Archivio per anno: 2019

“Storie cucite a mano”, giovedì la presentazione del progetto alla scuola Palombini

L’Istituto Comprensivo Giovanni Palombini di Roma ospita la tappa finale del tour di presentazione del progetto “Storie cucite a mano”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Tra i relatori anche Carlo Borgomeo, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini. Dopo Moncalieri e Lecce, giovedì 3 ottobre alle 10:30 l’Istituto Comprensivo Giovanni Palombini a Roma ospiterà la tappa finale di “E la storia cominciò…”, tour di presentazione di “Storie cucite a mano”, progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Questo ciclo di incontri è pensato per illustrare a giornalisti, docenti, operatori del settore, educatori e genitori le attività del progetto triennale di prevenzione del disagio e di promozione del benessere per bambini e bambine tra i 5 e i 14 anni e per le loro famiglie. Grazie a Storie cucite a mano, scuole, servizi, associazioni e cooperative del territorio sperimentano interventi innovativi come laboratori, workshop, spettacoli teatrali e molto altro. Dopo le prime attività estive, con il nuovo anno scolastico ha preso il via anche la sperimentazione delle equipe ad alta densità educativa che, nei tre istituti selezionati a Roma (Giovanni Palombini), Moncalieri (Santa Maria) e Lecce (Stomeo-Zimbalo), affiancano i docenti nel loro compito, con l’offerta di percorsi formativi per insegnanti ed educatori, un fitto cartellone di laboratori per bambini e interventi di progettazione partecipata, insieme alle famiglie, per il restyling degli spazi.

All’incontro anche il presidente di “Con i bambini”

All’incontro parteciperanno Carlo Borgomeo, Presidente dell’impresa sociale Con i bambini, Silvia Romagnoli, dirigente scolastico dell’IC Palombini, Roberta Della Casa, presidente del Municipio IV, Carlo Stasolla, Presidente di Associazione 21 luglio, la responsabile del progetto Storie Cucite a Mano Fabiana Brega (Cooperativa Sociale Educazione Progetto – Moncalieri), e i coordinatori territoriali Simone Zamatei (Associazione 21 luglio / ABCittà – Roma) e Antonietta Rosato e Cecilia Maffei (Fermenti Lattici – Lecce) e gli altri partner coinvolti a Roma (Associazione Garofoli/Nexus, Digiconsum, Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, In.F.O.L – Innovazione formazione orientamento e lavoro). Seguiranno un aperitivo e uno spettacolo teatrale per i bambini e le famiglie.

Il progetto in tre città italiane

Storie Cucite a Mano lavorerà per tre anni tra Moncalieri, Roma e Lecce su attività trasversali, da ricondursi a quattro aree principali: Mondo scuola, per rimettere al centro la scuola e rinsaldare il suo legame con il territorio, attivando percorsi educativi di sostegno ai minori volti a combattere l’isolamento, completando l’offerta educativa; Minori al centro, per proporre maggiore protagonismo di minori e famiglie all’interno del sistema dei servizi socio-educativi, per generare inclusione e attivazione dei beneficiari, utilizzando tecniche individuali di engagement, volte a raggiungere le situazioni più fragili ed isolate; Tutta mia la città per abitare e animare i territori con occasioni e opportunità di condivisione, di protagonismo e di “cultura formato famiglia”, per accompagnare i singoli alla riscoperta dei propri talenti, lavorando alla creazione e rigenerazione dei legami di comunità; Governance, comunicazione, monitoraggio e valutazione, per rinforzare la rete e le relazioni tra i partner, per condividere esperienze e connettere sul piano nazionale i territori con sperimentazioni e azioni che consentano di raccogliere le esperienze e riconoscersi in un percorso di cambiamento condiviso, monitorando i risultati in itinere e valutando gli impatti dello stesso per produrre un modello trasferibile.

