Archivio per anno: 2018

Conferenza stampa

Mercoledì 1 Agosto una conferenza stampa che svela i retroscena dello sgombero River

 

Giovedi 26 luglio, un giorno prima del pronunciamento della Corte Europea per i Diritti Umani, il Comune di Roma sgomberava l’insediamento di Camping River, dove da 13 anni vivevano circa 300 persone.

Già il giorno prima il Ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva preannunciato «Strasburgo non fermerà la legalità!» e, lo stesso giorno dello sgombero la sindaca Virginia Raggi aveva commentato: «Una “terza via” basata su inclusione e rispetto della legalità, tutela dei diritti e rispetto dei doveri è possibile. È per questo che proseguiamo con determinazione ad applicare il nostro modello: garantire l’inclusione e un rigoroso rispetto della legalità potrà mettere fine alla realtà ghettizzante dei campi e dare maggiori tutele ai più piccoli. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ci dà ragione».
A fronte di una narrazione, parziale e strumentale dello sgombero, formulata dal Comune di Roma, e ampiamente ripresa dai media, Associazione 21 luglio, Organizzazione che ha supportato l’azione di 3 ricorrenti presso la Corte di Strasburgo, organizza una conferenza stampa per illustrare i retroscena di un’azione di sgombero fallimentare, dispendiosa, profondamente lesiva dei diritti umani e accompagnata da una narrazione mediatica falsata da informazioni e dati lontani dalla verità.

Vi aspettiamo:

Mercoledì 1 agosto
ore 15:45
Sala Stampa della Camera
via della Missione, 4 – Roma

Per la presentazione di:

“Camping River. Le verità nascoste nelle pieghe della propaganda” a cura di Associazione 21 luglio

INTERVERRANNO:

Carlo Stasolla, Associazione 21 luglio
Riccardo Magi, Parlamentare
Aurora Sordini, Associazione 21 luglio
Giuliano Santoro, Giornalista
Ginevra Nozzoli
, Giornalista

 

Per partecipare è necessario l’accredito. Data la limitata disponibilità di posti verrà data priorità ai giornalisti. La registrazione all’evento è da considerarsi completata solo a seguito di conferma scritta. Per accrediti scrivere a stampa@21luglio.org

sgombero camping river

Sgombero Camping River: pagina buia per i diritti umani in Italia

Camping River: Pagina buia per i diritti umani in Italia. Il Governo italiano calpesta la decisione della Corte Europea. Il Comune di Roma sgombera l’insediamento rom di Camping River.
Roma, 26/7/2018 – «Ci mancava il buonismo della Corte Europea dei diritti dei Rom» e ancora «Strasburgo non fermerà la legalità». Così il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato nei giorni scorsi la decisione della Corte Europea (CEDU) di sospendere lo sgombero dell’insediamento rom Camping River fino a venerdì 27 luglio, sospensione che aveva l’obiettivo di monitorare la situazione del “campo” e garantire che non venissero violati i diritti umani fondamentali delle circa 300 persone rom che risiedono nell’insediamento dal 2005.
Nonostante lo stop di Strasburgo, il Comune di Roma ha iniziato oggi – con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine – le operazioni di sgombero forzato del Camping River.
Alle famiglie residenti non è stata notificata alcuna proposta scritta di soluzione abitativa alternativa e solo a una ristretta minoranza è stato offerto un alloggio alternativo. Per quanti lo hanno accettato ciò ha comportato la divisione del nucleo famigliare. Un centinaio di persone rimaste escluse si trovano attualmente in prossimità del campo.
Rappresentanti di Associazione 21 luglio seguono da questa mattina le operazioni e si sono recati sul posto in quanto Osservatori dei diritti umani, ma non è stato consentito loro (né alla stampa) di entrare.
«L’azione di oggi segna un’altra pagina buia dei diritti umani in Italia – ha commentato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – una gravissima violazione dei diritti, un gesto scellerato che oltretutto offende in maniera sprezzante l’autorità e le funzioni della Corte Europea. Un centinaio di uomini, donne e bambini, già in condizioni di estrema fragilità saranno esposte ad un’ancora maggiore vulnerabilità. Da oggi vivere in Italia, e nella città di Roma, non significa vedersi garantiti i diritti umani fondamentali».
Associazione 21 luglio sta valutando le azioni più opportune per rispondere allo sgombero forzato organizzato in data odierna in deroga alla decisione assunta nei giorni scorsi dalla Corte Europea.

