Archivio per anno: 2015

Associazione 21 luglio, Amnesty International Sezione Italiana e ERRC aprono le iscrizioni per la 3a edizione del Corso per attivisti rom e sinti

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Associazione 21 luglio, Amnesty International Sezione Italiana e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) invitano tutti gli interessati a presentare la propria candidatura per la 3a edizione del Corso di formazione per attivisti rom e sinti.
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti è rivolto a giovani rom e sinti, studenti o attivisti, di tutta Italia. Il Corso rappresenta un’eccellente occasione di scambio, confronto di idee ed esperienze, spunti di dibattito e di azione per i partecipanti.
Il Corso avrà una durata complessiva di 56h, suddivise in lezioni frontali che forniranno ai partecipanti le nozioni base, e in laboratori, dove i concetti teorici verranno messi in pratica.
Il programma comprenderà i seguenti argomenti:
1) I diritti umani: concetto, principi e strumenti;
2) La percezione dei rom in Italia: pregiudizi e stereotipi;
3) Il diritto a un alloggio adeguato;
4) La discriminazione;
5) Il genere;
6) La comunicazione: strumenti utili per gli attivisti;
7) Il campaigning: ideare e attuare una campagna per ottenere un cambiamento;
8) L’attivismo: organizzare e coinvolgere la comunità;
9) L’advocacy: strategie di pressione sulle autorità a livello locale, nazionale e internazionale;
10) La creazione di una organizzazione/associazione rom.
Lo scopo principale del Corso è la formazione di giovani rom e sinti che siano attivi e consapevoli, e che possano utilizzare gli strumenti e i meccanismi nazionali, regionali e internazionali per tutelare i loro diritti umani come singoli e quelli delle loro comunità, e lottare contro ogni forma di discriminazione.
Le selezione dei 12 corsisti che seguiranno l’intero percorso formativo avverrà a inizio aprile. I 12 candidati selezionati parteciperanno a una settimana di incontri formativi, in modalità residenziale
dal 25 aprile al 03 maggio 2015 a Roma.
I costi di viaggio, vitto e alloggio per i 12 corsisti selezionati sono totalmente a carico degli organizzatori.
Al termine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e i più meritevoli avranno la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito della durata di 3 mesi presso la sede dell’Associazione 21 luglio a Roma. I restanti verranno assistiti e supportati nella ricerca e nella candidatura per altre posizioni di stage presso organizzazioni e/o enti.
Obiettivi del Corso:
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti fa parte del programma dell’Associazione 21 luglio, di Amnesty International Sezione Italiana e dell’ERRC per sostenere e promuovere la cittadinanza attiva all’interno delle comunità rom e sinte in Italia. Gli obiettivi primari del corso sono:
• creare consapevolezza nei giovani rom e sinti riguardo i loro diritti come individui e come parte di una minoranza;
• sviluppare le loro conoscenze sugli strumenti di protezione e promozione dei diritti umani e di lotta contro la discriminazione a livello nazionale (legislazione nazionale), regionale (Trattati Europei, altri meccanismi del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea) e internazionale (Trattati e meccanismi delle Nazioni Unite);
• rafforzare le capacità di monitoraggio, denuncia e difesa contro le violazioni dei diritti umani al fine di essere in grado di reagire immediatamente in caso di violazioni dei diritti umani delle comunità rom e sinte;
• aumentare le abilità di mettere in pratica i concetti appresi all’interno delle organizzazioni e delle comunità;
• promuovere una rete di giovani attivisti rom e sinti in Italia che possa agire attivamente all’interno delle comunità e nei rapporti tra queste e l’esterno, sia tramite il rafforzamento dei legami con la società civile e con le organizzazioni rom/non rom, sia attraverso la creazione di azioni che coinvolgano le comunità nella lotta per i loro diritti.
Requisiti:
I candidati dovranno:
• possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta (il corso prevede la lettura di documenti e materiale didattico);
• avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni;
• possedere almeno un diploma di scuola media;
• dimostrare di essere individui attivi all’interno delle rispettive comunità;
• essere molto motivati e interessati alle tematiche trattate.
Si consiglia vivamente anche ai candidati che non dovessero soddisfare uno dei requisiti relativi all’età e alla formazione scolastica, ma che fossero molto motivati, di inoltrare la domanda di iscrizione. La loro domanda verrà comunque accettata con riserva e valutata attentamente dal comitato selezionatore.
Associazione 21 luglio, Amnesty International Sezione Italiana e ERRC attribuiscono particolare valore e importanza alle candidature provenienti da membri delle comunità rom e sinte in Italia, in particolare ragazze e donne.
Procedura per la presentazione delle domande:
I candidati dovranno presentare quanto segue per poter partecipare al Corso:
1. Modulo di iscrizione compilato – Clicca QUI
2. Curriculum Vitae (MAX 2 Pagg);
3. Lettera di presentazione da parte di un insegnante, professore, presidente o esponente di un’organizzazione, datore di lavoro o leader religioso che sia a conoscenza del lavoro del candidato e del suo impegno nel campo dei diritti di rom e sinti. La lettera dovrà spiegare la natura della relazione con il candidato, la durata della conoscenza reciproca ed evidenziare i principali motivi che rendono il candidato adatto a partecipare al Corso di formazione per attivisti rom e sinti.
Tutte le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, dovranno essere presentate tassativamente entro il 31 marzo 2015. Si invitano cordialmente i candidati a presentare le proprie domande di partecipazione prima di tale scadenza.
Le domande di iscrizione complete dovranno essere inviate per e-mail, come allegato, all’indirizzo attivismo@21luglio.org con oggetto: Corso di formazione attivisti rom/sinti – Nome Cognome
Oppure consegnate a mano, dopo aver contattato l’Associazione 21 luglio al numero 329 86 97 929, entro le ore 12 del 31 marzo 2015.
Le domande di iscrizione incomplete o pervenute in ritardo NON verranno prese in considerazione.
A causa dell’alto numero di candidature normalmente riscontrate, ci scusiamo di non potere fornire una risposta individuale a tutti. Qualora non si fosse contattati nell’arco di due settimane successive alla data indicata per il termine del bando, si prega di considerare ciò quale riscontro non positivo alla candidatura stessa. Si assicura infine il rispetto del trattamento dati sensibili a norma del Decreto Legislativo 196/2003.
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Articolo anti rom, l'Odg Lombardia apre procedimento disciplinare su Mario Giordano

