Archivio per anno: 2018

Rapporto Annuale

Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa

Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento strategico e coordinamento nazionale delle politiche desegregative».

Roma – 6 aprile 2018. Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani* appare chiaro: anche nel 2017 l’Italia ha continuato ad essere il “Paese dei campi”, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato.
È stato presentato oggi in Senato, alla presenza del neo direttore UNAR Luigi Manconi, il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio che come ogni anno – in vista della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti celebrata l’8 aprile – fa il punto sullo stato dei diritti delle popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa e residenti all’interno di baraccopoli formali e informali italiane.

Rom e Sinti in emergenza abitativa in Italia

Secondo i dati raccolti sul campo da Associazione 21 luglio, a fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180 mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, sono circa 26 mila quelli in emergenza abitativa che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo 0,04% della popolazione italiana. Rispetto all’anno precedente si registra quindi una leggera flessione di presenze (nel 2016 erano 28 mila unità) dettata non da una graduale risoluzione della questione ma piuttosto dalle drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti che hanno spinto alcuni degli abitanti – prevalentemente comunitari – a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine.

I numeri

In Italia sono 148 le baraccopoli formali, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi 2 centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno nella città di Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il 43% abbia la cittadinanza italiana; mentre sono 9.600 i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% – pari a 3.000 unità – è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti, infine, vivono nell’86% dei casi cittadini di origine rumena.

La condizione dei minori e gli sgomberi forzati

A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono molti minori, il 55% secondo le stime di Associazione 21 luglio, con gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico. A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono infatti in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di sgombero forzato attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite.
Nella sua costante attività di monitoraggio, Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di 230 operazioni: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.

Antiziganismo e discorsi d’odio

L’antigitanismo rimane uno degli elementi che continua a caratterizzare la nostra società. Nel 2017 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di 182 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. È da segnalare quindi un incremento del 4% rispetto al 2016, anno in cui l’Osservatorio aveva rilevato un totale di 172 episodi.

La situazione a Roma

La città di Roma detiene il triste primato del maggior numero di insediamenti presenti, 17 in totale di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”. Nella Capitale, nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il “Progetto di Inclusione Rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei “campi” presenti all’interno della città – piano di cui Associazione 21 luglio aveva fin da subito evidenziato le fragilità – nel 2017 non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione. Caso esemplare quello dell’insediamento di Camping River, per il cui superamento la Giunta ha promosso una serie di azioni che si sono dimostrate fallimentari e non hanno fatto altro che “declassare” l’insediamento da formale a informale.

Le dichiarazioni

«Non è più il momento di tergiversare, non è più il momento di risposte nostalgiche che guardano alle soluzioni del passato – ha dichiarato Tommaso Vitale dell’Università Sciences Po, intervenuto oggi nel corso della presentazione del Rapporto – Questo è il momento del diritto anti-discriminatorio. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto».
«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare il fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – non ci sono progressi nell’implementazione della Strategia e le politiche non hanno prodotto alcun processo di inclusione. Sono necessari un chiaro orientamento strategico e un coordinamento a livello nazionale rispetto alle politiche di desegregazione abitativa».
SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE 2017


*European Union Agency for Fundamental Rights (FRA); Human Rights Council (HRC); Committee on the Elimination of Discrimination against Women (CEDAW) e European Parliament Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs (LIBE).


Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

Matemù

Amarò Foro incontra il MateMù

I giovani di Amarò Foro hanno fatto visita al MaTeMù, il Centro Giovani e Scuola d’Arte del Municipio Roma I ideato e gestito dal CIES Onlus, un luogo aperto al territorio in cui ragazzi e ragazze di tutte le culture e provenienze possono esprimere la propria creatività, un posto dove tutte le differenze sono viste come valori e stimoli per esplorare nuove possibilità. (QUI orari e informazioni sul MateMù).

La visita alla struttura

La visita si è aperta con un giro all’interno degli spazi della struttura, durante la quale i ragazzi hanno potuto ascoltare un pezzo rap live e – soprattutto – partecipare ad una lezione aperta di break dance guidata dall’istruttrice Elisa Ciprianetti.

