Archivio per mese: Ottobre, 2017

Consap

Consap, per il sindacato di Polizia tutti gli "zingari" sono "parassiti" e "ladri"

«U.E. zingari in polizia, Consap: scappiamo da questa Europa». È questo il titolo e incipit del comunicato stampa diffuso venerdì scorso dal Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia), uno dei principali sindacati delle forze di Polizia, in risposta a un documento emesso dal Parlamento europeo per combattere il fenomeno dell’antigitanismo che – tra le altre misure – incoraggia l’assunzione di persone rom nelle forze dell’ordine per favorirne l’inclusione.
Il comunicato definisce questa semplice raccomandazione di buon senso come una «priorità delirante», spiegando attraverso la voce di Stefano Spagnoli, Segretario Generale Nazionale Vicario della Consap, che «il concetto di integrazione dei Rom è un controsenso, infatti la loro cultura è da sempre quella di vivere ai margini della società per esaltare il loro parassitismo  all’idea di incoraggiare l’assunzione attiva dei rom tra i membri delle Forze di Polizia, buttandola in metafora disneyana, come ha già detto qualcuno, non si rischierebbe di far sorvegliare alla Banda Bassotti il deposito di Paperone?».
«È gravissimo che un sindacato di Polizia, rappresentante di una parte delle forze di Polizia italiane, diffonda simili pregiudizi – replica Associazione 21 luglio – partendo da un’assurda presa di posizione di stampo etnico (tutti i rom in quanto tali sono “parassiti” e “ladri”) e utilizzando un linguaggio oltremodo offensivo. Stiamo vagliando in queste ore – conclude – l’adozione delle misure più idonee cui ricorrere nelle opportune sedi nei confronti del sindacato».
Foto di Imola Oggi

mondi di mamme

Mondi di mamme: ecco il calendario dei prossimi incontri

A partire dal 6 ottobre sono ricominciati gli incontri mensili “Mondi di mamme” dell’anno 2017-2018, un servizio per mamme italiane e straniere, con bambini 0-6 anni residenti nel quartiere di Tor Bella Monaca e nella baraccopoli di Salone che vengono di volta in volta coinvolte in un processo di auto-narrazione, durante il quale potranno elaborare e condividere in gruppo la propria storia e il proprio sapere culturale relativo alle diverse forme di accudimento, in un clima multiculturale.
«Un posto accogliente dove mi hanno aiutato a risolvere problemi – ha confidato Irina, una delle partecipanti – sono stata ascoltata e ho potuto partecipare a diverse attività. Un posto per tutti, anche se non capisci l’italiano».
Gli incontri si svolgono presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca (in Largo Ferruccio Mengaroni, 29) vengono supportati dall’intervento di professionisti su temi specifici e sono facilitati da Piero Vereni, antropologo e professore della Facoltà di Filosofia dell’Università di Tor Vergata.
Tutti gli incontri di “Un mondo di mamme” si terranno dalle 14 alle 15.30. Ecco il calendario:
2017
27 Ottobre
24 Novembre
15 Dicembre
2018

26 Gennaio
16 Febbraio
23 Marzo
20 Aprile
18 Maggio
22 Giugno
Vi aspettiamo e confidiamo nel passaparola!
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#RiallacciaIlNasone

