Presentazione all'ONU di un rapporto sui minori rom e il diritto all'educazione

Nel rapporto vengono analizzate le criticità nel contesto del diritto all’educazione rispetto ai minori rom con particolare attenzione non soltanto all’appartenenza etnica ma allo status giuridico degli stessi e delle loro famiglie.

(11 settembre 2012)

L'Associazione 21 luglio partecipa al World Urban Forum di Napoli

sar-sanUna rappresentante dell’Associazione 21 luglio parteciperà al World Urban Forum delle Nazioni Unite, che si terrà a Napoli dal 2 al 6 settembre. Insieme ai partner del progetto Sàr San, finanzato dalla Fondazione Bernard Van Leer, verranno discusse strategie volte a promuovere, accompagnare e mantenere la partecipazione attiva dei bambini-ragazzi e della comunità rom in azioni e decisioni circa i loro diritti e il loro ambiente di vita.

(1° settembre 2012)

L'Associazione 21 luglio è socia dell'Associazione Carta di Roma

Logo-Carta-di-Roma-L’Associazione 21 luglio è stata ufficialmente accolta tra i soci della Associazione Carta di Roma lo scorso 20 luglio. Nata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, l’Associazione Carta di Roma lavora per diventare un punto di riferimento stabile per tutti coloro che lavorano quotidianamente sui temi della carta, giornalisti e operatori dell’informazione in primis, ma anche enti di categoria e istituzioni, associazioni e attivisti impegnati da tempo sul fronte dei diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati, delle minoranze e dei migranti nel mondo dell’informazione.

(27 luglio 2012)

L’Italia censurata in tema di diritti umani – Financial Times

Il Palazzo Salaam (pace), come viene chiamato dagli oltre 800 abitanti – tutti fuggiti da guerre o persecuzioni in Sudan, Etiopia, Eritrea e Somalia – somiglia a quei familiari buchi infernali che si trovano vicino a zone di battaglia in tutto il mondo. Ma questo ex edificio governativo a otto piani ormai derelitto, occupato illegalmente da rifugiati disperati, si trova alla periferia di Roma, capitale dell’ottava economia mondiale.

Sconosciuto a quasi tutti gli italiani, Palazzo Salaam è conosciuto bene nel Corno d’Africa come la destinazione finale da raggiungere alla fine di un viaggio lungo e insidioso tra il deserto e il mare.  

La settimana scorsa questo posto ha ricevuto un visitatore inusuale di nome Nils Muiznieks, il principale funzionario europeo in materia di diritti umani, che ha espresso dure critiche nei confronti dell’Italia del governo dei tecnocrati sul trattamento dei rifugiati, degli immigrati detenuti e dei rom, come preferiscono chiamarsi le comunità zingare.

“Avevo visto in questo governo l’occasione propizia per un’interruzione delle pratiche passate”, dice al Financial Times Muiznieks, Commissario europeo per i diritti umani presso il Consiglio d’Europa, esprimendo shock e delusione dopo quanto visto.

“L’Italia è relativamente generosa a concedere lo status di rifugiato, ma a questo segue pochissimo”, ha detto parlando dei rifugiati a Palazzo Salaam, notando che il Comune negli ultimi tre mesi ha persino tagliato i rifornimenti d’acqua all’edificio.

Realmente abbandonati da un sistema che non fornisce lavoro, denaro o alloggio, i rifugiati ottengono lo status di asilo, poi diventano dei “fantasmi” intrappolati in un incubo kafkiano. Vivendo illegalmente è impossibile ottenere i permessi di residenza necessari in Italia per lavorare in regola e accedere ai servizi scolastici e sanitari.

Donatella D’Angelo, un medico locale che ha fondato l’associazione Cittadini del Mondo, organizza settimanalmente una clinica a Palazzo Salaam e cerca di aiutare i rifugiati nel labirinto burocratico. Muiznieks la definisce “una santa”. Dai pazienti la dottoressa D’Angelo e il suo aiutante volontario, Angelo, che di lavoro gestisce un’edicola, vengono chiamati “i due angeli”.

