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“Si può fare!”, il corso di formazione per amministratori pubblici sul superamento dei campi rom in Italia

Associazione 21 luglio, organizzazione indipendente impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti di gruppi e individui che nelle città italiane vivono la segregazione e la discriminazione, organizza “Si può fare!”, un corso formativo volto ad offrire strumenti di approfondimento e di aggiornamento sul tema del superamento dei campi rom in Italia.

Dal 2000 l’Italia è denominata in Europa il “Paese dei campi”, la nazione che più di tutte impiega ingenti risorse umane ed economiche per la progettazione, la costruzione e la gestione di spazi di segregazione e marginalità, denominati “campi nomadi”. Malgrado la Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom, raccomandi il loro superamento, sono pochissime le Amministrazioni locali che negli ultimi anni hanno intrapreso questo virtuoso percorso, incontrando spesso difficoltà e scontrandosi con problematiche talvolta giudicate insuperabili. La mancata conoscenza della questione in seno alla macchina amministrativa, l’assenza di fondi adeguati, le problematiche legate allo status giuridico o alla scolarizzazione, hanno negli anni generato difficoltà ad individuare soluzioni vincenti e sostenibili nel tempo.

Il corso è rivolto ad esponenti delle istituzioni regionali e locali, dirigenti e funzionari pubblici, personale di uffici comunali che perseguono in Italia l’obiettivo dell’inclusione delle comunità rom e sinte. E avrà luogo il 26 e 27 settembre 2019 a Roma al Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca.

“Si può fare!” vuole offrire uno spazio di studio e di analisi del “sistema campi” e delle sue conseguenze, offrendo altresì ai partecipanti la possibilità di approfondire, con il contributo di esperti e professionisti in materia, le principali problematiche e di analizzare soluzioni virtuose realizzate in altri contesti.

Modalità e requisiti per l’iscrizione

Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 12 iscritti. L’iscrizione avverrà sulla base dell’ordine cronologico d’iscrizione. Il corso non sarà avviato se non verrà raggiunto il numero minimo di 8 iscritti. La data ultima per l’iscrizione è il 31 agosto 2019. Le iscrizioni potranno essere chiuse anticipatamente in caso di raggiungimento dei posti disponibili.
L’iscrizione si perfeziona inviando l’apposito modulo di iscrizione on line, compilato e corredato da un curriculum vitae.

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QUI è possibile accedere al programma del corso.

Il progetto è realizzato con i fondi dell’8xMille destinati alla Chiesa Cattolica

 

biblioteca del giocattolo

Nasce la prima biblioteca del giocattolo presso la scuola di via San Biagio Platani di Tor Bella Monaca

Uno spazio dedicato interamente ai bambini, allestito con giochi e arredi innovativi dove i sentimenti diventano il perno del rapporto tra genitori e figli. Siamo all’Istituto Comprensivo di via San Biagio Platani a Tor Bella Monaca, nel cuore pulsante della periferia est della Capitale. È qui, tra queste mura, che è nata la Biblioteca del Giocattolo: una nuova attività all’interno del progetto Tor Bell’Infanzia selezionato dalla fondazione “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Associazione 21 luglio nello stesso territorio ha allestito un’altra Biblioteca del giocattolo in partenariato con Cubo Libro e un’altra a Mazara del Vallo con Casa della Comunità Speranza.

Da ottobre a giugno presso la scuola di via Platani

A partire da ottobre, fino alla fine dell’anno scolastico, i locali della scuola saranno animati da momenti di incontro e condivisione che vanno oltre la normale didattica. Per due pomeriggi a settimana, il martedì e il venerdì, a partire dalle ore 14.30 fino alle ore 17.30 gli operatori di Associazione 21 luglio, insieme a bambini,insegnanti e genitori riscoprono il valore del gioco come mezzo per relazionarsi agli altri e con i propri sentimenti. Il focus dell’attività ruota intorno alla crescita dei bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Non solo. Nelle prossime settimane sarà avviata anche una serie di Incontri Intergenerazionali volti a coinvolgere persone di differenti gruppi di età che imparano insieme dallo cambio reciproco di conoscenze.

