpo docente della scuola “Via San Biagio Platani” come spiega Cristiana Masella, referente, a proposito dei laboratori di alfabetizzazione emotiva avviati nelle scorse settimane: «I bambini mostrano una maggiore apertura verso gli altri, ne siamo molto felici» .

La “Biblioteca del giocattolo” rientra all’interno del progetto “Tor Bell’Infanzia” selezionato dalla fondazione “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Da Tor Bella Monaca a Mazara del Vallo, “biblioteche del giocattolo” in festa

Si conclude la prima fase di Toy For Inclusion che ha visto l’apertura in Italia di due Play Hub (Biblioteche del giocattolo), centri per il gioco. Il progetto, di respiro europeo, è condotto da una coalizione di enti internazionali di cui è capofila ICDI (International Child Development Initiatives) e che vede come partner italiani Associazione 21 luglio, Associazione Casa della Comunità Speranza e CuboLibro.

Punti di riferimento, luoghi di aggregazione ma soprattutto di crescita e inclusione per le bambine, i bambini e le loro famiglie in territori di periferia marcati da tessuti urbani particolari come Tor Bella Monaca (Roma) e Mazara del Vallo (Trapani). Nel pomeriggio di sabato 15 dicembre, in entrambe le “Biblioteche del giocattolo” a partire dalle ore 17.00 un momento di festa, di saluti ma anche di anticipazione delle attività già in cantiere per i prossimi mesi.

“Siamo molto contenti della riuscita del progetto e della sua implementazione in Italia – spiega Francesca Petrucci, coordinatrice nazionale di Toy For Inclusion – Abbiamo raggiunto un considerevole numero di persone e abbiamo aiutato le famiglie e conoscersi tra loro e conoscere meglio i loro figli”. Sulle prossime iniziative ha annunciato: “Aspettiamo con ansia l’evento previsto in calendario per il prossimo 17 dicembre che vedrà per la prima volta l’incontro a Roma tra entrambe le “Biblioteche del giocattolo” e le istituzioni, tra cui le scuole. In questa occasione racconteremo le attività svolte fino ad ora, i numeri raggiunti e consegneremo guide pratiche contenenti raccomandazioni utili per implementare servizi di qualità inclusivi dedicati alla prima infanzia”.
Il progetto è finanziato da Open Society Foundations e Commissione Europea

Toy for Inclusion vince il premio “Lifelong Learning Awards 2018”

Il progetto TOY for Inclusion, di cui Associazione 21 luglio è partner in Italia, riceve il premio “Lifelong Learning Awards 2018” lunedì 3 dicembre! Il premio viene assegnato dalla Piattaforma Lifelong Learning (Apprendimento Permanente) a iniziative che creano pratiche creative e inclusive.

L’edizione di quest’anno si concentrerà sul focus annuale della Piattaforma: “La Cultura dell’Apprendimento Permanente: una partnership per ripensare/riconsiderare l’educazione”.
La giuria ha selezionato 3 vincitori, uno per ciascuna delle tre categorie. TOY for Inclusion ha ricevuto il punteggio più alto nella categoria “Learning Environments/Ambienti Educativi”. Il premio è stato assegnato da una giuria d’eccezione.

Condividono e partecipano al nostro orgoglio e alla nostra gioia i nostri partner internazionali l’International Step-by-Step Association (ISSA) e l’International Child Development Initiatives (ICDI); e i sette membri di REYN: Istituto di ricerca educativa – ERI (Slovenia), Open Academy Step by Step – OASS (Croazia), Centre for Education Initiatives – CEI (Lettonia), Wide Open School – WOS (Slovacchia), Centre for Innovation in the Early Years – VBJK (Belgio), Associazione 21 Luglio (Italia) e Partners Hungary Foundation.

Si conclude il corso per operatori pedagogici rivolto a dieci ragazzi rom

Una settimana di studio intenso ma anche di momenti di aggregazione che hanno caratterizzato le ore del corso di formazione per operatori pedagogici che si è svolto a Roma dal 19 al 23 novembre. La formazione è stata organizzata da Associazione 21 luglio e Reyn Italia. Il corso è stato finanziato da Foundation Open Society Institute in cooperazione con Early Childhood Program di Open Society Foundations.

