Archivio per mese: Luglio, 2019

Salvini: «Salvate i bimbi dai campi rom». Associazione 21 luglio scrive al Garante per l’Infanzia

«Ogni volta che vado a visitare, da ministro, un campo rom mi domando perché i tribunali dei minori non vanno nei campi rom a portar via e salvare quei bimbi… Mi sono letto fascicoli di presunte difficoltà economiche di famiglie italiane e lì gli assistenti sociali sono implacabili. Mentre chi li educa al furto fin da quando hanno un anno di vita, niente».

Sono state queste le dichiarazioni di Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, a proposito dei fatti accaduti di recente a Bibbiano che vedono la magistratura impegnata nell’inchiesta “Angeli e demoni” per stabilire meccanismi, strategie e protagonisti di un presunto giro di affidi illeciti di minori. Dichiarazioni che non solo fanno rabbrividire immaginando con quanta leggerezza e facilità potrebbe avvenire il distacco di un bambino da sua madre ma che preoccupano anche perché si inseriscono in un contesto particolarmente delicato.

Solo pochi giorni fa, il Ministro dell’Interno ha emanato una circolare ai prefetti delle città italiane per chiedere la “ricognizione” dei rom che vivono all’interno delle baraccopoli che contribuisce a spianare la strada a una nuova “emergenza nomadi”.

Per tutte queste ragioni, Associazione 21 luglio ha scritto all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

NOTA STAMPA – La circolare del Ministro Salvini che spiana la strada ad una nuova “emergenza nomadi”

Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per l’oggetto e la finalità della circolare ministeriale.

 

In relazione alla circolare n. 16012/110 del 16 luglio 2019 avente come oggetto «Insediamenti di comunità Rom, Sinti e Caminanti» a firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini, Associazione 21 luglio, dopo un’attenta analisi del testo integrale, esprime profonda preoccupazione per l’oggetto e la finalità della stessa.

L’oggetto della circolare delimita le azioni imposte soltanto agli insediamenti abitati da rom, sinti e caminanti: ciò rappresenta un’adozione di misura avente carattere chiaramente discriminatorio nei confronti di queste comunità, visto che non interessa, ad esempio, insediamenti formali o informali abitati da persone non riconducibili a tali etnie.

Se l’attenzione della stampa si è focalizzata quasi esclusivamente sulla ricognizione degli insediamenti (impropriamente definita “censimento”), in realtà il carattere particolarmente preoccupante è la finalità della circolare che richiama in maniera netta l’”Emergenza Nomadi” ordinata da Silvio Berlusconi nel maggio del 2008, all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri. La finalità ultima della circolare firmata da Matteo Salvini è infatti quella poter consentire l’esecuzione di sgomberi di insediamenti rom, attraverso «l’adozione di specifici provvedimenti contingibili e urgenti».

Una similitudine del linguaggio utilizzato nella circolare con il “vecchio” provvedimento del 2008, la si evince anche nel linguaggio utilizzato nel testo con richiami espliciti al «pericolo della salute pubblica», alla «sicurezza», o fatti tali da legittimare «allarme sociale e l’adozione di misure finalizzate alla riaffermazione della legalità».

Secondo Associazione 21 luglio, che già in precedenza ha sollevato preoccupazione in tal senso, i fatti degli ultimi mesi e la soprattutto circolare odierna, stanno preparando il terreno ad una situazione emergenziale che già nel 2011 era stata dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato.

Alunni rom? Sinti o Caminanti? La discriminazione alla scuola di Venezia che viene da lontano

Rom, sinti, caminanti. Tre le specifiche che le famiglie “nomadi” (come indicato sulla scheda) di Venezia hanno dovuto indicare all’atto di iscrizione dei propri figli all’istituto comprensivo Corner di Fossò-Viganovo. Il modulo di iscrizione, presente da tempo sul sito della scuola, è finito sotto i riflettori solo di recente grazie alla decisione di alcuni genitori (residenti a Padova) di denunciare la vicenda come “abuso e discriminazione gravissima”. Poche ore dopo la scheda di iscrizione è stata rimossa dal sito internet della scuola: “Se il modulo dal punto di vista legale ha dei profili di illegittimità lo cambieremo sicuramente” aveva detto il dirigente scolastico Carlo Marzolo.