Firme

Consegnate in Campidoglio oltre 600 firme per fermare lo sgombero del Camping River

Una delegazione di Associazione 21 luglio ha consegnato ieri, presso l’ufficio del Protocollo del Comune di Roma in Campidoglio, le 630 firme raccolte nella petizione on line “Stop allo sgombero forzato del Camping River” lanciata il 18 luglio scorso. Si è trattato di una grande e importante mobilitazione digitale, che ha raccolto il sostegno di tantissime persone e Organizzazioni in brevissimo tempo e per la quale ringraziamo di cuore dell’impegno e della vicinanza di ognuno.
Lo sgombero, inizialmente previsto per la giornata di ieri, è stato sospeso temporaneamente dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in seguito al ricorso di tre abitanti del “campo” sostenuti dalla legale di Associazione 21 luglio. Fondamentale anche l’apporto della petizione, e di tutti gli aderenti, che ha contribuito a creare una consistente pressione mediatica sul caso del Camping River e ha acceso un faro sulla grave situazione di violazione dei diritti umani che rischia di essere perpetrato in caso di sgombero.
Ringraziamo ancora una volta tutte le persone che hanno sottoscritto la petizione e le Organizzazioni aderenti: Associazione Radicali Roma, Unione Inquilini, Associazione A Buon Diritto, Associazione di promozione sociale Lunaria, Un Mondo di Mondi, Alleanza Romanì, Associazione Articolo 34, Associazione Da Sud, Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, Reyn Italia, Nessuno Fuorigioco, Movimento per la Cooperazione internazionale, Arci Nazionale, Associazione Terra! Onlus, AssociazioneTorpiùBella, C.S.O.A. Angelina Cartella, Naga, Amnesty International Italia.

Corte Europea

Corte Europea sospende sgombero Camping River con un ricorso sollevato da Associazione 21 luglio

La Corte Europea ferma lo sgombero di Camping River previsto per oggi. Associazione 21 luglio: «Straordinario successo che dimostra come il “Piano rom” di Roma violi i diritti umani. Ora individuare i responsabili del fallimento».
Roma, 24 luglio 2018 – La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, attraverso l’adozione di una misura di emergenza, ha ordinato al Governo italiano di non procedere allo sgombero dell’insediamento di Camping River, previsto per la giornata di oggi a Roma, ovvero 48 ore dopo la notifica agli abitanti dell’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata dalla sindaca Virginia Raggi.

La decisione della Corte Europea

La decisione della Corte è giunta in seguito al ricorso sollevato da 3 abitanti del “campo”, supportati da Associazione 21 luglio.
La Corte «ha deciso, nell’interesse delle parti e del corretto svolgimento del procedimento dinanzi ad essa, di indicare al Governo italiano, a norma dell’articolo 39, di sospendere lo sgombero previsto fino al venerdì 27 luglio 2018» e, nell’attesa, ha chiesto al Governo italiano di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per i richiedenti, la data prevista per lo sgombero esecutivo e qualsiasi sviluppo significativo dello sgombero di Camping River.
Le tre persone rom ricorrenti, hanno vissuto per alcuni anni nell’insediamento di Camping River in cui attualmente risiedono circa 300 persone, esclusivamente rom, segregate su base etnica e i cui diritti umani sono stati ripetutamente violati dalle istituzioni capitolina nelle diverse azioni previste dal “Piano rom”.

L’ordinanza di sgombero del Camping River

Dopo le azioni inclusive – rivelatesi fallimentari – organizzate dal Comune di Roma, il 19 luglio 2018 ad ogni famiglia dell’insediamento è stata notificata l’Ordinanza sindacale n.122 del 13 luglio 2018 con la quale la sindaca Virginia Raggi ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute» senza fornire alcuna soluzione alternativa adeguata, lasciandole di fatto per strada, aumentando la loro vulnerabilità.
La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo può indicare “misure ad interim” in casi di emergenze, in modo da fermare un “rischio imminente di danno irreparabile”. Sempre più di frequente, riceve richieste di adozione di misure per fermare sgomberi, ma si limita a farlo solo in particolari circostanze. Vittime di violazioni di diritti umani possono rivolgersi alla Corte Europea solo se non dispongono di mezzi efficaci per fare ricorso davanti ai Tribunali nazionali. I tre autori dell’azione hanno, con successo, dimostrato che i Tribunali italiani, visto il brevissimo tempo concesso, non hanno fornito loro mezzi efficaci per fronteggiare il rischio dello sgombero.