Studenti provenienti da diverse regioni d’Italia

Giovani studenti rom provenienti da tre regioni italiane: Toscana, Sicilia e Lazio, hanno seguito con interesse e motivazione le lezioni che hanno riguardato diversi ambiti di intervento, dall’area sociologica e giuridica all’area pedagogica, psicologica, infine, all’area dei servizi. Tutte tematiche incentrate a fornire strumenti operativi e conoscitivi sulla relazione tra la condizione di povertà e lo sviluppo delle povertà educative ponendo l’accento sulla prima infanzia presente in insediamenti caratterizzati dalla segregazione e la marginalità.

In bocca al lupo, ragazzi!

Dzemila, Amalia, Emma, Miriana e ancora Nedzad, Ramiz, Race, Ahmet, Sultan, Sonny dopo l’emozione e la gioia durante la consegna degli attestati, sono pronti a continuare il loro lavoro per entrare a pieno titolo nel mondo degli operatori pedagogici e per contribuire, nel migliore modo possibile, ai processi di formazione e apprendimento dei bambini rom e non rom. In bocca al lupo a tutti!

Giornata per i diritti dell’infanzia. Associazione 21 luglio: «Una celebrazione dimenticata dalle istituzioni»

Martedì 20 novembre, in tutto il mondo, viene celebrata la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ricorda la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 20 novembre 1989.
In Italia, malgrado i diritti di bambini e adolescenti risultano gravemente compromessi, l’attenzione delle istituzioni resta ogni anno molto bassa e sempre più sporadiche sono le iniziative organizzate per dare risalto ad una commemorazione che ricorda la centralità dei diritti che riguardano l’infanzia. Tutto ciò malgrado nel nostro Paese si contino 1,2 di minori che vivono in condizione di povertà assoluta e quasi il doppio in povertà relativa. La maggiore condizione di disagio socio-economico si registra soprattutto nelle aree periferiche delle metropoli, dove la punta dell’iceberg si riscontra negli insediamenti formali e informali abitati in prevalenza da famiglie di origine rom composte da numerosi minori.
Oggi, in Italia, vivere in una baraccopoli significa per circa 14.000 minori rom trovarsi dalla nascita davanti a un percorso, i cui ostacoli sono rappresentati da condizioni economiche spesso critiche, ambiente degradato, segregazione abitativa caratterizzata da una lontananza non solo fisica, ma anche relazionale dal centro urbano, diseguaglianza educativa. La marginalizzazione di un bambino rom, che in Italia vive all’interno di un insediamento, non riguarda dunque solo il versante economico, ma anche territoriale, urbanistico, scolastico, sociale, culturale, abitativo ed etnico. Circa 8.000 minori vivono in insediamenti formali, progettati, realizzati e gestiti dalle istituzioni. Altri 6.000, invece, conducono la loro esistenza in insediamenti informali, costituiti da baracche, tende, giacigli di fortuna.
«Sembra incredibile, eppure nell’Italia del 2018, ancora è possibile registrare forme di esplicito “apartheid” che colpiscono l’infanzia rom – afferma Carlo Stasolla – Nei centri dove insistono i più grandi insediamenti, soprattutto nelle città di Torino, Roma e Napoli, ma anche in aree del Sud Italia, non si investe per ridare dignità e speranza ai “figli delle baraccopoli”, per combattere le diseguaglianze, per dare sostegno alle pochissime realtà che ancora si impegnano nell’offrire opportunità educative. Neanche nella Giornata per i diritti dell’infanzia ci si ricorda di loro!».
Il bambino rom in emergenza abitativa è infatti il più delle volte oggetto di una amnesia istituzionale. Spesso ci si ricorda di lui solo quando si apre una procedura giudiziaria. Si scopre allora dell’esistenza di bambini che “scompaiono” dai campi rom per riapparire nei fascicoli dei Tribunali per i minorenni. In Italia esiste una “statistica nascosta” che solo due ricerche curate nel passato hanno parzialmente portato alla luce. Dai dati emersi da un rapporto elaborato dalla ricercatrice Carlotta Saletti Salza nel 2010, in Italia un minore rom avrebbe 17 probabilità in più di essere dichiarato adottabile rispetto a un minore non rom. Uno studio successivo, realizzato da Associazione 21 luglio nel 2013, nella Regione Lazio un minore rom in emergenza abitativa, rispetto ad un suo coetaneo non rom, ha circa 60 possibilità in più di essere segnalato alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni; circa 50 possibilità in più che per lui venga aperta una procedura di adottabilità e quasi 40 possibilità in più di essere dichiarato effettivamente adottabile.
Associazione 21 luglio rileva come numerosi amministratori locali – facendo propria un’idea diffusa – davanti alle problematiche registrate dalla presenza di un insediamento rom, gettano la spugna, facendo prevalere l’approccio di un mondo adulto ritenuto al di fuori della possibilità di un’inclusione sociale e di un’infanzia da “salvare” attraverso processi rieducativi che passino per la via privilegiata dell’affido e dell’adozione. Non è un caso che tale approccio lo si ritrovi nel “Contratto per il governo del cambiamento” sottoscritto nei mesi scorsi da due vice premier. Nel capitolo che riguarda i rom è infatti sottolineato, per i soli rom, «l’obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».
Nella Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Associazione 21 luglio vuole pertanto porre al centro il fenomeno diffuso e poco conosciuto dell’allontanamento dei minori rom dalle loro famiglie, attraverso l’organizzazione del Convegno “Fuori famiglia”, che si svolgerà il 20 novembre alle ore 15,00 presso la Sala Nilde Iotti della Camera. Obiettivo del Convegno sarà quello di operare un approfondimento sul percorso che allontana i bambini rom dalle loro famiglie attraverso il contributo di esperti e professionisti del settore.

