Il nuovo sindaco e i campi rom della Capitale
CAMPI ROM – “Supereremo l’approccio etnico e meramente securitario al tema, ripristinando la legalità attraverso la gestione della transizione degli aventi diritto verso alloggi regolari”. Sono queste le parole contenute nel programma elettorale di Roberto Gualtieri, il neo eletto sindaco della città di Roma. Le intenzioni del primo cittadino della capitale d’Italia, in vista dei prossimi cinque anni di governo, sono elencate nel capitolo dal titolo ‘Casa: la città in cui abitare’.
Agenda Roma 2021
Poco prima dell’appuntamento elettorale, noi di Associazione 21 luglio abbiamo incontrato Roberto Gualtieri in forma riservata presentando il documento programmatico sul superamento dei campi rom che abbiamo redatto con l’ausilio di una equipe multidisciplinare e a seguito della nostra decennale esperienza con le comunità rom: “Agenda Roma 2021”. Si tratta di un vademecum sul superamento dei campi rom nella città di Roma: un obiettivo che per essere realizzato prevede un tempo pari a quattro anni, all’interno dei quali si dividono sei fasi e sedici azioni. Un cronoprogramma preciso che relega al passato le dispendiose e fallimentari politiche ‘speciali’ adottate dall’amministrazione capitolina degli ultimi anni e che pone al centro l’ascolto delle istanze di chi vive nel campo.
Oltre il campo
Sul superamento dei campi rom in Italia, abbiamo pubblicato di recente un nuovo lavoro dal titolo ‘Oltre il campo’. Nello studio, curato da un’equipe di ricercatori di Associazione 21 luglio coordinata da Antonio Ciniero dell’Università del Salento, è affrontato il superamento delle baraccopoli, tema centrale della nostra azione di advocacy da oltre dieci anni e obiettivo principale della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti. Già presentato presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera lo scorso 13 settembre, il lavoro contiene, per la prima volta in Italia, dettagliate “linee guida” per il superamento dei “campi rom”.
Le consulenze di Associazione 21 luglio alle amministrazioni italiane
Da quel giorno diverse amministrazioni locali dove insistono campi rom hanno contattato l’Associazione, chiedendo analisi, confronti e consulenze. Ci auguriamo di non essere “profeti in patria” e che, quanto nei prossimi mesi dissemineremo in giro per l’Italia possa essere in primis recepito dalla città di Roma che sul tema legato ai campi rom, mai come ora, necessità di una forte discontinuità rispetto alle azioni del passato. Chiuderei i campi rom a Roma in un arco temporale di quattro anni? Si può fare! Ne siamo veramente convinti.












