Archivio per anno: 2020

Casa di TOY al Parlamento europeo, Jemina: “Un’esperienza che porterò sempre con me”

“E’ stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto, la porterò sempre con me”. A parlare è Jemina Hajrusi, coordinatrice del Play Hub di Mazara del Vallo che lo scorso 19 febbraio ha partecipato all’evento promosso da TOY for Inclusion al Parlamento europeo.

Ha raccontato le attività inclusive che si svolgono a Mazara, confrontandosi con altri coordinatori LAT provenienti da vari Paesi con i quali ha condiviso esperienze e stati d’animo.

Durante l’evento di presentazione dell’approccio TOY for Inclusion è stato possibile visitare il pop art museum: un luogo deputato alle installazioni di scatole contenenti immagini che raccontavano la vita di alcune famiglie protagoniste del progetto. La scatola conteneva anche istantanee delle attività che i bambini svolgono nelle Play Hub e in sottofondo la voce dei genitori a testimoniare l’importanza dell’attività nella vita dei figli.

“E’ stata un’occasione per il confronto di metodi di lavoro e conoscenze nuove – ha concluso Jemina – Ringrazio chi ha reso possibile tutto questo, Casa di TOY è un progetto che deve continuare. È la casa dei bambini e le loro famiglie”.

Alla Scuola di politica si parla di “Giustizia climatica e diritti umani”

“Giustizia climatica e diritti umani”. E’ questo il titolo della nuova lezione di Scuola di politica Confini al Centro, giunta ormai alla sua seconda edizione.

L’appuntamento è fissato per giovedì 20 febbraio, al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca alle ore 17.00.

Ospiti Cecilia Erba, ricercatrice di A Sud e esperta in cambiamenti climatici, Luca Saltalamacchia, avvocato e membro del team legale Giudizio Universale, Alessandro Coltrè, giornalista ambientale.

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Ti aspettiamo!

TOY for Inclusion sbarca al Parlamento europeo

Il progetto TOY for Inclusion arriva nelle sale del Parlamento europeo. L’evento, fissato in calendario per il prossimo 19 febbraio, vedrà l’esposizione di un pop up museum. All’interno dell’esposizione allestita in una location tanto prestigiosa quanto significativa, si potranno ammirare scatti che ritraggono i protagonisti e sentire le loro voci.

Il pop up museum al Parlamento europeo

All’appuntamento, che chiama a raccolta tutte le realtà impegnate nel territorio europeo, si potranno ammirare anche le immagini di Marta che, insieme alla sua mamma, partecipa alle attività del progetto organizzate da Associazione 21 luglio presso il Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca. “Marta corre senza paura verso il mondo. Senza timidezza, senza pensarci due volte. Nella Play Hub salta sullo scivolo, va sull’altalena, prova ogni tunnel. Lei ama venire qui”.

A Bruxelles anche “Casa di TOY”

All’evento sarà presente Jemina Hajrusi, una delle coordinatrici della Play Hub “Casa di TOY” di Mazara del Vallo. Lei, insieme ad altri rappresentanti di varie realtà, porrà al centro del dialogo l’importanza della condivisione delle esperienze.

(foto di copertina di Federico Lanzo)

 

A Ghent per il workshop di advocacy targato REYN

Si svolgerà dal 17 al 19 febbraio il workshop di advocacy applicato di REYN a Ghent. All’evento parteciperanno 22 rappresentanti di 11 organizzazioni che appartengono alla rete internazionale. Associazione 21 luglio sarà rappresentata da Aurora Sordini (segretario generale) e da Francesca Petrucci coordinatrice REYN Italia.

Il seminario ospitato da REYN Belgium sarà condotto da Jonathan Ellis con il sostegno del team di REYN International e si concentrerà sullo sviluppo di un’infografica che vede protagonisti professionisti rom che, terminati gli studi, sono impegnati a lavorare nell’ambito dell’ECD. Non solo, il corso punterà all’esplorazione di diverse azioni di advocacy a livello nazionale e internazionale.

