Archivio per anno: 2013

Agenda ROM e SINTI. Dall'ossessione securitaria alla solidarietà responsabile. Sei punti per voltare pagina a Roma (gennaio 2013)

Presentata pubblicamente dall’Associazione 21 luglio lo scorso 22 gennaio, l’Agenda rom e sinti rappresenta una “carta di impegno” che definisce i principi essenziali per mutare radicalmente le politiche verso rom e sinti nella Capitale. Si pone infatti l’obiettivo, nell’arco temporale di cinque anni, di chiudere gli 8 «villaggi attrezzati» di Roma.
Il documento è curato dai migliori esperti nazionali e sottoscritto da 40 intellettuali romani, dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dalla Federazione Romanì. Tra gli aderenti, anche European Roma Rights Centre, la principale organizzazione europea per i diritti delle comunità rom.
Scarica l’Agenda ROM e SINTI

Campagna video "Rom, cittadini dell'Italia che verrà"

L’Associazione 21 luglio lancia la campagna video “Rom, cittadini dell’Italia che verrà”, per mostrare e raccontare l’esistenza quotidiana di rom che sono positivamente inseriti nel tessuto sociale e che vivono in abitazioni convenzionali. I protagonisti dei video sono bambini che vanno a scuola, una donna che fa l’infermiera, un ragazzo che lavora in un bar. Ci si trova di fronte insomma a persone che conducono una vita lontanissima dagli stereotipi.

I video ci ricordano che su 170.000 rom presenti in Italia, solo un quinto vive nei campi. Gli altri vivono in abitazioni convenzionali, svolgendo un regolare lavoro.

Il primo video della campagna racconta la storia di Leo e Alex:

Due esposti all’Ordine dei Giornalisti per articoli de Il Mattino e Il Giornale

Lo scorso 8 novembre, l’Osservatorio 21 luglio (Osservatorio nazionale sulle frasi di incitamento all’odio e alla discriminazione), aveva rilevato sul quotidiano Il Giornale un articolo che riprendeva in maniera strumentalmente fuorviante il dibattito avvenuto in seno all’amministrazione di Milano sulle politiche rivolte alla popolazione rom, descrivendola come destinataria di svariati privilegi e trasmettendo il messaggio che ad essa vengano riservati trattamenti preferenziali al di sopra della legge.

Un’ulteriore ricerca ha permesso di rintracciare un precedente articolo in cui la stessa firma generalizzava e proponeva un’immagine criminosa di tutte le persone sinte e rom presenti sul territorio, contribuendo così alla diffusione di un clima di allarme sociale e di ostilità basato meramente su ipotesi e pregiudizi.

Un mese dopo, il quotidiano di Napoli Il Mattino proponeva due articoli inerenti un fatto di cronaca nera nei quali, senza alcuna prova, si insisteva ripetutamente sull’appartenenza del colpevole alla comunità rom, arrivando addirittura, sempre per mezzo di congetture e generalizzazioni dettate dal pregiudizio, ad attribuire al presunto colpevole, in quanto rom, altri fatti criminosi.

L’Associazione 21 luglio ritiene che entrambe le testate si siano rese catalizzatrici del pregiudizio e dello stereotipo anti-rom, contribuendo all’ulteriore stigmatizzazione della minoranza più discriminata d’Italia. Queste condotte, da parte di professionisti dell’informazione, non solo contravvengono ai principi contenuti nei vari strumenti deontologici tra cui la Carta di Roma, ma dimostrano anche una grave irresponsabilità e una totale carenza di riflessione sul potenziale che hanno le parole nel fomentare un insano clima di odio ed emarginazione.

Nel solo mese di dicembre 2012, l’Osservatorio dell’Associazione 21 luglio, in riferimento alle comunità rom e sinte, aveva rilevato 103 casi di informazione scorretta e 35 casi di incitamento all’odio e alla discriminazione. 

Secondo l’Associazione 21 luglio, questa tendenza è particolarmente presente nel periodo pre-elettorale e sta alimentando e consolidando un diffuso antiziganismo, che finisce per intralciare e allontanare l’attenzione dell’opinione pubblica da un dibattito ormai improrogabile: quello sulla necessità e sui modi di politiche di inclusione concrete e sostenibili.

(12 gennaio 2013)

Articoli collegati:

2 gennaio 2013 – Esposto all’Ordine per due articoli de Il Giornale

10 dicembre 2012 – Pubblicati i dati dei primi mesi di attività dell’Osservatorio 21 luglio: istituzioni e media diffondono ostilità verso rom e sinti

12 gennaio 2013 – Nel periodo pre-elettorale in Italia si sta consolidando un diffuso antiziganismo.Ass.21 luglio rileva gravi violazioni nelle pagine dei quotidiani Il Giornale e Il Mattino e invia esposti a Ordine giornalisti di Lombardia e Campania

Con due esposti, l’Associazione 21 luglio ha sottoposto al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e della Campania alcuni articoli riportati da “Il Giornale” e “Il Mattino” chiedendo un’attenta disanima alla luce dei doveri deontologici e della legislazione in materia di istigazione alla violenza e di antidiscriminazione.

