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Il ritorno delle ruspe: nuovo brief sugli sgomberi forzati a Roma

A Roma negli ultimi 8 mesi gli sgomberi forzati verso i rom sono aumentati del 133%. Associazione 21 luglio: «Servono provvedimenti sociali abbandonando l’approccio sicuritario».

ROMA –  12/7/2017. Nella Capitale le ruspe sono tornate in piena attività. Lo dicono i dati raccolti nell’ultimo report di Associazione 21 luglio – “Il ritorno delle ruspe. Briefing sui recenti sgomberi forzati nei confronti di rom e migranti in transito nella città di Roma” – che riportano un incremento degli sgomberi forzati pari al 133% negli ultimi otto mesi (1° novembre 2017 – 30 giugno 2017) rispetto agli otto precedenti.

In pieno contrasto con quanto raccomandato dagli enti internazionali di monitoraggio sui diritti umani, gli sgomberi forzati continuano ad annoverarsi tra le principali violazioni che colpiscono le comunità più vulnerabili, quelle che quotidianamente vivono segregazione e discriminazione.

Secondo il monitoraggio quotidiano di Associazione 21 luglio nel periodo di riferimento, sono stati 28 solo quelli che hanno coinvolto le comunità rom, una media mensile pari a 3,5 sgomberi, numero nettamente superiore rispetto a quello registrato negli otto mesi precedenti e pari a 1,5. Il picco delle azioni è stato riportato nel Municipio XI per una cifra complessiva di 6 sgomberi. Il numero stimato di persone coinvolte è di 478 unità per un costo totale di circa 600.000 euro.

Tutto questo a fronte di un numero davvero esiguo di persone rom che vivono in insediamenti informali nella Capitale. Se nell’ultimo quinquennio il numero era quantificato intorno alle 2.200/2.500 unità, oggi il numero non supera le 1.000 unità. Il calo è giustificato in minima parte da rientri nel Paese i origine o da spostamenti in altri Paesi Europei, ma è spiegato soprattutto dal passaggio dall’insediamento informale a strutture industriali occupate senza titolo. In una città che ha 2,9 milioni di abitanti, dunque, i rom che vivono in insediamenti informali costituiscono solo lo 0,03% della popolazione.

Un’altra importante cartina di tornasole che evidenzia la necessità di strutturare e programmare politiche abitative inclusive è rappresentata dalla situazione dei migranti transitanti che, privi di assistenza pubblica, sono presenti nel quartiere Tiburtino.
Solo nel periodo 15 aprile –  30 giugno sono stati 5 gli sgomberi forzati dei transitanti collocati a ridosso della Stazione Tiburtina, hanno coinvolto una media di 120 persone, tra cui anche minori, e hanno comportato la distruzione di tende da campeggio, sacchi a pelo e lenzuola donate da privati cittadini.

In relazione alle recenti azioni di sgombero forzato organizzate nei confronti delle comunità rom presenti negli insediamenti informali e dei gruppi di migranti transitanti, Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione perché le stesse violano gli obblighi assunti dall’Italia sui diritti umani.

«È necessario abbandonare l’approccio sicuritario e strutturare una programmazione politica e sociale che includa quanti risiedono negli insediamenti informali della Capitale – raccomanda Associazione 21 luglio Onlus  – altrimenti si rischia di inaugurare una nuova stagione di ostilità e tensione sociale che, con una campagna elettorale alle porte, potrebbe rappresentare il combustibile ideale per il suo propagarsi  e il suo degenerare in azioni incontrollate».

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Elena Risi
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