Lo scopo del REYN Applied Advocacy Workshop è quello di basarsi sulla conoscenza che i REYN nazionali hanno acquisito attraverso la loro partecipazione a precedenti corsi di formazione e supporto continuo forniti da Jonathan Ellis.

Attraverso questo seminario, i REYN nazionali impareranno come progettare le loro teorie del cambiamento e mettere in pratica piani e strategie di azione di advocacy e come utilizzare diversi strumenti di advocacy, quali infografica, riunioni istituzionali, eventi per far emergere sempre più la priorità comune del progetto REYN.

VIDEO | Amarò Foro

Continuano le attività di break dance nell’ambito del progetto ‘Amarò foro’, realizzato grazie al contributo di ‘8xmille Chiesa Valdese’. I bambini e le bambine che frequentano le attività presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca si divertono a ritmo di musica, crescendo tra socialità e inclusione.

“Shoah – Porrajmos”, l’abbraccio delle due Memorie

Il 27 gennaio si celebra in Italia la Giornata della Memoria – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la Shoah, ma che dimentica di commemorare anche i 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista. Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms

I quattro periodi del Porrajmos

Sono quattro i periodi del “Porrajmos”, la violenta azione che in Italia ha inghiottito nel vortice dello sterminio centinaia di famiglia colpevoli solo di appartenere ad una “razza” giudicata senza speranza di conversione. Il primo periodo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera. Il secondo periodo è racchiuso trail 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere. Il terzo periodo si inaugura con un Ordine emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”. L’ultimo periodo, il quarto, parla il drammatico linguaggio della “soluzione finale” verso i campi di sterminio.

Da Largo 16 ottobre a piazza degli Zingari per abbracciare le due Memorie

All’interno della Settimana della Memoria, Associazione 21 luglio, organizza domenica 2 febbraio alle ore 11,00 una passeggiata urbana nel cuore di Roma per unire, in un unico abbraccio le Memorie delle due persecuzioni. La passeggiata inizierà alle ore 11,00 presso Largo 16 ottobre 1943 davanti alla targa che ricorda il “sabato nero” del ghetto di Roma. All’evento è prevista la partecipazione e l’intervento di Lello Dell’Ariccia, sopravvissuto al rastrellamento del ghetto del 16 ottobre del ’43, Tobia Zevi membro della comunità ebraica, Triantafillos Loukarelis, direttore UNAR e testimoni del genocidio delle comunità rom. I partecipanti si sposteranno poi in una passeggiata libera verso Piazza degli Zingari dove è previsto un omaggio presso la targa che ricorda lo sterminio del popolo rom. Le due commemorazioni saranno accompagnate dalla musica del violino di Gennaro Spinelli, artista rom.Ogni singolo partecipante è invitato a portare un fiore da deporre nei due luoghi delle Memorie.

Hanno sino ad ora aderito:

Amnesty International Italia; Associazione Progetto Memoria, Ebraismo Culture Arti Drammatiche ECAD; Radicali Italiani; ANED Associazione Nazionale Ex Deportati; LaPE Laboratorio di pratiche etnografiche (Università Tor Vergata); Verdi di Roma; Fondazione Migrantes; Gruppo PD Consiglio Comunale di Roma; Partito Democratico di Roma

Per informazioni e adesioni: info@21luglio.org

“Dal bambino rom alla pedagogia dei diritti”. Il corso di formazione a Cosenza

Due giorni di formazione a Cosenza, presso l’istituto comprensivo “Gullo Cosenza Quarto” per seguire un filo che ha portato dalla storia delle comunità rom alla pedagogia dei diritti.

Associazione 21 luglio, nell’ambito del progetto REYN, insieme a Circolo culturale Popilia, ha incontrato gli insegnanti della scuola avviando spunti di riflessione su “Migrazioni dei rom e la risposta della politica” di Carlo Stasolla (presidente di Associazione 21 luglio) e ancora su “Genealogia della pedagogia zingara. Percorso storico” a cura di Marcello Romagnoli e una lezione su “La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la Pedagogia dei Diritti” tenuta da Francesca Petrucci.

