Archivio per mese: Maggio, 2018

Il Piano di Carta – Rapporto sui primi 12 mesi del piano rom del Comune di Roma

Il 31 maggio 2018 ricorre il primo anno dalla presentazione del “Piano Rom” del Comune di Roma. A 12 mesi di distanza, cosa è stato fatto? Quali azioni sono state implementate e qual è stato l’impatto reale sulle famiglie che risiedono all’interno dei “campi”? “Il Piano di Carta” analizza lacune e fragilità attraverso un attento lavoro di analisi documentale ricerca sul campo.
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Piano rom

Presentato oggi in Campidoglio "Il Piano di carta": monitoraggio a un anno dal Piano Rom

Presentato oggi in Campidoglio il Report “Il Piano di Carta”, un monitoraggio dei primi dodici mesi del “Piano rom” del Comune di Roma. Appello urgente di Associazione 21 luglio: «Ad oggi il Piano non sta funzionando, occorre una profonda revisione».

 
Roma, 30 maggio 2018 – Sono passati dodici mesi dalla presentazione del “Piano rom” del Comune di Roma, un documento che pianifica il superamento dei “campi” di Monachina e La Barbuta a cui si è aggiunto in corso d’opera l’insediamento di Camping River.
Nel corso di quest’anno, Associazione 21 luglio ha portato avanti un attento monitoraggio dell’andamento del “Piano” per valutare i risultati e l’impatto concreto sulla qualità della vita delle persone interessate, evidenziandone lacune e criticità. Da questo lavoro di analisi documentale e di ricerca sul campo è nato il report “Il Piano di Carta. Rapporto sui primi dodici mesi del Piano rom del Comune di Roma” – presentato oggi in Campidoglio – che evidenzia numerose fragilità cui è urgente porre rimedio.

Le persone coinvolte nel Piano

Un primo livello di inadeguatezza riguarda il numero di persone coinvolte. Secondo il “Piano di Roma Capitale per l’inclusione dei rom” sono ammessi alle misure di sostegno tutti i rom censiti dalla Polizia di Roma Capitale nel 2017, 4.503 persone presenti in 11 insediamenti formali che non comprendono in alcun modo i 1.600 rom presenti nei “campi” informali della città, circa 300 microinsediamenti sparsi nel territorio della Capitale. In assenza di qualsiasi progettazione di carattere inclusivo per questi nuclei in condizione di grave fragilità, sono rimasti gli sgomberi forzati. Dal 31 maggio 2017, giorno di presentazione del “Piano rom”, al 10 maggio 2018 sono stati 28 gli sgomberi forzati perpetrati dalle autorità capitoline che, in assenza delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite, hanno coinvolto un totale di circa 700 persone per un costo stimato di circa 880 mila euro.

Il Camping River

Già a pochi mesi dalla presentazione del Piano, il progetto del Comune ha dimostrato la sua inadeguatezza. Un primo banco di prova ha riguardato infatti il Camping River, per il quale una Deliberazione di giugno 2017 fissava la chiusura dell’insediamento al 30 settembre 2017, scadenza che non è mai stata rispettata perché si è scontrata da subito con la difficoltà oggettiva di attuare le azioni previste dal “Piano” una volta calate nel contesto reale. Ad oggi non solo l’insediamento è ancora aperto, ma nel frattempo le condizioni di vita al suo interno sono visibilmente peggiorate. Il 15 giugno, secondo la comunicazione notificata ai residenti, il Comune di Roma provvederà a rimuovere le abitazioni mobili presenti nell’area, aggravando così drammaticamente le condizioni delle 100 famiglie accolte.