#RiallacciaIlNasone, parte la campagna per la riapertura dei nasoni

ROMA – 25/10/2017. Mentre oggi andava in scena la cerimonia di chiusura del summit internazionale su Acqua e Clima alla Protomoteca del Campidoglio, associazioni e movimenti hanno chiesto con un flash mob alle istituzioni locali e nazionali misure concrete per la gestione comune e sostenibile delle risorse idriche, il rispetto della giustizia climatica e del diritto universale all’acqua.
“Fiumi e laghi prosciugati dai profitti dei privati – Fuori l’acqua dal mercato” recitava lo striscione srotolato.
Gli attivisti (tra i quali Terra!, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Associazione 21 luglio e A Sud) hanno inoltre colto l’occasione per lanciare la campagna #RiallacciaIlNasone (http://bit.ly/RiallacciaIlNasone), con la richiesta alla Sindaca Virginia Raggi di riaprire le fontanelle pubbliche chiuse dall’Acea durante l’estate.
La speranza è che dal summit sia il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sia la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, abbiano imparato qualcosa per invertire la rotta di politiche insostenibili. Grazie a un suggerimento del primo e al silenzio assordante della seconda, è passato a luglio il piano dell’Acea per la chiusura di quasi tutti i 2.800 nasoni di Roma, sull’onda di una emergenza siccità smentita dai rapporti dell’Ispra, mentre oltre il 40% dell’acqua di Roma si perde a causa dei mancati investimenti. Non c’è stato il rispetto del principio di giustizia climatica, che di fronte alle crisi ambientali imporrebbe la tutela dei soggetti più fragili. Chiudendo le fontanelle romane si è deciso di negare l’accesso all’acqua a circa 10 mila persone tra senza fissa dimora, rom, migranti e indigenti, che non hanno altro modo di lavarsi o dissetarsi. E dire che l’accesso all’acqua è un principio chiave della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dal 2010, mentre nel 2015 una storica risoluzione del Parlamento europeo ha proposto di inserirlo nella legislazione dell’Ue, di escludere l’acqua dai negoziati per accordi commerciali come il CETA e il TTIP, di bloccare le privatizzazioni.
Il Governo italiano finora ha clamorosamente mancato questi importanti obiettivi, aggirando il referendum del 2011 tramite la legge Madia e sostenendo la firma del CETA, l’accordo di libero scambio Ue-Canada che apre a ulteriori privatizzazioni dei servizi pubblici.
Il Comune di Roma ha fatto altrettanto con il silenzio assenso sul piano di chiusura delle fontanelle pubbliche, pur essendo primo azionista di Acea. Il giudizio sulla gestione privata dell’acqua nella capitale è fortemente negativo, come sottolineano i dati: la rete idrica è afflitta da una tale carenza di manutenzione da registrare perdite del 40% e mentre nel 2016 gli oltre 60 milioni di euro di utili dell’azienda sono finiti in tasca agli azionisti, per rispondere a una presunta siccità si è preferito chiudere i “nasoni”, da cui passa appena l’1% dell’acqua che ogni secondo arriva a Roma.
Nemmeno a livello regionale per ora sono stati fatti passi avanti: eppure la Regione Lazio nel 2014 fu pioniera nell’approvare la prima legge che pone le basi per rendere nuovamente pubblico il servizio idrico. A pochi mesi dalle nuove elezioni, tuttavia, manca ancora l’ultima delibera dell’Assessore Fabio Refrigeri, che permetterebbe di attuare questo storico provvedimento. Allo stesso modo non si sono trovati i 2.500 euro annui sufficienti alla manutenzione degli idrometri del lago di Bracciano, ancora in crisi dopo gli allarmi di questa estate. Un’emergenza che, grazie a tre relazioni tecniche dell’Ispra pubblicate la settimana scorsa, sappiamo essere frutto non tanto della siccità, quanto delle captazioni sconsiderate per l’uso umano, soprattutto da parte di Acea.
Unendo i puntini siamo in grado di costruire una mappa delle responsabilità e delle carenze istituzionali che hanno generato uno stato di emergenza del tutto evitabile a Roma e nel Lazio. I prelievi idrici non controllati da enti indipendenti hanno causato il disastro ambientale di Bracciano, ma quegli stessi prelievi sembrano indispensabili a causa di enormi perdite nella rete idrica romana, su cui l’Acea non interviene da anni perché preferisce distribuire dividendi da capogiro agli azionisti. Il tutto a scapito delle comunità locali e dei cittadini romani, vittime della beffa di una misura ingiusta e vana come la chiusura dei nasoni.
Pensiamo che le passerelle ai summit internazionali non bastino a costruire il futuro dei territori. Per questo chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali – dalla Sindaca di Roma al Presidente della Regione Lazio, fino al Ministro dell’Ambiente – di assumersi le proprie responsabilità politiche: l’approccio attuale, ad ogni livello, è contrario ad una gestione partecipata, trasparente e sostenibile dell’acqua. E questo non è soltanto inaccettabile, ma rappresenta un pericolo concreto per chi vive e lavora sul territorio, sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. Chiediamo una serie di misure urgenti alla Sindaca Raggi: faccia pressioni su Acea per la riapertura dei nasoni e imponga la riparazione della rete colabrodo impiegando gli utili aziendali, pubblichi i dati sulle risorse impiegate finora nelle riparazioni delle tubature e la lista degli interventi già conclusi. Al Presidente Zingaretti chiediamo di attuare la legge 5 del 2014, per realizzare il volere di milioni di cittadini e tutelare i bacini idrografici. Al Ministro Galletti va invece la richiesta di portare alla COP 23 una parola chiara sulla gestione dell’acqua: qualunque risposta ai cambiamenti climatici che tuteli la risorsa idrica deve rigettare le regole di mercato. Non può esistere attenzione ad un bene comune e scarso se l’obiettivo del gestore è fare profitti. Tutto il resto rischia di essere solo una favola vuota, probabilmente non a lieto fine.
Sgomberi forzati