Valori comuni

Perché è stato scelto il Matemù? «È un progetto che sentiamo vicino a noi perché utilizza l’arte per sviluppare capacità creative e relazionali – spiega Giuseppe, coordinatore del progetto “Amarò Foro” – ed è un bellissimo esempio di come si può partecipare tutti insieme a un’attività educativa». Il MateMù è un luogo a cui i ragazzi possono accedere anche tornando da soli, uno spazio aperto che possono fare loro per vivere in maniera diversa il proprio tempo libero all’interno della città lasciando libero sfogo alla creatività.
Anche l’incontro con ballerini più grandi che si dedicano alla break dance raggiungendo ottimi livelli performativi, è una prova importante per le ragazze e i ragazzi che partecipano ai laboratori Amarò Foro, che dimostra come l’arte non è solo una fase passeggera dell’età infantile ma può continuare e consolidarsi anche durante l’età adolescenziale e poi adulta.

Un incontro formativo

«Per i nostri ragazzi è stato un incontro molto formativo – aggiunge Giuseppe – perché hanno avuto l’opportunità di mettersi alla prova senza timori e ballare con persone più grandi di loro». Un ottimo stimolo per accrescere la propria autostima e le capacità interazionali.
 

Rapporto Annuale 2017

6 Aprile – Presentazione Rapporto Annuale 2017

INVITO

Su iniziativa della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani in collaborazione con Associazione 21 luglio Onlus

CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM E SINTI E PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE 2017

Venerdì 6 aprile 2018, ore 11.00
Sala degli Atti Parlamentari
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Piazza della Minerva, 38 – Roma

Saranno diffusi i dati inediti raccolti da Associazione 21 luglio sulla condizione dei rom e sinti in emergenza abitativa in Italia, sugli sgomberi forzati e i discorsi d’odio. Verrà inoltre presentata la mappatura nazionale delle baraccopoli, con un focus sulla città di Roma e il “Piano di Inclusione Rom” comunale.

Intervengono:

Luigi Manconi, direttore UNAR, già presidente della Commissione diritti umani del Senato
Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio Onlus
Tommaso Vitale, Università Science Po
Marco Zanne, Associazione 21 luglio Onlus

Nel corso dell’iniziativa verrà consegnata una targa del Senato a Goffredo BEZZECCHI,
vittima del Porrajmos e sopravvissuto ai campi di concentramento.

Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità
dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo
al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo
L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

Per informazioni e accrediti: 06/67065299 E-mail: dirittiumani@senato.it
I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete
inviando un fax allo 0667062947 o una mail: accrediti.stampa@senato.it

Biblioteche del Giocattolo

Il divertimento continua nelle Biblioteche del Giocattolo!

Continua l’avventura delle Biblioteche del Giocattolo a Roma e Mazara del Vallo, e con lo sviluppo di nuove attività anche le comunità territoriali sono sempre più partecipi e coinvolte.

Nuove attività a Roma…

A Roma (presso il Cubo Libro), a parte le attività ordinarie, ogni ultima domenica del mese l’offerta educativa si è arricchita di tanti laboratori e, oltre ad avere a disposizione tanti bellissimi giocattoli, i bambini e le loro famiglie hanno cominciato a cimentarsi con nuove attività creative adatte per tutta la famiglia. La mattina sono previsti lettura e riciclo per imparare a costruire autonomamente i giocattoli. Durante il pomeriggio sono previste invece attività di giardinaggio urbano e circolo di lettura per grandi e piccini amanti delle storie. Last but not least, durante il mese di marzo si è attivato un corso di cucito organizzato da membri del LAT (i Local Action Team, gruppi di azione locale) che coordinano le diverse attività nelle due città e che sono stati appositamente formati all’interno del progetto TOY for Inclusion di cui le biblioteche del giocattolo fanno parte.

…E a Mazara del Vallo

Anche la Biblioteca del Giocattolo di Mazara del Vallo (presso la Casa della Comunità Speranza) è in gran fermento e oltre ai soliti orari di apertura si sono attivate aperture speciali per le scuole durante le quali i bambini provenienti dai diversi plessi di Mazara visitano il servizio per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà territoriale e – soprattutto – per giocare e divertirsi insieme.

L’implementazione del progetto

«Con l’arrivo della primavera le Biblioteche del Giocattolo cominciano a riempirsi sempre più – racconta Francesca, coordinatrice del progetto – e le famiglie hanno la possibilità sia di giocare insieme con i figli, sia di creare relazioni con altre famiglie e con gli operatori delle Biblioteche. Proprio grazie a queste nuove relazioni – aggiunge – si serca di faciltare la conoscenza e l’accesso ai servizi formali e informali del territorio, come gli sportelli psicologici, i centri di aggregazione e i servizi di assistenza sanitaria per bambini e genitori».
IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Tor Bella Monaca.