Associazione 21 luglio capofila a Roma

Storie Cucite a mano coordinato dalla Cooperativa Sociale Educazione Progetto di Torino (capofila), da Associazione 21 luglio Onlus di Roma e Fermenti Lattici di Lecce, con il monitoraggio della Fondazione Emanuela Zancan e la comunicazione a cura della Cooperativa Coolclub, coinvolgerà numerosi partner nei vari territori. Oltre alle amministrazioni comunali di Moncalieri e Lecce e all’Unione dei Comuni di Moncalieri, Trofarello e La Loggia, il progetto vede tra i partner Associazione Teatrulla, Coop. Soc. Pg. Frassati, Istituto Comprensivo Statale “Santa Maria” (Moncalieri), Associazione Garofali Nexus, Digiconsum, Istituto Comprensivo Giovanni Palombini, Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, In.F.O.L Innovazione formazione orientamento e lavoro (Roma), Casa Circondariale di Lecce, AbCittà società cooperativa sociale onlus, Istituto Comprensivo “P. Stomeo – G. Zimbalo”, Principio Attivo Teatro, PSY Psicologia e Psicoterapia cognitiva integrata (Lecce).

Il progetto Storie Cucite a Mano è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. Info su www.conibambini.org.

Amarò Foro riparte! Al via le iscrizioni per i nuovi laboratori di breakdance

Laboratori di breakdance, musica, incontri: il progetto “Amarò Foro” riparte per un nuovo anno di crescita e condivisione. Un team di operatori professionisti accompagnerà i bambini e i ragazzi in un percorso fatto di giochi, dialogo e divertimento per raggiungere un obiettivo chiaro. La mission del progetto è, infatti, l’acquisizione della consapevolezza del se, dell’altro e della società attraverso la sperimentazione artistica.

Aperte le iscrizioni: lunedì e martedì dalle 16.30 alle 18.30

Per partecipare alle attività di arteducazione al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca è necessario effettuare l’iscrizione. È possibile farlo nei pomeriggi di lunedì e martedì (23 e 24 settembre) nella struttura di largo Mengaroni dalle ore 16.30 alle ore 18.30 e ancora nei pomeriggi del 30 settembre e 1 ottobre sempre alla stessa ora.

Le attività sono completamente gratuite

Le attività sono rivolte a bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni e ragazzi dagli 11 ai 14 anni e si svolgono tutti i giorni (dal lunedì al giovedì) dalle ore 16.30 alle ore 18.30. La partecipazione è assolutamente gratuita.

Vi aspettiamo!

Vi aspettiamo tutti al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, per divertirci ma soprattutto per crescere insieme!

Lettera aperta – “Torri in rete!”, la rete territoriale che lavora nel sociale a Tor Bella Monaca (e non solo)

Scriviamo a nome di “Torri in Rete!”, una rete territoriale informale presente nel VI Municipio e in particolare a Tor Bella Monaca con l’intento di istituire modalità di lavoro comune tra le moltissime associazioni che lavorano nel sociale nel complesso territorio del Municipio.

Abbiamo avuto modo di visionare il servizio “Tor Bella Monaca, viaggio nella periferia muta e abbandonata della Capitale” di Alessandra Borella, andato in onda il 17 settembre u.s. su la7 nel programma Tagadà, e siamo rimasti negativamente colpiti dalla rappresentazione monocorde del quartiere che non rende giustizia della complessità della vita sociale che lo attraversa. A parte la falsa rappresentazione della vitalità dei partiti politici (lasciar intendere che il PD sia assente e la Lega invece investa sul territorio è una doppia menzogna che si commenta da sola nella sua grossolanità), crediamo che la “narrazione” del servizio giornalistico vada presa per quel che è, vale a dire come uno (solo uno) dei discorsi possibili che si possono fare. Le parole di Silvia, la signora che vive nella casa popolare “ereditata” dalla nonna, sono molto significative della profonda solitudine che domina tante storie a Tor Bella Monaca e che meritano un adeguato ascolto, così come pensiamo che non si debba far finta che “le dieci amichette” convinte a votare Salvini non esistano o siano un segnale irrilevante.
Dobbiamo prendere atto che, per molti aspetti, la situazione a Tor Bella Monaca è veramente difficile, ma sono due gli errori di fondo di questa lettura, e sono tra loro collegati in un meccanismo di rinforzo che purtroppo porta a conseguenze politiche gravissime.

