Archivio per anno: 2018

riconoscimento.

Rom e sinti in Italia: quale diritto al riconoscimento?

INVITO

Il dibattito sul diritto al riconoscimento di rom e sinti è oggi in Italia aperto, acceso e complesso.

Diverse le posizioni sulle proposte di legge avanzate in questi ultimi anni: il disegno di legge sul riconoscimento istituzionale dello sterminio di rom e sinti durante il Nazi-fascismo (n.1748/2015); la proposta di legge sul riconoscimento formale della minoranza linguistica storica parlante la lingua romanì (n.3162/2015); la proposta di legge di iniziativa popolareNorme per la tutela e le pari opportunità della minoranza storico-linguistica dei Rom e dei Sinti”, orientata al riconoscimento delle peculiarità culturali di rom e sinti.

Su iniziativa della Commissione straordinaria per la tutela e e la promozione dei diritti umani si terrà il Convegno:

“Riconoscimento tutela e promozione sociale delle comunità rom e sinte in Italia. Quali azioni promuovere?”

Martedì 20 febbraio alle ore 15.00
presso la Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Piazza della Minerva 38, Roma

avrà luogo un confronto pubblico sugli effetti concreti che i diversi tipi di riconoscimento avrebbero sulla vita quotidiana di rom e sinti, così come sulla portata universale di temi quali
cultura, rappresentanza, identità.

Programma:

Saluti
Luigi Manconi – presidente Commissione diritti umani del Senato

Interventi
Francesco Palermo – membro Commissione diritti umani del Senato
Roberto Bortone – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Carlo Stasolla – presidente Associazione 21 luglio
Antonio Ciniero – Università del Salento
Nazzareno Guarnieri – Fondazione Romanì Italia

Modera
Giovanni Augello – giornalista di Redattore Sociale

I principali candidati nazionali alle elezioni politiche saranno invitati a partecipare al Convegno.
L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

Per informazioni e accrediti: 06/67065229 – E-mail: dirittiumani@senato.it
I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete inviando un fax allo 06/67062947 o una E-mail: accrediti.stampa@senato.it

Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.

SCARICA LA LOCANDINA

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio Stampa e Comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620

Email: stampa@21luglio.org
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OSCAD

Pubblicati i dati OSCAD sui reati di matrice razzista

L’OSCAD, Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori, costituito nel 2010 presso l’Ufficio di staff del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, lo scorso 15 gennaio ha reso pubblici per la prima volta  i dati sulle segnalazioni ricevute relative a discriminazioni e ai reati di matrice discriminatoria dalla sua costituzione sino al 31 dicembre 2017.

Tutti i dati

In poco meno di sei anni sono state 2030 le segnalazioni ricevute: di queste 1036 son state riconosciute come reati di matrice discriminatoria di cui 272, ossia il  26%, concernenti il web.
Riguardo l’ambito discriminatorio, oltre la metà delle segnalazioni ricevute, ossia il 51,5 % (1046 segnalazioni su un totale di 2030), sono riferite all’ambito “razza/etnia” riscontrando un ulteriore aumento percentuale per i reati accertati: infatti, ben il 60% (622 casi su 1036) dei reati di matrice discriminatoria sono dovuti all’origine o provenienza della vittima.
Infine, nel solo corso dell’anno 2017 l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) ha ricevuto complessivamente 128 segnalazioni, di cui 61 attinenti all’ambito discriminatorio razza/ etnia. Di quest’ultime, in linea con la casistica registrata dall’Osservatorio 21 luglio, risultano 2 gli episodi discriminatori avvenuti nei confronti di persone rom.

La fonte

Per visionare  i Dati dell’OSCAD clicca QUI.

Giornata della Memoria.

Giornata della Memoria: urgente e doveroso riconoscimento Porrajmos


Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria, ma lo sterminio degli almeno 500 mila rom e sinti vittime del “Porrajmos” durante il nazi-fascismo resta ancora oggi privo di riconoscimento istituzionale. Associazione 21 luglio: «Riconoscimento urgente e doveroso».

