Archivio per mese: Novembre, 2017

Empowerment

Empowerment e sostegno per l'inclusione

Il presente caso studio (“Rom: empowerment e sostegno per l’inclusione“) si focalizza su due progetti, Sar San e Stop all’Apartheid dei rom! (poi proseguito come Aver Drom) implementati da Associazione 21 luglio (Roma) e dalla Cooperativa sociale ABCittà (Milano). I due progetti sono complementari uno con l’altro: Sar San, radicato nella vasta zona periferica est di Roma, si è concentrato, all’interno del grande tema del contrasto alle povertà, sul creare pre-condizioni favorevoli all’inclusione sociale di famiglie rom in disagio abitativo attraverso la promozione di un nuovo dialogo con la realtà circostante, dalle scuole, ai quartieri, alle istituzioni e sull’attivazione di percorsi di empowerment per bambini e adulti. Il progetto ha promosso la creazione di Community Hub “Casa Sar San” come luoghi di ibridazione da cui generare azioni per un ampio mix di utenza locale, Stop all’Apartheid dei rom! (cominciato nel 2013 e trasformato in Aver Drom nel 2015)  si è completamente dedicato all’implementazione di attività di advocacy a livello locale e nazionale.
Il caso studio dimostra chiaramente da un lato l’urgenza di un intervento, dall’altro quanto sia impegnativo lavorare in un contesto politicamente ed economicamente ostile, caratterizzato da pratiche discriminatorie e ghettizzanti nei confronti delle comunità rom. Il progetto è inoltre ulteriore dimostrazione di quanto sia importante sviluppare azioni dirette a tutelare i diritti umani e dell’infanzia e ad aumentare la consapevolezza nell’intera società sull’importanza dell’inclusione dei bambini rom e delle loro famiglie.
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Si ringrazia Orsetta Spinola per la traduzione dall’inglese del Caso Studio.

Toy libriaries

Toy libraries e gruppi locali: ecco come è andata la formazione!

Si è conclusa a Roma e Mazara del Vallo la formazione dei LAT, i Gruppi di Azione Locale, che prenderanno parte all’implementazione del servizio delle biblioteche del giocattolo nelle due città.
A Roma hanno partecipato diversi attori locali del quartiere di Tor Bella Monaca e della comunità rom che, insieme, hanno contribuito a ragionare sul coinvolgimento di bambine e bambini di tutte le appartenenze all’insegna di un approccio completamente inclusivo e senza target predefiniti, oltre che sulle modalità di coinvolgimento degli adulti.
Molto omogeneo il gruppo di Mazara del Vallo, si è composto prevalentemente da professionisti appartenenti alla stessa realtà educativa e lavorativa. «Uno degli obiettivi principali che mi sono data come trainer – ha spiegato Annachiara Perraro, responsabile della formazione – è stato quello di narrare il progetto Toy in modo esaustivo e di provare poi a lavorare attorno a stereotipi, pregiudizi, credenze consolidate e abitudini pedagogiche che il gruppo maggioritario aveva già rispetto alla relazione con bambini e bambine del territorio».
Dai questionari è emerso un alto gradimento della formazione e degli strumenti teorici forniti, molti dei quali verranno riutilizzati anche per la futura gestione del servizio.
L’inaugurazione si avvicina!
IL PROGETTO TOY IN EUROPA

IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Polo ex fienile

Tutti intorno all'albero! Decoriamo insieme l'albero dell'amicizia

Siete pronti per riunirvi intorno all’albero dell’amicizia? Venerdì 8 dicembre ci ritroviamo nel giardino del Polo ex Fienile per piantare insieme l’albero e decorarlo. A seguire l’incontro con un libro vivente che racconterà la sua storia di mamma e poi di nuovo tutti in cerchio per il laboratorio di break dance.
L’evento è organizzato da Associazione 21 luglio, Terra! Onlus e l’Università di Tor Vergata.
Ecco i dettagli:
venerdì 8 dicembre ore 15 presso il Polo ex Fienile in Largo Ferruccio Mengaroni 29, Roma – Tor Bella Monaca.
Scarica il programma completo!