La dottoressa è particolarmente allarmata dalla salute mentale di alcuni giovani, molti ex soldati, e dal pericolo che costituiscono vivendo insieme a circa 50 bambini.  

“Uno ha chiuso un bambino nel freezer e poi ha attaccato un’altra persona con un machete”, ricorda.

I rifugiati si riuniscono attorno tenendo stretti pacchetti di documenti e raccontano le loro storie. Sono disposti a tutto pur di lasciare l’Italia e raggiungere quella che vedono come la terra promessa del nord Europa. In molti ci hanno provato ma sono stati deportati in Italia come luogo del loro arrivo in Europa, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Dublino.

“Siamo venuti dalla guerra nel Darfur, ma ora siamo in una guerra fredda. Dovresti essere libero, ma non lo sei”, dice Bahar Abdalla, uno degli otto membri del “comitato” che cerca di mantenere l’ordine a Palazzo Salaam.

Kbrom Tesfamihret, un eritreo di 31 anni, parla eloquentemente sia in inglese che in italiano dei mesi che ha passato in prigione in Francia, Olanda e Svizzera per il “crimine” di aver ricevuto asilo in Italia. “Tornerò in Svizzera”, dice. “E’ meglio stare in una prigione in Svizzera che essere qui”.

La crescente cattiva reputazione dell’Italia per la trascuratezza nei confronti dei rifugiati è tale che questo processo di deportazione potrebbe cambiare, con implicazioni legali considerevoli in tutta Europa, specialmente se Roma non reagirà alle pressioni di Muiznieks e della Corte Europea dei Diritti Umani, con sede a Strasburgo. Alcuni tribunali in Germania e in Austria hanno già interrotto gli ordini di deportazione.

Sulla questione delle comunità rom, Muiznieks è fermamente critico nei confronti del governo di Mario Monti, che ha presentato un ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato «illegittimo» lo stato di emergenza imposto dal precedente governo di Silvio Berlusconi.

Nonostante l’elaborazione di una strategia nazionale di “integrazione” in risposta a quanto richiesto dall’Unione Europea, il governo italiano ha continuato a costruire dei “super campi” per alloggiare le famiglie rom dopo gli sgomberi forzati dagli insediamenti non ufficiali.

“Questa non è la soluzione per l’integrazione dei rom” ha detto Muiznieks dopo aver visitato il campo recintato di Salone, condannandone le condizioni e la lontananza dal trasporto pubblico, dalle scuole e dal lavoro.

Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio che difende i diritti dei rom, dice: “Con questo governo non è cambiato nulla”.

“Continua il razzismo istituzionale” ha dichiarato al Financial Times. “Immaginate uno stato in Europa che decide di acquistare un pezzo di terra recintato fuori dalla città, con telecamere e guardie di sicurezza e che mette all’interno un gruppo – come i rom o gli ebrei – solo sulla base della loro etnia”, ha detto, criticando inoltre il silenzio della Chiesa sull’argomento.

Vai all’articolo sul sito del Financial Times

Il Commissario europeo Nils Muižnieks incontra l'Associazione 21 luglio

Nel corso dell’incontro l’Associazione 21 luglio ha condotto il Commissario in una visita nel “villaggio attrezzato” di via di Salone e nel “campo tollerato” di via Salviati. Nils Muižnieks ha potuto quindi toccare con mano le condizioni di vita delle comunità rom residenti in alcuni insediamenti formali della capitale e, parlando con alcuni rom, approfondire le problematiche legate a condizioni abitative escludenti e discriminatorie.

La giornata di visita si è conclusa con un pranzo nella sede operativa dell’Associazione 21 luglio dove sono stati affrontate numerose questioni relative alla politica degli sgomberi e al nuovo “villaggio attrezzato” in località La Barbuta. All’incontro ha partecipato anche una rappresentante dell’European Roma Rights Centre.