Il “Piano rom” che viola i diritti

Associazione 21 luglio accoglie con grande soddisfazione la decisione della Corte Europea e auspica che il Comune di Roma possa coglierne l’importanza per una profonda revisione del “Piano rom” e per avviare una rinnovata e genuina consultazione con le persone dell’insediamento.
Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, «il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia deciso di intervenire in modo così eccezionale dimostra quanto la situazione romana sia assolutamente fuori controllo. Oggi viene certificato come il “Piano rom” della città di Roma calpesta gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo a fine di garantire un trattamento egualitario dei rom. Ma tutto ciò non basta! Da una parte è urgente promuovere nuove consultazioni con gli abitanti dell’insediamento, dall’altra è importante conoscere i nomi degli esecutori di un “Piano” irrealistico, scellerato, costoso e lesivo dei diritti umani. Chiediamo alla sindaca di individuare e punire i responsabili delle diverse azioni che negli ultimi mesi si sono succedute a Camping River e che hanno portato ad una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle famiglie residenti. Chi ha sbagliato – conclude – è giusto che paghi. Dare la colpa della mancata inclusione ai rom, come fatto anche in questo caso, è un atto scorretto e ingiusto».

La consegna delle firme

Nella giornata odierna, alle ore 15,30, una delegazione di Associazione 21 luglio si recherà in Campidoglio per consegnare, presso la segreteria della sindaca Virginia Raggi, la risposta della Corte e le centinaia di firme raccolte in questi giorni nella mobilitazione on line organizzata per chiedere la sospensione delle azioni di sgombero. Nel corso della consegna è previsto un breve incontro con la stampa presente.
Per maggiori informazioni:

Elena Risi
Ufficio Stampa e Comunicazione – Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

Un appello urgente per la sospensione dello sgombero al Camping River


Il Comune di Roma decide lo sgombero di 350 persone da Camping River. Associazione 21 luglio: «Su di loro il prezzo per il fallimento del Piano Rom». E lancia un appello urgente.
Roma, 18/7/2018 – Associazione 21 luglio denuncia: «A Roma le famiglie rom di Camping River vengono colpevolizzate per il fallimento del “Piano rom” e per questo rese vittime di sgombero forzato».
L’Organizzazione ha lanciato oggi un appello urgente di mobilitazione on line con una lettera rivolta alla sindaca Virginia Raggi, in risposta all’Ordinanza n.122 del 13 luglio 2018 firmata della prima cittadina, che dispone lo sgombero dell’insediamento rom di Camping River, abitato da 350 persone.
Nell’Ordinanza la sindaca ha ordinato «l’allontanamento dall’area […] di tutte le persone presenti, a qualsiasi titolo, entro il termine perentorio di quarantotto (48) ore dalla notifica della presente ordinanza, per scongiurare i rischi sulla loro salute».

Il superamento di Camping River

Con Deliberazione n. 146 del 28 giugno 2017, l’Amministrazione Capitolina aveva deciso, a partire dal 1° luglio 2017, di estendere le misure previste dal “Piano rom” anche all’insediamento di Camping River, uno dei 7 “villaggi attrezzati” della Capitale.
A seguito delle indagini patrimoniali condotte dalla guarda di Finanza, la quasi totalità delle famiglie presenti nel “campo” sono risultate indigenti, e quindi beneficiarie delle azioni del “Piano”. Per accedere al sostegno economico previsto – un contributo massimo di 800 euro al mese in 2 anni – l’Amministrazione chiedeva alle famiglie uno dei seguenti documenti: un contratto preliminare di locazione di immobile per civile abitazione, un contratto di locazione di immobile di civile abitazione o un contratto di prenotazione di struttura ricettiva. Considerata però l’assenza di reddito, tutti i nuclei familiari si sono ritrovati nell’impossibilità oggettiva di produrre la documentazione richiesta.
Dal 1° ottobre, al termine della convenzione con l’ente gestore, lo spazio è passato dall’essere considerato un “villaggio attrezzato” ad un’area privata occupata.
Il 17 aprile 2018, con Deliberazione di giunta n.70, sono state adottate nuove misure di uscita dall’insediamento «da attuarsi entro il 30 giugno 2018».
La mancanza di un dialogo efficace, la proposta di soluzioni abitative insostenibili e l’estrema ristrettezza dei tempi hanno condotto al fallimento delle azioni inclusive previste dal “Piano rom” per gli abitanti dell’insediamento Camping River.

