Archivio per mese: Maggio, 2017

superamento campi rom

Piano superamento "campi rom" di Roma Capitale: «fallimento annunciato» secondo Associazione 21 luglio

Presentato oggi in Campidoglio il Piano per il superamento dei “campi rom” a Roma. Associazione 21 luglio: “Un Piano vuoto, confuso e privo di concretezza. Sulla questione si preferiscono slogan optando per un preannunciato fallimento”.

È negativo il giudizio che esprime Associazione 21 luglio alla presentazione del Piano per il superamento dei “campi rom” organizzata dall’Amministrazione Comunale nel corso dell’odierna conferenza stampa.

Dall’uso dei fondi europei ad un Patto di Responsabilità, da un generico incremento occupazionale ad un vago sostegno economico: una serie di principi vengono scanditi in successione senza che vengano indicati tempistiche, priorità, obiettivi, azioni.
Nel Piano – secondo Associazione 21 luglio – c’è un deficit di conoscenza del fenomeno (i rom in emergenza abitativa della Capitale non sono 4.500 in 9 “villaggi” bensì 5.300 in 19 insediamenti formali e 2.200 in insediamenti informali) e di visione strategica. Nel Piano presentato dalla Giunta Raggi vengono elencati principi generali senza però affrontare nel dettaglio ogni singola problematica.
Sul tema della scolarizzazione si prevede «il contrasto dell’abbandono scolastico». Non viene detto nulla su quali azione promuovere.
Sul tema dell’occupazione il Piano prevede di «incrementare l’occupazione al fine di diminuire il tasso di criminalità e accrescere produttività complessiva eliminando ogni possibilità di lavoro nero» senza indicare modalità operative che portino al raggiungimento di questi risultati.
Sul tema centrale dell’alloggio si conta di «riscontrare persone economicamente autosufficienti presenti nei campi» e sostenere, per i bisognosi «interventi di supporto» in assenza di una chiara indicazione su come declinare tale impegno e su quale ventaglio di soluzioni proporre.
Sul tema della salute si punta ad «implementare la medicina preventiva e l’educazione alla salute». Nulla viene specificato su come raggiungere tali obiettivi.
Non basta – sostiene Associazione 21 luglio – enfatizzare l’utilizzo dei fondi europei quando questi non sono certi e richiederanno comunque un uso in tempi non prossimi. È fuorviante garantire «il ritiro di tutti i bandi coinvolti in Mafia Capitale» se questo è già avvenuto con la passata Giunta.
«La drammatica situazione di quanti vivono oggi nelle baraccopoli romane – afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – non richiede slogan improntati sul rispetto della legalità e la trasparenza e impegni di massima sui quali tutti, o quasi, siamo concordi. C’è urgenza, oggi più che mai, di un Piano sociale vero, che indichi tempi, insediamenti da superare, quantificazione delle risorse umane ed economiche da impiegare, perché tale problematica la si risolve aggredendola con operazioni incisive, chiare e definite. In passato avevamo indicato all’Assessorato alla Persona, alla Scuola e Comunità Solidale delle strade percorribili ma evidentemente questa Amministrazione preferisce elencare “buoni propositi” piuttosto che affrontare di petto la questione. Anticipiamo, per questo Piano, un fallimento certo e purtroppo, come già avvenuto nel passato, sarà probabilmente il tempo a darci ragione».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

Ivan Boccali.

"L'unica soluzione è il NAPALM", Associazione 21 luglio annuncia un esposto per il post FB di Ivan Boccali

Ancora frasi di odio, ancora incitamento alla discriminazione razziale. Questa volta se ne è reso protagonista Ivan Boccali, consigliere comunale di Ciampino per il movimento civico “Gente Libera”.
Dal suo profilo Facebook, lo scorso 26 maggio ha scritto: “Ancora incendio al Campo Rom “La Barbuta” di Ciampino. Ancora roghi tossici. Roma Sud e Castelli Romani ostaggi di questi selvaggi, primitivi, balordi. La politica buonista dell’integrazione ha fallito. Per quel Campo Nomadi l’unica soluzione è il NAPALM.”

Associazione 21 luglio Onlus condanna con forza i contenuti del post e sta prontamente lavorando a un esposto alla Procura della Repubblica.
«L’incitamento all’odio appare in questa occasione formalmente ancora più grave – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – se si considera che proprio nella baraccopoli de “La Barbuta” risiedono numerosi parenti delle tre sorelle vittime del rogo di Centocelle avvenuto poco più di due settimane fa».
L’Osservatorio 21 luglio ha inoltre inviato una segnalazione a Facebook per richiedere la cancellazione del post ma al momento, a circa 18 ore dall’avvenuta comunicazione, le dichiarazioni non sono ancora state eliminate.

corso paralegali.