(5 luglio 2012)

 

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Incontro istituzionale dell’Associazione 21 luglio

Incontro con il Commissario europeo Reding e il Ministro Riccardi

Centro estivo per bambini rom

I bambini, provenienti dai campi di Salone e di Salviati, si sono salutati con un “arrivederci” a settembre, quando riprenderanno le attività del centro diurno presso il centro Michele Testa, in un progetto che vede attivamente coinvolta anche l’Associazione 21 luglio.

(1° luglio 2012)

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Pasquetta solidale (9 aprile 2012)

Discussione sull'incitamento all'odio razziale del Comitato ONU per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale

Quest’anno avrà luogo una thematic discussion sul tema “racial hate speech” (incitamento all’odio razziale) nel corso dell’ottantunesima sessione del Comitato (6-31 agosto 2012). In particolare, la giornata dedicata alla thematic discussion è il 28 agosto. Le associazioni che desiderano intervenire possono inviare un information paper al Segretariato del CERD.

A differenza delle sessioni, le thematic discussions non affrontano il tema scelto Paese per Paese, ma considerano la questione in maniera generale attraverso un approccio sovranazionale. Durante le thematic discussions il Comitato organizza degli incontri informali tra Stati membri, organizzazioni governative e ONG in modo da sviluppare uno scambio di informazioni e pareri sulla tematica affrontata.

Nel corso della sessione plenaria il Comitato raccoglie informazioni scritte dalle ONG, i cui rappresentanti possono presentare un intervento orale di cinque minuti in una specifica data fissata dal Segretariato.

Per ulteriori informazioni monitorare la sezione dedicata del sito del CERD:
http://www2.ohchr.org/english/bodies/cerd/discussions.htm

(1° luglio 2012)

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Rapporto per il Comitato per la eliminazione delle discriminazioni razziali delle Nazioni Unite (31 gennaio 2012)

Memorandum per la Commissione Anti discriminazione dell’ONU (16 gennaio 2012)

Appello di Amnesty International: rom a rischio di sgombero forzato a Roma!

L’Associazione chiede al Sindaco Alemanno:
– di fermare il piano per chiudere il campo di Tor de’ Cenci e sgomberare i residenti che non sono disposti a trasferirsi;
– di agire in consultazione con i residenti del campo, per ripristinare adeguate condizioni abitative e le infrastrutture del campo;
– di garantire che qualsiasi attuale o futuro reinsediamento di persone che vivono nei campi sia realizzato nell’ambito di una reale consultazione con tutti i residenti e offrendo loro una gamma di opzioni alternative abitative adeguate, tra cui la parità di accesso agli alloggi popolari, ove opportuno;
– di garantire che il campo della Barbuta non venga utilizzato come una struttura abitativa permanente e usato esclusivamente per le comunità rom.

Per firmare l’appello clicca qui.

(28 giugno 2012)

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1.900 firme raggiunte dall’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” (5 giugno 2012)

Incontro istituzionale dell’Associazione 21 luglio

L'Associazione 21 luglio partecipa a due prestigiosi convegni

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Nei prossimi giorni un rappresentante dell’Associazione 21 luglio sarà presente per una relazione a due prestigiosi convegni: il primo, “Presentazione della prima indagine sulla condizione di rom e sinti in Italia“, si terrà a Milano l’11 e il 12 giugno nell’ambito del progetto europeo EU Inclusive; il secondo, “Immigrazione: una sfida e una necessità“, promosso dal Partito Radicale, si svolgerà a Roma il 14 giugno.

(10 giugno 2012)

1.900 firme raggiunte dall'appello "Il diritto all'alloggio non si sgombera"

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L’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” ha raggiunto oggi le 1.900 firme, tra cui quelle di nomi noti come Rita Levi Montalcini, Dario Fo, Margherita Hack, Erri De Luca, Moni Ovadia e tanti altri. L’appello chiede la sospensione immediata di ogni sgombero che interessa le comunità rom e sinte nel Comune di Roma, che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari. Ad oggi sono 4 le settimane senza sgomberi a Roma.

(5 giugno 2012)

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