Roma, 26/1/2018. Si celebra domani 27 gennaio la Giornata della Memoria, una ricorrenza istituita in Italia con la legge n.211/2000 in ricordo delle vittime perseguitate e uccise nei campi di concentramento e sterminio durante il nazi-fascismo. Manca tuttavia un riconoscimento ufficiale degli almeno 500 mila rom e sinti caduti per mano di questi regimi, un genocidio – ricordato in lingua romanès con i termini “Porrajmos” (grande divoramento”) e “Samudaripen” (“tutti morti”) – perpetrato per ragioni puramente razziali e rimasto a tutt’oggi una pagina di storia da molti rimossa.

Porrajmos, il mancato riconoscimento

In vista di questa Giornata sono iniziate celebrazioni, commemorazioni e dibattiti ma l’amnesia relativa allo sterminio di queste comunità resta una profonda lacuna soprattutto sul piano politico e istituzionale. Non è stato infatti discusso da questa legislatura il disegno di legge presentato nel 2015 dai senatori Luigi Manconi, Manuela Serra, Francesco Palermo e altri membri della Commissione Diritti Umani del Senato che prevedeva di includere il riferimento allo sterminio di rom e sinti nella legge istitutiva del Giorno della Memoria. Ne consegue che la persecuzione etnica di questi popoli non ha, ad oggi, ricevuto alcun riconoscimento istituzionale.

Associazione 21 luglio celebra il Porrajmos a Gioia del Colle

Associazione 21 luglio, in quanto organizzazione che supporta e tutela comunità in condizioni di segregazione e discriminazione, celebrerà quest’anno la Giornata della Memoria presso Gioia del Colle (BA) dove ha organizzato, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Sic! ProgettAzioni Culturali, un convegno dal titolo “Porrajmos. La persecuzione dei rom e dei sinti durante il fascismo” al quale parteciperanno Luca Bravi (università di Firenze), Stefano Pasta (Università Sacro Cuore di Miano), Eva Rizzin (Università di Verona) e Ernesto Grandini (Associazione Sinti di Prato). A seguire verrà rappresentato, presso il Teatro Comunale Rossini, “Il mio inv(f)erno. Vita da zingaro”, uno spettacolo di Maurizio Vacca prodotto da Sic! ProgettAzioni Culturali e Comune di Gioia del Colle dedicato alla storia del pugile Johann Trollmann, detto Rukeli, campione e vittima del nazi-fascismo.

Uno spettacolo dedicato a Rukeli

“Il mio inv(f)verno…vita da zingaro” è la storia di un uomo e allo stesso tempo di un intero popolo. La rappresentazione ripercorre infatti non soltanto la deportazione nei campi di concentramento e lo sterminio, ma anche la persecuzione e la discriminazione esacerbata da leggi razziali sempre più dure nei confronti di un popolo di persone degradate dal regime al livello di «non umani».

Il commento di Associazione 21 luglio

«La rimozione dalla memoria collettiva dello sterminio delle comunità rom e sinte durante il nazifascismo è una ferita ancora aperta che spiega bene perché, ancora oggi, queste comunità siano tenute ai margini della vita sociale collettivaha sottolineato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – È invece fondamentale riportare quelle comunità rom e sinte che in Italia vivono in condizioni abitative ghettizzanti al centro di azioni politiche inclusive, abbandonando l’approccio pregiudizievole e stigmatizzante. Il riconoscimento del “Porrajmos”, che a questo punto diventa un atto urgente e doveroso, potrebbe rappresentare un’importante tappa in questa direzione».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
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Rukeli.

Rukeli eroe e vittima del nazifascismo nello spettacolo di Maurizio Vacca

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria ma manca un riconoscimento ufficiale del genocidio del popolo rom e sinto perpetrato dal regime nazi-fascista: il “Porrajmos” (grande divoramento) o “Samudaripen” (tutti morti), in lingua romanés.