L’attività ha riscosso fin da subito grande partecipazione

“L’attività ha riscosso fin da subito una grande partecipazione – ha spiegato Sara Savelli, coordinatrice – gli insegnanti della scuola Platani sono entusiasti del lavoro che stiamo portando avanti, un impegno che genera risultati importanti non solo tra le mura scolastiche ma anche all’interno degli ambienti domestici considerato il coinvolgimento delle famiglie del territorio”.

toy libraries

Le Toy Libraries riaprono: da Tor Bella Monaca a Mazara del Vallo non solo giochi

L’attesa è finita: le Toy Libraries di Mazara del Vallo e di Tor Bella Monaca riprendono a pieno ritmo le proprie attività sul territorio. E così dopo una breve pausa estiva, Cubo Libro e Casa della Comunità Speranza riaprono le porte delle associazioni a grandi e piccoli, pronti per vivere a pieno ritmo le avventure dei prossimi mesi. Le “Biblioteche del Giocattolo” rientrano nell’ambito del progetto di respiro europeo “Toy for Inclusion” condotto da una coalizione di enti internazionali di cui è capofila ICDI (International Child Development Initiatives). Partner italiani che implementano il progetto sono Associazione 21 luglio, Associazione Casa della Comunità Speranza e CuboLibro.
toy mazara

La ripresa delle attività a Mazara del Vallo, gioia e entusiasmo tra i bambini

“Un momento di gioia ma soprattutto un incontro con le famiglie e i bambini del territorio che attendevano con entusiasmo la riapertura della biblioteca – racconta Melania, coordinatrice del progetto per la sede siciliana – contano i giorni che li separano dall’appuntamento successivo”. La Toy Library di Mazara del Vallo è aperta nei pomeriggi di lunedì e mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Ai nastri di partenza la ripresa a Tor Bella Monaca: l’attesa delle mamme

Un’apertura altrettanto attesa è quella della “biblioteca del giocattolo” a Tor Bella Monaca. Anche le bambine i bambini della estrema periferia Est di Roma sono pronti e scalpitanti: non vedono l’ora di ricominciare. “Tante anche le mamme che in questo periodo di vacanza ci hanno chiesto della riapertura – spiega Claudia, coordinatrice a Tor Bella Monaca – i bambini ci hanno fatto pervenire i loro disegni, immagini che raccontano l’attesa per il riavvio delle attività”. A largo Mengaroni l’evento di riapertura è atteso per il pomeriggio di sabato 15 settembre alle ore 16.00.

“Siamo contenti di poter rispondere ai bisogni dei bambini”

“L’entusiasmo e il fermento che ruotano intorno alla riapertura delle toy libraries da parte dei bambini prima e dei loro genitori poi è per noi motivo di grande orgoglio – spiega Francesca Petrucci, coordinatrice nazionale del progetto – siamo contenti di poter rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie e offrire loro uno spazio educativo in cui incontrarsi e conoscersi”.
toy

Piano rom

Presentato oggi in Campidoglio "Il Piano di carta": monitoraggio a un anno dal Piano Rom

Presentato oggi in Campidoglio il Report “Il Piano di Carta”, un monitoraggio dei primi dodici mesi del “Piano rom” del Comune di Roma. Appello urgente di Associazione 21 luglio: «Ad oggi il Piano non sta funzionando, occorre una profonda revisione».

 
Roma, 30 maggio 2018 – Sono passati dodici mesi dalla presentazione del “Piano rom” del Comune di Roma, un documento che pianifica il superamento dei “campi” di Monachina e La Barbuta a cui si è aggiunto in corso d’opera l’insediamento di Camping River.
Nel corso di quest’anno, Associazione 21 luglio ha portato avanti un attento monitoraggio dell’andamento del “Piano” per valutare i risultati e l’impatto concreto sulla qualità della vita delle persone interessate, evidenziandone lacune e criticità. Da questo lavoro di analisi documentale e di ricerca sul campo è nato il report “Il Piano di Carta. Rapporto sui primi dodici mesi del Piano rom del Comune di Roma” – presentato oggi in Campidoglio – che evidenzia numerose fragilità cui è urgente porre rimedio.