Monachina e La Barbuta

Criticità si sono riscontrate anche nelle azioni volte al superamento degli insediamenti di “Monachina” e “La Barbuta”. A dicembre 2017 l’Ufficio Speciale, Rom Sinti e Caminanti ha comunicato l’esito del bando di gara per l’affidamento dei servizi finalizzati al superamento dei “campi”: per il primo non si è registrata alcuna domanda, per il secondo è pervenuta una sola offerta da parte dell’Associazione della Croce Rossa Italiana Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale.
Nel corso dei mesi, in tutti i casi e in ciascuno degli insediamenti monitorati da Associazione 21 luglio, l’Organizzazione ha riscontrato nei residenti una marcata sfiducia, una conoscenza superficiale e generica di azioni e finalità del Piano – sintomo di un inadeguato coinvolgimento dei diretti interessati – e una forte preoccupazione sulla mancanza di sostenibilità delle offerte abitative proposte dal Piano e dal Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma.

Minori e scolarizzazione

Risulta drammatica inoltre la situazione scolastica dei minori rom negli insediamenti formali della città. Dopo la sospensione del “Progetto di scolarizzazione che negli ultimi dieci anni ha registrato un numero di minori iscritti oscillante tra le 1.700 e le 2.000 unità, secondo il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastiche di Roma Capitale il numero dei minori rom iscritti alla scuola dell’obbligo nell’anno 2017-8 era drasticamente sceso a 1.025.

Raccomandazioni

Nel corso della presentazione del Report, Associazione 21 luglio ha ribadito la sua preoccupazione e ha chiesto una profonda revisione del Piano attraverso l’attuazione di alcune raccomandazioni, quali l’attivazione di un dialogo reale con le comunità rom in emergenza abitativa, l’inserimento di quanti sono stati esclusi nel censimento e l’individuazione di un ventaglio di strumenti abitativi e di percorsi di inclusione lavorativa certi e sostenibili.
In via urgente Associazione 21 luglio ha richiesto un intervento sociale per il miglioramento delle condizioni di vita all’interno dei “campi”, la sospensione degli sgomberi forzati degli insediamenti informali, l’arresto dell’emorragia di iscrizioni e frequenze scolastiche dei bambini rom e la revisione del Patto di Responsabilità solidale, sottoposto alle famiglie per accedere ai servizi del Piano, giudicato inadeguato e discriminatorio.
Secondo Associazione 21 luglio «Il Piano rom della Giunta Raggi è un “Fake Plan”, ovvero un “Piano di carta” con un impianto teorico ma una forte disconnessione dalla realtà degli insediamenti della Capitale, e quindi le sue azioni sono condannate al fallimento. Dopo dodici mesi dalla sua presentazione sono i numeri a parlare: 700 persone sgomberate al di fuori delle garanzie procedurali previste dalle Nazioni Unite; 1.000 bambini rom non più iscritti alla scuola dell’obbligo; condizioni di vita negli insediamenti drammaticamente peggiorate; 100 famiglie che il prossimo 15 giugno si vedranno private dei loro container nell’insediamento Camping River e costrette a dormire all’addiaccio. In compenso registriamo proclami fondati su dati errati e informazioni distorte. Solo una profonda revisione del “Piano rom”, urgente e immediata, potrà consentire un diverso impatto delle azioni promosse dal Campidoglio, che oggi risulta lesivo dei diritti fondamentali. Questo è l’appello che rivolgiamo alla sindaca Virginia Raggi»

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Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
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CERD

Mancano report ufficiali sui Rom: il richiamo del CERD all'Italia

Il Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale delle Nazioni Unite (CERD) ha inviato, il 17 maggio scorso, una lettera di preoccupazione al Governo Italiano inerente la condizione di rom e sinti in Italia e l’assenza di dati ufficiali relativa a queste popolazioni.
Giunto alla sua 95esima sessione, gli Stati Membri si sono riuniti per discutersi e confrontarsi sui rapporti ombra realizzati nei vari paesi a cui anche Associazione 21 luglio ha collaborato per quanto riguarda la parte relativa alle comunità rom e sinte residenti in Italia.