Associazione 21 luglio e la Giornata della Memoria

Associazione 21 luglio celebrerà questa giornata con un convegnoPORRAJMOS. La persecuzione dei rom e dei sinti in Italia durante il Fascismo” presso il Comune di Gioia del Colle. A seguire uno spettacolo dedicato a “Rukeli”, grande campione di boxe e vittima del regime perché appartenente al popolo sinto. La rappresentazione “IL MIO INV(F)ERNO…vita da zingaro” è scritto e diretto da Maurizio Vacca e co-prodotto da Sic! ProgettAzioni Culturali e Comune di Gioia del Colle in collaborazione con l’Università della Terza Età di Gioia del Colle. Le musiche originali saranno affidate al gruppo musicale C.F.F.

Scheda dello spettacolo

(di SIC! ProgettAzioni Culturali)
“IL MIO INV(F)ERNO…vita da zingaro” è la storia di un uomo ed allo stesso tempo la storia di un intero popolo.
Berlino, 1933.
Danzava, lo zingaro. E vinceva. Saltellava, colpiva veloce. Una carriera folgorante.
Campione tedesco dei pesi medi. Dopo sei round l’ariano Witt era a pezzi. In prima fila c’era un gerarca nazista, presidente dell’associazione pugili tedeschi, che ordinò di annullare l’incontro. Il pubblico esplose di rabbia e alla fine il titolo fu assegnato. I nazisti sfiorarono il linciaggio.
Campo di concentramento di Neuengamme, 1943.
Un uomo denutrito con indosso i guantoni da boxe, crolla nel fango. Non è chiaro cosa sia successo: si sa che ci sono stati degli spari. Lo avevano massacrato di botte. Sapendoche era stato un campione, gli infilavano i guantoni e lo facevano a pezzi: «Adesso difenditi, zingaro», gli urlavano le SS. Il suo nome è Johann “Rukeli” Trollmann.
La storia di Johann Trollmann è una delle più straordinarie e meno raccontate del Terzo Reich. Meno raccontate per un solo motivo: “Rukeli” era un sinto. Eppure la vicenda umana e sportiva di “Rukeli” è, con tutto il suo carico di dolore, ingiustizia, discriminazione e razzismo, una vicenda eccezionale ed emblematica. Aveva uno stile all’avanguardia: veloce sulle gambe, quasi danzante, colpi brevi e formidabili. Roba «animalesca», secondo le camicie brune, «effeminata», niente a che vedere con «il vero pugilato ariano». Non era accettabile che un sinto avesse vinto il titolo contro Adolf Witt… una settimana dopo quel 9 giugno in cui “Rukeli” ebbe il titolo, il titolo gli fu tolto. L’affronto di quella vittoria doveva essere vendicato. Fu organizzato un nuovo incontro, questa volta contro Gustav Eder, che successivamente sarà campione europeo: una sconfitta annunciata, anzi preparata con cura.
Proibirono a Trollmann di muoversi dal centro del ring, gli dissero che se avesse «danzato» schivando i colpi gli avrebbero tolto la licenza. Johann doveva perdere, e basta. Johann lo sapeva…e fu l’inizio di un lungo inv(f)erno…
“Rukeli” si presentò sul ring con i capelli tinti di biondo-oro e con tutto il corpo cosparso di farina. Consapevole di andare a farsi massacrare, con questo gesto provocatorio si prese gioco di tutta la retorica del «combattente ariano» con cui la propaganda nazista aveva gonfiato e avvelenato il paese.
Gli anni seguenti furono un rapido viaggio nell’inv(f)erno del nazismo.
I sinti e i rom – che vennero degradati al livello «non-umano» degli ebrei, furono obbligati in molti casi a farsi sterilizzare. Trollmann, nel ’42, venne arrestato dalla Gestapo e deportato nel lager di Neuengamme. “Rukeli” Trollmann, nel 1943, finì nel fango di Neuengamme, con addosso solo i suoi guantoni da boxe.
Con questo spettacolo vogliamo provare ad entrare, in punta di piedi, nella vita di un uomo, nel suo privato, tra i suoi affetti. Ci lasceremo raccontare/cantare la sua vita da coloro che sono stati al suo fianco (una madre silenziosa ma presente, una moglie soggetto delle sue attenzioni). Affetti famigliari, ascesa professionale, vittorie, sconfitte si intrecceranno alle tante storie di un periodo buio della nostra storia; la cronaca degli eventi (politici e sportivi di quel tempo) farà da cornice ad un quotidiano denso di speranze…
Attraverso immagini (libretto di sala realizzato dall’illustratore Valerio Pastore con la tecnica della graphic novel), suoni (colonna sonora originale eseguita dal vivo), testo, racconteremo di un uomo che osò sfidare il regime nazista, consapevole che ciò lo avrebbe pagato a caro prezzo.

