A Roma “case popolari” anche ai rom

L’importante novità che emerge è che il punteggio più alto è riservato a quei nuclei familiari, italiani e stranieri, che dimorino «in strutture procurate a titolo provvisorio, da organi, enti e associazioni di volontariato riconosciute ed autorizzate preposti all’assistenza pubblica, con permanenza continuativa nei predetti ricoveri da almeno un anno».

Dal nuovo bando risulta evidente che il Dipartimento politiche abitative di Roma Capitale, recependo per buona parte le sollecitazioni espresse da tempo dall’Associazione 21 luglio, ha ampliato i parametri di assegnazione ricomprendendo anche le situazioni assimilabili a quelle dei «villaggi attrezzati», compiendo così un passo importante verso una politica di effettiva uguaglianza e pari opportunità nell’assegnazione delle “case popolari”.

L’Associazione 21 luglio afferma che grazie ai nuovi punteggi indicati dal bando, almeno 1.500 rom dei 3.600 che vivono nei “villaggi attrezzati” di Roma,  potranno presentare regolare domanda con la concreta speranza di poter accedere nella fascia più alta per l’assegnazione dell’alloggio. L’Associazione sta organizzando una task force che nei prossimi giorni fornirà ai rom le dovute informazioni riguardo la compilazione della domanda di assegnazione.

Si pone così fine al lungo “braccio di ferro” tra il Comune di Roma e l’Associazione 21 luglio. Nonostante le dichiarazioni della vice sindaco Sveva Belviso e del presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori avessero allontanato la possibilità per i rom di partecipare agli avvisi per l’assegnazione delle case popolari, si apre oggi una nuova pagina di speranza nel percorso di integrazione dei rom.  
«Si tratta di una vittoria nel campo dei diritti umani – conclude l’Associazione 21 luglio – che chiude la triste parabola rappresentata dalle azioni del Piano Nomadi di Roma, caratterizzate dall’esclusione e dalla segregazione. Il diritto all’alloggio, per anni sottratto, viene oggi parzialmente restituito alle comunità rom e sinte presenti in città».

(30 gennaio 2013)

Esposto all’Ordine per il Giornale d’Italia di Storace

A partire dal 10 ottobre 2012 ad oggi, l’équipe ha rilevato otto articoli a firma dello stesso autore, riguardanti gli appartenenti alle comunità rom. Luca Casciani ha pubblicato, con regolare ciclicità, l‘intero repertorio dei luoghi comuni attraverso i quali i rom sono da sempre discriminati, perseguitati e stigmatizzati. Le affermazioni contenute negli articoli sembrano trascendere sia la cronaca, sia il diritto di formulare un proprio pensiero – anche critico – nei confronti di un fenomeno sociale. In tutti gli articoli l’autore associa deliberatamente reati non ai singoli colpevoli, ma all’intero gruppo di appartenenza, e si diletta in generalizzazioni che paiono basarsi esclusivamente sulla convinzione che gli appartenenti alle comunità rom siano, in quanto tali, indistintamente ladri, mendicanti, molestatori, usurai, etc. 

L’Osservatorio rileva con preoccupazione l’irresponsabilità dimostrata dall’autore, il quale non si astiene dal ricorrere a pregiudizi, ad accuse aleatorie e a congetture dal potenziale discriminatorio in quanto basate esclusivamente sull’appartenenza alle comunità rom. Si ritiene inoltre molto elevato il rischio che la diffusione di questi articoli trasmetta un’immagine criminosa di un intero gruppo di persone e sia lesiva della dignità delle persone rom, oltre che possa contribuire alla diffusione di ostilità e allarme sociale basato meramente su ipotesi e pregiudizi.

In seguito ad un attento esame degli articoli in questione, l’équipe dell’Osservatorio ha deciso di effettuare una segnalazione agli organi e alle autorità competenti e di presentare un esposto al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, anche al fine di valutare l’eventuale «omesso controllo a carico del direttore de “Il Giornale d’Italia”, il giornalista professionista Francesco Storace».

Vai al sito dell’Osservatorio 21 luglio per consultare i link agli articoli segnalati

(28 gennaio 2013)

Agenda Rom e Sinti

banner-agenda-rom2pProseguono gli incontri dell’Associazione 21 luglio con i candidati sindaco al Comune di Roma, per chiedere loro una formale adesione all’Agenda rom e sinti.

Presentata pubblicamente dall’Associazione 21 luglio lo scorso 22 gennaio, l’Agenda rom e sinti rappresenta una “carta di impegno” che definisce i principi essenziali per mutare radicalmente le politiche verso rom e sinti nella Capitale. Si pone infatti l’obiettivo, nell’arco temporale di cinque anni, di chiudere gli 8 «villaggi attrezzati» di Roma.