Per il Miur sono necessari insegnamenti specifici che tengano conto del “retroterra culturale di queste popolazioni”

La vicenda raccontata dalle cronache recenti per quanto possa indignare e suscitare rabbia è solo l’ultima manifestazione (in ordine di tempo) di una discriminazione verso gli alunni rom dai tratti istituzionali che si inserisce in un contesto dai margini più ampi. Basti pensare che già nel 2014, il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha stilato un vademecum contenente “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” avvertendo la necessità di curare un paragrafo dedicato a “Alunni rom, sinti e caminanti” assimilati già in partenza come bambini stranieri. Nel testo si legge: “I bambini rom sono abituati ad imparare interagendo direttamente, in modo personale e concreto, con i membri della propria comunità e per questo appaiono poco inclini a prestare attenzione al discorso, anonimo ed astratto rivolto dall’insegnante all’intera classe”. Nello stesso documento si legge come “lavorare con alunni rom richieda disponibilità a impostare percorsi di apprendimento specifici che tengano conto del retroterra culturale di queste popolazioni”. In altre parole, i bambini rom, sinti e caminanti, vengono discriminati già solo per appartenere a un’etnia che non è inserita nella società maggioritaria.

Il “Programma di scolarizzazione dei bambini rom”

E come un effetto a cascata, un trattamento differenziato si manifesta anche in altre circostanze come il “Programma di scolarizzazione dei bambini rom” e l’istituzione di uffici scolastici, presenti in diverse città italiane, prettamente dedicati ai bambini rom. Un programma ad hoc, quindi, che andando oltre le finalità previste costituisce già a monte una discriminazione che solo difficilmente può essere superata. Basti pensare agli scuolabus specifici per bambini rom che non sempre ottemperano agli obblighi e sono in parte causa della mancata frequenza scolastica.

Non deve pertanto stupire, purtroppo, la specifica riportata sul modulo di iscrizione della scuola di Fossò-Viganovo. La questione è altra e ampia e necessità di una riflessione che viene da lontano e pone l’accento su atteggiamenti di discriminazione più radicati e istituzionalizzati che trovano solo parziale espressione in contesti come quello citato.

Racchettoni e castelli di sabbia: la “casa di Toy” trasloca in spiaggia

È tempo di mare per tutte le bambine e i bambini che frequentano la “Casa di Toy” a Mazara del Vallo. Per combattere il caldo afoso della città, la spiaggia di Tonnarella è il posto ideale. E così, zainetto in spalla e costumino, ci siamo trasferiti tutti in spiaggia per divertirci insieme.

Cosa abbiamo portato in spiaggia con noi? Tantissimi giochi, ombrelloni e una gran voglia di divertirci! Abbiamo stretto nuove amicizie, avviato processi di socializzazione sempre più intensi così che nessuno delle bambine e dei bambini si annoi.

Tante partite a racchettoni, abbiamo costruito castelli di sabbia e abbiamo scelto il castello più bello immaginando al loro interno storie di principi e principesse ma anche di draghi. Non è di certo mancato il gioco della palla avvelenata che ha riscosso molto successo e che ha visto in uno splendido tutto il pegno da pagare.

Stanchi e un po’ arrossati, i bambini sono tornati a casa con la gioia e l’entusiasmo di voler fare ancora un altro tuffo con Toy!

da “Casa di Toy – Bibilioteca del giocattolo” Mazara del Vallo

Aveva pubblicato: «Sugli zingari Salvini ha ragione», censurato il direttore di Italia Oggi

La delibera è arrivata: il direttore del quotidiano on line “Italia Oggi” è stato condannato alla censura. A esprimere il verdetto è il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna a seguito dell’esposto presentato da Associazione 21 luglio nel giugno dello scorso anno.