Le Osservazioni del CERD all’Italia

Le Osservazioni conclusive del CERD si sono sviluppate in una serie di considerazioni inerenti i discorsi e i crimini d’odio, atti razzisti e discriminazione.
Il paragrafo 22 è interamente dedicato alla situazione dei rom e sinti residenti nel nostro paese, per i quali fa notare alle istituzioni italiane una «mancanza di informazioni puntuali e manifesta la sua preoccupazione per: l’assenza di segnalazioni sulla continuità o no degli sgomberi forzati negli insediamenti; le informazioni sufficienti riguardo l’implementazione  della desegregazione abitativa e altre misure concrete messe in atto per assicurare condizioni abitative adeguate per rom, Sinti e Caminanti. La Commissione richiede che gli Stati parte forniscano informazioni dettagliate a riguardo nel prossimo report.»

Il contributo di Associazione 21 luglio

Alla luce di tali considerazioni il lavoro del terzo settore risulta tanto più prezioso, vista l’assenza di reportistica ufficiale su questi argomenti.
Un ulteriore contributo, oltre al rapporto ombra alla cui stesura Associazione 21 luglio ha già collaborato, verrà dato dalla nostra organizzazione con la presentazione di un dettagliato rapporto di monitoraggio su Roma relativo al Piano di superamento dei “campi” presentato un anno fa dal Comune di Roma.
Il report “Il Piano di Carta. Monitoraggio a un anno dal Piano Rom del Comune di Roma” verrà presentato in Campidoglio mercoledì 30 maggio. Qui tutti i dettagli.

Illuminiamo il futuro

TOY e Bambini al Centro per la campagna “Illuminiamo il futuro”

Adulti e bambini insieme per contrastare la povertà educativa in Italia.
Il 16 maggio abbiamo partecipato, insieme alle famiglie e ai bambini di TOY for Inclusion e del Centro Educativo Pilota Bambini al Centro, alla campagna “Illuminiamo il futuro” di Save the Children per portare iniziative culturali e proposte concrete nei territori con carenza di servizi o di offerta formativa.

I bambini e l’orto del Polo ex Fienile

La giornata si è aperta con la raccolta dei frutti della terra nell’orto del Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca con i più piccoli e le famiglie di Bambini al Centro, un grosso cespo di insalata, per poi passare alla semina di altra insalata e di fragoline. Bimbi e genitori hanno condiviso insieme questa esperienza e ci siamo divertiti a stare a contatto con la terra e a imparare le regole del ciclo della natura.

Letture interattive nella Toy Library di Tor Bella Monaca

Nella seconda parte della mattinata ci siamo trasferiti in Largo Mengaroni nella Biblioteca del giocattolo al Cubo Libro, partner romano del progetto TOY for Inclusion. Qui ci siamo messi in cerchio e abbiamo preso parte alla lettura di alcune storie tratte da libri interattivi, pubblicazioni per piccoli e piccolissimi concepiti sulle esigenze dei bambini: cartone resistente, fori di diversi formati, finestrelle, linguette, elementi funzionali, parti integranti delle storie.
Prima di salutarci abbiamo festeggiato questa giornata lanciando in aria tanti aeroplanini di carta colorati, simbolo della campagna “Illuminiamo il Futuro”.
 
IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Piano di carta

Il Piano di Carta – Monitoraggio a un anno dal "Piano Rom" del Comune di Roma

INVITO

Il 31 maggio ricorre il primo anno dalla presentazione del «Piano rom» del Comune di Roma che prevede il superamento di tre “campi” della Capitale: Barbuta, Monachina e Camping River.

A 12 mesi dalla pubblicazione del Piano, cosa è stato fatto? Quali azioni sono state implementate e qual è stato l’impatto reale sulle famiglie che risiedono all’interno dei “campi”?

Vi aspettiamo:

Mercoledì 30 maggio ore 11
Piazza del Campidoglio, 8 – ROMA
Sala del Carroccio

Per la presentazione del Rapporto:

“Il Piano di carta – Rapporto sui primi dodici mesi del Piano rom del Comune di Roma” a cura di Associazione 21 luglio

A seguire verrà proiettata la video-inchiesta di FanPage.it nei campi di Barbuta, Monachina e Camping River.