Il documento è curato dai migliori esperti nazionali e sottoscritto da 40 intellettuali romani, dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dalla Federazione Romanì. Tra gli aderenti, anche European Roma Rights Centre, la principale organizzazione europea per i diritti delle comunità rom.

Hanno finora aderito formalmente ai contenuti dell’Agenda Rom e Sinti i candidati a sindaco di Roma Sandro Medici (Repubblica Romana), Marcello De Vito (Movimento 5 Stelle) e Lorenzo Romito (Liberare Roma).

L’AGENDA ROM e SINTI in versione integrale

6 punti per voltare pagina a Roma

L’elenco dei firmatari

Per sfogliare l’Agenda rom e sinti, clicca sull’immagine sottostante:

Due esposti all’Ordine dei Giornalisti per articoli de Il Mattino e Il Giornale

Lo scorso 8 novembre, l’Osservatorio 21 luglio (Osservatorio nazionale sulle frasi di incitamento all’odio e alla discriminazione), aveva rilevato sul quotidiano Il Giornale un articolo che riprendeva in maniera strumentalmente fuorviante il dibattito avvenuto in seno all’amministrazione di Milano sulle politiche rivolte alla popolazione rom, descrivendola come destinataria di svariati privilegi e trasmettendo il messaggio che ad essa vengano riservati trattamenti preferenziali al di sopra della legge.

Un’ulteriore ricerca ha permesso di rintracciare un precedente articolo in cui la stessa firma generalizzava e proponeva un’immagine criminosa di tutte le persone sinte e rom presenti sul territorio, contribuendo così alla diffusione di un clima di allarme sociale e di ostilità basato meramente su ipotesi e pregiudizi.

Un mese dopo, il quotidiano di Napoli Il Mattino proponeva due articoli inerenti un fatto di cronaca nera nei quali, senza alcuna prova, si insisteva ripetutamente sull’appartenenza del colpevole alla comunità rom, arrivando addirittura, sempre per mezzo di congetture e generalizzazioni dettate dal pregiudizio, ad attribuire al presunto colpevole, in quanto rom, altri fatti criminosi.

L’Associazione 21 luglio ritiene che entrambe le testate si siano rese catalizzatrici del pregiudizio e dello stereotipo anti-rom, contribuendo all’ulteriore stigmatizzazione della minoranza più discriminata d’Italia. Queste condotte, da parte di professionisti dell’informazione, non solo contravvengono ai principi contenuti nei vari strumenti deontologici tra cui la Carta di Roma, ma dimostrano anche una grave irresponsabilità e una totale carenza di riflessione sul potenziale che hanno le parole nel fomentare un insano clima di odio ed emarginazione.

Nel solo mese di dicembre 2012, l’Osservatorio dell’Associazione 21 luglio, in riferimento alle comunità rom e sinte, aveva rilevato 103 casi di informazione scorretta e 35 casi di incitamento all’odio e alla discriminazione. 

Secondo l’Associazione 21 luglio, questa tendenza è particolarmente presente nel periodo pre-elettorale e sta alimentando e consolidando un diffuso antiziganismo, che finisce per intralciare e allontanare l’attenzione dell’opinione pubblica da un dibattito ormai improrogabile: quello sulla necessità e sui modi di politiche di inclusione concrete e sostenibili.

(12 gennaio 2013)

Articoli collegati:

2 gennaio 2013 – Esposto all’Ordine per due articoli de Il Giornale

10 dicembre 2012 – Pubblicati i dati dei primi mesi di attività dell’Osservatorio 21 luglio: istituzioni e media diffondono ostilità verso rom e sinti

Consigliere di Trapani propone servizio bus per soli immigrati. L’Ass. 21 luglio chiede rettifica riservandosi azioni legali

Vassallo riferisce  di «comportamenti poco civili adottati dagli immigrati, che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciare presagire, primo o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli».

Secondo l’Associazione 21 luglio, dichiarazioni di tale tenore appaiono estremamente gravi, poiché sembrano richiamare esplicitamente la politica dell’apartheid. Il “crimine dell’apartheid”, come definito dalle Nazioni Unite nella Convenzione Internazionale sull’Eliminazione e la Repressione del Crimine dell’Apartheid, infatti, comprende politiche e pratiche di segregazione e discriminazione razziale, tra cui l’adozione di misure miranti a dividere la popolazione secondo criteri razziali.

Il 6 gennaio, in una nota, Vassallo ha cercato di chiarire affermando di aver voluto porre in risalto una problematica di grande valenza sociale, purtroppo spesso trascurata, guardandola più dalla parte dei cittadini trapanesi che da quella degli immigrati.