Il passaggio a un approccio sicuritario

Dalla Primavera 2018 l’atteggiamento dell’Amministrazione Capitolina è profondamente cambiato e ha avviato una serie di azioni di pressione sugli abitanti del Camping River:
–    Il 26 aprile la Polizia Municipale ha disposto un presidio permanente delle Forze dell’ordine all’ingresso dell’insediamento;
–    il 21 giugno gli operatori del Comune di Roma, supportati dalle Forze dell’ordine, hanno iniziato la distruzione di 50 moduli abitativi di proprietà dell’Amministrazione Comunale, obbligando gli abitanti a collocarsi in tende o in rifugi provvisori interni all’insediamento;
–    il 30 giugno 2018 l’Amministrazione ha sospeso il funzionamento degli impianti idrici.
Questo “braccio di ferro” si è concluso il 13 luglio 2018, quando, con Ordinanza n.122, la sindaca Raggi ha disposto lo sgombero dell’area al fine di «adottare le necessarie misure volte a salvaguardare, nell’immediatezza, le condizioni igienico-sanitarie dell’area e la salute delle persone ancora presenti».

L’appello urgente

In risposta all’ordinanza della Sindaca, Associazione 21 luglio ha lanciato oggi un appello urgente di mobilitazione on line. Nella lettera, indirizzata alla sindaca Raggi, si legge: «Nelle azioni organizzate dal Comune di Roma per il superamento dell’insediamento, si sono segnalate diverse criticità che hanno reso fallimentare l’intervento delle istituzioni. Appare profondamente ingiusto che la responsabilità di tale fallimento venga interamente addossata alle famiglie rom che per questo vengono duramente colpite da un’azione di sgombero forzato».
Nel testo, ogni firmatario dell’appello chiede alla prima cittadina «l’immediata sospensione delle azioni di sgombero previste […] per attivare un rinnovato e genuino dialogo con le famiglie rom, fondato sulla trasparenza, la sostenibilità, la fiducia».

La preoccupazione di Associazione 21 luglio

Associazione 21 luglio, che già nelle scorse settimane aveva denunciato come il “Piano rom” violasse i diritti fondamentali, esprime profonda preoccupazione per il destino delle famiglie che oggi abitano l’insediamento di Camping River e chiede che venga offerta un’alternativa adeguata alle famiglie presenti.
Lancia inoltre l’allarme per la deriva sicuritaria presa dall’Amministrazione Capitolina, soprattutto dopo la nomina del nuovo Governo nazionale, che colpisce le  categorie più fragili presenti sul territorio cittadino.
VAI ALL’APPELLO

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
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Corso per Operatori Pedagogici

Corso per Operatori Pedagogici, aperte le iscrizioni!

Sono aperte da oggi le iscrizioni per il Corso di formazione per Operaori Pedagogici della prima infanzia organizzato da Associazione 21 luglio e la Rete Reyn Italia.

A chi è rivolto

Rivolto principalmente a giovani delle comunità rom in tutta Italia, il Corso ha l’obiettivo di fornire strumenti conoscitivi ed operativi sulla relazione tra la condizione di povertà e lo sviluppo delle povertà educative con un’attenzione particolare dedicata alla prima infanzia nelle baraccopoli formali ed informali

Dove e quando

Il Corso avrà una durata complessiva di 40 ore e si svolgerà a Roma dal 19 al 23 novembre, verrà suddiviso in lezioni frontali e verrà sviluppato su 5 aree tematiche principali collegate al fenomeno della povertà educativa e strettamente collegate fra loro:

I temi trattati

1. Area Sociologica: Il fenomeno della povertà educativa. Aspetti e dimensioni
2. Area Giuridica: Gli strumenti giuridici per affrontare la povertà educativa
3. Area Pedagogica: Le povertà a scuola. Strumenti per l’inclusione
4. Area Psicologica: Effetti della povertà sullo sviluppo del minore
5. Area dei Servizi: Costruire la Comunità Educante
La selezione dei 10 corsisti che seguiranno l’intero percorso formativo avverrà a fine ottobre.