Il primo errore è la parzialità della visione offerta: Roma brulica letteralmente di associazioni territoriali, di comitati, di gruppi di volontari, di iniziative locali, e Tor Bella Monaca non fa eccezione, con decine di sigle, nomi, e gruppi. Si tratta, certo, spesso di gruppi piccoli o minuscoli, che faticano a farsi sentire oltre la soglia del loro raggio d’azione, ma non mancano gruppi visibili e di levatura cittadina o nazionale. Perché nel servizio non si fa cenno a questo fitto lavoro sociale? Non c’è una sola parola, ad esempio, sul liceo Amaldi, eccellenza cittadina, sulle parrocchie del quartiere, e sulle associazioni che, come quelle cui noi apparteniamo, fanno del lavoro sociale (professionale o volontario) la loro ragione d’essere e l’impegno quotidiano di moltissime persone? Il servizio presentato sembra descrivere una condizione piatta e uniforme, senza variazioni di sorta e, soprattutto, senza alcun legame con il peso della criminalità organizzata che grava sull’economia oltre che sulla socialità del quartiere. Come si può presentare un quartiere del genere senza neppure accennare alle organizzazioni criminali legate allo spaccio di stupefacenti che tengono sotto scacco la vita quotidiana dei suoi abitanti?

Il secondo grave errore è l’ideologia fatalista che ha impostato tutto il lavoro e che restituisce l’impressione di un posto dannato e, quel che è peggio, irrecuperabile, una sorta di cloaca morale dove anche persone evidentemente intelligenti e profonde come Silvia finiscono per essere schiacciate da un andazzo che produce solo ulteriore degrado e malessere.

Questa immagine fatalista del quartiere, come detto, non rende giustizia alle molteplici intelligenze che vi lavorano con dedizione e impegno, ma sorregge, inoltre, un’ideologia politica perniciosa. Se tutto è marcio, si legittimano discorsi che invocano soluzioni di forza, in nome di una concezione distorta della sicurezza che già tanto male hanno fatto al nostro paese. Enfatizzare esclusivamente lo stato emergenziale – una giornalista professionista dovrebbe saperlo – è il modo migliore per invocare stati d’eccezione, misure speciali e quant’altro riduca gli spazi della democrazia, rappresentativa e diretta.

Tor Bella Monaca è piena di problemi, ma è anche un posto dove si annida bellezza, coraggio e umana passione. Utilizzare un solo mediatore sul territorio è stato sicuramente un errore, anche se quel mediatore ha una lunga consuetudine con il quartiere. Non è l’unico, diciamo noi, e vi invitiamo ad ascoltarci: venite a vedere cosa fanno le associazioni sul territorio, cosa facciamo, parlate anche con noi, non accontentatevi di rafforzare una visione stereotipata che legittima il piagnisteo o l’appello all’uomo forte.

Noi ci siamo, siamo presenti sul territorio per come ce lo consentono le nostre energie e il tempo spesso limitato, ma saremo più che felici di farvi vedere quanta forza, quanta energia positiva si può sprigionare da un quartiere difficile come Tor Bella Monaca, sapendo dove guardare.
Vi aspettiamo presto, per aiutarvi a costruire, questa volta, una narrazione in cui i problemi del quartiere non ricadano tutti sulle spalle dei “tipi umani” che li abitano, ma siano ricondotti al più ampio contesto socio-economico (istituzioni e crimine, soprattutto) e dove, ci auguriamo, le soluzioni proposte dal quartiere e nel quartiere siano adeguatamente rappresentate. (foto di Fabio Moscatelli)

Associazione 21 luglio

Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

Bella Vera

Tor più Bella

EguaLmente

LAPE – Laboratorio di pratiche etnografiche

Tavolo Interculturale Torre Angela (Tita)

Ufficio stampa e comunicazione:
Tel. 3289395272; stampa@21luglio.org

Le raccomandazioni dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite al governo italiano

Lo scorso gennaio una delegazione dell’Ufficio dell’Alto commissariato della Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha visitato tre città italiane a seguito delle informazioni ricevute (nell’anno precedente) relative a casi di razzismo e di intolleranza nei confronti di particolari gruppi di individui fino a sfociare in crimini d’odio.

La visita a Roma dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite

Oltre Napoli e Milano, la delegazione ha effettuato sopralluoghi anche nella città di Roma: qui, Associazione 21 luglio l’ha incontrata e ha manifestato preoccupazione sulla condizione delle comunità rom e sinte e sul fenomeno dell’antigitanismo che le colpisce.