Roma, superato ieri il numero di sgomberi forzati di tutto il 2016

Lunedì mattina (23 ottobre) presso via di Torre Spaccata si è consumato a Roma lo sgombero forzato numero 29 dall’inizio del 2017 nei confronti di un insediamento informale abitato da circa 20 persone di cui almeno un minore.
Con quella di ieri si è superato il totale di operazioni effettuate dalle forze dell’ordine in tutto il 2016, stimando il coinvolgimento di 363 persone e un costo totale di 455.565 euro che equivale a una spesa pro-capite di 1255 euro. Già in estate Associazione 21 luglio aveva espresso la propria preoccupazione pubblicando un brief dal titolo significativo, “il ritorno delle ruspe”, in cui denunciava un incremento degli sgomberi forzati pari al 133% negli ultimi otto mesi (1° novembre 2017 – 30 giugno 2017) rispetto agli otto precedenti.
Gli sgomberi forzati violano i trattati internazionali sui diritti umani che riconoscono il diritto a un alloggio adeguato tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. Quest’ultimo ha specificato che gli sgomberi possono essere effettuati esclusivamente come ultima risorsa, dopo aver esaurito tutte le altre possibili alternative, e solamente quando vengano predisposte delle appropriate garanzie procedurali quali: a) una genuina ed effettiva consultazione con gli interessati; b) la previsione e l’accesso a vie di ricorso legale e la possibilità di ottenere una compensazione adeguata per la perdita dei beni privati; c) un preavviso congruo e ragionevole riguardo l’operazione e le informazioni adeguate sulle modalità dell’operazione; d) la presenza di rappresentanti istituzionali e la possibilità di identificare tutti coloro che conducono lo sgombero; e) il divieto di condurre lo sgombero durante le ore notturne o in condizioni meteorologiche avverse; f) la predisposizione di soluzioni alternative adeguate per coloro che non sono in grado di provvedere a loro stessi; g) il divieto di rendere senza tetto le persone interessate dallo sgombero né di renderle vulnerabili a ulteriori violazioni dei diritti umani.
Nell’esprimere la propria preoccupazione di fronte alla netta intensificazione delle operazioni di sgombero forzato a Roma Associazione 21 luglio ribadisce la necessità di abbandonare l’approccio sicuritario in favore di politiche sociali inclusive, anche per quanti vivono negli insediamenti informali della Capitale.

home visiting

Home visiting – A Tor Bella Monaca una pratica di successo per madri in difficoltà