In una lettera inviata oggi al consigliere, l’Associazione 21 luglio scrive che «una proposta di tale tenore si pone in netto contrasto con la normativa internazionale, comunitaria e nazionale in tema di divieto di discriminazione razziale». L’Associazione invita pertanto Andrea Vassallo a fornire maggiori spiegazioni in merito e nel caso a provvedere a fornire una rettifica ufficiale, anche sul sito del Comune di Trapani, che chiarisca definitivamente la posizione adottata.
L’Associazione si riserva, qualora la risposta del consigliere si rivelasse non esaustiva, di adire di fronte alle competenti autorità giudiziarie.

(7 gennaio 2013)  

 

Logo-Osservatorio-150x89-pixelVai al sito dell’Osservatorio 21 luglio, osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale

Allontanamento coatto di cittadini rom da strutture di accoglienza. L'Associazione 21 luglio scrive a Roma Capitale

In piena campagna elettorale, mentre continuano gli sgomberi nella Capitale, nella lettera si invitano i destinatari a liberare «da persone e cose gli spazi precedentemente assegnati. Nel caso in cui non si ottemperi spontaneamente a quanto prescritto, è affidato al competente UOSPE (…) il compito di procedere al suo allontanamento e allo sgombero nella data indicata».

L’Associazione 21 luglio ha verificato nei giorni scorsi come tra i 19 ospiti ci siano soggetti in particolare condizione di fragilità: un uomo ricoverato nei giorni scorsi nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I, una persona iscritta nella categoria degli invalidi civili con un riconosciuto 50% di invalidità, una donna in stato di gravidanza, una giovanissima coppia di diciottenni. Per tale ragione, l’Associazione, con una lettera inviata al direttore del Dipartimento XIV di Roma Capitale, ha chiesto almeno di voler accogliere la richiesta avanzata dagli ospiti di concedere ai nuclei familiari un tempo congruo per poter lasciare spontaneamente la struttura di via Salaria.

Sono centinaia i rom provenienti dall’insediamento informale di Casilino 900 e da altri insediamenti sgomberati (Centocelle, Labaro, via Papiria, via Naide e via Da Meta) ospitati dal mese di novembre 2009 dal Comune di Roma nell’ex cartiera di via Salaria, 971. Da più di tre anni vi vivono stabilmente più di 100 nuclei familiari, poco meno di 400 persone.
Fra il dicembre 2011 e il gennaio 2012, personale incaricato dal Comune di Roma aveva effettuato interviste agli ospiti rom presenti all’interno del centro di accoglienza. Nei giorni successivi la vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, aveva dichiarato: «Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l’allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria. Ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo».

Secondo l’Associazione 21 luglio, dall’inizio del Piano Nomadi si assiste ad un cinico “gioco dell’oca”. Vengono utilizzati soldi pubblici, prima per sgomberare i cittadini rom da un punto all’altro della città, poi ad alcuni di loro si offre assistenza in strutture inadeguate ed infine agli stessi si intima di tornare sulla strada. Sfugge il senso logico di un Piano Nomadi che non è diventato altro che lo specchio di una schizofrenia che ha investito gli amministratori locali, proiettati a barattare il facile consenso con operazioni di facciata, piuttosto che interessati a risolvere i problemi reali dei cittadini, rom e non rom, presenti nella città.

L’Associazione 21 luglio metterà in atto tutte le azioni più appropriate per evitare che a Roma, da qui ai prossimi mesi, il consenso elettorale venga investito su azioni che, in nome della sicurezza, scarichino il malessere sociale sull’esistenza delle categorie più deboli e meno tutelate.

(4 gennaio 2013)

 

lettera-scozzafavaLeggi la lettera inviata a Angelo Scozzafava, Direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale

 

 

la-casa-di-carta2Guarda il video “La casa di carta: il centro di raccolta rom” (maggio 2011)

Esposto all’Ordine per due articoli de Il Giornale

Secondo le due associazioni, gli articoli intitolati «Dopo le agevolazioni per la casa anche un lavoro sicuro per i rom» (08/11/12) e «Prima occupano, poi comprano i terreni e costruiscono» (03/07/12) diffondono un’immagine criminosa di un intero gruppo di persone, in maniera irresponsabile ed in netto contrasto con i principi sanciti nella Carta di Roma per una corretta informazione. Hanno inoltre un alto potenziale lesivo della dignità delle persone sinte e rom.

Gli articoli in questione fanno infatti largo uso di termini apertamente dispregiativi e attingono ampiamente da stereotipi negativi e penalizzanti, operando una distinzione/contrapposizione strumentale e fuorviante tra cittadini e rom.

La giornalista, infine, dà ampio e acritico spazio a dichiarazioni violente, di carattere congetturale e generalizzante, senza evidenziarle come pure e semplici supposizioni e senza prendere le distanze da eventuali contenuti diffamanti, contribuendo in questo modo alla diffusione di un clima di allarme sociale e di ostilità basato su ipotesi e pregiudizi.

