Archivio per anno: 2019

Il Garante per le persone private della libertà personale è un pezzo di democrazia

da Antigone.it

In molti paesi europei – e non solo – da anni esiste un Garante per i diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale. Una figura che può entrare senza preavviso in carcere e negli altri luoghi di privazione della libertà, per verificare che la legalità vi sia rispettata e per prevenire eventuali violazioni.

La figura è stata istituita nel 2013

In Italia, nonostante diversi impegni internazionali assunti, si è arrivati all’istituzione di questa figura solamente nel 2013, sull’onda delle riforme successive alla c.d. sentenza Torreggiani, con cui la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per i trattamenti inumani e degradanti che avevano luogo nelle sue carceri. Dal 2016 è dunque entrata in attività questa figura di garanzia. Il Garante è un organismo statale indipendente – nominato dal Presidente della Repubblica, cosa che ne garantisce l’indipendenza rispetto ai partiti al Governo – che monitora tutti i luoghi di privazione della libertà (carceri, stazioni di polizia, centri di detenzione per migranti, REMS, voli su cui si effettuano i rimpatri forzati, i reparti dove si effettuano i trattamenti sanitari obbligatori, ecc.).

Un ruolo di fondamentale importanza

Il suo ruolo è di fondamentale importanza per far sì che in questi luoghi, spesso fuori da altre possibilità di controllo e con una strutturale disparità di potere tra custodi e custoditi, non avvengano abusi e le condizioni di vita siano in linea con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legislazione italiana in genere e da quella internazionale. Per questo è di una gravità inaudita l’attacco di alcune organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria contro questa figura. Un attacco che va oltre l’ordinaria polemica, arrivando a chiedere la soppressione di questa figura di garanzia. Il Garante è una figura fondamentale in tutti gli ordinamenti democratici. Chi teme il lavoro di prevenzione di un organismo indipendente, barricandosi dietro le proprie funzioni, non lascia presagire nulla di buono.

Il garante è un elemento di garanzia

Di questi attacchi si saranno indignate assieme a noi tutte quelle persone, quei medici e quegli agenti che, quotidianamente, svolgono il proprio lavoro – spesso in situazioni complesse – nel rispetto dei diritti delle persone sotto la propria custodia. Per questi il Garante nazionale è senza dubbio un elemento di garanzia, oltre ad una figura che consente al loro lavoro di uscire da quel cono d’ombra dove altri vorrebbero riporlo.

Nel ribadire la nostra fiducia a Mauro Palma e l’intero collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà, condanniamo con fermezza gli attacchi a lui mossi da chi non ha a cuore la tutela dei diritti umani.

Adesioni

Hanno finora sottoscritto: Antigone, A Buon Diritto Onlus, Arci, Associazione 21 Luglio, Cittadinanzattiva, Asgi, Certi Diritti, Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbti, Progetto Diritti, Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili, Cir-Consiglio Italiano per i Rifugiati, Naga, CGIL.

Altre adesioni: Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Anna Lorenzetti (Università di Bergamo), Associazione Maite – Bergamo, Fabio Canavesi, APS Teatro Chapati – Bergamo, Giovanni Bailo, Arpioni (gruppo musicale), Luca Mandro, Avv. Franco Merelli, Giovanni Lattanzi (COCIS), Avv. Marco Geremia, Sergio Segio (Rapporto Diritti Globali), Alessandra Pellegrini De Luca, Graziella Pellegrini, Avv. Effiong L. Ntuk, Centro de Documentación Contra la Tortura (Madrid, España), Radicali Italiani, Agostino Siviglia (Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Regione Calabria), Denise Amerini (CGIL Nazionale – Area Welfare), Laura Amicone (Università La Sapienza), Cooperativa Lazzarelle, Lucia Dell’Anna (medico), Lucia Re (Università di Firenze), Rossella Selmini (Università di Bologna), Avv. Ilenia Rosteghin, Ristretti Orizzonti, Cooperativa Sociale AID Italia-Agenzia per l’inclusione e i diritti, Rossana Dettori (segretaria nazionale confederale CGIL, responsabile area welfare).