L’orto multiculturale a Tor Bella Monaca avvicina le famiglie

C’è un orto nel cuore di Tor Bella Monaca che fa incontrare i residenti del quartiere e in cui, oltre a ravanelli e salvia, si semina il rispetto tra le persone. Stiamo parlando dello spazio che circonda il Polo ex Fienile, sito a Largo Mengaroni e accessibile senza discriminazione a tutte le famiglie del posto.
I minori di Tor Bella Monaca sono alcuni dei protagonisti che animano il centro, luogo di promozione di arte, educazione e impegno sociale“Bambini al centro” è il progetto a loro dedicato, nato a Tor Bella Monaca nel 2017: un progetto che coinvolge attivamente, oltre ai minori, anche le generazioni che li hanno preceduti, genitori e nonni.

Quando i bambini seminano

Con l’arrivo della primavera, il progetto “Bambini al centro” si è spostato all’aria aperta e ha dato inizio alle attività di semina che proseguiranno fino all’estate sotto l’attenta supervisione degli operatori di Terra! Onlus, partner preziosi del progetto. Rispetto per la natura, condivisione dello spazio, pazienza e progettualità, collaborazione tra pari sono i valori che le attività di semina vogliono trasmettere ai bambini di Tor Bella Monaca.

L’orto dei bambini al Polo Ex Fienile


Le mani e le braccia che hanno felicemente collaborato nella creazione dell’orto urbano appartengono a bambini residenti nello stesso Municipio ma provenienti da retroterra molto differenti: si tratta di minori cresciuti nella baraccopoli di Via di Salone, di bambini residenti nelle case popolari, di italiani di seconda generazione, dei nipoti dei primi residenti del quartiere di Tor Bella Monaca e così via.

Il raccolto è più gustoso se multiculturale

«Vedere mamme e bambini di background così differenti collaborare all’orto e scherzare sotto al sole è stato toccante – racconta Miriana, operatrice del progetto – L’orto rappresenta molto di più di un pezzo di terra: è complicità, collaborazione, unione. E il raccolto è ancora più gustoso se multiculturale».
 

donne rom.

La voce delle donne rom all'International Roma Women's Congress

Un congresso internazionale organizzato da e per le donne rom di tutta Europa, riunito a Barcellona per discutere di temi fondamentali per le loro vite: salute, famiglia, diritto all’abitare e lavoro. Dzemila Salkanovic e Miriana Halilovic, operatrici di Associazione 21 luglio e attiviste rom, partecipano all’International Roma Women’s Congress per presentare le istanze di tutte le donne rom che negli ultimi mesi, prima dell’incontro, hanno ascoltato e raccolto. Diversi sono stati infatti i focus group da loro organizzati con donne rom, residenti nei “campi” e in case convenzionali, adulte e adolescenti, così da portarne gli spunti, le questioni e le priorità alla due giorni organizzata dall’Associazione Drom Kotar Mestipen.

Le priorità delle donne rom

Le donne rom che Miriana e Dzemila hanno incontrato e coinvolto nei lavori preliminari al Congresso hanno raccontato di vite segnate dall’ingiustizia: forti disuguaglianze di genere interne alle proprie famiglie, scarso investimento sulla scolarizzazione delle bambine e limitate possibilità lavorative per le giovani donne, una salute riproduttiva minacciata da aborti clandestini, da matrimoni precoci, da un inadeguato utilizzo degli anti-concezionali.
«Non ho controllo sulla maternità. Mio marito sostiene che il preservativo vada usato con le prostitute, non con le proprie mogli», ha riportato una partecipante a un focus group tenutosi a Roma.
(Per approfondire il tema della salute riproduttiva e dei matrimoni precoci, consulta il nostro Report “Non ho l’età”).

Da tutta Europa a Barcellona

Le donne rom partecipanti al Congresso sono arrivate a Barcellona da Grecia, Romania, UK, Irlanda, Bulgaria, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, Spagna, Kosovo, Turchia, Serbia, Macedonia. Sono esponenti di associazioni di volontariato, di organizzazioni non governative, rappresentanti della società civile, attiviste. Unite dal comune interesse di condividere buone pratiche e di contribuire al superamento delle discriminazioni che le donne rom ancora oggi vivono in quanto donne e in quanto rom. L’International Roma Women’s Congress dà voce alle donne rom, al loro bisogno di fare rete, di promuovere un’immagine diversa di sé stesse, di essere riconosciute come protagoniste attive nel cammino dei diritti umani.

