Archivio per anno: 2013

I rom scrivono a Marino: «Ci aiuti a uscire dai ghetti»

In una lettera inviata al sindaco di Roma Ignazio Marino, la comunità rom insediata dallo scorso giugno in via Salviati, nella periferia est della Capitale, chiede di non essere più costretta a vivere nei “campi” e di iniziare nuovi percorsi condivisi di inclusione sociale.
Per l’Associazione 21 luglio, l’appello rappresenta la possibilità, per Roma, di mettere in atto quelle nuove politiche di integrazione previste dalla “Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti”, adottata dall’Italia nel 2012.
«Caro sindaco, siamo e ci sentiamo cittadini di questa città, dove viviamo da trent’anni – si legge in uno dei passaggi chiave della lettera, che porta la firma di Sandor Dragan Trajlovic, portavoce della comunità -. Siamo orgogliosi di essere cittadini italiani e cittadini d’Europa. Siamo cittadini rom che credono nell’inclusione e che sognano di poter avere piena cittadinanza in questa bella città. Per questo le chiediamo di ascoltare il nostro desiderio di essere cittadini come gli altri, senza discriminazione e senza ghettizzazione». (Guarda il video dell’appello)
Lo scorso giugno i 152 rom che attualmente si trovano nell’insediamento informale di via Salviati sono fuggiti dal “villaggio attrezzato” di Castel Romano, dove vivevano dal 2010, in seguito a ripetuti episodi di violenza da parte di altri abitanti del “campo”.
«Vivere nel campo ci fa sentire come all’interno di un ghetto, riservato a 1300 rom – scrive al sindaco la comunità -. Si, il campo di Castel Romano è effettivamente un ghetto, isolato dalla città, insicuro, recintato, chiuso, dove non esiste alcuna possibilità di inclusione sociale. Abbiamo paura per noi e per i nostri figli, perché vivere a Castel Romano significa vivere nella sofferenza e rinunciare al futuro. Dopo trent’anni non ce la facciamo più a vivere nei ghetti. Costringerci a farlo rappresenta per noi un atto di discriminazione”.
In seguito a un’ordinanza del sindaco, il 12 agosto scorso le forze dell’ordine avrebbero dovuto sgomberare l’insediamento di via Salviati. Lo sgombero, tuttavia, è stato sospeso e rimandato di alcuni giorni.
La comunità rom, ad oggi, vive nella costante tensione per un imminente sgombero e per il rischio di essere trasferita nuovamente a Castel Romano. Consapevole della necessità di non poter e non voler restare nell’attuale insediamento di via Salviati, la comunità lancia quindi un appello al sindaco per iniziare una nuova stagione di dialogo e un percorso all’insegna dell’inclusione.
«La mia comunità è disponibile a rimboccarsi le maniche e ad assumersi delle responsabilità per intraprendere un percorso che non ci porti più a vivere nei campi e nel degrado, per essere inclusi, per integrare i nostri figli, per avere un futuro migliore. Ci chiamano nomadi ma non è quello che siamo e ci sentiamo», prosegue la lettera.
«Questo appello rappresenta la possibilità di trasformare il “problema dei rom di via Salviati” in una opportunità storica per sperimentare percorsi virtuosi di inclusione sociale così come previsto e richiesto  dalla Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti», afferma l’Associazione 21 luglio.
La politica dei “campi”, alimentata dalla passata Amministrazione con il Piano Nomadi, non ha prodotto che segregazione abitativa e concentrazione su base etnica. «È il momento che anche a Roma, come già avviene in altre città italiane, ai rom vengano offerte soluzioni diverse da quelle dei “campi”».
«Passare dalla ghettizzazione all’inclusione sociale: è questa la grande occasione che Roma ha davanti a sé per dimostrarsi Capitale europea attenta ai diritti umani e ai bisogni delle categorie più svantaggiate», conclude l’Associazione.

Logo-Sar-San

Progetto "Sa’r San – Alle porte della città"

Logo-Sar-SanIl progetto Sa’r San ha come obiettivo la promozione ed il rinforzo dei diritti e del benessere dei bambini e delle famiglie Rom che vivono nel quartiere Tor Sapienza di Roma nonché la creazione di pre-condizioni favorevoli per la loro inclusione sociale e sviluppo comunitario. Grazie all’organizzazione di laboratori di arte e cultura creativa, il progetto intende offrire ai minori un processo di apprendimento integrato e multi-direzionale, espressivo e partecipato Continua a leggere

cartolina stop apartheid

Stop all'apartheid dei Rom!