Il Gruppo CRC presenta “I Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”

In occasione del 30° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il Gruppo CRC propone la propria analisi rispetto all’attuazione dei diritti delle persone di età minore in Italia alla luce delle Osservazioni Conclusive che il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto al nostro Paese lo scorso febbraio. Per questa edizione speciale il Gruppo CRC ha deciso inoltre di introdurre e far riferimento per le singole tematiche affrontate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile più pertinenti, al fine di proporre una lettura attuale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sottolineare la stretta connessione tra gli obiettivi promossi dall’Agenda 2030 e la realizzazione dei diritti delle persone di età minore. Il Rapporto sarà presentato presso il Senato della Repubblica nella Sala dell’Istituto S. Maria in Aquiro, nella mattina di mercoledì.

 

Su iniziativa della Senatrice Paola Boldrini

Presentazione 10° Rapporto CRC
Rossana Carbone, Cismai, Componente Gruppo CRC
Arianna Saulini, Save the Children Italia, Coordinatrice Gruppo CRC
Francesco Silipo, Agesci, Componente Gruppo CRC

Intervengono
Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia
Licia Ronzulli, Presidente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza
Filomena Albano, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Martina Alemanno, Responsabile area educazione, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)
Luisa Angrisani, Componente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza
Fabrizio Petri, Presidente Comitato Interministeriale Diritti Umani (CIDU)
Paolo Siani, Componente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

QUI IL RAPPORTO

TOY for Inclusion: apre l’Officina del giocattolo al Polo ex Fienile

A partire dal 7 dicembre le attività del progetto TOY for Inclusion si svolgeranno ogni sabato al Polo ex Fienile, sia di mattina che di pomeriggio.

Laboratori per bambini e adulti, eventi mensili, sostegno alla genitorialità, orientamento ai servizi, giochi sono solo alcune delle attività che TOY For Inclusion realizzerà nei prossimi mesi.

L’officina del giocattolo

Per l’intero mese di dicembre, gli operatori di Associazione 21 luglio raccoglieranno giocattoli destinati a diventare premi della tombolata del 21 dicembre alle ore 17.00 che si svolgerà presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca.

Saranno bene accetti anche i giochi rotti che saranno riparati presso “Officina del giocattolo” e poi riutilizzati. Sarà possibile consegnarli oltre che all’ex fienile anche al centro diurno per anziani “La fata Carabina” di via San Biagio Platani. Nella stessa giornata, dalle 10 alle 13 si svolgeranno, inoltre, laboratori per bambini che proseguiranno anche nel pomeriggio.

I prossimi appuntamenti…

Sabato 7 dicembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 ci sarà un appuntamento con “Mondi di Mamme”: un gruppo che, a cadenza mensile, discute di gioie e difficoltà di essere genitori. Nel pomeriggio poi, dalle ore 14 alle ore 17, si svolgeranno laboratori per adulti e bambini. Sabato 14 dicembre dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 laboratori per grandi e piccoli.

…in attesa del Play Hub Mobile!

Prossimamente sarà attiva una biblioteca del giocattolo itinerante e sarà anche polo-attività itinerante che stazionerà in varie zone di Tor Bella Monaca, allo scopo di consentire a tutti di usufruire dei giochi e delle attività o semplicemente di incontrarsi.

Ad organizzare e animare le iniziative, gli operatori e professionisti qualificati del Local Action Team.

Biblioteca vivente, buona la prima!

Questa iniziativa dovrebbe essere un esempio da ripetere in tutta Italia”. A parlare è un passante che nella mattina di domenica si è ritrovato nel bel mezzo della biblioteca vivente, in centro città a Roma, in piazza Madonna di Loreto. REYN Italia in collaborazione con Associazione 21 luglio ha organizzato, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un appuntamento di Biblioteca vivente intitolato “Un libro non si giudica dalla copertina!”. L’obiettivo dell’iniziativa è stato decostruire i pregiudizi e avviare un dialogo di inclusione attraverso le testimonianze di donne e uomini rom che hanno raccontato episodi della loro infanzia, caratterizzati da discriminazione.

I libri umanni provenienti da tutta Italia

I “libri umani” sono giunti a Roma da tutta Italia: Pisa, Cosenza, Mazara del Vallo, hanno indossato una maglietta gialla e sotto la pioggia battente, hanno raccontato pezzi di vita, storie vissute con l’orgoglio e la tenacia di chi ha superato momenti bui e difficili. A supportare l’impegno di Dzemila, Dolores, Senad, Enzo, Nedzad, Clelia, Ahmet e Miriana, un bibliotecario che ha presentato ai passanti il catalogo della biblioteca fatto di titoli (principalmente provocatori), sinossi e autori. Con loro anche un “dizionario umano” pronto a fornire informazioni sulla storia recente, non solo del nostro Paese.