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
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Amarò Foro

Cos'è per noi la città? Amarò Foro per Confini Al Centro

Negli ultimi mesi abbiamo arricchito il laboratorio di Amarò Foro con nuovi contenuti. In vista della Convention “Confini Al Centro” che si è tenuta a Roma dall’11 al 13 maggio, ci è sembrato importante cominciare a chiederci: cos’è per noi la città? Cosa significa per un bambino o una bambina vivere in periferia e di cosa avrebbe bisogno? Interrogativi fondamentali che vanno di pari passi con gli obiettivi della pedagogia della cittadinanza e del progetto “Amarò Foro”, che in lingua Romanés vuol dire proprio “La nostra città”.

Il laboratorio

Ci siamo confrontati, ne abbiamo discusso insieme e, soprattutto, ci siamo fatti parecchie domande. Alla fine il mezzo migliore per esprimere i nostri pensieri e le sensazioni provate abbiamo scelto il rap. Nel breve testo di una canzone abbiamo racchiuso aspirazioni, paure e speranze per il futuro!
Ecco qual è stato il frutto del nostro lavoro:

La canzone

Le piazze, i parchi, i vicoli nascosti
Dove andrai, troverai qualcosa che non sai
In alcuni posti sirene, clown e mostri
Non solo la scuola mi ha insegnato ogni parola
Questi ragazzi non sanno rappare
Vorrei più spazio tra i palazzi per giocare
Vorrei che il mio banco fosse un foglio bianco
A casa sono stanco e di questo non mi vanto.

La presentazione per Confini Al Centro

L’avventura vissuta in questi mesi è stata documentata e presentata attraverso un video (vedi sotto) a tutti i partecipanti della Convention “Confini Al Centro”, innescando riflessioni e suscitando domande. Un lavoro importante che ha spianato la strada per i lavori che hanno portato all’eleborazione di un documento strategico di contrasto alla povertà urbana e educativa in Italia, con la speranza che possa entrare a fare parte dell’agenda poltica e del contratto di governo degli attuali decision makers.

Contratto

Il "Contratto" di Governo preoccupa Associazione 21 luglio: rom a rischio discriminazione

Nel “Contratto” di governo M5S-Lega si delineano scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in Italia. Associazione 21 luglio lancia l’allarme in una lettera alle autorità internazionali e nazionali.
Roma, 21/5/2018 – Il “Contratto per il Governo del Cambiamento” sottoscritto dai leader politici di Movimento 5 stelle e Lega preoccupa Associazione 21 luglio per gli intenti espressi all’interno del documento programmatico in riferimento alle comunità rom.

La lettera alle autorità

L’allarme è stato lanciato questa mattina dall’organizzazione in una lettera indirizzata a Dunja Mijatovìc, Commissaria Diritti Umani del Consiglio d’Europa; Vera Jouravà, Commissaria per la Giustizia della Commissione Europea; Leilani Fahra, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio adeguato, Schmidt Szabolcs, capo unità rom della Commissione Europea; FRA (Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali); Luigi Manconi, direttore Unar.

Il paragrafo del “Contratto” dedicato ai “campi nomadi”

Il capitolo 23 del Contratto di Governo – dedicato alla sezione “Sicurezza, legalità e Forze dell’ordine” – contiene al suo interno un paragrafo dal titolo “campi nomadi” che riporta «azioni necessarie» quali «la chiusura di tutti i campi nomadi irregolari […]; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».