All’interno della campagna “STOP ALL’APARTHEID DEI ROM!” l’Associazione 21 luglio ha lanciato il 1° ottobre 2012 un appello con raccolta di firme nel quale è stato chiesto agli amministratori locali e nazionali la sospensione di ogni politica volta a reiterare la costruzione e la gestione dei “mega campi nomadi”.

Nicolae Gheorghe

Cordoglio per la scomparsa di Nicolae Gheorghe

Nicolae GheorgheL’Associazione 21 luglio si unisce al cordoglio per la scomparsa di Nicolae Gheorghe, uno dei principali attivisti rom in Europa. Amico dell’Associazione 21 luglio, Nicolae era stato il fondatore dell’associazione rumena Romani CRISS. Ricopriva inoltre il ruolo di Consigliere per le questioni rom e sinte presso l’OSCE.

(9 agosto 2013)

Rimossa la voce “zingari” dai moduli di denuncia per furto in seguito alle segnalazioni dell’Osservatorio 21 luglio e di ERRC

Roma, 8 agosto 2013 – In seguito alla segnalazione inviata dall’Osservatorio 21 luglio a due membri della Commissione Straordinaria per i Diritti Umani del Senato, i senatori Palermo e Manconi, ed alla segnalazione all’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) da parte di ERRC (Centro Europeo per i Diritti dei Rom) Continua a leggere

Su segnalazione dell’Osservatorio 21 luglio, rimossa la voce “zingari” dai moduli di denuncia per furto di tutta Italia

Lo scorso giugno attivisti dell’Associazione 21 luglio si erano imbattuti in una notizia, pubblicata sul blog di Monica Lanfranco ospitato dal Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/18/furto-in-casa-e-modulo-prestampato-barra-casella-zingaro/629205/, in cui si denunciava l’esistenza in Liguria di moduli di denuncia per furto precompilati che prevedevano la possibilità di riempire il campo “zingari”, conferendo una connotazione etnica al reato ed avvalorando il binomio penalizzante “zingaro = delinquente”.

La segnalazione è stata inviata dall’Osservatorio 21 luglio alla Commissione Straordinaria per i Diritti Umani del Senato, che per mezzo dei senatori Palermo e Manconi si è attivata per rimuovere il fenomeno discriminatorio.

I due senatori hanno chiesto chiarimenti al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, il quale, ravvisato l’elemento discriminatorio e rilevato come non fosse circoscritto alla regione ligure ma fosse prassi diffusa in tutta Italia, ne ha ottenuto la rimozione definitiva: «La modalità adottata dalla stazione di Pieve Ligure, analoga a quella di tutti gli altri comandi dell’Arma, conseguiva specifiche previsioni del programma automatizzato di ricezione delle denunce di furto e rapina che, a sua volta, recepiva “campi informativi” esplicitamente richiesti dalla Banca dati interforze del Ministero dell’Interno. […] Tale procedura è già stata corretta, eliminando dall’applicativo qualsiasi riferimento alla voce “zingari”. Analogamente, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha eliminato quella dicitura».

La documentazione relativa all’episodio è disponibile a questo link: http://www.senato.it/1383?documento=2511&;voce_sommario=90

(8 agosto 2013)

logo FRA

L'Associazione 21 luglio entra nella Piattaforma per i Diritti Fondamentali

logo FRALa Piattaforma è composta da oltre 300 associazioni, istituzioni accademiche e altre organizzazioni europee che forniscono spunti e possibilità di sinergie, supportando l’Agenzia ad adattare al meglio il proprio lavoro ai bisogni reali dei cittadini europei.

(6 agosto 2013)

lettera alla Regione Lombardia esprimendo la propria preoccupazione e contrarietà rispetto alla decisione presa in seno al Consiglio regionale il 2 luglio scorso che di fatto nega ai bambini figli di genitori irregolari il diritto ad un pediatra.