matrimoni precoci

Non ho l'età. I matrimoni precoci nelle baraccopoli della città di Roma

Dal report di Associazione 21 luglio sui matrimoni precoci emerge un dato shock: nella baraccopoli romane il tasso del fenomeno raggiunge il 77%, superando persino il record mondiale negativo detenuto dal Niger. La ricerca analizza come nei contesti di povertà ed esclusione sociale si crei terreno fertile per questo tipo di unioni.
Scarica la ricerca (verisone divulgativa)
La ricerca “Non ho l’età” nasce da un’esigenza, interna ad Associazione 21 luglio, di conoscenza e di approfondimento di un fenomeno presente presso le famiglie con cui lavora a Roma. Data la delicatezza del tema, il quale facilmente si presta a strumentalizzazioni di ogni genere, e data la natura dell’indagine, pensata come strumento per gli addetti ai lavori, è stata resa pubblica una versione divulgativa, mentre la versione integrale è visionabile presso la sede dell’associazione, previo appuntamento. Chi è interessato, può scrivere a ricerca@21luglio.org

early marriage

I am not old enough. Early marriage in Rome's slums

From Associaizone 21 luglio’s reasearch shocking data on the phenomenon of early marriage: in the Capital’s slums the rate reaches 77% exceeding the negative world record of Niger.
Download the report

matrimoni precoci

Early marriages: the rate reaches 77% in the Capital's slums

From Associazione 21 luglio’s latest research about early marriages, shocking data on the phenomenon: the rate reaches 77% in the Capital’s slums exceeding the negative world record of Niger. «It is essential to overcome slums in order to guarantee children rights».

ROME, 24 NOVEMBER 2017. In the world every year 15 million girls marry before reaching 18 years. In Italy studies and estimations about the phenomenon do not exist and early marriages are usually judged from a cultural point of view and attributed only to Roma communities or families of recent migration.
To quantify the phenomenon and understand the nature of these unions, Associazione 21 luglio realised the report “I am not old enough. Early marriage in Rome’s slums”, that will be presented today at 3 p.m. at the National Office against Racial Discrimination (UNAR) at the eve of the International Day against Women’s Violence.
The research was conducted in the extreme outskirts of Rome in 8 different housing locations (7 settlements and one occupied building), hosting more than 3.000 people, and considering the data of marriages contracted in the last two years (2014-2016). From the data collected, a shocking result emerged: on a total of 71 marriages, the rate of early unions is 77%, a number that exceeds the negative world record of Niger (76%) and by far the highest rates in Europe that are held by Georgia (17%) and Turkey (14%).
Out of a total of 142 individuals who married, nearly 72% married between 16 and 17 years old. 28% of those who married when they were still minors did so between the ages of 12 and 15. Gender influences highly the precocity in marriage: one girl out of 2 marries between 16 and 17 years old, one out of 5 between 13 and 15 years old.
The research stresses how the dynamics arisen during the interviews and the focus groups cross communities belonging to contexts far away from Rome’s slums and nevertheless affected by the phenomenon. The cross-over of early marriages witnesses that the socio-economic conditions of families have a strong influence on the issue, more than the cultural specificity of each group.  It is not by chance that early marriages register a double rate in rural areas than in urban ones and that a girl that attended only elementary school is double exposed to early marriage than a peer with higher education.
It is necessary to specify better about the link between early marriage and education: in the case of forced or combined marriages, the interruption of schooling paths is one of the most detrimental consequences of early marriage. When the marriage is chosen by the bride and groom (situation that corresponds to the 49% of the cases analysed in the research), instead, it is true the contrary: it is the failure of the schooling experience that contributes to steer the youth towards early marriage.
In a context of socio-economic deprivation such as Rome’s slums, characterised by the lack of external incentives and a very high unemployment rate, especially feminine, marriage is an opportunity to invest time, energies and capacities. The socio-economic disadvantage and the community’s conditioning, in a place where there is no space and too many people, become binding inside slums and foster that kind of practice.
«In order to guarantee children rights and promote a healthy childhood development, it is necessary a radical change in our country – Associazione 21 luglio declared – beginning with the need of combating urban and educational poverty through the overcoming of the slums located in the outskirts of the biggest Italian cities, places of segregation and socio-economic deprivation that hinder the enjoyment of children rights and of fundamental human rights».