Approccio securitario e discriminazione

Colpisce innanzitutto l’approccio securitario con cui è affrontata la “questione rom” che non considera in alcun modo i principi inclusivi espressi nella “Strategia Nazionale d’Inclusione dei rom, Sinti e Caminanti”, delineando così scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in emergenza abitativa residenti in Italia. Da non dimenticare inoltre come la Lega sia stata in passato una delle forze componenti del Governo Berlusconi che nel 2008 varò la cosiddetta “Emergenza Nomadi” – uno dei capitoli più bui della storia delle discriminazioni nei confronti della comunità rom e sinte in Italia – dichiarata poi illegittima dal Consiglio di Stato nel 2011.

La chiusura dei “campi” irregolari

In riferimento all’intenzione di chiudere tutti i «campi nomadi irregolari», si fa presente che il provvedimento dovrebbe interessare circa 9.600 cittadini comunitari, per l’86% di nazionalità rumena e il 14% bulgara. Tuttavia «è diritto di tutti i cittadini dell’UE e dei loro familiari – sottolinea la lettera – di circolare e soggiornare liberamente all’interno dell’UE, un diritto fondamentale per tutti i cittadini europei». Inoltre, aggiunge, «i provvedimenti di allontanamento devono essere valutati e decisi singolarmente assicurando le garanzie procedurali […] mentre le espulsioni di massa sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali».

La scolarizzazione dei minori rom

Altrettanto grave è l’intenzione di adottare misure punitive, come l’allontanamento forzato dei minori dalle proprie famiglie, per quanti non rispettano l’obbligo di frequenza scolastica. Tali affermazioni rischiano di scadere in una discriminazione etnica perché, anziché considerare il disagio materiale delle famiglie, concorrono nell’attribuire l’origine di queste situazioni di rischio ad assunti pregiudizievoli che identificano i rom come “culturalmente” inadatti a crescere i bambini. «Ogni minore – si ricorda nella lettera- ha diritto al rispetto della vita familiare, un diritto riconosciuto ai sensi dell’articolo 7 della carta dei diritti fondamentali dell’UE e dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo».

Le conclusioni di Associazione 21 luglio

Secondo Associazione 21 luglio «gli intenti espressi all’interno del Contratto di Governo non lasciano presagire nulla di buono anche per il clima di odio e di ostilità diffuso nel nostro tessuto sociale per il quale gli estensori del Contratto hanno avuto in campagna elettorale precise responsabilità. Come organizzazione che si occupa di tutelare e promuovere i diritti umani nelle periferie delle nostre città, vigileremo con sempre più attenzione, anzitutto per scongiurare in Italia una nuova ondata xenofoba che, visto il contesto attuale, potrebbe degenerare in un pericoloso e incontrollato conflitto sociale».
Associazione 21 luglio conclude la missiva affermando che continuerà a «monitorare le politiche attuate dal Governo che si andrà a costituire nei prossimi giorni e a informare le autorità europee sul loro impatto all’interno delle comunità rom in Italia».

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Elena Risi
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#ConfiniAlCentro

#ConfiniAlCentro presenta la Strategia contro la povertà a Lorenzo Fioramonti

La tre giorni di #ConfiniAlCentro si è conclusa oggi a Roma con la presentazione di un documento strategico per il contrasto alla povertà urbana in Italia. Il Comitato Scientifico della Convention al deputato Lorenzo Fioramonti: «chiediamo che i punti programmatici enunciati oggi vengano inseriti nel contratto di governo».
Roma, 13 maggio 2018#ConfiniAlCentro è giunto oggi al termine. Tre intensi giorni di confronto, dibattito e formazione con più di 100 partecipanti e oltre 30 relatori da tutta Italia, si sono conclusi con la presentazione di un documento programmatico per il contrasto alla povertà urbana in Italia: “Strategia nazionale di contrasto alla povertà”.

La presentazione della Strategia a Lorenzo Fioramonti

Il testo è stato presentato e consegnato al deputato On.le Lorenzo Fioramonti, esponente del Movimento 5 stelle. Mentre in questi giorni proseguono le trattative per la formazione del nuovo governo, è stata espressa oggi la richiesta di includere all’interno del contratto di governo punti e obiettivi elencati nel documento affinché diventino nuove linee guida programmatiche all’attenzione dei decisori politici che si apprestano a governare il nostro Paese.