Bambini ai margini, la strada è ancora molto lunga

Presentata giovedì 15 novembre la nona edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, dedicato alle periferie (in tutti i sensi).
Non possiamo che condividere la delusione del Presidente di Save the Children Claudio Tesauro, constatando insieme a lui che a distanza di nove anni dal primo “Atlante dell’infanzia a rischio”, pubblicato nel 2010, ben poco è cambiato.
La nona edizione presentata oggi “Atlante dell’infanzia a rischio – Le periferie dei bambini” dimostra infatti chiaramente che, nonostante le numerose realtà ed associazioni che lavorano su tutto il territorio nazionale siano costantemente impegnate nel sensibilizzare Governo ed Istituzioni sullo stato di marginalizzazione in cui vivono e crescono moltissimi bambini e adolescenti in Italia, l’attenzione che si riserva alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza – intesa anche e soprattutto come impegno ad eliminare le diseguaglianze e garantire a tutti i gli individui pari opportunità in futuro – rimane residuale rispetto ad altre tematiche. Residuale, e tendenzialmente limitata a quando quegli stessi minori sono vittime di fatti di cronaca (possibilmente nera, che impatta di più). O magari, verrebbe da aggiungere, alla fase pre-elettorale, quando si cerca di raccogliere consensi proprio tra quelle fasce di popolazione che normalmente si preferisce rimangano relegate in disparte.
Anzi, in quelle periferie che l’Atlante considera in ogni sua accezione; perché gli individui possono essere marginalizzati non solo sotto il profilo economico, ma anche territoriale, urbanistico, scolastico, sociale, culturale, abitativo, etnico. O in tutte queste maniere contemporaneamente, ed allora la relegazione diventa segregazione. Come succede, per esempio, nei campi Rom formali ed informali di Roma, cui l’Atlante dedica ampio spazio nel terzo capitolo riprendendo l’indagine svolta dall’Associazione 21 luglio nel 2017: oltre 1000 minori che, con le loro famiglie, spesso non hanno accesso nemmeno ai minimi servizi essenziali come le utenze elettriche e idriche.
Facciamo nostro il grido di dolore di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children e di chi, come lui, ha chiesto la fine di ogni periferia, esclusione, muro di qualsivoglia genere esistente tra tutte le persone che vivono nel nostro Paese. Solo così potremo davvero dirci finalmente una nazione.
Probabilmente è per questo che il saluto istituzionale del Presidente della Camera Roberto Fico è stato accolto con tanto favore e tanti ringraziamenti. In questo particolare momento si sente davvero il bisogno di un segnale di attenzione nei confronti dell’infanzia. Di tutta l’infanzia, senza distinzioni. In una fase come questa, in cui il divario fra le persone sembra allargarsi di giorno in giorno, incoraggiato e sdoganato da certe dichiarazioni irresponsabili da parte di chi riveste cariche istituzionali, rincuora sapere che almeno il Presidente Fico è preoccupato dei 1.208.000 minori in povertà assoluta e degli oltre 2.150.000 minori in povertà relativa, e del suo impegno a far sì che ogni bambino possa crescere in un ambiente sano e con le stesse prospettive di qualsiasi altro coetaneo. Speriamo che questo impegno possa tradursi in leggi a misura di tutti i bambini.
Alessandra Schofield