Paralegali in difesa dei diritti umani: al via i corsi al Polo ex Fienile

Il corso per paralegali di Casa Sar San è iniziato, con dieci iscritti e tanto entusiasmo.
Nei primi incontri si è cominciato a conoscersi e a creare fiducia nel gruppo, lasciando spazio alle presentazioni e a brevi giochi di team building. Ma fin da subito i partecipanti sono stati introdotti alle nozioni generali sui diritti umani, cosa sono e quali leggi li tutelano; sono poi passati alla definizione di discriminazione illustrando gli strumenti nazionali e internazionali per combatterla.
“I nostri studenti stanno prendendo autocoscienza delle problematiche connesse ai diritti umani, alla discriminazione o all’apolidia con un atteggiamento proattivo – spiega uno dei formatori – anche perché in molti casi affrontano questioni che ritrovano nella loro vita quotidiana, diventando a propria volta veicolo di diffusione nella loro stessa comunità”.
Poco a poco gli incontri diventeranno sempre più specifici, scendendo nei dettagli pratici per preparare gli iscritti a quelle che saranno le lezioni pratiche sul campo e che li vedranno confrontarsi con pratiche reali: domande per il riconoscimento della cittadinanza, richiesta di documenti e permessi di soggiorno.
Al termine del corso, due persone – tra le più meritevoli – verranno selezionate per un tirocinio durante il quale verrà acquisita esperienza sul campo affiancando un legale nella gestione delle principali pratiche riguardanti il diritto dei migranti.

LabRom 2017.

LabRom 2017: seconda tappa a Cosenza per parlare di segregazione abitativa

Avete perso la prima tappa di LabRom a Sesto Fiorentino? Siete in tempo per recuperare! Il 10 e 11 giugno è prevista la seconda tappa. Questa volta saremo a Cosenza e parleremo di segregazione abitativa: cosa significa vivere in un ghetto? Esistono esempi e buone pratiche per uscire dal “ghetto”? Ne parleremo nella due giorni di convegno dal titolo

“Ghetto Italia. la segregazione abitativa in Calabria: analisi, esperienze e proposte”

Anche in questa seconda occasione di confronto, durante gli incontri ogni partecipante sarà chiamato a condividere esperienze, spunti e idee per conoscere e diffondere buone pratiche oltre che analizzare criticità e problematiche. L’invito a partecipare è esteso a tutti gli interessati, rom e non rom nella veste di attivisti, organizzazioni, ricercatori, professionisti, operatori pastorali, operatori sociali e insegnanti.
Vi aspettiamo il 10 e 11 giugno presso la Parrocchia San Nicola in Piazza San Nicola a Cosenza. Per partecipare è necessario iscriversi inviando una mail a labrom@21luglio.org
Per il programma completo SCARICA LA LOCANDINA.
La partecipazione a LabRom è libera e gratuita; eventuali spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti.
LabRom Cosenza è un’iniziativa promossa da: Associazione Circolo Culturale Popilia (Cosenza), Associazione Mo.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale (Cosenza), Associazione Terra di Confine Onlus (Catanzaro), Associazione Un Mondo di Mondi (Reggio Calabria), Associazione 21 luglio Onlus (Roma), Fondazione Romanì Delegazione Calabria, Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Cosenza Bisignano.

rogo Centocelle

Sui fatti di Centocelle noi abbiamo scelto il silenzio

Dopo la tragica morte delle tre sorelline rom nel rogo del camper di Centocelle, a Roma, abbiamo assistito ieri ad un vero e proprio “impazzimento mediatico”: la trottola di giornalisti e commentatori è partita in un moto incontrollato e incontrollabile. Il Paese si è spaccato per l’ennesima volta in “fascisti” e “antifascisti”, amici dei rom e intolleranti; vecchie bandiere ideologiche sono state rispolverate in nome dell’antirazzismo e della tolleranza. Cortei sono stati organizzati nella città e lunghi editoriali accompagnano le prime pagine dei quotidiani odierni. La prematura vittimizzazione della famiglia coinvolta nel rogo si è trasformata, in un processo di schizofrenia mediatica, nella loro successiva criminalizzazione. Il tutto all’interno di in una vicenda dalla fortissima carica emotiva dove nessuno spazio ha trovato la riflessione lucida e pacata.
Autorità civili e religiose si sono gettate nell’arena dei commenti e delle prese di posizione in un effetto di propagazione che non ha risparmiato nessuno. Ognuno ha sentito il dovere di “dire la sua”.
Davanti a tanto “rumore” Associazione 21 luglio ha scelto dall’inizio la strada del silenzio. Il silenzio rispettoso che meritano i corpi carbonizzati delle tre giovani vittime, lo stesso silenzio che deve accompagnare il lavoro degli inquirenti che alla fine dovranno dirci chi ha ucciso le tre sorelle e soprattutto perché.
Perché le tre vittime innocenti non meritano questo caotico seguito e ogni commento non ha significato se svuotato della verità sull’accaduto.

Associazione 21 luglio ETS - Largo Ferruccio Mengaroni, 29, 00133, Roma - Email: info@21luglio.org - C.F. 97598580583 - Privacy Policy - Cookie Policy