La biblioteca vivente dal centro alla periferia

Nel pomeriggio la biblioteca vivente si è trasferita in periferia, a Tor Bella Monaca, presso il centro commerciale “Le torri”. Anche qui, adulti e ragazzi hanno ascoltato le storie dei libri viventi, hanno guardato le immagini dei “libri illustrati” e fatto i conti con i pregiudizi e le discriminazioni ascoltando “libri fotocopiati” raccontati da chi vive molto da vicino storie di emarginazione. “Conoscevo queste storie ma dal vivo è un’altra cosa, è come conoscere la guerra per sentito dire, ma poi se ci si ritrova dentro la percezione cambia” ha commentato un altro passante.

Raggiunte oltre 60 persone

L’evento patrocinato da UNAR, Regione Lazio e Fondazione Migrantes, ha riscosso un buon successo di pubblico. I libri umani nell’arco dell’intera giornata hanno incontrato oltre 60 persone: donne e uomini detentori di un’idea sulla comunità rom che dopo domenica hanno modificato in profondità la loro visione delle cose.

   

L’OSCE presenta il rapporto sugli hate crimes: “In Italia aumento dei casi registrati”

Nessuna flessione ma un lieve aumento del numero di casi di hate crimes registrati in Italia nel 2018, in particolare nei confronti delle popolazioni rom e sinte.

A rendere noti dati e numeri è L’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, in occasione della Giornata Internazionale della tolleranza, lo scorso 16 novembre, ha pubblicato il rapporto riguardo i crimini d’odio commessi nel 2018 ni Paesi membri.

I casi denunciati in Italia da Associazione 21 luglio

Nell’intera area rappresentata dai Paesi membri, l’OSCE ha registrato nel 2018 un numero di 4.500 casi di hate crimes documentati alla polizia e un numero di 1111 casi nel territorio italiano.

L’organizzazione completa il suo rapporto anche con gli incidenti segnalati dalla società civile: un grande supporto è fornito da Associazione 21 luglio che grazie alle azioni di monitoraggio e osservazione delle comunità rom nel panorama nazionale, può documentare casi specifici.

Durante lo scorso anno si sono registrati 15 casi di hate crimes nei confronti di rom e sinti. Tra tutti i casi segnalati da Associazione 21 luglio, uno eclatante è rappresentato dalla bambina colpita alla schiena con un fucile ad aria compressa.

Gli autori hanno gridato il nome di un politico noto per le sue opinioni anti-rom e anti-migranti.

“I casi d’odio non riguardano solo le comunità minoritarie”

In 53 dei 57 Paesi membri dell’OSCE, infatti, esiste una legislazione ad hoc ma non in tutti i paesi le leggi vengono applicate. Dal rapporto si evince che molte delle vittime non denunciano, sia a causa della diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine, sia per le lungaggini burocratiche.

L’impegno non è mai abbastanza e gli stati membri devono fare di più: “Il crimine motivato da pregiudizi non è un fenomeno che riguarda solo le comunità minoritarie, ma al contrario è un attacco diretto alle nostre democrazie e ai principi dei diritti umani su cui si basano” ha commentato Ingibjörg Sólrún Gísladóttir dell’ODIHR, in occasione della presentazione dello scorso 16 novembre.

Biblioteca Vivente. Un libro non si giudica dalla copertina: storie di infanzia rom raccontate dai protagonisti

La Biblioteca Vivente è un metodo innovativo per la promozione del dialogo, la riduzione dei pregiudizi e l’incoraggiamento della comprensione reciproca.

Le principali caratteristiche sono di essere fondate sulla semplicità e su un approccio positivo ristabilendo legami di prossimità.

I “libri umani” sono persone che hanno subito discriminazioni per problemi quali la razza, il sesso, l’età, la disabilità, le preferenze sessuali, l’identità di genere, la classe, la religione, la fede, le scelte di stile di vita.

In occasione della Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza REYN Italia, in collaborazione con Associazione 21 luglio, ha organizzato un evento dal titolo “Biblioteca vivente. Un libro non si giudica dalla copertina”, fissato in calendario per domenica 24 novembre.

L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio, dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziali) e da Fondazione Migrantes.

La giornata si compone di un doppio appuntamento: la mattina, dalle ore 10.30 alle 13.00 in piazza della Madonna di Loreto e nel pomeriggio. Dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso il Centro Commerciale Le Torri in via Amico Aspertini, 406 a Tor Bella Monaca.