Lo scorso 8 novembre, l’Osservatorio 21 luglio (Osservatorio nazionale sulle frasi di incitamento all’odio e alla discriminazione), aveva rilevato sul quotidiano Il Giornale un articolo dal titolo: «Dopo le agevolazioni per la casa anche un lavoro sicuro per i rom», che riprendeva in maniera strumentalmente fuorviante il dibattito avvenuto in seno all’amministrazione di Milano sulle politiche rivolte alla popolazione rom, descrivendola come destinataria di svariati privilegi e trasmettendo il messaggio che ad essa vengano riservati trattamenti preferenziali al di sopra della legge. Un’ulteriore ricerca ha permesso di rintracciare un precedente articolo in cui la stessa firma generalizzava e proponeva un’immagine criminosa di tutte le persone sinte e rom presenti sul territorio, contribuendo così alla diffusione di un clima di allarme sociale e di ostilità basato meramente su ipotesi e pregiudizi.

Un mese dopo il quotidiano di Napoli Il Mattino proponeva due articoli inerenti un fatto di cronaca nera nei quali, senza alcuna prova, si insisteva ripetutamente sull’appartenenza del colpevole alla comunità rom, arrivando addirittura, sempre per mezzo di congetture e generalizzazioni dettate dal pregiudizio, ad attribuire al presunto colpevole, in quanto rom, altri fatti criminosi.

Secondo l’Associazione 21 luglio: «Entrambe le testate si sono rese catalizzatrici del pregiudizio e dello stereotipo anti-rom, contribuendo all’ulteriore stigmatizzazione della minoranza più discriminata d’Italia. Queste condotte, da parte di professionisti dell’informazione, non solo contravvengono ai principi contenuti nei vari strumenti deontologici tra cui figura anche la Carta di Roma, ma dimostrano anche una grave irresponsabilità e una totale carenza di riflessione sul potenziale che hanno le parole nel fomentare un insano clima di odio ed emarginazione».

Nel solo mese di dicembre 2012 l’Osservatorio dell’Associazione 21 luglio, in riferimento alle comunità rom e sinte, aveva rilevato 103 casi di informazione scorretta e 35 casi di incitamento all’odio e alla discriminazione. «Tale tendenza – sostiene l’Associazione – particolarmente presente nel periodo pre-elettorale sta alimentando e consolidando un diffuso antiziganismo che finisce per intralciare e allontanare l’attenzione dell’opinione pubblica da un dibattito ormai improrogabile: quello sulla necessità e sui modi di politiche di inclusione concrete e sostenibili».

Presentazione di AGENDA ROM

Immagine-Agenda-rom piccoloMartedì 22 gennaio alle ore 14,00 a Roma, presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana in Corso Vittorio Emanuele II, 349 verrà presentata dall’Associazione 21 luglio “AGENDA ROM. Dall’ossessione securitaria alla solidarietà responsabile: 6 punti per voltare pagina a Roma”.

Il documento, curato dai migliori esperti nazionali e sottoscritto da 40 intellettuali romani, rappresenta una “carta di impegno” che definisce i principi essenziali per mutare radicalmente le politiche verso rom e sinti nella Capitale.

L’AGENDA ROM si pone l’obiettivo, nell’arco temporale di cinque anni, di chiudere gli 8 «villaggi attrezzati» di Roma e verrà sottoposta, da qui alle elezioni comunali, alle forze politiche, ai candidati sindaci e ai rappresentanti del terzo settore, al fine di richiedere una formale adesione.

Per informazioni: segreteria@21luglio.org

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Consigliere di Trapani propone servizio bus per soli immigrati. L’Ass. 21 luglio chiede rettifica riservandosi azioni legali

Vassallo riferisce  di «comportamenti poco civili adottati dagli immigrati, che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciare presagire, primo o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli».

Secondo l’Associazione 21 luglio, dichiarazioni di tale tenore appaiono estremamente gravi, poiché sembrano richiamare esplicitamente la politica dell’apartheid. Il “crimine dell’apartheid”, come definito dalle Nazioni Unite nella Convenzione Internazionale sull’Eliminazione e la Repressione del Crimine dell’Apartheid, infatti, comprende politiche e pratiche di segregazione e discriminazione razziale, tra cui l’adozione di misure miranti a dividere la popolazione secondo criteri razziali.

