Il tempo dei rom

Una serata di dibattito e confronto aperto sul multiforme universo rom, moderato dalla giornalista Bianca Stancanelli, allargato alla partecipazione del pubblico presente in sala, alla diretta testimonianza della comunità rom e a numerose realtà dell’associazionismo operanti a Roma e in Italia, che hanno aderito all’iniziativa.

Nella seconda parte del dibattito, la presentazione dell’edizione italiana dell’ultima raccolta di poesie del poeta e scrittore Paul Polansky, attivista impegnato nella difesa dei diritti delle popolazioni Rom in Kosovo, e vincitore nel 2004 del prestigioso Human Right Award.

La serata è stata scandita da un aperitivo rom, dalla musica del collettivo Djovedì Django e il repertorio klezmer dell’ensemble degli Errichetta Underground, rivisitato con una irresistibile miscela di stilemi di area balcanica, russa e polacca, in cui la matrice Yiddish si mescola a quella Gipsy.

E ancora, il teatro dell’autore attore Pino Petruzzelli e i contributi artistici del Teatro Valle occupato, la danza di Barbara Breyhan e Daniela Evangelista, il canto di Debora Longini e Daniela Bruno, accompagnate dal musicista percussionista Ivan Macera e dal maestro Mauro Tiberi, musicista, polistrumentista, ricercatore vocale, e molte altre testimonianze, fra cui quella di Stefano Liberti ed Enrico Parenti, autori del documentario prodotto da ZaLab, “Campo sosta”. Il tutto allietato dalla cucina rom.

Il programma dell’evento

La locandina dell’evento

L'Associazione 21 luglio invia una lettera di diffida al candidato sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle

Proprio l’8 aprile 2013, quando la comunità internazionale celebra la Giornata Internazionale dei rom e dei sinti, sono apparse sulla pagina facebook di Marcello De Vito alcune dichiarazioni accompagnate da un volantino del Movimento 5 Stelle raffigurante, da una parte, una donna probabilmente rom intenta a imbucare nell’urna una scheda di voto per le primarie del Pd e dall’altra, un gruppo di persone appartenenti probabilmente alla stessa comunità in fila presso un gazebo dello stesso partito con la didascalia “10 euro ai Rom per votare alle primarie” e “Il 23 marzo il Pdl paga 10 euro e il pranzo a chi sostiene Berlusconi in piazza del Popolo. Il 7 aprile il Pd paga 10 euro tutti i Rom che lo votano per le primarie. Siamo primo partito in Italia senza comprare nessuno”.

«Tali dichiarazioni – si legge nella diffida inviata dall’Associazione 21 luglio – hanno un impatto fortemente negativo e penalizzante» anche perché viene affermato «senza dati e prove oggettive, che le comunità rom si sono recate al voto delle primarie dietro corrispettivo di una somma di denaro. Esse, per come formulate, possono esser suscettibili di diffondere nell’immaginario collettivo una visione delle comunità rom presenti sul territorio distorta e marcata da stereotipi e pregiudizi».

L’Associazione ha inoltre invitato il candidato sindaco a rimuovere l’immagine e le dichiarazioni che alimentano sentimenti anti-rom.

Secondo l’Associazione 21 luglio sarebbe opportuno che i diversi soggetti candidati a governare la città di Roma si soffermassero maggiormente sui programmi e sui contenuti piuttosto che, come già fatto nel passato, decidere di strappare il consenso attraverso la diffusione di immagini, affermazioni e dichiarazioni che offendono la dignità umana e alimentano la xenofobia e l’antigitanismo.

Giornata internazionale dei rom e dei sinti. La Presidente Boldrini riceve l'Associazione 21 luglio insieme a una delegazione di rom e sinti

Gli 8 giovani provengono da storie ed esperienze differenti e rappresentano le diverse realtà della vita dei rom in Italia. Nonostante le diversità il filo rosso della discriminazione accompagna l’esperienza di ogni componente della comunità rom, al di là dello status giuridico e sociale.

«Le discriminazioni verso le comunità rom – hanno raccontato i giovani attivisti nel corso dell’incontro – iniziate dal loro arrivo in Europa almeno cinque secoli fa e culminate con il Porrajmos, in cui persero la vita nei campi di sterminio nazisti almeno 500.000 rom e sinti, non sono certo in diminuzione». In tutta Europa, ampiamente considerata baluardo della protezione e della tutela dei diritti umani, Italia compresa, assistiamo a sempre maggiori fenomeni di intolleranza nei confronti di questa minoranza non riconosciuta.