Libri “umani” racconteranno la loro storia legata all’infanzia e a supportare questo impegno ci saranno un bibliotecario e un dizionario “umano”. I passanti potranno consultare il “catalogo”, leggere la recensione e scegliere quale storia ascoltare. Vi aspettiamo in tanti!

Officina scolastica, il supporto allo studio per bambini che abitano nelle baraccopoli

Gli operatori di Associazione 21 luglio riprendono le attività di supporto allo studio alle bambine e ai bambini che abitano in un capannone abbandonato nella periferia della città.

È questa l’attività che abbiamo denominato “Officina scolastica” avviata già durante lo scorso anno nel periodo di apertura delle scuole.

Un pomeriggio a settimana, educatori professionali e attenti di Associazione 21 luglio aiutano i piccoli abitanti della “baraccopoli” a svolgere i compiti assegnati loro a scuola.

Insieme a loro mediatori culturali facilitano e agevolano il consolidamento del legame con le famiglie contrastando, sempre più, la dispersione scolastica.

L’attività, oltre ad essere finanziata da Associazione 21 luglio, è inserita all’interno del progetto Storie Cucite a mano.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Scuola di politica, lezioni aperte alla cittadinanza presso il Polo ex Fienile

Tutto pronto per la nuova edizione di scuola di politica “Confini al Centro” 2019-2020. A partire dal prossimo 14 novembre riprenderanno gli appuntamenti con i più grandi esperti del panorama nazionale impegnati a discutere su tematiche attuali. Tante le novità della nuova edizione, tra tutte il doppio format.

Quest’anno gli incontri avverranno sia nei giorni feriali che la domenica con una differenza. La domenica sarà una giornata tematica: a partire dalle 10.00 fino alle ore 16.00 si svolgeranno lezioni frontali tematiche, laboratori e dibattiti. Sarà possibile partecipare per l’intera giornata e pranzare insieme.

Altre lezioni, si svolgeranno in settimana, nel tardo pomeriggio, quando ospiti illustri (scrittori, politici, intellettuali) dialogheranno con un giornalista su temi caldi del dibattito pubblico. Le lezioni sono gratuite e aperte alla cittadinanza.

I prossimi appuntamenti

Il primo appuntamento da segnare in calendario è fissato per il pomeriggio di giovedì 14 novembre, alle ore 17.00 e avrà come titolo: “Frontiera Europa. Dal Mediterraneo alla rotta balcanica”. Intervistati dalla giornalista Eleonora Camilli, interverranno Valerio Nicolosi foto e videoreporter, autore del documentario “Frontiere, le vie per l’Europa” (di cui un estratto sarà proiettato durante la lezione in anteprima) e Giuseppe Bettoni, esperto in geopolitica dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

La rotta balcanica è meno conosciuta di quella tracciata via mare nel Mediterraneo ma sulla drammaticità che la caratterizza devono accendersi sempre di più i riflettori della politica come dell’opinione pubblica.

Dai dati forniti da Amnesty International si stima che attualmente circa 5.500 uomini, donne e bambini sono intrappolati all’interno di fabbriche dismesse e prive di servizi di prima necessità di due piccole città bosniache nei pressi del confine con la Croazia, Bihac e Velika Kladusa. La Bosnia ed Erzegovina non è in grado di offrire loro protezione o condizioni di vita adeguate.

Nei campi improvvisati mancano igiene, acqua calda e cure mediche e il cibo è insufficiente. Per raggiungere la Slovenia o l’Italia, dove inizia il regime di libero movimento di Schengen, le persone in cerca di salvezza devono attraversare le fitte foreste e i tortuosi fiumi della Croazia, in alcuni casi anche dei campi minati: nel 2018, 12 persone sono annegate e altre sono morte in varie circostanze.

Coloro che affrontano questo viaggio vengono frequentemente sottoposti a respingimenti e a espulsioni collettive, non di rado con violenze e intimidazioni, al confine tra Croazia e Bosnia ed Erzegovina, senza che le loro domande d’asilo siano esaminate.

La domenica al Polo ex Fienile

Il secondo appuntamento da fissare in calendario, invece, è domenica 1 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 16.00 e la giornata avrà come titolo: “Odio e politica”. Interverranno Peppino Ortoleva (accademico e storico) e Federico Bonadonna (antropologo).