biblioteche del giocattolo.

Biblioteche del giocattolo: inaugurate a Roma e a Mazara del Vallo

Sabato 20 gennaio, Associazione 21 luglio ha iniziato una nuova avventura inaugurando le Biblioteche del giocattolo del progetto Toy for Inclusion, luoghi in cui i genitori e i bambini avranno accesso libero e gratuito a giocattoli, libri e a stimolanti esperienze ricreative.
I contesti scelti per realizzare le Toy Libraries sono il quartiere romano di Tor Bella Monaca, in partnership con Cubo Libro, e un comune in provincia di Trapani, Mazara del Vallo, in collaborazione con Casa della Comunità Speranza.

La giornata inaugurale

Lo svelamento della targa della Biblioteca del Giocattolo a Roma


Le due inaugurazioni hanno visto la partecipazione gioiosa ed entusiasta delle famiglie del territorio, della società civile, di volontari e delle istituzioni locali.
Oltre ad offrire momenti di gioco ed esperienze laboratoriali, la giornata di inaugurazione ha rappresentato a Roma anche un’occasione di scambio ed interazione tra i rappresentanti istituzionali e i cittadini di Tor Bella Monaca. Le mamme e i papà hanno avuto l’occasione di condividere momenti di convivialità con il Presidente del Municipio VI Roberto Romanella; con Francesca Filipponi, Assessore municipale alle Politiche Sociali e Sanità, Pari Opportunità, Politiche Abitative e con Alessandro Marco Gisonda, Assessore municipale alla Scuola, Sport, Cultura, Politiche Giovanili, Turismo e Beni Archeologici.  È stato quest’ultimo a svelare la nuova targa della Biblioteca del Giocattolo. Anche l’inaugurazione di Mazara del Vallo ha visto giochi guidati rivolti ai più piccoli, una pesca a sorpresa e la distribuzione di palloncini.

La distribuzione di palloncini nella Biblioteca del Giocattolo a Mazara del Vallo


Le biblioteche del giocattolo sono pensate come spazi ludico-ricreativi riservati a bambini di età 0-8 e alle loro famiglie e vedranno diverse attività rivolte ai più piccoli e non solo. Il personale qualificato sarà infatti a disposizione dei genitori per consigliarli sui giochi, sui testi, sulle attività a seconda delle età e delle esigenze peculiari di ciascun bambino. Anche i nonni, figure di riferimento e depositari di conoscenze e storie di vita, saranno protagonisti assieme ai propri nipotini di attività quali letture ad alta voce e giardinaggio così come di laboratori artistici e culinari.