Come partecipare

Tutte le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, dovranno essere presentate tassativamente entro il 15 ottobre 2018.
SCARICA IL BANDO E COMPLETO per conoscere i criteri di selezione e le modalità di candidatura.
SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE
Il Corso rientra nell’ambito del progetto Romani Early Years Network 3, finanziato da Foundation Open Society Institute in cooperazione con Early Childhood Program di Open Society Foundations.
 

Censimento rom

Censimento rom in Lombardia: la preoccupazione di Associazione 21 luglio

Associazione 21 luglio ha inviato una lettera di preoccupazione al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al Coordinatore UNAR Luigi Manconi in seguito al via libera concesso per la realizzazione di un censimento all’interno dei “campi” presenti sul territorio.

La Deliberazione

La Deliberazione del Consiglio Regione Lombardia n XI/40 del 3 luglio 2018 ha l’obiettivo di attuare «un censimento di residenti e insediamenti campi rom presenti in Lombardia, la chiusura dei campi irregolari, il contrasto all’accattonaggio e il sostegno all’obbligo scolastico».
All’interno del documento ufficiale si legge che «la situazione di estrema criticità a causa della presenza di numerosi nomadi che si sono stabilmente insediamenti nelle aree urbane […] hanno determinato una situazione di grave allarme sociale».

La lettera di Associazione 21 luglio

Nella lettera inviata da Associazione 21 luglio, l’Organizzazione esprime profonda preoccupazione per l’approccio sicuritario utilizzato dalle istituzioni nell’affrontare la cosiddetta “questione rom”, sottolineando come la terminologia utilizzata sia molto vicina a quella che ha caratterizzato l’oscura pagina politica dell’Emergenza Nomadi del 2008 (dichiarata poi incostituzionale dal Consiglio di Stato nel 2011).
Associazione 21 luglio ha fatto presente che un censimento su base etnica tramite identificazione e fotosegnalazione, oltre a rappresentare una violazione della dignità delle persone coinvolte, viola i principi generali in matera di libertà personale.
Infine, il presupposto secondo cui la presenza di rom costituisce motivo di “allarme sociale” crea un clima sociale ostile, collegando l’origine etnica a una situazione di pericolo.

I provvedimenti per contrastare la dispersione scolastica

Preoccupa anche la parte in cui viene menzionata l’adozione di provvedimenti per contrastare la dispersione scolastica alla luce di quanto scritto nel “Contratto di Governo per il Cambiamento” che pone come soluzione a questo problema l’allontanamento del minore dalla famiglia di appartenenza o la perdita della potestà genitoriale.
«Queste misure – si legge nella lettera inviata da Associazione 21 luglio –devono essere adottate come extrema ratio e spettano esclusivamente agli organi giudiziari […] e rappresenterebbero una discriminazione razziale ed etnica – prosegue – perché di fronte a situazioni di disagio materiale si preferisce imputare l’origine della situazione di rischio alla “cultura Rom”, concepita come univoca e ontologicamente pregiudizievole».

Conclusioni e richieste

Al termine della lettera Associazione 21 luglio chiede che vengano valutate attentamente le misure che si deciderà di intraprendere, scongiurando azioni di violazioni dei più basilari diritti umani di uomini, donne e bambini appartenenti alla comunità rom.

Saluti d'estate – il 14 luglio una festa di chiusura per grandi e piccoli!

Vi aspettiamo sabato 14 luglio per i Saluti d’estate! Il progetto “Bambini al centro” chiude in bellezza le attività svolte con una festa di chiusura, invitando grandi e piccini a una serie di attività che si svolgeranno tutta la mattina tra il Polo ex Fienile e Largo Ferruccio Mengaroni.
SCARICA LA LOCANDINA
Ecco il programma completo:
9:30
Accoglienza al Polo Ex-Fienile
10:00
– L’orto immaginario
a cura di Terra! Onlus
– Esposizione di foto e disegni dei bambini del Centro Educativo Pilota
a cura di Terra! Onlus e Associazione 21 luglio
10:30
Presentazione del nuovo Spazio Baby per bambini dai 0 ai 3 anni
a cura di Associazione 21 luglio
11:00
– Biblioteca Vivente – Mondi di Mamme
– Mostra di storie di vita sull’Abitare – Lape del Fienile (LAboratorio di Pratiche Etnografiche)
– Monologo romanesco su storie di periferia
a cura dell’ Università di Roma“Tor Vergata”
– Cerchio di letture e giochi
a cura di Cubo Libro
13:00
Saluti finali
Non mancate!
Questo evento è organizzato da Associazione 21 luglio, Cubo Libro, Lape del Fienile, Terra! Onlus e Università di Roma Tor Vergata
Il progetto “Bambini al Centro” è stato realizzato con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il sud nell’ambito del bando “Infanzia, prima” e con i fondi 8×1000 della Chiesa Valdese.
SCARICA LA LOCANDINA