L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Mario Giordano, attuale direttore del TG 4, in merito a un suo articolo dal titolo “Essere rom è una giustificazione per uccidere” pubblicato sul quotidiano Libero il 17 maggio 2013.
La decisione giunge in seguito a un esposto presentato all’ordine lombardo da Associazione 21 luglio e Naga, secondo le quali, nell’articolo, l’autore si è discostato dall’obbligo deontologico di attenersi alla verità accertata dei fatti, pubblicando congetture di carattere discriminatorio fondate su base etnica.
L’articolo di Giordano fa riferimento alla sentenza di primo grado pronunciata nei confronti di Remi Nicolic, il ragazzo rom minorenne accusato dell’omicidio volontario del vigile urbano Nicolò Savarino, nel gennaio 2012. In quella sede, i giudici stabilirono la condanna a 15 anni per il ragazzo, che durante il fatto era alla guida di un Suv, concedendogli le attenuanti generiche.
Così, su Libero, l’editorialista Mario Giordano commentava l’accaduto: «Sei uno sbandato? Attenuante generica. Vivi in una famiglia di ladri? Attenuante generica. Rubi? Attenuante generica. L’unica scuola che conosci è quella del crimine? Attenuante generica. Il Tribunale di Milano ci ha finalmente chiarito la sua visione del mondo: il delinquentello che vive ai margini della società va capito e aiutato, il cittadino normale che ogni mattina timbra il cartellino e lavora tutto il giorno, senza rubare, per dire, nemmeno un portafogli, al contrario va trattato con la massima severità».
«Attenuanti generiche per il rom che ha ucciso il vigile, attenuanti generiche per i ladri, i banditi, gli spacciatori, quelli che vivono nei campi nomadi, quelli che sopravvivono d’espedienti. Attenuanti generiche per tutti i delinquenti», proseguiva Giordano nel suo articolo.
Secondo Associazione 21 luglio e Naga, dalle parole del giornalista sembra che i giudici abbiano concesso le attenuanti generiche non perché il ragazzo era minorenne e non aveva precedenti penali rilevanti, ma perché rom e quindi delinquente.
L’articolo, inoltre, trasmette un’immagine criminosa di un intero gruppo di persone ed è lesiva della dignità delle persone rom nel loro insieme, sostengono le due associazioni.
L’autore del pezzo, che non ha risparmiato l’uso di termini dispregiativi verso i rom, ha infine dato ampio spazio a dichiarazioni di carattere congetturale e generalizzante, senza evidenziarle come pure e semplici supposizioni, contribuendo così a diffondere allarme sociale e incitare all’odio e alla discriminazione.
Con l’apertura del procedimento disciplinare nei confronti di Giordano, in seguito all’esposto di Associazione 21 luglio e Naga, il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dovrà ora verificare le violazioni delle norme deontologiche relative alla professione giornalistica da parte dell’ex editorialista di Libero, con particolare riguardo al dovere di non discriminare per ragioni di razza e di fare riferimento all’etnia solo in caso di rilevante interesse pubblico e a condizione che non sia né discriminatorio né ingiurioso.