Associazione 21 luglio è tra i nuovi fellow Ashoka!

Associazione 21 luglio è stata riconosciuta come agente del cambiamento e con il Presidente Carlo Stasolla entra ufficialmente nella comunità degli Ashoka Fellow Italiani. La presentazione a Roma il 22 marzo.
Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, entra a far parte della comunità degli Ashoka Fellow Italiani in quanto innovatore sociale che, attraverso l’organizzazione di cui è a capo, ha prodotto un cambiamento ad alto impatto nel settore in cui opera.

Le cerimonia di riconoscimento

“Risposte concrete ai problemi sociali – come gli imprenditori sociali cambiano l’Italia”, è questo il titolo della presentazione che si terrà il 22 marzo dalle ore 17 presso il Palazzo Orizzonte Europa in Via Altiero Spinelli, 30, Roma (prenotazioni QUI), durante il quale Carlo Stasolla per Associazione 21 luglio entrerà ufficialmente nella rete di innovatori più grande al mondo. Insieme a lui, quest’anno, Daniel Tarozzi per Italia che Cambia, Massimo Vallati per il Calcio Sociale e Eleonora Voltolina per la Repubblica degli Stagisti.

Il lavoro di Associazione 21 luglio

Il lavoro di Associazione 21 luglio è stato riconosciuto per l’impegno nel trasformare il modo in cui le istituzioni italiane affrontano la marginalizzazione e la segregazione abitativa delle comunità rom. Esso ha l’obiettivo di disseminare un approccio innovativo per coinvolgere i diversi attori – dai decisori politici ai giornalisti, dagli accademici ai professionisti – in un cambio di paradigma che miri a smantellare il “sistema campi rom” di cui il nostro Paese è riconosciuto in Europa come il principale responsabile.

Chi è Ashoka

Ashoka, in Italia dal 2014, è la più grande rete globale di imprenditori sociali che da 37 anni seleziona, forma e connette innovatori sociali di tutto il mondo, per massimalizzarne l’impatto sociale, creare alleanze trasversali e cambiare il sistema nel complesso. Fondata nel 1981, opera in 93 Paesi e conta più di 3.500 Fellows e per il secondo anno consecutivo Ashoka è stata confermata la quinta ONG più influente al mondo per innovazione.

La dichiarazione di Carlo Stasolla

«Riceviamo questo riconoscimento come un grande onore – ha commentato Carlo Stasolla – e come un’ulteriore conferma dell’importanza del nostro lavoro. Sarà un incentivo per continuare con sempre maggiore impegno nella difesa dei diritti umani».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
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Mondi di Mamme

"Mondi di mamme": condividere in gruppo l'esperienza genitoriale

Un centro di ascolto, un punto di ritrovo e un momento di confronto. È questo e molto altro l’esperienza avviata con “Mondi di mamme” all’interno del progetto “Bambini al Centro” e sostenuto da Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il sud nell’ambito del bando “Infanzia, prima” e con i fondi 8×1000 della Chiesa Valdese.

Il Centro di ascolto “Mondi di mamme”

Il mestiere del genitore è faticoso, spesso complicato, per questo Mondi di Mamme offre l’opportunità di ritrovarsi e condividere in gruppo la propria esperienza genitoriale e i propri dubbi in un clima multiculturale.
Mamme italiane e straniere, provenienti dal quartiere di Tor Bella Monaca e dalla baraccopoli di Salone si incontrano una volta al mese sotto la supervisione di Piero Vereni, antropologo e professore, e ad alcuni facilitatori della Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tor Vergata. (GUARDA IL CALENDARIO COMPLETO DEGLI INCONTRI DI MONDI DI MAMME).