Vi aspettiamo al Polo ex Fienile di largo Mengaroni, 29 a Tor Bella Monaca. Per informazioni scrivere a info@21luglio.org

A Tor Bella Monaca… Che laboratorio rap con Assalti frontali!

Un pomeriggio all’insegna del divertimento, del gioco e dell’inclusione l’Open Day dello scorso 26 ottobre. Con Militant A e Pol G di Assalti frontali, alcuni bambini che frequentano le attività di Storie Cucite a mano, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, hanno ideato una canzone rap, partendo dalle loro esperienze, dai loro sogni.

Hanno mostrato al pubblico il risultato del loro lavoro e lo hanno fatto sul palco del Polo ex Fienile di largo Mengaroni con lo storico gruppo romano Assalti frontali. Grazie Militant A e Paolo G per essere stati con noi!

IL TESTO DELLA CANZONE

Ciao ragazzi io sono Cristian Valentino/
abito qui vicino e sono il primo a far casino/ sono quello con le scarpe slacciate/ guardatemi negli occhi e non ditemi cazzate / voglio fare brack dance lanciarmi fino alla luna /finché diventerò un vecchietto auguro a tutti fortuna/
sto in terza alla Crivelli/ vi saluto fratelli/
il mio messaggio è accendiamo i cervelli

Il rap è la mia vita e lo farò fino alla fine/
anche se mi vergogno e mi sento sulle spine/ rime dopo rime vengo da Tor Cervara/ dove la gente impara che la vita è amara/ ma è anche molto bella questa è la mia terra/ io c’ho undici anni e odio la guerra/ sono Cri-Cri-Cristina (e sei troppo carina!) /ragazzi state calmi io sono una ballerina

Io sono Denis e gioco a tennis e gioco a tennis/ sono il boss dei soldi e faccio il musicista/ce n’ho tanti nelle tasche, mi escono fuori come l’acqua e li perdo di vista/ma la mia moglie, la cosa più importante/ la conquisto col sorriso e non con il contante

“Io sono Luana so de Roma e c’ho il mio stile/ sono due anni che vengo al fienile/
una ragazza del quartiere, giovane e sincera/ da grande vorrei fare la parrucchiera/ i capelli sono alberi di una foresta / il mio lavoro sarà una grande festa/ un giorno canto, un giorno ballo /
mentre faccio la piega e la coda di cavallo”.

GRAZIE, ASSALTI FRONTALI!

Dalla pagina FB del gruppo, la dedica ai nostri ragazzi: “Auguri ragazzi e ragazze… fantastici…che la periferia di Roma vi permetta di diventare ciò che desiderate di diventare. Grazie all’ex Fienile e all’Associazione 21 Luglio che ha organizzato il laboratorio. Love”

Regione Piemonte: la proposta del disegno di legge dell’assessore Ricca preoccupa Associazione 21 luglio perché viola i diritti umani

Egr. Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio,

Associazione 21 luglio è un’organizzazione non profit che supporta individui e gruppi in condizione di segregazione estrema tutelandone i diritti e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini. L’Associazione è apartitica, non ha fine di lucro, persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale, in particolare nel rispetto dei principi della Convenzione Internazionale di New York sui diritti dell’infanzia.

L’Associazione 21 luglio, iscritta al Registro UNAR delle associazioni e degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni, è membro di: Associazione Carta di Roma, European Roma Information Office, Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), ISSA (International Step by Step Association) e Piattaforma per i Diritti Fondamentali (FRP).

A seguito delle attività di monitoraggio abbiamo appreso della proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” presentata dall’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca.

Dall’approfondimento inerente alla proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”, sembrerebbe che lo stesso si concretizzi in una revisione «poco riveduta e corretta» della proposta di Legge Regionale n.122 del 27 marzo 2015 “Interventi a regolamentazione del nomadismo e del contrasto all’abusivismo” già licenziato con voto contrario il 29 giugno 2017.

Ancor prima di entrare nel merito della proposta di Disegno di Legge oggetto della presente appare doverosa una precisazione preliminare in meritò alla cd. volontà dell’assessore proponente di “regolamentare il nomadismo”, accezione questa a parere della scrivente che cela in realtà la volontà di adottare una legge ad hoc per soggetti e gruppi di persone individuate su base etnica e nello specifico con le persone identificate dalle istituzioni come rom.