Il 6 gennaio, in una nota, Vassallo ha cercato di chiarire affermando di aver voluto porre in risalto una problematica di grande valenza sociale, purtroppo spesso trascurata, guardandola più dalla parte dei cittadini trapanesi che da quella degli immigrati.

In una lettera inviata oggi al consigliere, l’Associazione 21 luglio scrive che «una proposta di tale tenore si pone in netto contrasto con la normativa internazionale, comunitaria e nazionale in tema di divieto di discriminazione razziale». L’Associazione invita pertanto Andrea Vassallo a fornire maggiori spiegazioni in merito e nel caso a provvedere a fornire una rettifica ufficiale, anche sul sito del Comune di Trapani, che chiarisca definitivamente la posizione adottata.
L’Associazione si riserva, qualora la risposta del consigliere si rivelasse non esaustiva, di adire di fronte alle competenti autorità giudiziarie.

(7 gennaio 2013)  

 

Logo-Osservatorio-150x89-pixelVai al sito dell’Osservatorio 21 luglio, osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale

7 gennaio 2013 – Il consigliere di Trapani richiama “la politica dell’apartheid” proponendo l’istituzione di un servizio di autobus per soli immigrati. L’Associazione 21 luglio chiede una rettifica ufficiale riservandosi azioni legali

Il 2 gennaio 2013 il presidente della VI Commissione del Comune di Trapani Andrea Vassallo ha diramato un comunicato stampa in cui ha rappresentato «le numerose lamentele degli abituali viaggiatori indigeni» di una specifica tratta di trasporto pubblico urbano, «i quali riferiscono di comportamenti poco civili adottati dagli immigrati, che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciare presagire, primo o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli. Opportuno sarebbe – continua il consigliere – valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato ad essi, da sottoporre a controllo da parte della polizia».

Secondo l’Associazione 21 luglio, dichiarazioni di tale tenore appaiono estremamente gravi, poiché sembrano richiamare esplicitamente la politica dell’apartheid. Il “crimine dell’apartheid”, come definito dalle Nazioni Unite nella Convenzione Internazionale sull’Eliminazione e la Repressione del Crimine dell’Apartheid, infatti, comprende politiche e pratiche di segregazione e discriminazione razziale, tra cui l’adozione di misure miranti a dividere la popolazione secondo criteri razziali.

Il 6 gennaio, in una nota, il consigliere Andrea Vassallo ha cercato di chiarire affermando: «ho voluto porre in risalto, e probabilmente con forza eccessiva, una problematica di grande valenza sociale, purtroppo spesso trascurata, guardandola però più dalla parte dei cittadini trapanesi che da quella degli extra-comunitari».

In una lettera inviata oggi al consigliere, l’Associazione 21 luglio scrive che: «Una proposta di tale tenore si pone in netto contrasto con la normativa internazionale, comunitaria e nazionale in tema di divieto di discriminazione razziale». L’Associazione invita pertanto Andrea Vassallo «a fornire maggiori spiegazioni in merito e nel caso a provvedere a fornire una rettifica ufficiale, ivi compresa sul sito del Comune di Trapani, che chiarisca definitivamente la posizione adottata da Lei e dalla VI Commissione Consiliare». L’Associazione si riserva, qualora la risposta del consigliere si rivelasse non esaustiva, di adire di fronte alle competenti autorità giudiziarie.

Allontanamento coatto di cittadini rom da strutture di accoglienza. L'Associazione 21 luglio scrive a Roma Capitale

In piena campagna elettorale, mentre continuano gli sgomberi nella Capitale, nella lettera si invitano i destinatari a liberare «da persone e cose gli spazi precedentemente assegnati. Nel caso in cui non si ottemperi spontaneamente a quanto prescritto, è affidato al competente UOSPE (…) il compito di procedere al suo allontanamento e allo sgombero nella data indicata».

L’Associazione 21 luglio ha verificato nei giorni scorsi come tra i 19 ospiti ci siano soggetti in particolare condizione di fragilità: un uomo ricoverato nei giorni scorsi nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I, una persona iscritta nella categoria degli invalidi civili con un riconosciuto 50% di invalidità, una donna in stato di gravidanza, una giovanissima coppia di diciottenni. Per tale ragione, l’Associazione, con una lettera inviata al direttore del Dipartimento XIV di Roma Capitale, ha chiesto almeno di voler accogliere la richiesta avanzata dagli ospiti di concedere ai nuclei familiari un tempo congruo per poter lasciare spontaneamente la struttura di via Salaria.

Sono centinaia i rom provenienti dall’insediamento informale di Casilino 900 e da altri insediamenti sgomberati (Centocelle, Labaro, via Papiria, via Naide e via Da Meta) ospitati dal mese di novembre 2009 dal Comune di Roma nell’ex cartiera di via Salaria, 971. Da più di tre anni vi vivono stabilmente più di 100 nuclei familiari, poco meno di 400 persone.
Fra il dicembre 2011 e il gennaio 2012, personale incaricato dal Comune di Roma aveva effettuato interviste agli ospiti rom presenti all’interno del centro di accoglienza. Nei giorni successivi la vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, aveva dichiarato: «Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l’allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria. Ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo».