Nelle scorse settimane l’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha pubblicato il rapporto della missione in Italia, precisando che “La discriminazione strutturale nei confronti della comunità rom, sinti e caminanti e l’antigitanismo rimangono gravi problemi.

Contribuiscono all’emarginazione socioeconomica e all’esclusione politica dei rom e influenzano significativamente il loro accesso ai servizi di base. Negli incontri con le autorità regionali e locali, il team ha ascoltato i commenti di diversi funzionari sulla “criminalità” dei rom. Tali commenti indicano che l’antigitanismo rimane pervasivo nella sfera pubblica e politica, incidendo sulle azioni e sulle politiche delle autorità e ostacolando l’attuazione della strategia nazionale”.

Le raccomandazioni dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite al governo italiano

Il documento, oltre a presentare fotografie chiare e puntuali dello spaccato sociale, politico e culturale, stila anche una serie di raccomandazioni rivolte allo Stato italiano e si dice “pronto a fornire assistenza tecnica su richiesta della autorità”.

Le raccomandazioni sono state divise in otto macro-aree e toccano temi come le questioni istituzionali, disaggregazione dei dati, incitamento all’odio razziale, alla discriminazione e alla violenza, applicazione della legge, diritti economici, sociali e culturali, diritto alla nazionalità e all’apolidia, impatto su gruppi particolari, difensori dei diritti umani figurano indicazioni volte alla tutela dei diritti umani. Tra quelle più significative:

  • raddoppiare gli sforzi per porre fine all’apolidia, anche prendendo in considerazione misure speciali per valutare e affrontare l’apolidia nella popolazione Rom;
  • effettuare una revisione completa dei curricula e dei libri di testo scolastici per assicurarsi che non contengano osservazioni o stereotipi discriminatori e che affrontino l’eredità del colonialismo e dell’antigitanismo in modo appropriato.

E ancora:

  • continuare gli sforzi per sviluppare e proteggere lo status e l’accesso ai diritti delle minoranze rom e delle comunità minoritarie religiose (inclusi musulmani ed ebrei), tra gli altri gruppi minoritari.

Associazione 21 luglio, attraverso il lavoro di Osservatorio prima e di Advocacy poi, continua a dedicare massima attenzione verso la condizione delle comunità rom e sinti per raggiungere come unico fine la tutela dei loro diritti.

Percorsi possibili di didattica inclusiva: la rete REYN Italia si incontra a Pisa

Un appuntamento importante quello che si è svolto a Pisa lo scorso venerdì quando le realtà associative si sono incontrate per delineare programmi e obiettivi di REYN Italia per il prossimo anno. All’incontro, Associazione 21 luglio, Associazione Articolo 34, ASAI Torino, Università Tor Vergata di Roma, Casa della Comunità Speranza.

Percorsi possibili di didattica inclusiva

Tanti i temi affrontati durante l’incontro, tra questi: la formazione per insegnanti nelle scuole di Mazara del Vallo, Cosenza, Pisa, Roma e Torino basata su percorsi possibili di didattica inclusiva per minori residenti in insediamenti formali ed informali e ancora estensione della rete e partecipazione attiva. Non solo, REYN Italia ha posto le basi anche per un grande evento che vede protagonisti i bambini e le bambine rom il prossimo novembre: la “Giornata Mondiale dell’Infanzia e Adolescenza”.

La condivisione degli obiettivi comuni e lo sviluppo della sinergia

“La condivisione degli obiettivi comuni ci permette di sviluppare una sinergia sempre maggiore tra tutti noi – ha detto Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio), coordinatrice del progetto REYN Italia – Ringrazio l’associazione Articolo 34 che ha ospitato la riunione di settembre e tutti i partecipanti che hanno animato di entusiasmo questo nuovo inizio”.

A Tor Bella Monaca riapre lo “Spazio Baby” con tantissime novità per grandi e piccoli

A Tor Bella Monaca, nella estrema periferia Est della Capitale, c’è un luogo dove mamme, papà e bebè possono trascorrere delle ore insieme e beneficiare del supporto di professionisti della prima infanzia.