L’esposto di Associazione 21 luglio

Associazione 21 luglio che da circa dieci anni si occupa di tutelare i diritti delle bambine e dei bambini che vivono la marginalità e la segregazione, anche a seguito di numerose segnalazioni ricevute e grazie all’attività di osservazione che mette in campo quotidianamente su testate cartacee e web, ha contestato il contenuto dell’articolo pubblicato il 26 giugno del 2018 dal titolo «Sugli zingari Salvini ha ragione» presentando esposto all’ordine.
Tra gli stralci contenuti nel pezzo, firmato da Bruno Tinti, ex magistrato della Repubblica italiana, si legge: «I bambini? Al seguito di zingare elemosinanti e ladre professioniste… fino a quando diventano maturi per fare gli zingari a tempo pieno, cioè i ladri». Non è tutto. Sempre nello stesso articolo anche: «La gente (ndr) non lavora ma mangia e beve e guida macchine e carrozzoni di proprietà (forse). La ovvia conclusione è che il denaro per vivere arriva da fonti illecite».

Per il Consiglio, l’equiparazione zingari e ladri, scritta senza alcuna titubanza o contestualizzazione è assai grave e certamente espressione della discriminazione sanzionata dall’articolo 9 del Codice Deontologico. Inoltre è evidente, per il Consiglio, il giudizio gratuito espresso su un’etnia generale per attribuire a tutti inaccettabili e generalizzati comportamenti delinquenziali. Il Consiglio ha dunque condannato a censura Pierluigi Magnaschi, direttore del quotidiano.
Associazione 21 luglio continuerà a porre attenzione massima nei confronti di scritti a mezzo carta o web che minacciano i diritti umani delle comunità rom e che etichettano, stigmatizzando, gruppi di individui generando così pregiudizi e incitamento all’odio di minoranze etniche.

Associazione 21 luglio cerca volontari per l’unità operativa contro l’hate speech

Ai fini di condurre un monitoraggio sempre più capillare delle diverse fonti, l’Osservatorio 21 luglio ricerca 15 volontari per creare un’unità operativa attiva nel monitoraggio, nella prevenzione e nel contrasto alla diffusione dei discorsi d’odio o incitamento alla discriminazione nei confronti dei rom e sinti soprattutto nelle pagine online (e social) delle principali testate giornalistiche italiane

I volontari selezionati riceveranno una formazione ad hoc prima di diventare a tutti gli effetti operativi. La formazione le permetterà di acquisire metodo, strategie e strumenti messi in atto dall’Osservatorio. La partecipazione alla formazione è un prerequisito necessario per poter far parte dell’Unità operativa dell’Osservatorio 21 luglio.

COSA E’ NECESSARIO PER POTER FAR PARTE DELL’UNITA’ OPERATIVA DI OSSERVATORIO 21 LUGLIO?
– un supporto informatico (computer, smartphone, tablet ecc..) e di una connessione internet per svolgere l’attività;
– poter dedicare una media di minimo 3 ore alla settimana al lavoro dell’unità operativa, variabili a seconda degli eventi e delle reazioni social;
– partecipare alla formazione volta a fornire gli strumenti per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto alla diffusione dei discorsi d’odio o incitamento alla discriminazione nei confronti dei rom e sinti.