Le Biblioteche del giocattolo Toy for Inclusion

Con il progetto Toy for Inclusion, finanziato da Open Society Foundations e Unione Europea, Associazione 21 luglio vuole garantire uno spazio sicuro e stimolante rivolto ai bambini e alle loro famiglie, così come offrire ai cittadini uno strumento per costruire attivamente la propria comunità.
L’inaugurazione di questi due spazi costituisce un passo significativo nella storia di Associazione 21 luglio, da sempre, e ancora più da oggi, impegnata nel contrasto della povertà educativa, nella promozione dei diritti dell’infanzia e nel sostegno dell’empowerment degli individui.
Le Biblioteche del giocattolo osserveranno i seguenti orari:
CASA DELLA COMUNITÀ SPERANZA –  Via Pescatori, 10 – Mazara del Vallo
ogni lunedì e mercoledì dalle 16 alle 19
Primo sabato di ogni mese dalle 10 alle 13
CUBO LIBRO – Largo Ferruccio Mengaroni, Tor Bella monaca – Roma
ogni sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
ultima domenica di ogni mese dalle 10 alle 13
Per maggiori informazioni:
SCARICA LA LOCANDINA – MAZARA DEL VALLO
SCARICA LA LOCANDINA – TOR BELLA MONACA, ROMA

IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Cosenza.

Sgombero Cosenza, organizzazioni inviano appello al sindaco

In seguito alla deliberazione n.128 del 17 ottobre 2017 per la demolizione e lo sgombero dell’insediamento di via Reggio Calabria a Cosenza, il Mo.C.I., Associazione 21 luglio Onlus e Un Mondo di Mondi congiuntamente all’attivista rom Enzo Abruzzese, hanno inviato una lettera di preoccupazione al sindaco Mario Occhiuto e al prefetto Gianfranco Tomao.
Nel documento viene evidenziato come all’interno dell’insediamento siano ancora attualmente residenti 10 famiglie rom in condizioni di grave vulnerabilità per le quali, senza una soluzione abitativa condivisa con le famiglie che garantisca il diritto ad un alloggio adeguato, lo sgombero rappresenterebbe un ulteriore aggravamento della situazione di fragilità sociale in cui versano.

I precedenti

Gli scriventi sottolineano come già dal 2012 l’area è sotto l’attenzione dell’amministrazione che nello stesso anno ne aveva disposto un sequestro preventivo tramite l’autorità giudiziaria nonostante fosse abitata da numerosi nuclei famigliari di cittadinanza italiana appartenenti alla comunità rom in condizioni di disagio economico sociale. Da allora non solo non è stata attuata alcuna azione di supporto per la risoluzione di questa situazione di fragilità ma, al contrario, l’Amministrazione si è mossa per la realizzazione del “Ponte di Calatrava” culminando nel 2015 con l’ottenimento del dissequestro di una porzione dell’area fino alla fine dei lavori dell’infrastruttura.

Richieste e raccomandazioni

Alla luce di questi avvenimenti, i firmatari della lettera si sono appellati all’Amministrazione di Cosenza per chiedere quali azioni siano state messe in atto per fare fronte alla situazione emergenziale delle 10 famiglie presenti in via Reggio Calabria e a quanti sia stata comunicata l’assegnazione di alloggi popolari di riserva come previsto dall’art. 31 della Legge Regionale N. 32/1996.
Nella lettera viene sottolineato infatti come, in accordo con le recenti Osservazioni adottate dal Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite il 23 marzo 2017, sia necessario attuare ogni misura necessaria «al fine di evitare la pratica degli sgomberi forzati delle comunità rom residenti sul suolo nazionale – si legge nel testo della missiva –  e, in caso di sgombero, di provvedere alla garanzia di un alloggio alternativo adeguato in linea con gli standard internazionali».
È stata menzionata anche la Circolare del Ministero Interno 1 settembre 2017 N. 11001/123/111(1), la quale, riconoscendo  come elemento prioritario il diritto all’alloggio delle famiglie con reddito molto basso, ha stabilito che non si possano effettuare sgomberi di nuclei familiari con reddito basso senza aver prima trovato un’adeguata soluzione abitativa.
Foto di QuiCosenza
 

Giornata della Memoria 2018

Giornata della Memoria 2018

Il prossimo 27 gennaio in occasione della Giornata della Memoria 2018, Associazione 21 luglio, il Comune di Gioia del Colle e l’Associazione Sic! ProgettAzioni Culturali terranno il convegno:

“PORRAJMOS. La persecuzione dei rom e dei sinti in Italia durante il Fascismo.”