Le persone coinvolte nel Piano

Un primo livello di inadeguatezza riguarda il numero di persone coinvolte. Secondo il “Piano di Roma Capitale per l’inclusione dei rom” sono ammessi alle misure di sostegno tutti i rom censiti dalla Polizia di Roma Capitale nel 2017, 4.503 persone presenti in 11 insediamenti formali che non comprendono in alcun modo i 1.600 rom presenti nei “campi” informali della città, circa 300 microinsediamenti sparsi nel territorio della Capitale. In assenza di qualsiasi progettazione di carattere inclusivo per questi nuclei in condizione di grave fragilità, sono rimasti gli sgomberi forzati. Dal 31 maggio 2017, giorno di presentazione del “Piano rom”, al 10 maggio 2018 sono stati 28 gli sgomberi forzati perpetrati dalle autorità capitoline che, in assenza delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite, hanno coinvolto un totale di circa 700 persone per un costo stimato di circa 880 mila euro.

Il Camping River

Già a pochi mesi dalla presentazione del Piano, il progetto del Comune ha dimostrato la sua inadeguatezza. Un primo banco di prova ha riguardato infatti il Camping River, per il quale una Deliberazione di giugno 2017 fissava la chiusura dell’insediamento al 30 settembre 2017, scadenza che non è mai stata rispettata perché si è scontrata da subito con la difficoltà oggettiva di attuare le azioni previste dal “Piano” una volta calate nel contesto reale. Ad oggi non solo l’insediamento è ancora aperto, ma nel frattempo le condizioni di vita al suo interno sono visibilmente peggiorate. Il 15 giugno, secondo la comunicazione notificata ai residenti, il Comune di Roma provvederà a rimuovere le abitazioni mobili presenti nell’area, aggravando così drammaticamente le condizioni delle 100 famiglie accolte.

Monachina e La Barbuta

Criticità si sono riscontrate anche nelle azioni volte al superamento degli insediamenti di “Monachina” e “La Barbuta”. A dicembre 2017 l’Ufficio Speciale, Rom Sinti e Caminanti ha comunicato l’esito del bando di gara per l’affidamento dei servizi finalizzati al superamento dei “campi”: per il primo non si è registrata alcuna domanda, per il secondo è pervenuta una sola offerta da parte dell’Associazione della Croce Rossa Italiana Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale.
Nel corso dei mesi, in tutti i casi e in ciascuno degli insediamenti monitorati da Associazione 21 luglio, l’Organizzazione ha riscontrato nei residenti una marcata sfiducia, una conoscenza superficiale e generica di azioni e finalità del Piano – sintomo di un inadeguato coinvolgimento dei diretti interessati – e una forte preoccupazione sulla mancanza di sostenibilità delle offerte abitative proposte dal Piano e dal Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma.

Minori e scolarizzazione

Risulta drammatica inoltre la situazione scolastica dei minori rom negli insediamenti formali della città. Dopo la sospensione del “Progetto di scolarizzazione che negli ultimi dieci anni ha registrato un numero di minori iscritti oscillante tra le 1.700 e le 2.000 unità, secondo il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastiche di Roma Capitale il numero dei minori rom iscritti alla scuola dell’obbligo nell’anno 2017-8 era drasticamente sceso a 1.025.