Convegno: «Fuori famiglia. Il percorso che allontana i bambini rom dalle loro famiglie»

«Fuori Famiglia. Il percorso che allontana i bambini rom dalle loro famiglie». È questo il titolo che abbiamo scelto per affrontare un tema che abbiamo molto a cuore: l’allontanamento dei minori rom e sinti dalle proprie famiglie. Abbiamo deciso di sederci intorno a un tavolo e di invitare alcuni tra i più importanti esperti del settore perché, ne siamo certi, lo studio prima e la riflessione poi, forniranno spunti da cui partire per percorrere un cammino che non ci spaventa.
Non a caso abbiamo voluto che un appuntamento così importante avvenisse in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. La data in calendario è fissata per martedì 20 novembre alle ore 15.00 presso la sala Nilde Iotti in via del Parlamento, a Roma. Esponenti del mondo politico, magistrati e assistenti sociali dialogano sulle dinamiche, le modalità e le conseguenze dell’allontanamento dei minori rom dal nucleo famigliare.
Per partecipare al convegno è necessaria la prenotazione da inviare a info@21luglio.org.

Il Comune di Roma in dieci mesi supera gli sgomberi degli insediamenti rom registrati nello scorso anno

Ammonta a 35 il numero degli sgomberi forzati che si sono registrati nel Comune di Roma dal 1⁰ gennaio al 30 ottobre 2018. In soli dieci mesi è stato già superato il numero totale di sgomberi avvenuti lo scorso anno pari a 33. Dai dati in possesso di Associazione 21 luglio risultano coinvolte nelle operazioni circa 1.100 persone con una stima approssimativa della presenza di minori che si aggira intorno al 50% del totale. I costi che il Comune ha sostenuto per far fronte a operazioni di questo tipo sono stimati in circa 1milione 500mila euro. Per ottenere informazioni e chiarimenti in merito a procedure e alternative relative alle modalità di sgombero forzato, Associazione 21 luglio ha inviato alle rispettive autorità competenti 101 lettere ma ha ricevuto solo 4 risposte da parte delle pubbliche autorità.

35 SGOMBERI IN DIECI MESI

Il primo sgombero dell’anno è avvenuto il 13 febbraio sui territori del Municipio IV, al civico 781 di via Tiburtina. All’interno dello stesso Municipio sono stati registrati fino ad ora tre sgomberi. Il Municipio con il più alto numero di sgomberi è l’XI dove si sono registrati 7 interventi.
Dei 35 sgomberi forzati, due hanno riguardato immobili occupati (il 13 febbraio in via Tiburtina, 781 e l’8 maggio sul lungotevere Gassman), in un caso si è trattato di un «villaggio attrezzato» (il 26 luglio a Camping River), mentre in un altro si è assistito all’allontanamento delle famiglie da un centro di accoglienza comunale (il 23 luglio presso l’ex Fiera di Roma).
Se, prima dell’insediamento del governo nazionale – nel periodo gennaio/giugno 2018 – il numero medio mensile degli sgomberi si attestava a 2,4, successivamente è quasi raddoppiato, arrivando a 4,6.

I DATI RELATIVI A CIASCUNO SGOMBERO DELLA CAPITALE

Municipio I – 1; Municipio II – 4; Municipio III -3; Municipio IV – 3; Municipio V – 3; Municipio VI – 2; Municipio VII – 3; Municipio VIII – 5; Municipio IX – 1; Municipio X – 1; Municipio XI – 7; Municipio XII – 0; Municipio XIII – 1; Municipio XIV – 0; Municipio XV – 1.

AD OGGI NESSUN INSEDIAMENTO RISULTA SUPERATO

«Nel 2017 gli sgomberi forzati registrati nei confronti delle comunità rom erano stati 33 – commenta Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio -. L’anno precedente ne avevamo segnalati 28. Siamo quindi di fronte ad una preoccupante impennata. Sorprende inoltre constatare come, dopo l’insediamento del Governo Conte, il numero medio mensile sia quasi più che doppio, arrivando quasi a 5 sgomberi forzati al mese. Il Piano rom della Giunta Raggi, presentato 17 mesi fa – continua Stasolla – prevedeva il superamento dei “campi” della Capitale. Ad oggi nessun insediamento risulta superato mentre, in compenso più di 1.000 persone sono state spostate da un punto all’altro della città. La chiusura di Camping River, avvenuta nel luglio scorso, ha portato ad avere oggi più di 100 persone per strada. Soggetti che, dopo l’allontanamento dall’insediamento di via Tiberina, già hanno subito ulteriori sgomberi, tutti registrati in assenza delle garanzie procedurali previste dai Comitati delle Nazioni Unite».

ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO CHIEDE UNA REVISIONE DEL “PIANO ROM”

Nel constatare tale grave violazione dei diritti umani, Associazione 21 luglio attende risposte concerete dalle autorità locali e chiede alle stesse una revisione significativa del “Piano rom” che, a fronte di spese elevate, di annunci e promesse, non sta registrando significativi impatti sul territorio comunale.

biblioteca del giocattolo

Nasce la prima biblioteca del giocattolo presso la scuola di via San Biagio Platani di Tor Bella Monaca

Uno spazio dedicato interamente ai bambini, allestito con giochi e arredi innovativi dove i sentimenti diventano il perno del rapporto tra genitori e figli. Siamo all’Istituto Comprensivo di via San Biagio Platani a Tor Bella Monaca, nel cuore pulsante della periferia est della Capitale. È qui, tra queste mura, che è nata la Biblioteca del Giocattolo: una nuova attività all’interno del progetto Tor Bell’Infanzia selezionato dalla fondazione “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Associazione 21 luglio nello stesso territorio ha allestito un’altra Biblioteca del giocattolo in partenariato con Cubo Libro e un’altra a Mazara del Vallo con Casa della Comunità Speranza.

Da ottobre a giugno presso la scuola di via Platani

A partire da ottobre, fino alla fine dell’anno scolastico, i locali della scuola saranno animati da momenti di incontro e condivisione che vanno oltre la normale didattica. Per due pomeriggi a settimana, il martedì e il venerdì, a partire dalle ore 14.30 fino alle ore 17.30 gli operatori di Associazione 21 luglio, insieme a bambini,insegnanti e genitori riscoprono il valore del gioco come mezzo per relazionarsi agli altri e con i propri sentimenti. Il focus dell’attività ruota intorno alla crescita dei bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Non solo. Nelle prossime settimane sarà avviata anche una serie di Incontri Intergenerazionali volti a coinvolgere persone di differenti gruppi di età che imparano insieme dallo cambio reciproco di conoscenze.

L’attività ha riscosso fin da subito grande partecipazione

“L’attività ha riscosso fin da subito una grande partecipazione – ha spiegato Sara Savelli, coordinatrice – gli insegnanti della scuola Platani sono entusiasti del lavoro che stiamo portando avanti, un impegno che genera risultati importanti non solo tra le mura scolastiche ma anche all’interno degli ambienti domestici considerato il coinvolgimento delle famiglie del territorio”.

Il progetto Amarò Foro riparte tra giochi, integrazione e tante nuove adesioni

Entusiasmo, partecipazione, voglia di fare. Sono questi i tre aspetti che caratterizzano la ripresa delle attività del progetto Amarò Foro (La nostra città) presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca. Da alcune settimane i bambini del quartiere hanno ripreso a giocare, divertirsi e crescere stando insieme attraverso le attività del progetto promosso da Associazione 21 luglio, giunto ormai al suo secondo anno.

L’obiettivo è stimolare la consapevolezza del se, dell’altro e della società

L’obiettivo del progetto educativo è quello di stimolare la consapevolezza del se, dell’altro e della società attraverso la sperimentazione artistica. All’interno attività laboratoriali e integrative, come gite, eventi comunitari e incontri con artisti. Amarò Foro punta, inoltre, alle abilità socio-emozionali e creative del minore, promuovendo un ambiente educativo e inclusivo che coinvolga famiglie e territorio.

Tante le nuove adesioni per l’avvio delle nuove attività a Tor Bella Monaca

“Entusiasmo e determinazione hanno caratterizzato la ripresa del nuovo anno – ha commentato Giuseppe Gatti, responsabile del progetto – l’aumento della partecipazione alle nostre attività è per noi motivo di orgoglio ma anche di stimolo a fare sempre meglio, grazie soprattutto al passaparola che si è diffuso tra le famiglie del quartiere, alle quali va il nostro ringraziamento”. Infine: “Tante le novità in cantiere per i prossimi mesi”.

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