Questo luogo si chiama “Spazio Baby” e si trova all’interno del Polo ex Fienile di largo Mengaroni: qui da anni, educatori qualificati si occupano di accogliere le famiglie e promuovere il gioco libero inteso come momento di qualità per sviluppare e rafforzare la relazione adulto-minore. Agli incontri è presente anche una mediatrice culturale per favorire l’inclusione multietnica delle famiglie.

Lo “Spazio Baby” è aperto tre giorni a settimana (lunedì – mercoledì – venerdì) a partire dalle ore 9.30 fino alle ore 12.30. L’ingresso alle attività è libero e non è prevista nessuna iscrizione. “Spazio Baby” è un’attività che rientra all’interno del progetto “Tor Bell’Infanzia” selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà̀ educativa minorile.

“Vi aspettiamo a partire da lunedì 30 settembre con tantissime novità” – Sara Savelli, Associazione 21 luglio – Responsabile del progetto.

Scuola di politica “Confini al Centro”, riparte la seconda edizione: c’è il doppio format tra le novità di quest’anno

Dopo il grande successo della prima edizione di Scuola di politica “Confini al Centro”, Associazione 21 luglio e Università degli studi di Roma “Tor Vergata” sono al lavoro per la seconda edizione che prenderà il via tra poche settimane. Per quest’anno è in programma un nuovo format, ci saranno nuovi ospiti di fama nazionale e verranno affrontate tematiche sempre più interessanti. Il palcoscenico degli incontri sarà, come sempre, il Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca che le due realtà gestiscono insieme da anni.

Doppio format per l’anno 2019-2020

Per il prossimo anno, le lezioni di scuola di Politica “Confini al Centro” saranno a cadenza mensile e all’appuntamento sarà dedicata un’intera giornata, la domenica. Dalle ore 10.00 alle 0re 16.00 si svolgeranno lezioni frontali tematiche, laboratori e dibattiti. «L’esigenza di individuare una giornata libera dagli impegni lavorativi nasce a seguito della grande richiesta presentata dagli iscritti a seguito di un sondaggio somministrato a tutti i partecipanti del corso così da offrire maggiori possibilità di partecipazione» hanno spiegato gli ideatori del progetto. Non solo, la grande novità di quest’anno consiste nel doppio format. Già perché oltre la lezione tematica della domenica, ci saranno anche altri appuntamenti nei giorni feriali che vedranno, al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, ospiti illustri (scrittori, politici, intellettuali) dialogare con un giornalista su temi caldi del dibattito pubblico.

Oltre 100 le presenze della prima edizione

In otto mesi, la scuola ha visto la partecipazione di oltre 100 iscritti provenienti da ogni parte di Roma e la presenza di ospiti del calibro di Emma Bonino, Luigi Manconi, Riccardo Magi, Nicola Zamperini, Maura Cangitano, Renato Curcio, Marco Dotti, Mao Valpiana, Christian Raimo, Andrea Palladino, Chiara Favilli, Antonio Marchesi, Emilia Rossi, Patrizio Gonnella. Alle lezioni si sono intervallate presentazione di libri e riviste: tra gli ospiti Matteo Orfini, Giovanni Caudo, Valter Tocci, Giuliano Santoro, Valerio Renzi, Michele Grimaldi.   LE FOTO

Per aggiornamenti la pagina FB: https://www.facebook.com/Scuola-di-politica-Confini-al-Centro

 

 

Riformare politiche e programmi per combattere l’antigitanismo

Sono 12 le raccomandazioni contenute all’interno del documento politico stilato da ENAR, Ergo Work e Central Council of German Sinit e Rom e altre realtà. Il testo promuove un approccio globale per combattere l’antigitanismo focalizzando l’attenzione su una serie di raccomandazioni. Associazione 21 luglio ha pubblicato a questo link le prime quattro, e a questo secondo link le seconde quattro per giungere poi all’attuale ultima pubblicazione che completa il quadro.