La delegazione dell’Associazione 21 luglio che ha partecipato all’incontro ha ricordato come «nel corso dei secoli, le comunità rom e sinte sono spesso state discriminate, emarginate e stigmatizzate, malgrado l’articolo 3 della Costituzione riconosca la pari dignità sociale a tutti i cittadini. La generalizzata e pregiudizievole tendenza a legare all’immagine dei rom e dei sinti ogni forma di devianza e di criminalità risulta costantemente confermata nell’opinione pubblica, connotando negativamente le comunità rom e sinte».

La Presidente Laura Boldrini ha incoraggiato i giovani ragazzi rom a portare avanti i propri sogni e ad essere orgogliosi della loro appartenenza, con la consapevolezza che hanno un patrimonio da tutelare: la loro identità.

Secondo l’Associazione 21 luglio, è importante rafforzare in Italia gli interventi volti a superare approcci di tipo assistenzialista o emergenziale, per garantire alle comunità rom e sinte l’uguaglianza, la parità di trattamento e la titolarità dei diritti fondamentali e dei doveri inderogabili. «Il primo passo – ha dichiarato l’Associazione 21 luglio – è il riconoscimento della minoranza rom in Italia, come più volte richiesto da diversi organismi internazionali».

Leggi l’approfondimento sulla Giornata Internazionale dei rom e dei sinti

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Lettera aperta. Blitz nei “campi nomadi” a Roma. Associazione 21 luglio: «Unica risposta è il definitivo superamento dei “campi”»

A seguito di tali operazioni, il Comune di Roma avrebbe deciso di allontanare da alcuni «villaggi attrezzati» e “campi tollerati” 64 rom ai quali sarebbero riconducibili conti correnti postali per un importo complessivo superiore ai 10 milioni di euro. Attraverso il richiamo e il ricorso ai media nazionali e locali, invitati ad assistere alle operazioni avvenute nel “campo tollerato” di via Salviati, le autorità romane hanno volutamente enfatizzato tali notizie, producendo una comprensibile indignazione tra i cittadini romani.

Da quanto diramato dalle autorità locali alla stampa emerge come, a fronte di una indagine in profondità che ha riguardato circa 3.500 rom, per meno del 2% dei rom interessati è stato avviato un procedimento legale che, solo per alcuni di essi, ha comportato anche il sequestro preventivo del denaro depositato. Tale percentuale è sicuramente inferiore rispetto a quelle riscontrate dalle autorità preposte al controllo fiscale nel corso di ordinari controlli in altri ambiti a livello nazionale. E’ ampiamente dimostrato come nei paesi europei, in termini economici, la frode sociale sia 10 volte inferiore alla frode fiscale anche se la prima, quando combattuta in tempi di crisi economica, crea maggiore sdegno tra la cittadinanza.

Da quanto emerso dalla stampa e dai riscontri effettuati, ai 64 rom indagati è stata notificata dal Comune di Roma, per loro e il rispettivo nucleo famigliare, una lettera di allontanamento dalla propria abitazione pur trattandosi, in alcuni casi riscontrati dall’Associazione 21 luglio, di persone i cui beni non sono stati oggetto di sequestro, o sono di scarsa entità, o facilmente riconducibili ad un’attività lavorativa. Si tratta di una lettera di allontanamento nella quale si stabiliscono regole all’interno di un’area, come il “campo nomadi”, dove le stesse autorità capitoline hanno concorso alla creazione di zone grigie di diffusa illegalità, dove non esistono trasparenti criteri di ammissione, regole di comportamento interno certe e rispettate, e scaglioni economici che ne regolino la presenza.

L’Associazione 21 luglio, nel condannare fermamente ogni forma di reato che avvenga dentro o fuori da un “campo nomadi”, dietro la responsabilità di un rom o di un non rom, quale che sia la sua entità, lieve o grave, ritiene importante, soprattutto nel periodo pre-elettorale, dare il giusto valore alla comunicazione, soprattutto quando questa offre un’immagine di criminalità diffusa e generalizzata che riguarda indistintamente determinate categorie.

L’Associazione intende anche avviare una riflessione sui «villaggi attrezzati» del Piano Nomadi che, anche se presentati come luoghi controllati e sicuri, sono in realtà l’incarnazione della illegalità istituzionale dove, come in ogni ambito marginale e segregato, più facilmente si possono innestare e ramificare sistemi di criminalità. Si ribadisce pertanto l’importanza del definitivo superamento e della chiusura dei “campi nomadi”, a Roma come in Italia, anche partendo dal graduale allontanamento di quanti hanno una situazione patrimoniale adeguata, che costituisce l’unica e urgente risposta che può essere data in relazione alle politiche rivolte alle comunità rom e sinte. E’ questo che ci si aspetta dall’amministrazione capitolina che, dopo il periodo elettorale, sarà chiamata a governare la città di Roma.