Matrimoni precoci: nelle baraccopoli romane superano il record del Niger

Dalla ricerca di Associazione 21 luglio sui matrimoni precoci, un dato shock sul fenomeno: il tasso raggiunge il 77% nelle baraccopoli romane superando il record mondiale del Niger. «Indispensabile superare le baraccopoli per garantire i diritti dell’infanzia».

ROMA, 24 NOVEMBRE 2017
. Ogni anno nel mondo 15 milioni di ragazze si sposano prima di aver compiuto la maggiore età. In Italia non esistono studi e statistiche sul fenomeno che, considerato residuale, viene generalmente letto attraverso una lente culturalista e attribuito solo a comunità rom o famiglie di recente immigrazione.
Per quantificare il fenomeno e comprendere la natura di queste unioni, Associazione 21 luglio ha curato il report “Non ho l’età. I matrimoni precoci nelle baraccopoli della città di Roma”, che verrà presentato oggi a partire dalle 15 presso L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
La ricerca è stata condotta nell’estrema periferia della città di Roma presso 8 differenti realtà abitative (sette baraccopoli e un’occupazione) abitate da più di 3000 persone e prendendo in considerazione i matrimoni avvenuti negli ultimi due anni (2014-2016). Dai dati raccolti è emerso un risultato shock: sul totale dei 71 matrimoni riscontrati nel periodo di riferimento, il tasso di unioni precoci osservato presso gli insediamenti analizzati è del 77%, numero che supera il record mondiale detenuto dal Niger (pari al 76%) e di gran lunga il tasso più alto detenuto in Europa come quello della Georgia (17%) e della Turchia (14%). Tra coloro che si sono sposati ancora minorenni nel 72% dei casi i nubendi avevano un’età compresa tra i 16 e i 17 anni, mentre nel 28% dei casi i contraenti avevano tra i 12 e i 15 anni. Il genere incide in maniera determinante sulla precocità del matrimonio: una ragazza su due si sposa tra i 16 e i 17 anni, una su cinque ha tra i 13 e i 15 anni.
La ricerca sottolinea come le dinamiche emerse durante le interviste e i focus group, siano trasversali a diversi gruppi e comunità appartenenti a contesti molto distanti dalle baraccopoli romane e tuttavia interessati dal fenomeno. La trasversalità della diffusione dei matrimoni precoci è testimonianza e prova di come la questione dipenda dalle condizioni socio-economiche in cui versano le famiglie piuttosto che dalle specificità culturali dei singoli gruppi.
Non è un caso che le unioni tra minori registrino un tasso doppio nelle aree rurali rispetto alle aree urbane e che una ragazza in possesso di un’istruzione scolastica elementare sia doppiamente esposta al matrimonio precoce rispetto ad una coetanea con istruzione superiore. Sulla connessione con l’istruzione scolastica è necessaria una specifica: se nel caso dei matrimoni forzati e combinati, l’interruzione del percorso scolastico è indicata come una delle conseguenze più dannose del matrimonio in giovane età; quando l’unione è voluta e scelta in prima persona dagli sposi (circostanza che nella ricerca corrisponde al 49% dei casi sul campione analizzato) è vero il contrario: è il fallimento dell’esperienza scolastica che contribuisce ad orientare verso la scelta del matrimonio precoce.
In un contesto di deprivazione socio-economica come quello delle baraccopoli romane caratterizzato da una forte assenza di stimoli esterni e da un altissimo tasso di disoccupazione, soprattutto femminile, il matrimonio rappresenta un’opportunità per investire tempo, energie e capacità. Lo svantaggio socio-economico e il condizionamento della collettività di uno spazio generalmente ristretto e densamente abitato, diventano vincolanti nel contesto delle baraccopoli e favoriscono il perpetrarsi di questa pratica.
«Per garantire i diritti dell’infanzia e promuovere un sano sviluppo delle bambine e dei bambini, è necessario un cambio di rotta radicale nel nostro Paese – ha commentato Associazione 21 luglio –  a cominciare dall’urgenza di contrastare la povertà urbana ed educativa iniziando con il superamento delle baraccopoli presenti nelle periferie delle principali metropoli italiane, luoghi di segregazione e deprivazione economico-sociale che impediscono il godimento dei diritti dell’infanzia e dei più basilari diritti umani».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org
Giornata Internazionale dell'infanzia