Al corso hanno partecipato, inoltre, Enzo Abruzzese che ha parlato de “Le comunità rom a Cosenza” e Franca De Bonis del Circolo culturale Popilia che in un intervento dal titolo “Dalla didattica della prestazione alla didattica relazionale” si è confrontata in una riflessione con gli insegnanti condividendo esperienze maturate in trent’anni di attività.

Il corso che nei mesi scorsi si è svolto anche nella città di Roma e Mazara del Vallo ha entusiasmato i partecipanti. “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti durante la due giorni, entusiasmo e determinazione ci fanno capire che la strada intrapresa è quella giusta” hanno commentato gli operatori di Associazione 21 luglio di ritorno da Cosenza.

 

Il report di Associazione 21 luglio “Dove restano le briciole”

A 30 mesi dalla presentazione del Piano rom della giunta Raggi, Associazione 21 luglio ha condotto una ricerca per valutarne l’impatto.

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CS – Presentato il rapporto sull’impatto generato dal “Piano rom” della città di Roma. Associazione 21 luglio: «Intenti apprezzabili con esiti fallimentari»

«Un Piano rom contraddittorio e poco trasparente, mai condiviso con la cittadinanza e caratterizzato dal rifiuto a qualsiasi supporto esterno – compresa l’adesione a programmi europei -, accompagnato da una narrazione poco aderente alla realtà. Un Piano le cui azioni hanno avuto un impatto quasi insignificante se rapportate alle ingenti somme di denaro impegnate», questo l’impietoso giudizio espresso da Associazione 21 luglio che oggi nella Sala Stampa della Camera ha presentato un rapporto sul “Piano rom” della città di Roma a 30 mesi dalla sua presentazione.

Grandi attese si erano sollevate nella città di Roma il 31 maggio 2017, dopo che la sindaca Virginia Raggi aveva presentato con grande enfasi in Campidoglio il “Piano rom” della Capitale per il superamento degli insediamenti formali, un documento che l’allora capo politico del Movimento 5 Stelle non aveva esitato a definire «un capolavoro da applausi», rappresentando il primo tentativo di una Giunta Capitolina di adoperarsi esplicitamente in un’azione organica di superamento degli insediamenti monoetnici presenti sul territorio.

Dopo due anni e mezzo da quel giorno però, l’Amministrazione Capitolina non ha mai provveduto a rendere pubbliche relazioni di monitoraggio al fine di condividere il reale impatto delle azioni previste dal Piano. «Definire un bilancio – è riportato nella premessa rapporto – risulta arduo. Su questo tema infatti l’azione della Giunta è stata caratterizzata da scarsa trasparenza e quando numeri e dati sono stati prodotti gli stessi non sempre hanno trovato aderenza con la realtà fattuale».

Per colmare tale deficit, Associazione 21 luglio ha presentato oggi alla stampa il report “Dove restano le briciole. I propositi del Piano rom e ciò che rimane negli insediamenti della Capitale”. Si tratta di uno studio lungo e meticoloso, effettuato grazie all’ausilio di atti pubblici, documenti anche inediti, testimonianze raccolte tra operatori del Terzo Settore e all’interno degli insediamenti, in primis quelli direttamente coinvolti dal Piano: Camping River, La Barbuta e Monachina.

Sono anzitutto i numeri a fornire i primi elementi del fallimento delle azioni del Piano: il “Patto di Responsabilità Solidale” – che rappresenta il “vincolo contrattuale” che lega l’Amministrazione ad ogni nucleo che intende partecipare alle azioni inclusive del Piano negli insediamenti di prossimo superamento (La Barbuta e Monachina) – è stato sottoscritto solo dal 19% delle famiglie. Sotto il profilo alloggiativo non risulta siano stati erogati supporti per il buono casa; sul versante lavoro, ad eccezione di tirocini e borse lavoro, non sono mai partite le start up previste dal Piano; nella progettualità di recupero ambientale una sola persona risulta essere stata coinvolta. Drammatici sono i numeri sul fronte scolastico dove negli ultimi 3 anni si è assistito a un decremento dei minori rom iscritti del 56%.