Raccomandazione 9: porre fine a tutte le forme di antigitanismo

Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero affrontare e porre fine a qualsiasi forma di antigitanismo strutturale, comprese tutte le forme di segregazione, sfratti forzati, razzismo ambientale e altre manifestazioni di antigitanismo in istruzione, occupazione, salute e alloggio. Le istituzioni dell’UE dovrebbero, invece, riformare politiche e programmi tradizionali pertinenti, come la garanzia europea per i giovani e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, prestando particolare attenzione all’accesso dei rom. Inoltre dovrebbero chiedere ai governi nazionali di mettere in atto strategie concrete per combattere l’antigitanismo in tutti i settori, inclusi l’educazione, la salute, l’edilizia abitativa e il mercato del lavoro, sia da parte dei datori di lavoro che delle agenzie di collocamento.

I governi nazionali dovrebbero affrontare in modo proattivo e porre fine alla segregazione fisica delle comunità rom, educare gli uffici di collocamento nonché i potenziali datori di lavoro sull’antigitanismo storico e presente, in particolare al fine di contrastare il fenomeno durante il processo di assunzione al fine di aumentare la loro consapevolezza e le loro competenze per il trattamento non discriminatorio dei clienti Rom e (potenziali) dipendenti.

Raccomandazione 10: consentire la libera circolazione

La Commissione europea e i governi nazionali dovrebbero garantire il diritto alla libera circolazione di tutti i cittadini europei e dovrebbero sostenere qualsiasi forma di antigitanismo che limiti i diritti dei cittadini a vite dignitose. I governi nazionali dovrebbero assicurare che le loro legislazioni nazionali siano in linea con la direttiva UE sulla libera circolazione e che le loro istituzioni rispettino i diritti di mobilità dei rom e adottare le misure necessarie affinché i Rom siano consapevoli dei loro diritti di mobilità.

Raccomandazione 11: Antigitanismo, un terreno per la ricerca di asilo, rifugiati e sfollamenti interni

La Commissione europea e i governi nazionali dovrebbero riconoscere che la catastrofica situazione dei rom sfollati interni e rom rimpatriati nei paesi dei Balcani occidentali contribuisce a peggiorare la situazione, aumentando così la pressione migratoria in un circolo vizioso. I governi dell’UE e i governi nazionali dovrebbero rispettare i diritti dei rifugiati, quali la libertà di religione e di movimento, il diritto al lavoro, l’istruzione e l’accessibilità ai documenti di viaggio; una disposizione chiave della Convenzione dell’UNHCR del 1951 relativa allo status dei rifugiati stabilisce che i rifugiati non dovrebbero essere rimpatriati o respinti in un paese in cui temono persecuzioni.

Raccomandazione 12: rafforzare la leadership, la partecipazione, l’empowerment e l’auto-organizzazione dei rom

Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero trattare i rom, i sinti e altri gruppi che vivono antigitanismo come partner alla pari, sostenere l’auto-organizzazione compresa la promozione della leadership e il reclutamento di rom per posizioni di alto livello nelle pubbliche amministrazioni. Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero assicurare che Rom, Sinti, Viaggiatori e altri stigmatizzati come “zingari” e le loro organizzazioni guidino la progettazione, l’attuazione, il monitoraggio, la valutazione e il perfezionamento delle politiche e delle misure che li riguardano a livello locale, regionale, nazionale e dell’UE, anche nominando le posizioni ad alto livello nelle amministrazioni pubbliche.

Non solo, assicurare che guidino anche la produzione di conoscenza sui rom, che siano rappresentati tutti i gruppi sociali, in particolare quelli soggetti a discriminazione, abilitare e sostenere l’auto-organizzazione libera, indipendente e diversificata di rom, sinti, viaggiatori e altri, comprese le organizzazioni che mettono in mostra l’arte e la cultura rom. Infine, promuovere programmi educativi e culturali sostenibili per informare il pubblico sulle comunità rom, la portata e la gravità dell’antigitanismo che affrontano nella vita di tutti i giorni, ma anche sulla loro diversità, la loro storia.

TOY for Inclusion 2: al via la formazione dei nuovi membri del Local Action Team

Mancano pochi, pochissimi giorni e finalmente le attività della seconda fase del progetto TOY for Inclusion riprenderanno a pieno ritmo. Prima di dare il “benvenuto” a bambini e famiglie, i professionisti del Local Action Team stanno scaldando i motori e lavorando a tante novità che andranno in scena nei prossimi mesi.