Raccomandazioni

Nel corso della presentazione del Report, Associazione 21 luglio ha ribadito la sua preoccupazione e ha chiesto una profonda revisione del Piano attraverso l’attuazione di alcune raccomandazioni, quali l’attivazione di un dialogo reale con le comunità rom in emergenza abitativa, l’inserimento di quanti sono stati esclusi nel censimento e l’individuazione di un ventaglio di strumenti abitativi e di percorsi di inclusione lavorativa certi e sostenibili.
In via urgente Associazione 21 luglio ha richiesto un intervento sociale per il miglioramento delle condizioni di vita all’interno dei “campi”, la sospensione degli sgomberi forzati degli insediamenti informali, l’arresto dell’emorragia di iscrizioni e frequenze scolastiche dei bambini rom e la revisione del Patto di Responsabilità solidale, sottoposto alle famiglie per accedere ai servizi del Piano, giudicato inadeguato e discriminatorio.
Secondo Associazione 21 luglio «Il Piano rom della Giunta Raggi è un “Fake Plan”, ovvero un “Piano di carta” con un impianto teorico ma una forte disconnessione dalla realtà degli insediamenti della Capitale, e quindi le sue azioni sono condannate al fallimento. Dopo dodici mesi dalla sua presentazione sono i numeri a parlare: 700 persone sgomberate al di fuori delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite; 1.000 bambini rom non più iscritti alla scuola dell’obbligo; condizioni di vita negli insediamenti drammaticamente peggiorate; 100 famiglie che il prossimo 15 giugno si vedranno private dei loro container nell’insediamento Camping River e costrette a dormire all’addiaccio. In compenso registriamo proclami fondati su dati errati e informazioni distorte. Solo una profonda revisione del “Piano rom”, urgente e immediata, potrà consentire un diverso impatto delle azioni promosse dal Campidoglio, che oggi risulta lesivo dei diritti fondamentali. Questo è l’appello che rivolgiamo alla sindaca Virginia Raggi»

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Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

Piano di carta

Il Piano di Carta – Monitoraggio a un anno dal "Piano Rom" del Comune di Roma

INVITO

Il 31 maggio ricorre il primo anno dalla presentazione del «Piano rom» del Comune di Roma che prevede il superamento di tre “campi” della Capitale: Barbuta, Monachina e Camping River.

A 12 mesi dalla pubblicazione del Piano, cosa è stato fatto? Quali azioni sono state implementate e qual è stato l’impatto reale sulle famiglie che risiedono all’interno dei “campi”?

Vi aspettiamo:

Mercoledì 30 maggio ore 11
Piazza del Campidoglio, 8 – ROMA
Sala del Carroccio

Per la presentazione del Rapporto:

“Il Piano di carta – Rapporto sui primi dodici mesi del Piano rom del Comune di Roma” a cura di Associazione 21 luglio

A seguire verrà proiettata la video-inchiesta di FanPage.it nei campi di Barbuta, Monachina e Camping River.

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
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Biblioteche del Giocattolo

Il divertimento continua nelle Biblioteche del Giocattolo!

Continua l’avventura delle Biblioteche del Giocattolo a Roma e Mazara del Vallo, e con lo sviluppo di nuove attività anche le comunità territoriali sono sempre più partecipi e coinvolte.

Nuove attività a Roma…

A Roma (presso il Cubo Libro), a parte le attività ordinarie, ogni ultima domenica del mese l’offerta educativa si è arricchita di tanti laboratori e, oltre ad avere a disposizione tanti bellissimi giocattoli, i bambini e le loro famiglie hanno cominciato a cimentarsi con nuove attività creative adatte per tutta la famiglia. La mattina sono previsti lettura e riciclo per imparare a costruire autonomamente i giocattoli. Durante il pomeriggio sono previste invece attività di giardinaggio urbano e circolo di lettura per grandi e piccini amanti delle storie. Last but not least, durante il mese di marzo si è attivato un corso di cucito organizzato da membri del LAT (i Local Action Team, gruppi di azione locale) che coordinano le diverse attività nelle due città e che sono stati appositamente formati all’interno del progetto TOY for Inclusion di cui le biblioteche del giocattolo fanno parte.

…E a Mazara del Vallo

Anche la Biblioteca del Giocattolo di Mazara del Vallo (presso la Casa della Comunità Speranza) è in gran fermento e oltre ai soliti orari di apertura si sono attivate aperture speciali per le scuole durante le quali i bambini provenienti dai diversi plessi di Mazara visitano il servizio per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà territoriale e – soprattutto – per giocare e divertirsi insieme.