DOVE:

Chiostro Palazzo Comunale di Gioia del Colle (BA)

QUANDO:

27 gennaio ore 18.30

PROGRAMMA:

SALUTI

Donato Lucilla: Sindaco del Comune di Gioia del Colle
Anna Maria Longo: Assessore alle Culture del Comune di Gioia del Colle
Gualberto Giandomenico: Presidente di SIC! ProgettAzioni Culturali

INTERVENGONO

Luca Bravi: Università di Firenze
Stefano Pasta: Università del Sacro Cuore di Milano
Eva Rizzin: Università di Verona
Ernesto Grandini: Associazione Sinti di Prato

MODERA

Carlo Stasolla: Presidente di Associazione 21 luglio

Per maggiori informazioni sul convegno SCARICA LA LOCANDINA DEL CONVEGNO
A seguire verrà rappresentato, presso il Teatro Comunale Rossini, lo spettacolo “Il mio inv(f)erno. Vita da zingaro”, uno spettacolo di Maurizio Vacca prodotto da Sic! ProgettAzioni Culturali e Comune di Gioia del Colle dedicato alla storia del pugile Johann Trollman, detto Rukeli, campione e vittima del nazifascismo.
Per tutte le informazioni sullo spettacolo SCARICA LA LOCANDINA
Progetto grafico di: Valerio Pastore

Riccardo De Corato

"Delinquenti per cultura": Osservatorio 21 luglio segnala le dichiarazioni di Riccardo De Corato

«In determinate culture, la delinquenza s’impara fin da giovani» queste le parole pronunciate da Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Regionale della Lombardia, per commentare un fatto di cronaca riguardante un’unica persona appartenente alla comunità sinti. «In questi anni, accanto a notizie di cronaca che vedevano le diverse etnie nomadi al centro di vicende criminose, abbiamo letto di iniziative, pagate con i soldi dei contribuenti, a loro favore – ha proseguito – Come possono i Comuni di centrosinistra, come Milano, continuare a fornire sostegno a queste persone? Ben sapendo quanto comportamenti criminosi siano insiti nel loro stile di vita?» (Qui il link all’articolo che riporta le dichiarazioni).

Perché la segnalazione

Tali frasi hanno richiamato immediatamente l’attenzione dell’equipe di lavoro dell’Osservatorio 21 luglio che ha segnalato le dichiarazioni agli organi competenti, esprimendo preoccupazione per la visione che viene data tout court delle comunità rom e sinte.
I commenti rilasciati sulla vicenda, oltre ad avere carattere congetturale e generalizzante «contribuiscono alla diffusione di pregiudizi e stereotipi – si legge nella lettera di Associazione 21 luglio alle autorità – suscettibili di radicare ancor più nell’immaginario collettivo la visione di rom e sinti come altro da sé, come un “problema”, penalizzando così indistintamente l’intera comunità e alimentando nella popolazione residente un sentimento di rigetto e di intolleranza».
Attribuire la delinquenza a un’appartenenza etnica o culturale è un pregiudizio gravissimo, tanto più se un messaggio del genere viene diffuso da rappresentanti politici che avrebbero il compito – proprio in virtù del ruolo che ricoprono e per il maggiore impatto delle proprie idee nella società – di arginare la diffusione di sentimenti di intolleranza e xenofobia.

L’Osservatorio

L’Osservatorio 21 luglio svolge una costante e scrupolosa attività di monitoraggio per tenere traccia degli “hate speech” e attivare misure correttive volte alla decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi che coinvolgono autorità, esponenti pubblici e media.
Guarda la mappa dei “discorsi d’odio” 2017.
Foto di LaMartesana.it

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