Di contro sono 104 gli sgomberi forzati registrati dal giorno della presentazione del Piano con un impegno di spesa stimato in 3.300.000 euro; preoccupa il “travaso” di circa 800 persone dagli insediamenti formali a quelli informali che nella Capitale sono saliti a più di 300; rappresenta un allarme la volontà dell’Amministrazione Comunale di realizzare nuovi “centri di raccolta” per soli rom riproponendo soluzioni abitative già sperimentate nel passato con evidenti fallimenti.

Davanti a questi numeri Associazione 21 luglio chiede al Campidoglio «una battuta di arresto» senza la quale, si legge nel rapporto, «l’attuale Piano, come un treno senza freni, continuerà testardamente a scontrarsi con il muro della realtà. E il campo rom, come in passato, continuerà a restare il luogo della marginalità sociale “dove restano le briciole” di promesse non mantenute, finanziamenti mal gestiti, progettualità irrealizzabili».

Nel corso della presentazione Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio ha ribadito: «Chiediamo alla sindaca di sospendere ogni futura azione e di assumere il maturo coraggio dell’autocritica, in un atteggiamento che ponga al centro gli interessi della città e dei suoi cittadini, dentro e fuori le baraccopoli. Per questo chiediamo l’istituzione di un Tavolo cittadino dove, in un dialogo tra le diverse realtà, si possano rileggere le azioni del Piano, individuare le criticità, definire nuove linee di azione, ricucire rapporti di fiducia. In assenza di ciò, lo affermiamo dal giorno successivo alla sua presentazione, questo Piano continuerà a naufragare e ancora una volta assisteremo, come nel passato, allo sperpero di denaro pubblico accompagnato da violazioni sistematiche dei diritti umani».

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Per info: stampa@21luglio.org

“Dove restano le briciole”. Il report di Associazione 21 luglio a due anni e mezzo dal Piano rom della giunta Raggi

«Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Abbiamo approvato un Piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi». Era il 31 maggio 2017 quando la sindaca di Roma Virginia Raggi presentava con queste parole il “Piano di Indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Il giorno dopo Beppe Grillo, allora capo del Movimento 5 Stelle, sul suo blog commentava il documento affermando: «Da adesso si iniziano a chiudere i campi rom. Per sempre. Un capolavoro da appalusi».

A 30 mesi da quel giorno, Associazione 21 luglio presenta il reportDove restano le briciole” con l’obiettivo di restituire alla città di Roma un primo bilancio sull’operato dell’Amministrazione Comunale e sull’impatto del Piano rom.

Il report nel rendere pubblici dati inediti, numeri e incongruenze sui quattro assi intorno cui è strutturato il Piano rom quali: l’abitare, l’occupazione, la scolarizzazione e la salute, svela anche come si va esprimendo la volontà dell’Amministrazione Capitolina di realizzare nuovi insediamenti monoetnici, in contraddizione con quanto previsto dal Piano rom stesso.

La “questione rom” – come riportato nel report – è stata gestita con un’azione definita “a imbuto” dove, a fronte di importanti propositi, ampiamente enfatizzati nel corso della presentazione del Piano rom, gli stessi sono andati ridimensionandosi negli atti e nei bandi, per poi ridursi sensibilmente nelle azioni svolte all’interno degli insediamenti con un impatto trascurabile se misurato alle intenzioni iniziali.

Il “campo rom” ha finito così per diventare lo spazio “dove restano le briciole” di quanto annunciato e promesso il 31 maggio 2017. Trovano così una spiegazione: l’aumento delle presenze all’interno degli insediamenti informali del 66%; la contrazione dei minori iscritti alla scuola dell’obbligo del 56% in due anni; il mancato decollo dei progetti di inclusione lavorativa e scolastica.

Il report verrà presentato in conferenza stampa martedì 14 gennaio alle ore 13.00 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione, 4 – Roma. Per accredito scrivere a stampa@21luglio.org

 

foto di Stefano Sbrulli

 

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