Regolarizzazioni, residenza e superamento dei campi rom

Venerdì 13 febbraio 2015 – presso SpazioQuattro, in via Saccarelli 18, Torino, a partire dalle ore 17 – l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI), la Cooperativa Animazione Valdocco, Zalab e l’Associazione 21 luglio organizzano l’evento “Regolarizzazioni, residenza e superamento dei campi rom”.
Il programma
ore 17: Introduzione musicale con “Porumbeii de aur
ore 17.30: Proiezione del documentario “Container 158”. La vita nel campo rom più grande d’Europa. Di Stefano Liberti ed Enrico Parenti
ore 18.30: La condizione sociale e giuridica dei rom in Italia- Carlo Stasolla, Associazione 21 luglio
ore 19: Incontro/dibattito “Regolarizzazioni e residenza nel percorso di superamento dei campi rom”, a cura di ASGI e Cooperativa Animazione Valdocco
ore 20: Chiusura musicale con “Porumbeii de aur
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«Basta odio e paura». Giovani attivisti rom e sinti scrivono ai media

Pubblichiamo la lettera aperta ai media italiani inviata da undici giovani attivisti rom e sinti.
 
Siamo un gruppo di ragazze e ragazzi, Rom e Sinti. Alcuni di noi sono italiani, altri provengono da vari paesi europei, altri ancora sono nati in Italia ma di fatto sono sempre stranieri grazie all’accoglienza burocratica del nostro paese.
Tutti noi crediamo nell’onestà, nella giustizia, nei diritti e nei doveri di ogni essere umano; noi ci stiamo impegnando e formando come attivisti per dare voce al nostro popolo, fin ora rimasto legato e imbavagliato.
Vogliamo esprimervi una sensazione che stiamo vivendo in questo periodo, la sensazione si chiama PAURA. Sì paura, perché sono giorni, forse oramai mesi, che tv e giornali ci bombardano con messaggi che sostanzialmente dicono: “i Rom e i Sinti rubano, sono TUTTI delinquenti, vogliono vivere ai margini della società in baracche fatiscenti, non vogliono lavorare e nessuno di loro vuole studiare, ecc.”
Bene, mettendoci nei panni di chi non sa niente di questo antichissimo popolo, inizieremmo a crederci e inizieremmo a non volerli più nella nostra Italia. E se fossimo BAMBINI, che cosa impareremmo? Sicuramente, con un germoglio di odio nel cuore così potente e annaffiato bene tutti i giorni, da grande non solo odieremmo i Rom e i Sinti, ma saremo pronti a ucciderli, non per cattiveria ma per difenderci e per difendere la “Nostra” Italia dai cattivi e sporchi Rom e Sinti.
Il nostro pensiero va a tutti quei bambini che direttamente o indirettamente assimilano concetti senza alcun filtro, tramite i vari talk show, programmi d’intrattenimento e tg, che quotidianamente accompagnano alcuni momenti della giornata dei nostri figli.
LA PAURA è che questi ragazzi, e alcune persone per bene, gradualmente assimilino questi gravi concetti e che da un semplice pregiudizio cresca nel cuore della gente L’ODIO. Questo è un fatto grave, che non deve succedere, sarebbe da irresponsabili non fermarlo.
Quindi chiediamo a tutti i professionisti della comunicazione, di non macchiarsi di questa grave colpa, di non essere complici e artefici dell’istigazione all’ODIO, della PAURA e della distanza tra la gente.
Chiediamo di non essere usati dai vari politici nelle loro finte campagne elettorali, ma chiediamo a loro di agire insieme a “noi” Rom e Sinti per politiche di VERA inclusione sociale compartecipata.
Chiediamo di non essere usati dai vari giornalisti di turno scatenatori di ODIO e PAURA, per fare audience o vendere qualche copia in più.
Chiediamo a tutti i professionisti della comunicazione di ascoltare noi Rom e Sinti, perché abbiamo molte storie da raccontare sulla magnifica cultura millenaria del nostro popolo, così come sulle difficoltà che quotidianamente affrontiamo, nonostante non arrivino mai sulle prime pagine dei giornali.
Chiediamo di discutere con noi i perché di certe realtà e chiediamo di far emergere le fallimentari politiche di ghettizzazione subite da nostro popolo, molte delle quali emerse negli ultimi tempi.