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Minori stranieri, avere il pediatra è un diritto

La tutela della salute è una priorità sempre più correlata alla capacità di programmazione e pianificazione a livello locale di interventi di promozione della salute. I minori richiedono un tipo di assistenza sanitaria articolata in più servizi e in più figure professionali, come risposta ai differenti bisogni di salute. Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) affida al Pediatra di libera scelta (PLS) l’assistenza specialistica di primo livello del bambino (dalla nascita fino ai 14-16 anni). In questo modo, il sistema garantisce un’accoglienza socio-sanitaria omogenea su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare continuità e coordinamento tra realtà assistenziali, ospedaliere e territoriale.

Per questa ragione, il Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza) ritiene essenziale garantire a tutti i minori presenti sul territorio italiano il diritto ad avere un pediatra o un medico generale di riferimento.

Nel 6° Rapporto CRC il Network aveva sottolineato l’importanza dell’approvazione dell’Accordo Stato Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati (avvenuta alla Conferenza Stato-Regioni del 20/12/2012), quale rivoluzionario passo avanti nella storia dell’assistenza sanitaria al bambino migrante. Tale accordo infatti sancisce l’iscrizione obbligatoria al SSN dei minori stranieri presenti sul territorio a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno. Fra l’altro, non si tratta di una nuova legge, ma del livello interpretativo di norme esistenti. Nel 6° Rapporto si precisa anche che il pediatra di famiglia, tutore della salute del bambino intesa come benessere globale psico-fisico, oggi più che in passato ha un ruolo centrale nella strategia assistenziale del bambino immigrato e, instaurando un rapporto continuativo con le famiglie, nell’attività di prevenzione e educazione alla salute.

Il testo dell’Accordo nasce da un lungo lavoro tecnico e da una serie di passaggi istituzionali che hanno portato alla sua approvazione ed alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale S.O. n. 32 del 7 febbraio 2013; le Regioni Lazio, Puglia, Liguria, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento1, già lo hanno recepito formalmente ed altre, per la parte relativa ai minori, lo applicano nei contenuti (Toscana, Umbria e Molise).

Nella lettera indirizzata alla Regione Lombardia, il Gruppo CRC ribadisce quanto già raccomandato nel 6° Rapporto di prevedere l’iscrizione obbligatoria al SSN con l’attribuzione del Pediatra di libera scelta o il Medico di medicina generale a tutti i minori stranieri presenti sul territorio nazionale a prescindere dalla loro condizione giuridica (STP2) come previsto dall’Accordo della Conferenza Stato-Regioni e di estendere tale opportunità ai minori comunitari in possesso di codice ENI3 o analogo, affinché il diritto alla salute sia riconosciuto e tutelato per tutti su tutto il territorio nazionale e in accordo con le indicazioni internazionali.

Notizie correlate:

L’Associazione 21 luglio entra nel Gruppo CRC

(22 luglio 2013)

5 marzo 2013 – Lettera congiunta al sindaco Alemanno: quattro organizzazioni per i diritti umani denunciano violazioni da parte del Comune di Roma nei confronti dei rom

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Corso di formazione per attivisti rom e sinti: al via le iscrizionii

banner 600x356 attivisti rom sintiL’Associazione 21 luglio e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) invitano tutti gli interessati a presentare la propria candidatura per il Corso di formazione per attivisti rom e sinti

Il Corso, strutturato in 6 incontri di una giornata ciascuno, è rivolto a giovani rom e sinti,  studenti o attivisti, di tutta Italia. Offrirà un’introduzione generale ai diritti umani e un’eccellente occasione di scambio, confronto di idee e di esperienze e di innovazione per i partecipanti.

Il Corso di formazione costituirà un’occasione unica per immergersi nella teoria e nella pratica dei diritti umani, i diritti delle minoranze e la lotta alle discriminazioni, e di beneficiare dell’esperienza e delle conoscenze di esperti impegnati nel campo della tutela dei diritti umani. Il programma comprende un’ampia gamma di attività che consentiranno ai partecipanti di stabilire contatti tra di loro e con gli esperti, assicurando che il programma sia istruttivo e piacevole.

Lo scopo principale del Corso è la formazione di giovani attivisti rom e sinti sull’utilizzo degli strumenti e dei meccanismi internazionali, nazionali e regionali di tutela dei diritti umani e di lotta alla discriminazione.