A partire da gennaio 2017 Associazione 21 luglio ha attivato un servizio di home visiting nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma. Svolto in collaborazione con il Municipio VI che ne supervisiona l’andamento e collabora all’individuazione dei casi da seguire, l’home visiting fa parte di una delle attività avviate all’interno del progetto Bambini al Centro e consiste di una serie di visite domiciliari presso le abitazioni di famiglie (soprattutto giovani madri incinte o con bambini da 0 a 3 anni) considerate vulnerabili sia dal punto di vista sociale sia economico.
Il principale obiettivo è il rafforzamento delle competenze genitoriali di accudimento dei propri figli con una particolare attenzione allo stato di salute dei bambini che si trovano nei primi mille giorni di vita, un periodo considerato cruciale per un sano sviluppo del bambino.
«Il servizio per ora si sta svolgendo in maniera molto positiva – ha raccontato Francesca di Associazione 21 luglio – e abbiamo notato, nei casi che stiamo seguendo, una graduale acquisizione di autonomia nella capacità di orientarsi per accedere e usufruire dei principali servizi territoriali».
** Tutte le azioni del progetto sono implementate in partenariato con Associazione culturale El “Che”ntroAssociazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia teatrale “Sandro Gindro”Terra! OnlusInternational Step by Step Association (ISSA)Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’Università di Tor VergataMunicipio VI di Roma Capitale.
“Bambini al centro” è sostenuto da Compagnia di San PaoloFondazione Cariplo e Fondazione con il sud nell’ambito del bando “Infanzia, prima”.
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Lost & Found

Lost & Found, storie di migranti in viaggio verso l'Europa

Se dovessi abbandonare la tua casa, cosa porteresti con te? E se perdessi uno dei tuoi beni durante il viaggio? Lost & Found parte da queste domande per sviluppare un progetto. È un documentario in progress sugli oggetti smarriti dai migranti durante il loro viaggio attraverso le frontiere Europee. Ma soprattutto, è una ricerca delle loro testimonianze, delle storie che ognuno di loro porta con sé nel lungo viaggio verso la speranza di un futuro migliore.
Spesso le lettere, i documenti o i giocattoli persi lungo la strada, sono l’unica traccia che resta dei percorsi e delle vite di queste persone. Attraverso il progetto e l’elaborazione del documentario verranno ricostruite storie di uomini, donne e bambini in cammino, nel tentativo di riportare loro quegli oggetti perduti.
E con il contributo di tutti, il blog di Lost and Found può diventare anche un ufficio di oggetti smarriti virtuale, per riconsegnare a queste persone i loro beni.
Lost & Found è un progetto di Associazione 21 luglio – ideato da Christine Pawlata e Erika Tasini, sviluppato da Future Docs e supportato da Advocate-Europe e costituisce il passo più deciso dell’organizzazione verso l’allargamento della propria mission, quella di supportare gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e di discriminazione, tutelandone i diritti umani e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini.

Poster razzista Forza Nuova

Racist poster by Italian far-right party: open letter to Italian government members