World children's Day 2017: in Italy 15.000 Roma minors are still living in slums

World Children’s Day. Associazione 21 luglio and REYN Italy: «15 thousand Roma minors living in Italian slums are deprived of rights. To reach real inclusion, it is necessary to combat ethnicisation in the policies».
In occasion of the World Children’s Day, Associazione 21 luglio and REYN Italy – active in the promotion of the rights and wellbeing of children – denounce the dramatic condition of the 15 thousand Roma minors living in formal and informal slums in the country. In Rome, it is estimated that 4.100 minors live in housing emergency and in poverty: 1.350 between 0 and 6 years of age, 2.750 between 7 and 18 years. The life of all these minors is signed by social exclusion, few access to health services and stigma. For these children life expectancy is 10 years below the average, in 1 case out of 5 they will not enter schooling paths and they will have almost 0 possibilities to go to university.
Housing conditions are the first obstacle encountered by Roma minors that affects their right to education. The majority of the slums are located far away from basic services, in extreme peripheries and in filthy and polluted areas. Lack of income, discrimination, social exclusion, cultural deprivation and inadequacy of the housing space are all factors that impact enormously on the physical and psychological wellbeing of the minors and cause the so-called “ghetto pathologies”: malnutrition, scabies, tuberculosis, anxiety and depression.
Forced evictions of informal settlements constitute traumatic events for children that live in slums, rendering families’ living conditions even more uncertain. They have also serious consequences on the right to education of children that suffer them. In Naples, in Gianturco neighbourhood, a forced eviction that involved 1.300 Roma in housing emergency (half of them were minors), caused a real diaspora just at the eve of the international Roma day on 8 April 2017.
In the Capital, since November 2016 there was an increase of 133% in the number of forced evictions.
«Recurrent ethnic policies have fuelled a circle of poverty and social exclusion, trapping disadvantaged families and becoming obstacles to the access to fundamental rights, such as housing and education – declared Carlo Stasolla, President of Associazione 21 luglio. REYN Italy is at work to promote a change in Italy aimed at fostering inclusive policies starting from early childhood characterised by quality and high professionalism».

Giornata Internazionale dell'infanzia

Giornata Internazionale dell'infanzia, sono circa 15 mila i minori rom nelle baraccopoli

Si celebra oggi la Giornata per i diritti dell’Infanzia. Associazione 21 luglio e la rete REYN Italia: «I circa 15 mila minori rom che risiedono nelle baraccopoli italiane vivono un’esistenza di diritti negati. È necessario de-etnicizzare le politiche per una reale inclusione».