Nel mese di ottobre 2013 i candidati selezionati parteciperanno a un incontro di formazione, verifica ed ulteriore selezione che si svolgerà in tre edizioni nelle città di Milano, Roma e Cosenza. Tra i partecipanti a questi primi tre incontri verranno selezionati 12 corsisti che proseguiranno il percorso formativo.

I 12 corsisti selezionati parteciperanno a 5 incontri  fra il mese di novembre 2013 e il mese di marzo 2014.

Il corso terminerà con una prova. Gli organizzatori copriranno le spese di viaggio, vitto e alloggio per i 12 corsisti selezionati. Sarà valutata, a giudizio insindacabile degli organizzatori, la possibilità di erogare un gettone di presenza ai partecipanti.
Al termine del corso ai partecipanti meritevoli verrà offerta la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito della durata di 3 mesi a Budapest o a Roma, ai restanti verrà fornita assistenza e supporto alla ricerca e alla candidatura per altre posizioni di stage.

Obiettivi del Corso:
•    Analisi dei problemi e della situazione dei rom/sinti nelle proprie città in relazione ai valori e ai principi dei diritti umani universalmente riconosciuti;
•    Sviluppo delle conoscenze nell’uso dei meccanismi nazionali (legislazione nazionale) e internazionali degli strumenti per la tutela dei diritti umani (per es. Trattati e meccanismi delle Nazioni Unite, Trattati Europei, altri meccanismi del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea) nell’ambito della protezione e della promozione dei diritti delle comunità rom e sinte e della lotta alla discriminazione;
•    Rafforzamento delle capacità di monitoraggio, denuncia e difesa contro le violazioni dei diritti umani;
•    Aumento della capacità di applicare le nozioni apprese all’interno delle organizzazioni e delle comunità;
•    Esplorazione e facilitazione delle occasioni per stabilire contatti e sviluppare collaborazioni con esperti e ONG per sostenere la causa dei diritti dei rom e sinti in Italia e in Europa.

Requisiti:
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti fa parte del programma dell’Associazione 21 luglio e dell’ERRC per sostenere e promuovere la cittadinanza attiva all’interno delle comunità rom e sinte in Italia.
I candidati dovranno:
•    possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta (il corso prevede la lettura di documenti e materiale didattico);
•    avere un’età compresa tra i 17 e i 35 anni;
•    possedere almeno un diploma di scuola media;
•    dimostrare di essere individui attivi all’interno delle rispettive comunità.

Si consiglia vivamente di inoltrare la domanda di iscrizione anche se il candidato non dovesse soddisfare uno dei requisiti sopra elencati. La sua domanda verrà comunque accettata con riserva e valutata attentamente dal comitato selezionatore.

L’Associazione 21 luglio e l’ERRC attribuiscono particolare importanza alla partecipazione di donne rom/sinti.

Procedura per la presentazione delle domande:
Gli aspiranti alla partecipazione al Corso dovranno presentare quanto segue:
1.    Modulo di iscrizione compilato – Clicca QUI,
2.    Curriculum Vitae (MAX 2 Pagg);
3.    Lettera di presentazione da parte di un insegnante, professore, leader religioso, presidente di un’organizzazione o datore di lavoro che sia a conoscenza del lavoro del candidato e del suo impegno nel campo dei diritti dei rom/sinti. La lettera dovrà spiegare la natura della relazione con il candidato, la durata della conoscenza reciproca ed evidenziare i principali motivi che rendono il candidato adatto a partecipare al Corso di formazione per attivisti rom e sinti.

Tutte le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, devono essere presentate tassativamente entro il 25 settembre 2013.  Si invitano cordialmente i candidati a presentare le proprie domande di partecipazione prima di tale scadenza.

Le domande di iscrizione complete devono essere inviate per e-mail, come allegato, a personale@21luglio.org . Oggetto dell’e-mail: Corso di formazione attivisti rom/sinti – Nome Cognome.

Le domande possono essere anche inviate per mezzo posta al seguente indirizzo:
Via Bassano del Grappa 24- 00195, Roma

Oppure consegnate a mano, dopo aver contattato l’Associazione 21 luglio al numero 329 7922222, entro le ore 12 del 25 settembre 2013.

Le domande di iscrizione incomplete o pervenute in ritardo NON verranno prese in considerazione.

SCARICA il modulo d’iscrizione

SCARICA la locandina del corso

SCARICA il bando

Foto: ERRC

(16 luglio 2013)

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