Il video di Ruzica si classifica tra i vincitori del concorso Walk on Rights di Amnesty International

Il video è stato realizzato, per l’Associazione, dai registi Christine Pawlata e Nicola Moruzzi per mostrare e raccontare l’esistenza quotidiana di rom che sono positivamente inseriti nel tessuto sociale e che vivono in abitazioni convenzionali, e per ricordarci che su 170.000 rom presenti in Italia solo un quinto vive nei campi.

Il video è stato premiato sabato 23 marzo a Milano.

Guarda il video:

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Vai al link del concorso Walk on Rights.

National Geographic comunica l'avvenuta rettifica del testo a seguito della segnalazione dell'Osservatorio

La casa editrice ha ringraziato l’Osservatorio per aver segnalato l’episodio e ha comunicato che a partire dalla prossima ristampa il testo oggetto della segnalazione («Al pari di molte metropoli Roma ha la sua parte di borsaioli e scippatori molto abili. Pullulano inoltre gli zingari, alcuni dei quali, bambini inclusi, sopravvivono grazie a furtarelli spesso messi in atto ai danni degli stranieri e dei turisti») verrà rimosso e sostituito con lessico scevro da pregiudizi e stereotipi penalizzanti per le comunità rom.

Lettera al sindaco Alemanno: quattro organizzazioni denunciano violazioni da parte del Comune di Roma nei confronti dei rom

“Il diritto all’alloggio adeguato” – si legge nella lettera indirizzata al sindaco Gianni Alemanno, alla vicesindaco Sveva Belviso e all’assessore alle politiche della casa Lucia Funari – “è un diritto umano e le autorità hanno l’obbligo di operare per garantirne la realizzazione senza discriminazione alcuna”.

Nel nuovo Bando generale per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, indetto il 31 dicembre 2012 dal Comune di Roma, viene data la priorità nell’assegnazione degli alloggi alle famiglie in situazione di “grave disagio abitativo”. Tra esse il punteggio più elevato viene attribuito ai “nuclei familiari […] che dimorino […] in strutture procurate a titolo provvisorio da organi, enti e associazioni di volontariato riconosciute ed autorizzate preposti all’assistenza pubblica”. Questo consentirebbe alle famiglie rom che vivono negli otto “villaggi attrezzati” della Capitale di partecipare al bando, dal momento che le condizioni di vita di tali famiglie corrispondono a quelle descritte nel bando pubblico.

Nelle ultime settimane, però, diversi rappresentanti istituzionali hanno ripetutamente smentito che ai nuclei familiari rom residenti nei “villaggi attrezzati” di Roma possa essere riconosciuto tale punteggio, senza tuttavia offrire una chiara giustificazione e base giuridica al riguardo. Attraverso una circolare del 18 gennaio 2013, è stato comunicato dalle autorità romane che i rom presenti nei “campi nomadi” di Roma non sono da considerarsi assegnatari del massimo punteggio in quanto dimoranti in strutture definite “permanenti”, malgrado in diversi documenti ufficiali le abitazioni presenti nei “villaggi attrezzati” siano state esplicitamente classificate “temporanee” dalle medesime autorità. L’atteggiamento delle autorità capitoline sembra voler nascondere l’intenzione discriminatoria di scoraggiare le famiglie rom dal presentare regolare domanda di assegnazione delle “case popolari”. Inoltre, l’affermazione che “i campi nomadi” siano da considerarsi “strutture permanenti” appare ambigua e in contrasto con quanto asserito in molteplici atti ufficiali.

Il diritto ad un alloggio adeguato è un diritto umano, e le autorità hanno l’obbligo di operare per garantirne la realizzazione senza discriminazione alcuna. Le quattro organizzazioni pertanto chiedono la fine della segregazione etnica dei rom e dei sinti a Roma in campi formali, un obiettivo che può essere ottenuto solo se le famiglie residenti in tali insediamenti avranno la possibilità di partecipare senza discriminazioni all’assegnazione di altre forme di alloggio, inclusa l’edilizia residenziale pubblica.

Ai tre destinatari della lettera viene formalmente richiesto di adottare tutte le misure necessarie a garantire un accesso equo al Bando per gli abitanti dei “villaggi attrezzati”, modificando la circolare del 18 gennaio 2013 e dando ampia diffusione alle misure adottate per garantire l’accesso all’edilizia residenziale pubblica anche attraverso comunicazioni specificatamente rivolte ai residenti dei ‘villaggi attrezzati’.

Leggi la lettera inviata dalle quattro organizzazioni in versione integrale

Richiesta moratoria immediata delle azioni di sgombero a Roma

Questa mattina, infatti, sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine Florin e Liliana, i genitori della bambina di 14 mesi caduta nel fiume Tevere il 21 febbraio scorso e deceduta due giorni dopo presso il Policlinico Gemelli di Roma. I genitori avevano acconsentito alla donazione degli organi della bambina suscitando parole di ammirazione della vice-sindaco Sveva Belviso. Anche il ministro Andrea Riccardi si era affrettato ad apprezzare la decisione dei genitori.