Roma, 20 novembre 2017. Come ogni anno si celebra anche in questo 2017 la Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per ricordare la ratifica della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia avvenuta a New York nel 1989.
In questa occasione Associazione 21 luglio e la rete REYN Italia (Romani Early Years Network) – impegnate nella promozione dei diritti e del benessere delle bambine e dei bambini – denunciano la condizione drammatica in cui versano i circa 15 mila minori rom residenti nelle baraccopoli formali e informali del nostro Paese. Nella Capitale si stima una presenza di circa 4100 minori rom in emergenza abitativa e in condizioni di povertà: 1350 di età compresa tra gli 0 e i 6 anni, 2750 sono quelli tra i 7 e i 18. La vita di tutti questi minori è segnata dall’esclusione sociale, dallo scarso accesso ai servizi sanitari e dalla stigmatizzazione da parte della società. Per questi bambini l’aspettativa di vita è di 10 anni inferiore rispetto alla media, in un caso su 5 non inizieranno mai un percorso scolastico e avranno possibilità prossime allo 0 di intraprendere una carriera universitaria.
A ostacolare il pieno godimento del diritto all’istruzione sono – in primis – le condizioni abitative. La maggior parte delle baraccopoli si caratterizza per la lontananza da servizi essenziali, collocati nelle estreme periferie delle città e spesso a ridosso di zone inquinate e insalubri. La carenza di reddito, la discriminazione, l’esclusione sociale, la deprivazione culturale e l’inadeguatezza dello spazio abitato sono tutti fattori che hanno un forte impatto sul benessere fisico e psichico di questi minori e causano l’insorgere delle cosiddette “patologie da ghetto”: malnutrizione, scabbia, tubercolosi, o disturbi psichici come ansia e depressione.
Una ricerca di Associazione 21 luglio (“Ultimo Banco“) focalizzata sul “Progetto di scolarizzazione Rom di Roma Capitale” del periodo 2009-2015 ha riportato dati allarmanti: nella città di Roma 9 minori rom su 10 non hanno frequentato la scuola con regolarità, un minore rom su 2 è in ritardo scolastico e frequenta quindi una classe non conforme alla sua età anagrafica, infine, sulla media dei 1.800 bambini rom iscritti a scuola solo 198 hanno frequentato almeno i tre quarti dell’orario scolastico. Nell’ultimo anno scolastico monitorato, quello del 2014-2015, nella baraccopoli istituzionale di Castel Romano, la frequenza regolare ha raggiunto il suo valore più basso attestandosi al 3,1%. Questi dati dimostrano, una volta di più, come le responsabilità di tale insuccesso siano imputabili principalmente al contesto socio-economico e alle politiche abitative promosse dall’Amministrazione locale.
Gli sgomberi forzati che interessano gli insediamenti informali rappresentano un ulteriore fattore di trauma per i minori delle baraccopoli, rendono le condizioni di vita delle famiglie coinvolte ancora più precarie e costituiscono un ennesimo ostacolo al pieno godimento del diritto all’istruzione, già pesantemente compromesso, dei minori che li subiscono. A Napoli, nel quartiere di Gianturco, uno sgombero forzato ha coinvolto circa 1300 rom in emergenza abitativa, di cui circa la metà minori, provocando una vera e propria diaspora alla vigilia della Giornata Internazionale dei rom e sinti celebrata l’8 aprile di ogni anno.
Per quanto riguarda la Capitale, da un monitoraggio relativo al periodo 1° novembre 2016 – 30 giugno 2017 Associazione 21 luglio aveva registrato nella città di Roma un incremento di operazioni pari al 133% rispetto agli otto mesi precedenti e il 23 ottobre scorso, con lo sgombero forzato numero 29 si è superato il totale di operazioni effettuate dalle forze dell’ordine nell’arco dell’intero 2016.
«Politiche ventennali realizzate su base etnica e destinate ai rom in quanto rom, hanno negli anni alimentato il circolo di povertà ed esclusione sociale – afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – ostacolando le famiglie rom svantaggiate e traducendosi in barriere per l’accesso a diritti fondamentali, come l’alloggio e l’educazione scolastica. Tra gli obiettivi della Rete Reyn Italia c’è anche quello di promuovere un cambio di rotta nel nostro Paese al fine di incentivare politiche realmente inclusive a partire dalla prima infanzia, all’insegna delle qualità e dell’alta professionalità”.

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
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Video istituzionale

Associazione 21 luglio presenta il video istituzionale!

Presentiamo qui il nostro video istituzionale, con il quale proviamo a raccontare cos’è Associazione 21 luglio, cosa fa e come lo fa.
Associazione 21 luglio “ci mette la faccia”, attraverso i volti e le parole dei nostri educatori, dello staff e delle bambine e dei bambini che sono il cuore del nostro lavoro vogliamo raccontare in pochi minuti il nostro impegno al fianco di chi vive la discriminazione.  Un modo per comunicare, con chiarezza e spirito di condivisione, come ci vedono i beneficiari dei nostri programmi.
Buona visione!
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