Open letter to: Paolo Gentiloni, Italian Prime Minister, Andrea Orlando, Minister of Justice, Marco Minniti, Minister of the Interior, Maria Elena Boschi, Undersecretary of State, Minister for Equal Opportunities, Pietro Grasso President of the Senate, Laura Boldrini, President of the Chamber of Deputies, Dr. Giuseppe Pignatone, Rome Prosecutor.
Brussels, 17th October 2017,
Honourable Ministers,
We, the undersigned, are writing to express our deep concern regarding a poster circulated by Forza Nuova which fuels xenophobic and Afrophobic violence. The poster amounts to clear incitement to violence, racial hatred, as well as glorification of fascism. We urge you to support appropriate criminal procedures against the party leadership and to sanction racist and xenophobic rhetoric and imagery in the future.
The poster incites to racial hatred by picturing a stereotyped image of a Black man abusing a White woman. The text – that reads ‘protect her from the invaders. It could be your mother wife, sister, daughter’- is an incitement to violence. It impinges directly on the rights of People of African descent, as well as migrants and people perceived as such. The poster is in breach of both Italian Act 205 of 25 June 1993 (Mancino Act) [1] and of the EU Framework Decision on combating racism and xenophobia by means of criminal law. [2]
Furthermore, the imagery directly reproduces fascist propaganda and amounts to instigation to and condoning of a crime against humanity, which is in violation of the EU Framework Decision on racism and Xenophobia [3] and of Italian law [4], when the latter provides also for the possibility of disbanding groups founded on fascist ideology. This is not the first time that Forza Nuova replicates fascist imagery, and the link between that ideology and acts of violence can be established also in this specific case: recently many people of African descent in Italy have been victims of an increased level of hate speech. Cécile Kyenge, MEP, has herself been on the receiving end of more hatred linked to the poster.
This occurrence is not an isolated case, and it calls again to step up the political will to recognise and to condemn Afrophobia and political hate speech. The European Network Against Racism (ENAR) has repeatedly condemned the rise in racist crime in Italy, such as the racist murder of Emmanuel Chidi Namdi, a 36-year-old Nigerian asylum seeker, in Fermo last year.
This racist poster affects People of African descent in Italy and across Europe. As the Council of Europe Commissioner for Human Rights already noted – including as regards to Italy – racially inflammatory political discourse has devastating effects on the groups targeted and it encourages hostility, discrimination and violence against them. As opinion shapers, politicians and political parties have a significant impact on social cohesion. Hence, they have a special responsibility not to use a language that contributes to fuelling violence and dehumanising minorities.
Therefore we ask that:
–  The authorities lodge a complaint to the relevant public prosecutor to initiate legal proceedings against the Forza Nuova leadership in this case for incitement to racial hatred and glorification of fascism
–  The authorities take steps to dismantle the party Forza Nuova as a group founded on fascist ideology
–  The authorities take steps to establish an obligation to suppress public financing of organisations which promote racism, including public financing of political parties, as recommended in ECRI’s General Policy recommendation N. 7. Such obligation already exists in the Netherlands and in Belgium.
–  The authorities amend the law according to the recommendations of the Council of Europe Commission against Racism and Intolerance (ECRI) to re-establish adequate sanctions in cases of incitement to discrimination and violence. The current law only refers to propagating ideas rather than ‘public dissemination or distribution of tracts, pictures or other material inciting to violence or hatred’, as per EU and international law recommends. Colour is also not included as a ground of discrimination. In that regard, the draft Law n. S.2900 on the crime of propaganda of the fascist regime could be a way to close these gaps.
–  Political parties adopt effective self-regulatory measures in order to counter and sanction racist and xenophobic rhetoric by their elected members, as recommended by ECRI’s declaration on the use of racist, anti-Semitic and xenophobic elements in political discourse.
–  The authorities ensure UNAR’s full independence and extend its mandate, granting it the right to bring legal proceedings as recommended in ECRI’s 5th report on Italy.
–  The authorities ensure that there are training modules delivered on unconscious biases, racism and discrimination including hate speech, to be delivered as part of in human rights education programs in schools, public bodies and beyond.
We trust that we can start a constructive dialogue in order to address the issues highlighted in this letter, and we remain available to provide any support in this process.
We look forward to receiving your reply.
Sincerely yours,
1. European Network Against Racism
2. Africa e Mediterraneo – Italy
3. Africa Solidarity Centre Ireland
4. Altera – Italy
5. Apna Haq – UK
6. Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) – Italy
7. Associazione 21 luglio – Italy
8. Carta Di Roma – Italy
9. Centre for Equality Advancement – Lithuania
10. Centre for Peace Studies – Croatia
11. Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione (CRIC) – Italy
12. Comité de Liaison des Associations d’étrangers – Luxembourg
13. Conseil Représentatif des Associations Noires (CRAN) – France
14. Filipino’s Women Council (FWC) – Italy
15. Fondation Frantz Fanon – France
16. Forum Of European Muslim Youth And Student Organisations (FEMYSO)
17. ENAR Ireland
18. European Association of Lawyers for Democracy and World Human Rights (ELDH)
19. European Forum of Muslim Women
20. European Network for People of African Descent (ENPAD)
21. European Race & Imagery Foundation (ERIF)
22. Il Razzismo è una Brutta Storia – Italy
23. Initiative Schwarze Menschen in Deutschland – Germany
24. Institute Circle – Slovenia
25. Lithuanian Centre for Human Rights
26. Lunaria – Italy
27. Migrant Tales Blog Community – Finland
28. Northern Ireland Council for Racial Equality (NICRE)
29. ORBIT – Belgium
30. Renaissance Africaine ASBL – Belgium
31. SOS Against Racism Denmark
32. Tapepuka – UK
33. UK Race and Europe Network
34. Zentralrat Deutscher Sinti und Roma – Germany
– Lettere aperta: Manifesto razzista di un partito Italiano di estrema destra
[1] According to the Article 1, it is a crime to “propagate ideas based on racial superiority or racial or ethnic hatred, or to instigate to commit or commit acts of discrimination for racial, ethnic, national or religious motives”, which is punishable by up to 3 years in prison; and to “instigate in any way or commit violence or acts of provocation to violence for racist, ethnic, national or religious motives”.
[2] Article 1 para.1 a punishes “[publicly] inciting to violence or hatred directed against a group of persons or a member of such a group defined by reference to race, colour, religion, descent or national or ethnic origin”.
[3] Article 1 para. C sanctions “publicly condoning, denying or grossly trivialising crimes of genocide, crimes against humanity and war crimes as defined in Articles 6, 7 and 8 of the Statute of the Inter­national Criminal Court, directed against a group of persons or a member of such a group defined by reference to race, colour, religion, descent or national or ethnic origin when the conduct is carried out in a manner likely to incite to violence or hatred against such a group or a member of such a group”.
[4] Article 1 and Article 4 of Act No.645/52 (Scelba Act) concerning “provisions relating to the application of the twelfth and final transitional provision (first paragraph) of the Constitution” (Prohibition of the reorganisation of the fascist party).