Sgombero Camping River: un aggiornamento sulla situazione del "campo"

Associazione 21 luglio sta continuando a monitorare gli sviluppi relativi all’insediamento Camping River, “campo” inserito all’interno del “Piano rom” del Comune di Roma e di cui il 21 giugno scorso è iniziato il progressivo sgombero forzato da parte delle autorità locali.

La situazione dei moduli abitativi

In seguito a un sopralluogo effettuato la scorsa settimana da una delegazione di Associazione 21 luglio, abbiamo potuto constatare che attualmente 49 moduli abitativi di proprietà del Comune di Roma sono stati sequestrati e ne è impedito l’accesso agli ex residenti (pena una pesante sanzione), 37 sono stati distrutti o gravemente danneggiati, 12 sono stati rimossi e stoccati in appositi contenitori predisposti all’entrata dell’insediamento.

Le famiglie del Camping River

La maggior parte delle famiglie continua a vivere all’interno di Camping River ma in condizioni molto dure, improvvisando accampamenti di fortuna, in tende o gazebi – dormendo all’aperto – o in furgoni e automobili, senza accesso ai servizi primari.

La denuncia della nostra organizzazione

La nostra organizzazione ha denunciato fin dall’inizio l’inefficacia del “Piano” dell’Amministrazione e, alla luce degli ultimi gravi eventi che si sono succeduti, ha denunciato quanto il Piano si stia dimostrando addirittura lesivo dei diritti umani (per accendere i riflettori su questa vicenda, il 28 giugno abbiamo anche organizzato un flash mob in Campidoglio).
Associazione 21 luglio ha scritto una lettera di aggiornamento presentando queste informazioni ad autorità locali, nazionali e internazionali (il Comune di Roma, l’UNAR e alcuni enti di monitoraggio dei diritti umani come il DG JUSTICE della Commissione Europea), sottolineando la gravità dello stato di cose attuale e la ferma intenzione della nostra organizzazione a proseguire il monitoraggio di questa preoccupante situazione.

centro estivo

Il centro estivo di Amarò Foro conclude le attività…arrivederci a settembre!

I laboratori di Amarò Foro si sono conclusi a metà giugno con un bellissimo spettacolo di break dance realizzato dalle bambine e i bambini che hanno partecipato alle nostre attività durante l’anno.

Il nostro centro estivo

Ma prima di dirci arrivederci a settembre, con alcuni di loro il divertimento è proseguito durante la settimana di centro estivo che abbiamo organizzato alla fine di giugno. Giochi d’acqua, danza, disegni, merende all’aria aperta e tante altre attività ci hanno fatto sorridere, imparare e stare insieme.

Le attività che abbiamo svolto

Oltre alle solite lezioni di break dance – arricchite in questi giorni anche dalla presenza di nuovi piccoli partecipanti che speriamo non mancheranno di iscriversi il prossimo anno – abbiamo dedicato le nostre giornate ai giochi all’aria aperta. Sono state tantissime le attività svolte all’interno dei bellissimi spazi all’aria aperta di cui possiamo godere all’interno del Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca.

Arrivederci!

A conclusione di questo ciclo 2017-8 di Amarò Foro, già non vediamo l’ora di iniziare nuovamente i laboratori, sempre carichi di entusiasmo, professionalità e idee.
Per ora è tutto, arrivederci a settembre e buona estate!

Associazione 21 luglio ETS - Largo Ferruccio Mengaroni, 29, 00133, Roma - Email: info@21luglio.org - C.F. 97598580583 - Privacy Policy - Cookie Policy