L’implementazione del progetto

«Con l’arrivo della primavera le Biblioteche del Giocattolo cominciano a riempirsi sempre più – racconta Francesca, coordinatrice del progetto – e le famiglie hanno la possibilità sia di giocare insieme con i figli, sia di creare relazioni con altre famiglie e con gli operatori delle Biblioteche. Proprio grazie a queste nuove relazioni – aggiunge – si serca di faciltare la conoscenza e l’accesso ai servizi formali e informali del territorio, come gli sportelli psicologici, i centri di aggregazione e i servizi di assistenza sanitaria per bambini e genitori».
IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Toy libriaries

Toy libraries e gruppi locali: ecco come è andata la formazione!

Si è conclusa a Roma e Mazara del Vallo la formazione dei LAT, i Gruppi di Azione Locale, che prenderanno parte all’implementazione del servizio delle biblioteche del giocattolo nelle due città.
A Roma hanno partecipato diversi attori locali del quartiere di Tor Bella Monaca e della comunità rom che, insieme, hanno contribuito a ragionare sul coinvolgimento di bambine e bambini di tutte le appartenenze all’insegna di un approccio completamente inclusivo e senza target predefiniti, oltre che sulle modalità di coinvolgimento degli adulti.
Molto omogeneo il gruppo di Mazara del Vallo, si è composto prevalentemente da professionisti appartenenti alla stessa realtà educativa e lavorativa. «Uno degli obiettivi principali che mi sono data come trainer – ha spiegato Annachiara Perraro, responsabile della formazione – è stato quello di narrare il progetto Toy in modo esaustivo e di provare poi a lavorare attorno a stereotipi, pregiudizi, credenze consolidate e abitudini pedagogiche che il gruppo maggioritario aveva già rispetto alla relazione con bambini e bambine del territorio».
Dai questionari è emerso un alto gradimento della formazione e degli strumenti teorici forniti, molti dei quali verranno riutilizzati anche per la futura gestione del servizio.
L’inaugurazione si avvicina!
IL PROGETTO TOY IN EUROPA

IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Sgomberi forzati

Roma, superato ieri il numero di sgomberi forzati di tutto il 2016

Lunedì mattina (23 ottobre) presso via di Torre Spaccata si è consumato a Roma lo sgombero forzato numero 29 dall’inizio del 2017 nei confronti di un insediamento informale abitato da circa 20 persone di cui almeno un minore.
Con quella di ieri si è superato il totale di operazioni effettuate dalle forze dell’ordine in tutto il 2016, stimando il coinvolgimento di 363 persone e un costo totale di 455.565 euro che equivale a una spesa pro-capite di 1255 euro. Già in estate Associazione 21 luglio aveva espresso la propria preoccupazione pubblicando un brief dal titolo significativo, “il ritorno delle ruspe”, in cui denunciava un incremento degli sgomberi forzati pari al 133% negli ultimi otto mesi (1° novembre 2017 – 30 giugno 2017) rispetto agli otto precedenti.
Gli sgomberi forzati violano i trattati internazionali sui diritti umani che riconoscono il diritto a un alloggio adeguato tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. Quest’ultimo ha specificato che gli sgomberi possono essere effettuati esclusivamente come ultima risorsa, dopo aver esaurito tutte le altre possibili alternative, e solamente quando vengano predisposte delle appropriate garanzie procedurali quali: a) una genuina ed effettiva consultazione con gli interessati; b) la previsione e l’accesso a vie di ricorso legale e la possibilità di ottenere una compensazione adeguata per la perdita dei beni privati; c) un preavviso congruo e ragionevole riguardo l’operazione e le informazioni adeguate sulle modalità dell’operazione; d) la presenza di rappresentanti istituzionali e la possibilità di identificare tutti coloro che conducono lo sgombero; e) il divieto di condurre lo sgombero durante le ore notturne o in condizioni meteorologiche avverse; f) la predisposizione di soluzioni alternative adeguate per coloro che non sono in grado di provvedere a loro stessi; g) il divieto di rendere senza tetto le persone interessate dallo sgombero né di renderle vulnerabili a ulteriori violazioni dei diritti umani.
Nell’esprimere la propria preoccupazione di fronte alla netta intensificazione delle operazioni di sgombero forzato a Roma Associazione 21 luglio ribadisce la necessità di abbandonare l’approccio sicuritario in favore di politiche sociali inclusive, anche per quanti vivono negli insediamenti informali della Capitale.

campi rom Roma

I "campi rom" della Capitale non si superano e le spese lievitano

I “campi rom” a Roma non si superano e lievitano le spese per mantenerli. Associazione 21 luglio: «L’unica svolta può essere data votando la Delibera “Accogliamoci”».