Formazione per i nuovi membri del local action team

Associazione 21 luglio ha organizzato tre giorni di formazione per “gli addetti ai lavori” presso i locali del Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, a Roma. All’appuntamento, in vista della ripresa del progetto TOY for Inclusion 2 (Toys to Share, Play to Care) co-finanziato da Erasmus+ Programme of the European Union, hanno partecipato associazioni e professionisti coordinati da Valentina Erba, trainer del progetto. Tutti impegnati nel terzo settore e tra questi: la cooperativa Iskra, Save the Children, responsabili dei servizi sociali sia di Mazara del Vallo che di Roma (sedi di Play Hub), psicologi, mediatori rom, organizzazioni non governative che si occupano di migranti.

A Tor Bella Monaca anche l’incontro con le “vecchie” Play Hub

“Colonne portanti della formazione di questa tre giorni – spiega Francesca Petrucci, responsabile del progetto per Associazione 21 luglio – Sono inclusione, Intergenerazionalità e la lotta ai pregiudizi su cui si fonda la mission del progetto europeo”.

Non solo, oltre alle ore di formazione trascorse sia all’interno della struttura che negli spazi esterni, i membri del Local Action Team hanno incontrato i predecessori che lasciano il testimone e che hanno gestito i progetti all’interno delle “vecchie” Play Hub.

Due grandi novità!

Formazione e impegno, ma soprattutto curiosità e aspettative per due importanti novità che riguardano il progetto: due nuove play hub stanno per arrivare a Tor Bella Monaca e ad accoglierle sarà non solo il Polo ex Fienile ma anche una Play Hub mobile.

Periferie a teatro, il “biglietto sospeso” di Associazione 21 luglio per Tor Bella Monaca e Rebibbia

Che sia un capolavoro shakespeariano, un’opera omerica o uno spettacolo di arte contemporanea non importa, quello che conta davvero è lasciarsi trasportare dalla magia del teatro dove finzione e realtà convergono per poi allontanarsi di nuovo. E se a vivere un’esperienza così sono donne, uomini e bambini che, normalmente non potrebbero acquistare un biglietto di ingresso, allora la storia ha tutto un altro sapore.

Il “biglietto sospeso” grazie al progetto “Storie cucite a mano”

È questa la particolarità del “Biglietto sospeso” il progetto che porta le periferie di Roma a teatro, e nello specifico Tor Bella Monaca e Rebibbia: già luoghi scelti per attività di inclusione da 21 luglio. Sono tante le famiglie che, fino ad ora, da alcune delle periferie più disagiate della città, hanno usufruito dell’attività organizzata all’interno del progetto “Storie cucite a mano” selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto, diffuso a Moncalieri, Roma e Lecce, è incentrato sulla prevenzione del disagio e sulla promozione del benessere per bambine e bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni e per le loro famiglie.

Signori, si va in scena!

Si apre il sipario e in un attimo ci si ritrova nella Scozia medioevale insieme con Macbeth e il suo amico Banquo che di ritorno da una battaglia si imbattono nell’incontro con tre streghe pronte a predire loro un futuro pieno di imprevisti e colpi di scena tra destino e libero arbitrio. È il “Macbeth Rock Opera” che la compagnia diretta da Ermanno Manzetti ha messo in scena al Teatro Tor Bella Monaca, situato nell’omonimo quartiere di Roma, la prima opera teatrale che Associazione 21 luglio ha scelto per avviare il progetto del “biglietto sospeso”.

Come funziona la donazione e chi ne beneficia

Associazione 21 luglio Onlus mette a disposizione un biglietto di ingresso per tutti coloro che non possono sostenerne i costi. Gli assegnatari vengono selezionati tra gli iscritti al programma secondo alcuni criteri, tra questi luogo e data di svolgimento degli eventi individuati, tipologia, numero di posti disponibili, partecipazione a eventi precedenti. Per garantire la partecipazione al maggior numero di richiedenti sarà data la priorità a coloro che in precedenza non hanno usufruito del “biglietto sospeso”.

Il progetto Storie Cucite a Mano è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. Info su www.conibambini.org.

Per maggiori informazioni scrivere a roma@storiecuciteamano.it

 

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