QUALI SONO I REQUISITI E LE COMPETENZE RICHIESTE?
REQUISITI:
– Titolo di studio superiore o universitario.
COMPETENZE:
– ottima padronanza scritta e orale della lingua italiana;
– padronanza nell’uso di Internet e Social network;
– capacità di redigere brevi report di lavoro;
– capacità di comunicazione ed empatia;
– attenzione al dettaglio;
– attitudine positiva al lavoro;
– capacità di lavorare sia in autonomia sia in team anche a distanza;
– preferibile conoscenza pregressa delle questioni rom e sinte;
– condivisione della mission dell’Associazione 21 luglio.
– conoscenza della lingua inglese (livello minimo B1);

COME CANDIDARSI?
Le persone interessate a candidarsi e a sostenere l’impegno richiesto, sono invitate a inviare il CV (in italiano) e lettera di motivazione (MAX. 300 parole) all’indirizzo: osservatorio@21luglio.org entro e non oltre il 31 luglio. Si prega di indicare nell’oggetto la dicitura “VOLONTARI – UNITA’OPERATIVA OSSERVATORIO 21 LUGLIO – Nome e cognome”.
Solo i candidati pre-selezionati verranno contattati al fine di fissare un colloquio.

UNITA’ OPERATIVA CONTRO L’HATE SPEECH
LUOGO: tutta Italia
SCADENZA PER L’INVIO DELLA CANDIDATURA: 31 agosto 2019

Sgomberi di comunità rom: il Consiglio d’Europa ammonisce lo Stato italiano

Assicurare che le persone sfrattate non siano rese senzatetto, garantire che gli sgomberi non provochino condizioni di vita inaccettabili alle persone coinvolte, inoltre di informare senza indugio il Comitato delle misure adottate per attuare tutto questo. Ecco quali sono le indicazioni che il Comitato Diritti Sociali del Consiglio d’Europa ha presentato al governo italiano in materia di sgomberi in attesa di pronunciarsi in merito al ricorso presentato da Amnesty International nei mesi precedenti. Il documento elaborato dall’organizzazione internazionale sottolineava la presenza massiccia di sgomberi forzati, l’uso di misure segreganti al di sotto degli standard e il fallimento dello Stato italiano nell’assicurare un accesso all’housing sociale per i rom.

Lo sgombero di Giugliano come casus belli

Come casus belli il Comitato ha citato lo sgombero di 450 persone di etnia rom avvenuto durante lo scorso mese di maggio a Giugliano in Campania (provincia di Napoli) ad opera dell’amministrazione locale, a cui ha fatto seguito una serie di sgomberi reiterati in poche ore. Ad oggi la comunità rom giuglianese non ha ottenuto ancora una soluzione rispetto all’emergenza abitativa di cui è vittima.

Associazione 21 luglio è stata la prima organizzazione nazionale a denunciare lo stato di abbandono e di marginalità in cui perpetuano ormai da due mesi centinaia e centinaia di persone, sottolineando la violazione dei diritti umani, in particolar modo delle bambine e dei bambini che vivono all’interno della comunità: tra questi anche neonati. L’Associazione ha lanciato un appello e presentato, insieme all’European Roma Rights Centre, ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo, a seguito dell’iniziativa, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha imposto misure ad interim allo Stato italiano, poi ritirate per l’impegno assunto dallo stesso nei confronti della comunità rom giuglianese.

«Non ci stanchiamo di denunciare le sistematiche violazioni dei diritti umani»

«Accogliamo con favore le parole del Comitato perché per l’ennesima volta un organismo internazionale sente la necessità di raccomandare all’Italia il rispetto dei diritti fondamentali durante le operazioni di sgombero. Come Associazione 21 luglio non ci stanchiamo di denunciare le sistematiche violazioni dei diritti di donne e uomini, bambine e bambini che in questi anni, sotto i diversi governi nazionali e locali, hanno visto le loro abitazioni distrutte dalle ruspe. Attendiamo con fiducia una soluzione rapida ed efficace per la comunità rom giuglianese che vive ancora in uno stato di abbandono e di marginalità, uno stato che deve cessare quanto prima visto che le famiglie sono allo stremo delle loro forze e che le misure messe in atto dall’Amministrazione comunale appaiono ancora estremamente deboli e non strutturate» ha commentato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio.

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