 ROMA, 12/10/2017. Si è proceduto oggi presso il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale all’apertura delle buste relative alla “Procedura di gara aperta in n. 2 lotti funzionali, per l’affidamento del Progetto di inclusione sociale per le persone rom, sinti e caminanti e superamento dei campi rom La Barbuta e Monachina PON Città Metropolitane 2014-2020″.Le attese erano alte visto che il 31 maggio di quest’anno la sindaca Raggi, nel presentare il Piano di Inclusione rom aveva affermato: «Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Abbiamo approvato un piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi. Iniziamo chiaramente con due campi, La Barbuta e Monachina».

Molto presto i fatti hanno cominciato a disattendere le aspettative e con l’apertura delle buste avvenuta nella mattinata di oggi è andato in scena l’ennesimo atto di una serie di fallimenti che sino ad ora hanno contraddistinto l’operato dell’Amministrazione Capitolina. Con l’apertura del plico si è accertato infatti che la “Procedura di gara“ per Monachina è andata deserta, mentre per la Barbuta si è presentato un unico ente. La conseguenza? Il “campo” della Monachina non verrà superato, mentre presso la Barbuta sarà la Croce Rossa a prendere in carico la gestione della fuoriuscita dei circa 600 rom dall’insediamento entro il dicembre 2020.
Associazione 21 luglio, nel commentare il Piano di inclusione rom di Roma Capitale aveva a suo tempo parlato di “fallimento annunciato” e i fatti sembrano confermare la previsioni. «La Croce Rossa Italiana – sostiene Associazione 21 luglio – è un’organizzazione che lavora in contesti emergenziali e la notizia che debba gestire il delicato processo dell’inclusione dei rom nell’insediamento La Barbuta appare un segnale preoccupante e fortemente contraddittorio che indica come, ancora una volta, potrebbe essere la sicurezza il modello sotteso alle azioni istituzionali».
Ma la prova di credibilità più imminente per il “Piano” era costituito dal superamento di Camping River, e anche in questo caso i risultati sono stati deludenti e incerti. Nelle intenzioni del Campidoglio, con la delibera n. 146 del 28 giugno 2017, prima di Monachina e Barbuta era prevista appunto la chiusura di Camping River entro il 30 settembre. In realtà le azioni per il raggiungimento dell‘obiettivo si sono rivelate inefficaci, nulla è cambiato ad oggi nell’insediamento sulla via Tiberina e i tempi del suo superamento risultano indefiniti.
Nel frattempo, ciò che preoccupa Associazione 21 luglio è la lievitazione delle spese per la manutenzione degli insediamenti. Nel mese di giugno è stata pubblicata la gara pubblica per i lavori di manutenzione ordinaria nei “villaggi rom” per un importo totale di circa 600.000 euro mentre nei giorni scorsi è stato reso pubblico il bando per lo svuotamento delle vasche di accumulo dei “villaggi attrezzati” per un impegno di spesa massimo di 2.800.000 euro.
Secondo Associazione 21 luglio la strada verso il superamento dei “campi rom” è rimasta nei proclami ma nei fatti è lontana dall’essere intrapresa. Giace ancora in Campidoglio la delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi rom presentata dal Comitato Accogliamoci e sottoscritta da più di 6.000 cittadini romani. La delibera era stata portata nell’aula del Consiglio Comunale per la sua discussione il 30 marzo 2017. Non era stata votata per consentire un dialogo tra le autorità capitoline e i rappresentanti del Comitato ma il presidente d’Aula, Marcello De Vito si era impegnato, entro i tre mesi successivi, a calendarizzarla per la sua votazione.
«Il tempo è scaduto da parecchio – afferma Associazione 21 luglio – e i fatti ci dicono due cose: il Piano rom della Giunta Raggi è stato sino ad ora un fallimento, 6.000 cittadini romani hanno proposto un Piano alternativo che l’Assemblea Capitolina ha il compito di discutere e votare. Ci appelliamo quindi al presidente Marcello De Vito – prosegue – perché la delibera per il superamento dei campi rom venga al più presto calendarizzata. Essa potrebbe ad oggi rappresentare l’unica via di uscita da un’impasse nel quale è affondata l’intera questione rom nella Capitale».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
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sgomberi forzati