Vostro è l’Onore e il Dovere di raccontare i fatti, voi siete coloro che danno gli strumenti alle masse per capire e agire. Siate portatori di giustizia sociale. Date voce anche alle positività e alle tantissime storie di normalità, oscurate dall’ e nell’ODIO mediatico.
Chiediamo verità.
Chiediamo dignità.
Per il nostro popolo.
Con questa lettera chiediamo ufficialmente il vostro IMPEGNO per fare luce e dare voce al nostro popolo, noi vi offriamo il nostro. Insieme possiamo e dobbiamo scrivere una nuova pagina.
Da oggi è ufficiale, potete contattarci quando volete.
Grazie.
In fede
Lebbiati Fiorello Miguel, sinto, rom, 33 anni, Capannori (Lucca), italiano
Lebbiati Joselito, rom, sinto, 32 anni, S. Alessio (Lucca), italiano
Cavazza Damiano, sinto, Nave Lucca, 32 anni, italiano
Lacatus Lacramioara Gladiola , rom, 21 anni, Roma, rumena
Nedzad Husovic, rom, 24 anni, Roma, nato in Italia ma senza cittadinanza
Raggi Serena, sinta, 26 anni, Bologna, italiana
Barbetta Dolores, rom, 29 anni, Melfi, italiana
Nikolic Ivana, rom, 23 anni, Torino, serba e croata
Dobreva Sead, rom, 32 anni, Rovigo, serbo
Milanovic Sabrina, rom 25 anni, San Nicolo D’Arcidano (OR)
Salkanovic Pamela, rom 17 anni ,nata a Roma, ma senza cittadinanza
INFORMAZIONI DI CONTATTO:
lebbiati.fiorello@gmail.com;  tel. 334/7631636; 340/7954281

Giorno della Memoria: un disegno di legge per ricordare anche lo sterminio dei rom e dei sinti

Includere il riferimento allo sterminio dei rom e dei sinti nella legge che istituisce il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari.
È quanto proposto dai senatori Luigi Manconi, Manuela Serra, Francesco Palermo e altri membri della Commissione Diritti Umani del Senato in un disegno di legge annunciato oggi nel corso dell’evento “Lo sterminio del popolo rom nel nazifascismo e la nuova intolleranza” organizzato dall’Associazione 21 luglio, dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili e dalla stessa Commissione Diritti Umani in occasione della Giornata della Memoria.
Il disegno di legge propone di modificare la legge n. 11 del 20 luglio 2000 istitutiva del Giorno della Memoria introducendo nel titolo e nell’articolato una menzione specifica al Porrajmos, il termine con cui i rom e i sinti indicano il genocidio subito durante la Seconda Guerra Mondiale ad opera della Germania nazista nel quale si stima siano morte oltre 500 mila persone.
Il titolo della legge, nel quale oggi si fa esclusivo riferimento allo sterminio e alle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici, secondo il testo proposto dalla Commissione Diritti Umani del Senato andrebbe modificato in “Istituzione del Giorno della memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei rom, dei sinti e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.
Di conseguenza, l’articolo 1 della stessa legge – si legge nel ddl – cambierebbe così: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘Giorno della Memoria’, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), il Porrajmos (sterminio dei rom e dei sinti), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno slavato vite e protetto i perseguitati”.
La modifica proposta dai senatori della Commissione Diritti Umani è in linea con quanto già indicato, a proposito del Porrajmos, dalla Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom e Sinti adottata dal governo nel 2012.
«Riteniamo il riconoscimento formale del ricordo dello sterminio dei rom e sinti, includendolo esplicitamente nella legge sul Giorno della Memoria, un passo fondamentale e imprescindibile per diffondere conoscenza su un genocidio per troppo tempo rimasto dimenticato nella coscienza collettiva – è il commento dell’Associazione 21 luglio -. Ricordare non soltanto ci permette di restituire dignità alle vittime dello sterminio ma ci deve anche aiutare a non abbassare mai la guardia davanti al germogliare dei semi della nuova intolleranza».
Foto: www.romsintimemory.it