Poster razzista Forza Nuova

Lettera aperta alle autorità per il poster razzista di Forza Nuova

Associazione 21 luglio Onlus congiuntamente ad altre 33 organizzazioni italiane ed europee, è tra le firmatarie di una lettera aperta dell’ENAR (European Network Against Racism) per chiedere alle autorità destinatarie del documento provvedimenti relativamente alla diffusione di un poster razzista da parte di Forza Nuova.
«Il manifesto istiga all’odio razziale attraverso l’uso dell’immagine stereotipata di un uomo nero che abusa di una donna bianca – si legge nel testo – Riteniamo che il testo, che recita “Proteggila dai nuovi invasori. Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia” – rappresenti una chiara istigazione alla violenza. Lede direttamente i diritti delle persone di discendenza africana, come i diritti dei migranti e delle persone percepite come tali».
Le immagini del poster riproducono dichiaratamente quelle della propaganda fascista, violando in questo modo sia la Decisione quadro dell’Unione Europea sulla lotta contro espressioni di razzismo e xenofobia sia la legislazione italiana che con la Legge Mancino (1993) condanna chiunque diffonda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico.
In diverse occasioni Forza Nuova, così come altri partiti o rappresentanti politici, hanno utilizzato discorsi razzisti contro persone di discendenza africana, rom e migranti. Troppo spesso queste azioni passano sotto silenzio, non si attribuisce loro il giusto peso e non vengono sanzionate dalle autorità. In questo modo si corre il rischio di far passare il messaggio che tali esternazioni oltre ad essere tollerate, sono legittimate ad entrare nel discorso politico corrente. Le istituzioni nazionali ed europee hanno invece il compito di prendere posizione e condannare il messaggio di odio diffuso attraverso questi manifesti.
«È l’ennesimo grave episodio di una lunga serie – ha commentato Associazione 21 luglio – che è colpevole oltre che di istigare all’odio razzista, anche di perpetrare stereotipi machisti e la discriminazione di genere: l’immagine della donna, inerme nelle mani dell’uomo, e il messaggio del testo “potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia” come se la donna avesse dignità solo quando ricopre un ruolo domestico e familiare. È fondamentale – conclude Associazione 21 luglio – far sentire la propria voce e schierarsi apertamente contro questo tipo di retorica».
Il razzismo perpetrato dalle forze politiche e da rappresentanti istituzionali ha effetti devastanti sui gruppi che ne sono oggetto e incoraggia ostilità, discriminazione e violenza nei loro confronti. Per questo nella lettera viene chiesto con forza alle autorità italiane di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per iniziare un’indagine contro Forza Nuova per istigazione all’odio razziale e apologia del fascismo. Si chiede inoltre a tutte le forze politiche di adottare misure effettive per combattere e sanzionare la retorica razzista e xenofoba usata al loro interno.