Secondo l’Associazione 21 luglio, dall’inizio del Piano Nomadi si assiste ad un cinico “gioco dell’oca”. Vengono utilizzati soldi pubblici, prima per sgomberare i cittadini rom da un punto all’altro della città, poi ad alcuni di loro si offre assistenza in strutture inadeguate ed infine agli stessi si intima di tornare sulla strada. Sfugge il senso logico di un Piano Nomadi che non è diventato altro che lo specchio di una schizofrenia che ha investito gli amministratori locali, proiettati a barattare il facile consenso con operazioni di facciata, piuttosto che interessati a risolvere i problemi reali dei cittadini, rom e non rom, presenti nella città.

L’Associazione 21 luglio metterà in atto tutte le azioni più appropriate per evitare che a Roma, da qui ai prossimi mesi, il consenso elettorale venga investito su azioni che, in nome della sicurezza, scarichino il malessere sociale sull’esistenza delle categorie più deboli e meno tutelate.

(4 gennaio 2013)

 

lettera-scozzafavaLeggi la lettera inviata a Angelo Scozzafava, Direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale

 

 

la-casa-di-carta2Guarda il video “La casa di carta: il centro di raccolta rom” (maggio 2011)

4 gennaio 2013 – Lettera a Angelo Scozzafava, Direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale

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4 gennaio 2013 – Allontanamento coatto di cittadini rom da strutture di assistenza. Associazione 21 luglio: «Schizofrenia politica,soldi pubblici spesi per violare diritti umani e per spostare le famiglie rom in un cinico gioco dell’oca»

Dal novembre 2009 centinaia di rom provenienti dall’insediamento informale di Casilino 900 e da altri insediamenti sgomberati (Centocelle, Labaro, via Papiria, via Naide e via Da Meta) sono ospitati dal Comune di Roma nell’ex cartiera di via Salaria, 971. Da più di tre anni vi vivono stabilmente più di 100 nuclei familiari, poco meno di 400 persone. Fra il dicembre 2011 e il gennaio 2012, personale incaricato dal Comune di Roma ha effettuato interviste agli ospiti rom presenti all’interno del centro di accoglienza. Nei giorni successivi la vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, ha dichiarato: «Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l’allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria. Ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo».

In piena campagna elettorale, mentre continuano gli sgomberi nella Capitale, il 31 dicembre 2012 a 19 ospiti della struttura è stata notificata una lettera del Comune di Roma, in cui i soggetti sono stati «invitati a lasciare la struttura entro la data di venerdi 04 gennaio 2013, liberando da persone e cose gli spazi precedentemente assegnati. Nel caso in cui non si ottemperi spontaneamente a quanto prescritto, è affidato al competente UOSPE in indirizzo il compito di procedere al suo allontanamento e allo sgombero nella data indicata».

L’Associazione 21 luglio ha verificato nei giorni scorsi come tra i 19 ospiti ci siano soggetti in particolare condizione di fragilità: un uomo ricoverato nei giorni scorsi nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I, una persona iscritta nella categoria degli invalidi civili con un riconosciuto 50% di invalidità, una donna in stato di gravidanza, una giovanissima coppia di diciottenni. Per tale ragione, l’Associazione, con una lettera inviata al direttore del Dipartimento XIV di Roma Capitale, ha chiesto almeno di voler accogliere la richiesta avanzata dagli ospiti per concedere ai nuclei familiari un congruo tempo al fine poter lasciare spontaneamente la struttura di via Salaria.

«Dall’inizio del Piano Nomadi – dichiara l’Associazione 21 luglio – si assiste ad un cinico “gioco dell’oca” in cui vengono utilizzati soldi pubblici, prima per sgomberare i cittadini rom da un punto all’altro della città, poi ad alcuni di loro si offre assistenza in strutture inadeguate ed infine agli stessi gli si intima di tornare sulla strada. Sfugge il senso logico di un Piano Nomadi che non è diventato altro che lo specchio di una schizofrenia che ha investito gli amministratori locali, proiettati a barattare il facile consenso con operazioni di facciata, piuttosto che interessati a risolvere i problemi reali dei cittadini, rom e non rom, presenti nella città».
«L’Associazione 21 luglio metterà in atto tutte le azioni più appropriate per evitare che a Roma, da qui ai prossimi mesi, il consenso elettorale venga investito su azioni che, in nome della sicurezza, scarichino il malessere sociale sull’esistenza delle categorie più deboli e meno tutelate».

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