«Il Best House Rom va chiuso immediatamente»

«Nel centro di accoglienza “Best House Rom” è in atto una sistematica violazione dei diritti umani. Circa 300 rom, di cui più della metà minori, vivono in una condizione di segregazione abitativa e sociale. La struttura, priva di finestre e punti luce, va chiusa così come vanno superati i “campi rom” attraverso l’individuazione dei percorsi di inclusione sociale previsti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti in Italia».
Lo affermano, in una nota congiunta, Luigi Manconi e Manuela Serra, della Commissione Diritti Umani del Senato, Carlo Stasolla, dell’Associazione 21 luglio, e il consigliere di Roma Capitale Riccardo Magi, dopo essere tornati oggi al “Best House Rom”, nella periferia est della Capitale.
Alla visita ha preso parte anche l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese che ha definito il centro «un mostro, una bruttura figlia delle proroghe dietro le quali si è insediato il malaffare».
«In questo edifico, in stanze piccolissime dove vivono anche fino a dodici persone, ammassate, ci sono bambini che non possono vedere la luce del sole perché non esistono finestre – ha detto Francesca Danese -. Il centro, che ha costi altissimi per l’amministrazione comunale, oltre 700 euro al mese a persona e che non possiede i requisiti igienico-sanitari, deve essere chiuso. Mi sto preoccupando di trovare un sistema di accoglienza rispettoso dei diritti delle persone e stiamo effettuando un monitoraggio al riguardo. Entro un paio di mesi conto di sistemare tutto».
Il “Best House Rom” è uno dei quattro centri di raccolta, riservati a soli rom, gestiti dal Comune di Roma. Inaugurato nel 2012 per accogliere le famiglie rom sgomberate dagli insediamenti informali, nel dicembre 2013 è stato ampliato per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dall’ex “villaggio attrezzato” di via della Cesarina. Il centro presenta spazi angusti e inadeguati, non ci sono finestre né punti luce per il passaggio dell’aria e della luce naturale all’interno di stanze dove vivono in media cinque persone. Il Comune di Roma ha speso nel 2014 per questa struttura quasi 3 milioni di euro.
Sul “Best House Rom” si era di recente espresso anche il sindaco Ignazio Marino, in una lettera indirizzata a Carlo Stasolla e a Riccardo Magi, che avevano iniziato uno sciopero della fame, impegnandosi «a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose».
«È più che mai urgente – affermano Manconi, Serra, Stasolla e Magi – chiudere al più presto questa struttura e avviare percorsi di inclusione sociale rivolti alle persone che lì vivono. Si tratterebbe del primo, concreto passo verso una nuova politica della città di Roma nei confronti delle comunità rom, private finora di ogni opportunità e segregate nei campi».

VIETATO L’INGRESSO! Passato e presente dell’esclusione sociale. Dialogo tra comunità ebraica e comunità rom a Roma (gennaio 2015)

Prendendo spunto dall’episodio del cartello recante la scritta “È severamente vietato l’ingresso agli Zingari” comparso sulla vetrina di una panetteria di Roma nel marzo 2014, il rapporto intende aprire una riflessione pubblica e dar vita a un dialogo tra rom ed ebrei, comunità profondamente diverse tra loro, accomunate da forme di discriminazione, razzismo e violenza che attraversano la storia europea da secoli.
Il rapporto è stato realizzato con il sostegno di Open Society Foundations nell’ambito del progetto “Roma Hate Speech Observatory 2”.
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Best House Rom: esposto all'Autorità Nazionale Anticorruzione

