Archivio per mese: Febbraio, 2020

“Sembrava un campo rom”. Se i discorsi stereotipati partono dalla politica…

Quando nel 1920 il sociologo Walter Lippmann promosse il termine “stereotipo” per indicare un pregiudizio nell’ambito delle scienze sociali, probabilmente non immaginava il declino nefasto e pericoloso che la parola avrebbe subito in anni più recenti.

Soprattutto se, a promuovere stereotipi, sono esponenti del mondo politico: donne e uomini che detengono una leadership all’interno della comunità e che, come tali, vengono assunti a modello.

“Ho fatto un giro in centro, sembrava un campo rom”

Ho fatto un giro in centro, sembrava un campo rom, gente che pisciava, materassi”. E ancora: “Andiamo a controllare i campi rom non i bar e i ristoranti, dove ho visto i vigili col metro per misurare sedie e tavolini”. La prima frase si riferisce alla città di Napoli, la seconda alla città di Roma e a pronunciarle è l’ex Ministro dell’Interno, ora senatore, Matteo Salvini.

Due occasioni importanti: a Napoli presso la convention al Teatro Augusteo, e a Roma presso il Palazzo dei Congressi per annunciare la discesa in campo del centrodestra unito contro gli avversari politici alle amministrative del prossimo anno: in entrambi i casi davanti a una cospicua platea, basti pensare che il partito del Carroccio ha superato la soglia del 30% di consenso (dati Index Research aggiornati al 21 febbraio).

Frasi che puntano a demonizzare l’etnia di una comunità

Frasi che hanno riscosso ovazioni generali e che, nei fatti, non puntano ad altro se non a demonizzare l’etnia di una comunità, rendendo ai media, agli spettatori e alla gente comune, un’immagine monca e assolutamente denigratoria di un gruppo di individui che abita un determinato luogo.

Paragoni che relegano donne, uomini e bambini nell’area più degradata della società che, per l’ex vice premier, deve essere immediatamente riconoscibile come una vergogna, un posto dove (necessariamente) c’è imbarbarimento adducendo al campo rom esclusivamente atteggiamenti che esulano dal vivere civile come “pisciare per strada”.

Casa di TOY al Parlamento europeo, Jemina: “Un’esperienza che porterò sempre con me”

“E’ stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto, la porterò sempre con me”. A parlare è Jemina Hajrusi, coordinatrice del Play Hub di Mazara del Vallo che lo scorso 19 febbraio ha partecipato all’evento promosso da TOY for Inclusion al Parlamento europeo.

Ha raccontato le attività inclusive che si svolgono a Mazara, confrontandosi con altri coordinatori LAT provenienti da vari Paesi con i quali ha condiviso esperienze e stati d’animo.

Durante l’evento di presentazione dell’approccio TOY for Inclusion è stato possibile visitare il pop art museum: un luogo deputato alle installazioni di scatole contenenti immagini che raccontavano la vita di alcune famiglie protagoniste del progetto. La scatola conteneva anche istantanee delle attività che i bambini svolgono nelle Play Hub e in sottofondo la voce dei genitori a testimoniare l’importanza dell’attività nella vita dei figli.

“E’ stata un’occasione per il confronto di metodi di lavoro e conoscenze nuove – ha concluso Jemina – Ringrazio chi ha reso possibile tutto questo, Casa di TOY è un progetto che deve continuare. È la casa dei bambini e le loro famiglie”.

Alla Scuola di politica si parla di “Giustizia climatica e diritti umani”

“Giustizia climatica e diritti umani”. E’ questo il titolo della nuova lezione di Scuola di politica Confini al Centro, giunta ormai alla sua seconda edizione.

L’appuntamento è fissato per giovedì 20 febbraio, al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca alle ore 17.00.

Ospiti Cecilia Erba, ricercatrice di A Sud e esperta in cambiamenti climatici, Luca Saltalamacchia, avvocato e membro del team legale Giudizio Universale, Alessandro Coltrè, giornalista ambientale.

Segui la pagina FB https://www.facebook.com/Scuola-di-politica-Confini-al-Centro per restare sempre aggiornato sulle iniziative, gli eventi e gli incontri promossi.

Ti aspettiamo!

TOY for Inclusion sbarca al Parlamento europeo

Il progetto TOY for Inclusion arriva nelle sale del Parlamento europeo. L’evento, fissato in calendario per il prossimo 19 febbraio, vedrà l’esposizione di un pop up museum. All’interno dell’esposizione allestita in una location tanto prestigiosa quanto significativa, si potranno ammirare scatti che ritraggono i protagonisti e sentire le loro voci.

Il pop up museum al Parlamento europeo

All’appuntamento, che chiama a raccolta tutte le realtà impegnate nel territorio europeo, si potranno ammirare anche le immagini di Marta che, insieme alla sua mamma, partecipa alle attività del progetto organizzate da Associazione 21 luglio presso il Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca. “Marta corre senza paura verso il mondo. Senza timidezza, senza pensarci due volte. Nella Play Hub salta sullo scivolo, va sull’altalena, prova ogni tunnel. Lei ama venire qui”.

A Bruxelles anche “Casa di TOY”

All’evento sarà presente Jemina Hajrusi, una delle coordinatrici della Play Hub “Casa di TOY” di Mazara del Vallo. Lei, insieme ad altri rappresentanti di varie realtà, porrà al centro del dialogo l’importanza della condivisione delle esperienze.

(foto di copertina di Federico Lanzo)

 

A Ghent per il workshop di advocacy targato REYN

Si svolgerà dal 17 al 19 febbraio il workshop di advocacy applicato di REYN a Ghent. All’evento parteciperanno 22 rappresentanti di 11 organizzazioni che appartengono alla rete internazionale. Associazione 21 luglio sarà rappresentata da Aurora Sordini (segretario generale) e da Francesca Petrucci coordinatrice REYN Italia.

Il seminario ospitato da REYN Belgium sarà condotto da Jonathan Ellis con il sostegno del team di REYN International e si concentrerà sullo sviluppo di un’infografica che vede protagonisti professionisti rom che, terminati gli studi, sono impegnati a lavorare nell’ambito dell’ECD. Non solo, il corso punterà all’esplorazione di diverse azioni di advocacy a livello nazionale e internazionale.

Lo scopo del REYN Applied Advocacy Workshop è quello di basarsi sulla conoscenza che i REYN nazionali hanno acquisito attraverso la loro partecipazione a precedenti corsi di formazione e supporto continuo forniti da Jonathan Ellis.

Attraverso questo seminario, i REYN nazionali impareranno come progettare le loro teorie del cambiamento e mettere in pratica piani e strategie di azione di advocacy e come utilizzare diversi strumenti di advocacy, quali infografica, riunioni istituzionali, eventi per far emergere sempre più la priorità comune del progetto REYN.

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