Il ritorno delle ruspe: nuovo brief sugli sgomberi forzati a Roma

A Roma negli ultimi 8 mesi gli sgomberi forzati verso i rom sono aumentati del 133%. Associazione 21 luglio: «Servono provvedimenti sociali abbandonando l’approccio sicuritario».

ROMA –  12/7/2017. Nella Capitale le ruspe sono tornate in piena attività. Lo dicono i dati raccolti nell’ultimo report di Associazione 21 luglio – “Il ritorno delle ruspe. Briefing sui recenti sgomberi forzati nei confronti di rom e migranti in transito nella città di Roma” – che riportano un incremento degli sgomberi forzati pari al 133% negli ultimi otto mesi (1° novembre 2016 – 30 giugno 2017) rispetto agli otto precedenti.

In pieno contrasto con quanto raccomandato dagli enti internazionali di monitoraggio sui diritti umani, gli sgomberi forzati continuano ad annoverarsi tra le principali violazioni che colpiscono le comunità più vulnerabili, quelle che quotidianamente vivono segregazione e discriminazione.
Secondo il monitoraggio quotidiano di Associazione 21 luglio nel periodo di riferimento, sono stati 28 solo quelli che hanno coinvolto le comunità rom, una media mensile pari a 3,5 sgomberi, numero nettamente superiore rispetto a quello registrato negli otto mesi precedenti e pari a 1,5. Il picco delle azioni è stato riportato nel Municipio XI per una cifra complessiva di 6 sgomberi. Il numero stimato di persone coinvolte è di 478 unità per un costo totale di circa 600.000 euro.
Tutto questo a fronte di un numero davvero esiguo di persone rom che vivono in insediamenti informali nella Capitale. Se nell’ultimo quinquennio il numero era quantificato intorno alle 2.200/2.500 unità, oggi il numero non supera le 1.000 unità. Il calo è giustificato in minima parte da rientri nel Paese i origine o da spostamenti in altri Paesi Europei, ma è spiegato soprattutto dal passaggio dall’insediamento informale a strutture industriali occupate senza titolo. In una città che ha 2,9 milioni di abitanti, dunque, i rom che vivono in insediamenti informali costituiscono solo lo 0,03% della popolazione.
Un’altra importante cartina di tornasole che evidenzia la necessità di strutturare e programmare politiche abitative inclusive è rappresentata dalla situazione dei migranti transitanti che, privi di assistenza pubblica, sono presenti nel quartiere Tiburtino.
Solo nel periodo 15 aprile –  30 giugno sono stati 5 gli sgomberi forzati dei transitanti collocati a ridosso della Stazione Tiburtina, hanno coinvolto una media di 120 persone, tra cui anche minori, e hanno comportato la distruzione di tende da campeggio, sacchi a pelo e lenzuola donate da privati cittadini.
In relazione alle recenti azioni di sgombero forzato organizzate nei confronti delle comunità rom presenti negli insediamenti informali e dei gruppi di migranti transitanti, Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione perché le stesse violano gli obblighi assunti dall’Italia sui diritti umani.
«È necessario abbandonare l’approccio sicuritario e strutturare una programmazione politica e sociale che includa quanti risiedono negli insediamenti informali della Capitale – raccomanda Associazione 21 luglio Onlus  – altrimenti si rischia di inaugurare una nuova stagione di ostilità e tensione sociale che, con una campagna elettorale alle porte, potrebbe rappresentare il combustibile ideale per il suo propagarsi  e il suo degenerare in azioni incontrollate».
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