Invero il cd. “diritto al nomadismo” richiamato dall’assessore Ricca è stato ricondotto dalla dottrina alla libertà di circolazione e soggiorno in ogni parte del territorio nazionale, e pertanto è già implicitamente tutelato nell’ambito di altri diritti fondamentali di cui è titolare ogni persona in base alle norme costituzionali, dell’Unione europea e internazionali.

Passando poi ad una puntuale disamina dell’approfondimento della proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” presentato nel 2015 dall’assessore regionale alla Sicurezza, si riscontrano le medesime criticità e gli aspetti in contrasto con gli obblighi costituzionali, le norme comunitarie e internazionali già individuati nella proposta di Legge Regionale n. 122 del 27 marzo 2015.

In primis la proposta di Disegno di legge dell’assessore Ricca prevede “l’installazione in dette aree di transito di impianti di video sorveglianza” disposizione questa in aperto contrasto con le norme che riservano allo Stato la materia dell’ordine pubblico e della sicurezza. Si ricorda che l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo per funzioni istituzionali di cui sia realmente titolare in base all’ordinamento di riferimento. Diversamente, il trattamento non è lecito».

Sempre in merito all’accesso in tali aree di transito l’assessore ha proposto la regolamentazione degli accessi per il tramite di registri telematici e smart card. Si osserva che tali disposizioni, come peraltro riconosciuto da costante giurisprudenza sul tema, sono in contrasto con il disposto dell’art. 16 della Costituzione che stabilisce che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza. (…)”( cfr.TAR Lazio, sezione I, sentenza del 24 giugno 2009, n. 6352; Consiglio di Stato sezione VI sentenza 6050 del 16 novembre 2011).

Per quanto poi riguarda i requisiti di accesso a tali aree di transito la proposta del Disegno di legge regionale fissa particolari requisiti come la cd. provenienza del reddito e l’idoneità morale dei soggetti richiedenti: appare qui opportuno rilevare che requisiti di tal fatta hanno carattere solo potenzialmente in quanto non annoverabile tra i requisiti di accesso ad altre misure di social housing nella stessa Regione Piemonte.

Quanto poi la previsione della revoca all’autorizzazione a permanere nelle dette aree nei casi in cui il singolo trasgressore si renda protagonista di “incitamento o sfruttamento di terzi” si ravvisa come tale comportamento vada necessariamente accertato dalle competenti sedi giudiziarie e con sentenza passata in giudicato. Infine sempre in merito ai casi di revoca, la revoca della permanenza in detti insediamenti a motivo del reiterato rifiuto di proposte di inserimento lavorativo incide sulla libertà costituzionalmente riconosciuta del soggetto a scegliere la propria attività lavorativa.

In merito poi alla revoca dell’autorizzazione a permanere nelle dette aree a seguito di “Abbandono scolastico o assenza per un numero superiore di 20 giorni consecutivi da parte di un minore parte del nucleo familiare o per un totale di 45 giorni nel corso dell’intero anno scolastico, salvo comprovati e certificati motivi di salute” tale disposizione oltre che ad essere in contrasto con la normativa nazionale che prevede la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato pena la perdita dell’anno scolastico salvo eccezionali deroghe è potenzialmente discriminatoria in quanto avente ad oggetto solo nuclei famigliari individuati su base etnica.

Infine, nella proposta del Disegno di legge dell’assessore regionale Ricca viene ripresa nuovamente l’idea della creazione di un “Osservatorio regionale” novellato per il monitoraggio dei flussi e il contrasto all’abusivismo ove è previsto al pari del primo osservatorio che ne facciano parte anche “tre componenti delle Forze dell’ordine, di concerto con le Prefetture”.

Al riguardo, si evidenzia che la Corte Costituzionale ha più volte ribadito (tra le altre, sent. n. 134/2004) che le forme di collaborazione e di coordinamento coinvolgenti compiti ed attribuzioni di organi dello Stato (come la Prefettura) non possono essere disciplinate unilateralmente dall’attività legislativa regionale essendo necessaria la loro previsione da parte della legge statale o da parte di accordi tra i soggetti istituzionali coinvolti.

Pertanto alla luce delle osservazioni di cui sopra Associazione 21 luglio per le motivazioni di cui sopra le chiede di vigilare attentamente sulla proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” che l’assessore regionale alla Sicurezza ha annunciato di voler presentare ponendosi lo stesso in contrasto con gli obblighi costituzionali, le norme comunitarie e internazionali.

In copertina: Torino, sgombero del campo rom di corso Tazzoli (Foto Repubblica.it)

 

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