Interscambio Reyn

Esperienze educative a confronto: interscambio Reyn dal 17 al 19 novembre

Riprendono i lavori della rete REYN!
Reyn (Romani Early Years Network) è una rete europea di advocacy che sostiene i professionisti della prima infanzia e mette in condivisione conoscenze, buone pratiche ed esperienze relative alla prima infanzia rom.
Cominciamo la stagione autunnale proponendovi una tre giorni di interscambio sulle pratiche educative innovative in Italia e non.
Avremo modo di confrontarci e riflettere su come si sono sviluppate le pratiche educative rivolte ai rom in Italia e scoprire insieme a Sanja Brajković (Psicologa, Open Academy Step by Step/Croazia) le esperienze innovative sperimentate in Croazia.
Le giornate di formazione e incontro si terranno a Roma dal 17 al 19 novembre.
La partecipazione è gratuita e l’iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per info e prenotazioni: reynitalia@21luglio.org

Progetto toy.

Il progetto Toy alla conferenza internazionale ISSA

Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio) e Giulia Cortellesi (ICDI) hanno partecipato alla Conferenza internazionale di ISSA (International Step by Step Association) che si è tenuta a Gand, Belgio, dal 4 al 6 ottobre. Insieme hanno presentato TOY for Inclusion (realizzato in Italia da Associazione 21 luglio, Casa della Comunità Speranza e Cubo Libro), un progetto che promuove l’implementazione di Toy libraries (biblioteche del giocattolo) oltre che di servizi e pratiche inclusive per lo sviluppo della prima infanzia dei bambini rom. Le biblioteche del giocattolo sono diffuse in molti paesi d’Europa e costituiscono un luogo di incontro multiculturale e inter-generazionale, raggiungibile facilmente da famiglie rom e non rom.
Ecco alcuni numeri per dare un’idea della platea di Gand: circa 450 partecipanti provenienti da 60 paesi del mondo, un pubblico di ricercatori, educatori e decisori politici operanti nell’ambito della prima infanzia. Si sono tenute oltre 101 presentazioni su questo argomento e 11 visite sul campo a progetti virtuosi ed esemplari per la replicazione di buone pratiche.
La presentazione delle due rappresentanti del progetto TOY si è focalizzato sulla situazione di emarginazione che colpisce i bambini rom che vivono in emergenza abitativa a Roma (condizioni igieniche precarie e difficoltà di accesso a servizi di base quali le cure mediche e la scolarizzazione) e sull’opportunità offerta dall’approccio inclusivo di TOY: servizi integrati per le famiglie e i loro figli, lo scambio di conoscenze e saperi tra bambini e adulti, l’apprendimento attraverso giocattoli e libri di qualità. In particolare si sono analizzate le varie fasi di implementazione del progetto nella biblioteca Cubo Libro a Tor Bella Monaca, che inaugurerà le attività di toy library a gennaio 2018, contemporaneamente ad una biblioteca del giocattolo a Mazara del Vallo.
Durante il loro soggiorno a Gand, Francesca e Giulia hanno avuto l’opportunità – grazie al partner belga VBJK – di conoscere i bambini che frequentano la toy library locale, una struttura che opera sul territorio da circa vent’anni.
«Conoscere tante persone che si occupano di prima infanzia provenienti da tutto il mondo e vedere come le pratiche locali possano incidere fortemente sui cambiamenti globali e quindi sulle decisioni politiche (grazie anche al networking di associazioni organizzazioni e istituzioni che ISSA sta promuovendo da anni) – ha commentato Francesca di ritorno da questa esperienza – mi ha fatto tornare in Italia con una maggiore motivazione e una gran voglia di continuare a lavorare per e con i più piccoli in situazioni di disagio sociale, culturale o economico, affinché vengano garantiti i loro diritti fondamentali».
IL PROGETTO TOY IN EUROPA

IL PROGETTO TOY IN ITALIA

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