Nei giorni successivi al decesso della bambina i due giovani genitori rom non hanno ricevuto alcuna assistenza e alcun sostegno dal Comune di Roma e con l’aiuto di alcuni volontari dell’Associazione 21 luglio stavano provvedendo alle pratiche per il funerale e il rimpatrio della salma. Questa mattina, però, in presenza degli osservatori dell’Associazione 21 luglio che hanno documentato gli avvenimenti, le forze dell’ordine hanno proceduto allo sgombero forzato delle loro abitazioni senza fornire né un adeguato preavviso né una soluzione alternativa, costringendoli ad una condizione di ulteriore vulnerabilità. Una settimana dopo la morte della figlia, l’abitazione di Florin e Liliana è stata abbattuta e la coppia costretta ad allontanarsi con le loro cose, tra le quali i pochi ricordi della bambina deceduta.

L’Associazione 21 luglio condanna l’episodio e ritiene che la barbarie di questa mattina rappresenta una vergogna per una città e per i suoi amministratori che in nome della sicurezza continuano a calpestare i diritti dei più deboli offendendo la dignità umana. Quello di questa mattina è il 510° sgombero del Piano Nomadi della giunta capitolina.

Guarda le foto dello sgombero

Sottoscrizione "Per Natalia"

I giovani genitori rom rumeni colpiti da questa tragedia hanno espresso il desiderio che il sacrificio della loro bimba servisse a salvare altre piccole vite, dando il consenso alla donazione degli organi della figlia.

A distanza di giorni la famiglia, che ancora vive nella baracca lungo il fiume, non ha ricevuto alcuna assistenza dal Comune di Roma ed è in attesa di espletare le pratiche per il funerale di Natalia, che verrà celebrato in Romania.

Il giorno dopo la morte di Natalia, le forze dell’ordine hanno preavvisato la coppia dell’imminente sgombero dell’area. La loro povera baracca verrà distrutta. L’Associazione 21 luglio ha deciso quindi di offrire al nucleo familiare assistenza legale.

Per sostenere i giovani genitori nelle spese per il funerale e per il rimpatrio della figlia, l’Associazione 21 luglio ha lanciato una sottoscrizione, alla quale è possibile aderire facendo un versamento attraverso le seguenti modalitä:

– tramite Bonifico bancario presso Bancoposta Codice IBAN: IT48 J076 0103 2000 0000 3589 968

– tramite Bollettino postale al conto n. 3589968 intestato ad Associazione 21 luglio.

– tramite carta di credito attraverso il sito dell’Associazione 21 luglio a questo link

Ogni versamento dovrà avere come causale: Per Natalia.

Esternazioni e iniziativa anti-rom del leghista Manes Bernardini

contro «orde di nomadi molesti che da mesi bivaccano davanti all’ospedale, tra sporcizia e degrado, infastidendo pazienti e visitatori e facendo irrispettoso chiasso». Il candidato leghista nel comunicato invoca «pugno di ferro» e la «politica della tolleranza zero» contro la presenza di «decine di nomadi e sbandati che ogni giorno, con arroganza e strafottenza, vi si recano per usurpare gli spazi e i servizi a disposizione dei pazienti e del personale lasciandoli in condizioni precarie da un punto di vista igienico-sanitario. Senza contare i numeri furti all’interno dei reparti».
 In data odierna pare emergere che la “ronda” non si sia limitata a presidiare l’ingresso dell’ospedale, ma sia «andata fino in fondo» giungendo ad «allontanare gli zingari dai bagni».

L’Associazione 21 luglio osserva con estrema preoccupazione come questa iniziativa sia sfociata in una condotta discriminatoria volta ad allontanare persone esclusivamente in quanto identificate come «zingari». Colpisce tale gesto di irresponsabilità da parte di un esponente politico candidato al Senato, che dovrebbe ben conoscere i limiti della libera manifestazione del pensiero e le particolari responsabilità che il suo esercizio comporta, tra le quali certamente di primaria importanza l’obbligo di non diffondere, alimentare o incitare all’odio razziale. 


Lo scorso settembre l’Osservatorio aveva già provveduto a segnalare agli organi competenti altre iniziative “anti –rom” promosse da Manes Bernardini.
 L’Associazione 21 luglio, a fronte dell’estrema gravità dell’episodio in questione, sta valutando l’azione più efficace da intraprendere e provvederà nelle prossime ore ad effettuare le opportune segnalazioni di fronte alle autorità e agli organi competenti.


Vai al sito dell’Osservatorio per consultare l’articolo segnalato

(13 febbraio 2013)

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