L’Associazione 21 luglio ha presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, guidata dal presidente Raffaele Cantone, per accertare la trasparenza degli atti che hanno portato all’apertura e al funzionamento del Centro di raccolta rom “Best House Rom”, situato a Roma in via Visso 12.
Il centro, classificato dall’Agenzia del territorio come struttura riservata per deposito di merci, è gestito dalla Cooperativa Inopera, nata alla fine del 2008.
Il 6 luglio 2012, con una determinazione dirigenziale a firma di Angelo Scozzafava, ex direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale, oggi indagato per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata, il Comune di Roma, con affidamento diretto, ha assegnato alla Cooperativa il servizio di accoglienza dei rom sgomberati dall’insediamento di via del Baiardo e di Castel Romano.
Il 16 dicembre 2013, con una nuova determinazione dirigenziale, l’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale ha disposto un ampliamento dell’accoglienza per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dal «villaggio attrezzato» di via della Cesarina.
I locali del “Best House Rom”, dove in questi anni sono stati accolti giornalmente circa 300 rom – tra cui 160 minori – oltre a non garantire la metratura minima prevista dalla legge, non sono dotati di finestre o punti luce dai quali possano filtrare l’aria e la luce naturale.
Il 12 novembre 2014 la senatrice Manuela Serra, membro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato, dopo aver visitato la struttura aveva dichiarato alla stampa: «Qui mancano i diritti umani, è un anno che ci occupiamo di campi rom, e non ho mai visto niente del genere. Qui le persone sono terrorizzate dal parlare con l’esterno».
Nonostante il “Best House Rom” non rispetti i requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa regionale che regola l’apertura e il funzionamento delle strutture socio-assistenziali nella Regione Lazio, la struttura continua ad accogliere famiglie rom con costi elevatissimi. Nel 2014 la gestione del Centro è costata all’Amministrazione Comunale una cifra stimata superiore ai 3 milioni di euro.
«Alla luce della documentazione allegata all’esposto – afferma l’Associazione 21 luglio – spetterà all’Ufficio diretto da Raffaele Cantone stabilire se procedere con un’attività di vigilanza sul “Best House Rom”, una struttura priva delle adeguate autorizzazioni, dal costo economico apparentemente spropositato per il servizio offerto, in cui sono violati sistematicamente i diritti umani delle donne, degli uomini e dei bambini rom che vi vivono».

Lo sterminio del popolo rom nel nazifascismo e la nuova intolleranza

Introduce:
Luigi Manconi
Presidente Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato

Coordina:
Patrizio Gonnella
Presidente Cild

Partecipano:
Stefano Pasta
Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano
L’Europa nazista e i rom. Una storia dimenticata

Luca Bravi
Università di Chieti – L’Europa del Porrajmos/Samudaripen. Ascoltare oggi

La voce dei testimoni

Ernesto Grandini
Paolo Galliano

Conclude:
Carlo Stasolla
Presidente Associazione 21 luglio


Informazioni e accrediti:
L’accesso alla Sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta.
Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito.
Per informazioni e accrediti: 06.6706.5299 dirittiumani@senato.it
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Vietato l'ingresso! Passato e presente dell'esclusione sociale. Dialogo tra comunità ebraica e comunità rom a Roma

Programma

 

Presentazione del rapporto

Vietato l’ingresso!
Passato e presente dell’esclusione sociale. Dialogo tra comunità ebraica e comunità rom a Roma
Roberto Mazzoli, ricercatore Associazione 21 luglio

La pubblicazione – che si apre con l’analisi dell’episodio del cartello recante la scritta “È severamente vietato l’ingresso agli Zingari”, comparso sulla vetrina di un esercizio commerciale di Roma nel marzo 2014 – nasce dal desiderio di avviare una riflessione pubblica e dar vita a un dialogo tra rom ed ebrei, comunità profondamente diverse tra loro, accomunate da forme di discriminazione, razzismo e violenza che attraversano la storia europea da secoli. Un dialogo che contribuirebbe non poco alla lotta quotidiana contro ogni forma di razzismo e discriminazione.

 

Segue tavola rotonda

con esponenti della comunità ebraica e della comunità rom a Roma, tra cui giornalisti, storici, antropologi e attivisti

Intervengono:

Damiano Cavazza, Pupa Garribba, Nedzad Husovic, Gladiola Lacatus, Sabrina Milanovic, Micaela Procaccia, Dzemila Salkanovic, Piero Terracina, Sandra Terracina.

Modera: Claudio Paravati, direttore di Confronti

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