La testimonianza

«Mi piace frequentare “Mondi di mamme” – ha raccontato Nedziba, mamma di quatto figli e assidua frequentatrice del centro di ascolto – mi ha aiutato a ritrovare la fiducia in me stessa ed è stata un’opportunità per conoscere persone fantastiche. E poi, per un genitore c’è sempre di imparare!».
Guarda il video su Youtube

campagna elettorale

Le nuove strategie dell'odio cavalcano la campagna elettorale

I dati della task force “Hate Speech” e le segnalazioni del “Barometro dell’odio” della campagna “Conta fino a 10” di Amnesty International attivate in questi mesi, confermano quanto emerge dal lavoro di costante monitoraggio dell’Osservatorio 21 luglio: l’odio ha subito un’impennata nel dibattito pubblico italiano, soprattutto in questa fase di campagna elettorale.

I dati emersi

Secondo gli attivisti di Amnesty International il 95% delle dichiarazioni sui social dei politici in corsa alle prossime elezioni politiche  «veicolano stereotipi, sono discriminatorie, razziste o incitano all’odio e alla violenza in campagna elettorale» e sono da attribuire ai tre partiti della coalizione di centrodestra: “Lega Nord (50%), Fratelli d’Italia (27%) e Forza Italia (18%)”.
Il 79% delle dichiarazioni ha come bersaglio i migranti, il 12% veicola discriminazione religiosa, il 5% è rivolta contro i rom e il 4% veicola discriminazioni di genere.
Dati questi sostanzialmente confermati dal monitoraggio straordinario effettuato dall’Osservatorio 21 luglio delle dichiarazioni sulle pagine social di un campione rappresentativo di candidati dal 15 febbraio al 2 marzo 2018 volto a monitorare le dichiarazioni stereotipate e stigmatizzanti o incitanti all’odio e alla discriminazione verso le comunità rom e sinte.

Una nuova strategia dell’odio

Il monitoraggio effettuato nel periodo elettorale  dall’Osservatorio 21 luglio ha confermato, lo spostamento rilevato in questi anni, da un linguaggio manifestamente discriminatorio e incitante all’odio ad un utilizzo di affermazioni borderline, che denota una strategia comunicativa, più o meno cosciente, degli attori politici nazionali e locali.
Infatti, le dichiarazioni monitorate hanno confermato l’aumento al ricorso dei discorsi stereotipati, fenomeno che di per sé potrebbe rappresentare un trend positivo se confermato. Tuttavia tale tendenza da una parte va a nutrire e alimentare il substrato culturale su cui si radicano gli episodi di incitamento alla discriminazione e/o all’odio, dall’altra colloca i produttori di tale linguaggio al di fuori dell’ambito passibile di sanzione.

vie d'uscita

Presentazione del Premio Ricerca: Vie d'uscita. Le carriere abitative dei rom

INVITO

È possibile uscire dai “campi”? Quali sono le strategie abitative dei rom che cercano di accedere a una casa convenzionale?
Il primo premio ricerca 21 luglio sarà pubblicamente consegnato lunedì 12 marzo a Torino.

“Vie d’uscita. Le carriere abitative dei rom usciti dai campi” è il titolo della tesi di dottorato di Chiara Manzoni, premiata da Associazione 21 luglio per la rilevanza del tema e l’accuratezza dell’indagine. Al Convegno, l’autrice presenterà i risultati del suo lavoro sul campo: un’analisi sui motivi di successo, di fallimento, le ragioni e le dinamiche delle carriere abitative dei rom che tentano di far fronte all’emergenza abitativa.

Lunedì 12 marzo, ore 15.00
Campus Luigi Einaudi, Sala Lauree Blu
Lungo Dora Siena, 100 – Torino

Presentano

Carlo Stasolla presidente Associazione 21 luglio
Chiara Manzoni
 – vincitrice del Premio Ricerca 21 luglio e Social Researcher presso NIESR
Marianna Manca sociologa UniTo
Pietro Cingolani – antropologo UniTo

Intervengono

A. Stopani – geografo UniTo
M.Ferrua – Cooperativa Animazione Valdocco
M.Cardino – Città di Torino, Funzionario Progetto Speciale Nomadi
M.Buttino – Storico UniTo

Il premio ricerca è un’iniziativa di Associazione 21 luglio avente l’obiettivo di valorizzare tesi di dottorato innovative ed originali e di diffondere la ricerca accademica funzionale alla promozione dei diritti umani in Italia. A breve, il bando Premio Ricerca 2019.

SCARICA LA LOCANDINA

La foto è tratta dal documentario “I ricordi del fiume” (2015), di Gianluca e Massimiliano Serio.
Per la sua pubblicazione si ringrazia La Sarraz Pictures.

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