Approfondisci la notizia sul sito dell’Osservatorio 21 luglio

(2 gennaio 2013)

Pubblicati i dati dei primi mesi di attività dell'Osservatorio 21 luglio: istituzioni e media diffondono ostilità verso rom e sinti

Compito dell’Osservatorio 21 luglio è quello di monitorare e segnalare interviste e dichiarazioni che potrebbero ascriversi come incitanti all’odio e alla discriminazione e di intraprendere azioni correttive, ed eventualmente legali, a tutela delle comunità rom e sinte.

L’Osservatorio monitora ogni giorno quasi 120 fonti per un totale di oltre 60mila pagine visionate mensilmente. Impressionanti sono i dati che emergono dai primi tre mesi di attività, nei quali l’Osservatorio ha rilevato più di 300 segnalazioni. Di queste, circa la metà consistono in episodi di informazione scorretta, mentre i restanti riguardano segnalazioni valutate come frasi incitanti all’odio e alla discriminazione. Trenta sono state le azioni correttive intraprese dall’area legale dell’Associazione 21 luglio. Tra esse spiccano numerose segnalazioni all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e alla polizia postale, una dozzina di lettere di diffida ad esponenti politici ed amministratori pubblici, tre esposti all’Ordine dei giornalisti ed un esposto alla Procura della Repubblica per i messaggi contenuti nel sito del comitato romano Baracca Italia.

L’Associazione 21 luglio rileva con preoccupazione come nei casi segnalati i rom e i sinti siano dipinti come l’emblema della negatività e del pericolo. Rileva inoltre la facilità e l’irresponsabilità con cui viene diffusa l’idea che la presenza di comunità rom costituisca una minaccia per la collettività, diffondendo nella popolazione maggioritaria sentimenti xenofobi e anti-zigani.

L’Associazione 21 luglio sottolinea come l’approssimarsi del periodo elettorale coincida ancora una volta con la diffusione, da parte di alcuni rappresentanti istituzionali e dirigenti di partiti politici, di slogan a sfondo razzista e impregnati di odio razziale e con una puntuale amnesia istituzionale sui diritti che riguardano i rom e sinti.

Vai al sito dell’Osservatorio 21 luglio

(10 dicembre 2012)

Il sito Baraccaitalia.com alimenta odio e intolleranza: l'esposto dell'Associazione 21 luglio

Oltre ad essere altamente offensivi e lesivi della dignità umana, i contenuti del sito sono suscettibili di alimentare un clima di intolleranza e odio contro le comunità rom, che, come ampiamente documentato dagli organismi delle Nazioni Unite e da varie organizzazioni internazionali a protezione dei diritti umani, si vedono quotidianamente negati diritti fondamentali e vivono in una costante situazione di discriminazione.

Approfondisci la notizia sul sito dell’Osservatorio 21 luglio

L'Europa condanna gli sgomberi forzati

Ricordando come molti di questi sgomberi siano illegali secondo il diritto internazionale, il Commissario ha rimarcato l’inefficacia di queste azioni, sottolineando le conseguenze particolarmente nefaste che tali sgomberi hanno soprattutto sui bambini e sui loro percorsi scolastici.

Chiamando in causa le autorità italiane, Nils Muižnieks ha affermato come: «gli sgomberi forzati sono continuati, nonostante l’impegno del Governo ad abbandonare la politica dell’”emergenza nomadi”. Solo nello scorso mese di settembre – scrive il Commissario rifacendosi al trasferimento forzato delle comunità rom dal “campo tollerato” di Tor de’ Cenci al nuovo «villaggio attrezzato» La Barbuta – a Roma 250 persone sono state sgomberate senza che venisse loro offerta alcuna alternativa adeguata se non il trasferimento in insediamenti segregati su base etnica».

L’Associazione 21 luglio si associa alle parole del Commissario quando rileva nella nota l’importanza del pieno godimento del diritto ad un alloggio adeguato come precondizione per il godimento di molti altri diritti umani, stabilendo chiaramente che «programmi e pratiche abitative che risultano in segregazione forzata si pongono in violazione del principio di non-discriminazione e non possono essere visti come soluzioni percorribili».

Il link alla nota del Commissario Muižnieks (in inglese, link esterno): http://humanrightscomment.org/2012/11/22/stop-chasing-roma-start-including-them/).

(27 novembre 2012)

 

Articoli collegati:

18 settembre 2012 – Rapporto del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa sull’Italia: Rom e Sinti vivono una situazione di totale esclusione

5 luglio 2012 – Il Commissario europeo Nils Muižnieks incontra l’Associazione 21 luglio

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