I tavoli di lavoro e la situazione in Italia

Educazione, abitare, povertà estreme e media. Sono questi i quattro i tavoli tematici su cui hanno lavorato in questi tre giorni professionisti, studiosi e esperti da tutta Italia e da cui il Comitato Scientifico di #ConfiniAlCentro ha estrapolato il documento strategico conclusivo.
In Italia non esistono misure sufficienti di protezione dal rischio di povertà, le politiche di contrasto sono state fino ad oggi sporadiche o sperimentali e anche il REI (Reddito di Inclusione), introdotto dall’ultima legislatura, non può essere considerata una strategia sufficiente. A farne le spese sono soprattutto i minori, le famiglie con tanti figli a carico e le aree più depresse del Paese, specialmente il Mezzogiorno. Interventi seri finalizzati a un cambiamento vanno concentrati sull’infanzia, perché essere bambini poveri porta uno svantaggio maggiore. La deprivazione vissuta durante l’infanzia ha un impatto sulla vita dell’individuo più profondo e duraturo, per questo anche la “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” deve marcare il passo delle politiche pubbliche se si vuole aggredire seriamente i problemi strutturali della povertà urbana.

Cosa chiede la Strategia elaborata da #ConfiniAlCentro

«Chiediamo con fermezza di abbandonare ogni scorciatoia in termini emergenziali e di non cadere nella trappola di politiche estemporanee nei confronti di presunte emergenze. Nel nostro Paese, la situazione grave di povertà familiare, il cumulo di svantaggi verso i bambini e le nuove generazioni, la concentrazione di povertà in specifici quartieri marginali e l’assenza di misure per favorire la de-segregazione, non sono un fenomeno che possa essere aggredito con misure estemporanee o una tantum, né con interventi di presunta “temporaneità” come nel caso delle brutte esperienze dei campi nomadi/rom o dei “residence”». Lo ha enunciato con forza durante la presentazione dei punti programmatici del documento Tommaso Vitale, rappresentante di Associazione 21 luglio, membro del Comitato Scientifico della Convention #ConfiniAlCentro e professore dell’Università Sciences Po di Parigi.

La risposta di Lorenzo Fioramonti

«Quello che avete detto oggi mi trova pienamente d’accordo e mi impegnerò a portare nell’agenda politica queste questioni – ha dichiarato il deputato Lorenzo Fioramonti – credo che siano necessarie misure che affrontino questi temi con un duplice approccio: uno strutturale che aggredisca il problema alla radice promuovendo il cambiamento sul lungo periodo, e un altro che agisca nell’immediato e che sia in grado di mostrare da subito segnali di miglioramento».

Un auspicio per il futuro

#ConfiniAlCentro si è conclusa dunque con la richiesta e l’auspicio di aprire una nuova stagione, prevedendo la redazione di una “Strategia nazionale di contrasto alla povertà” in favore delle aree più povere e segregate delle città italiane. Deve essere una Strategia vera, che non sia composta solo di parole chiave e obiettivi morali, ma sia vincolante, contenga impegni di spesa, tempi certi, finanziamenti sicuri e adeguati, vincoli all’azione dei diversi livelli di governo, sanzioni per le inadempienze, obiettivi misurabili e verificabili, criteri di metodo per l’implementazione, e relative valutazioni di impatto. Deve essere una Strategia che guidi l’azione verso un cambiamento reale e con un impatto verificabile sulla vita e le opportunità delle persone. Non può essere una sola dichiarazione di intenti.
 



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Povertà urbana

#ConfiniAlCentro: politiche di contrasto alla povertà urbana

L’11 maggio avrà inizio a Roma la tre giorni di #ConfiniAlCentro, una Convention nazionale sulla povertà urbana organizzata da Associazione 21 luglio Onlus, Università di Roma Tor Vergata e la Rete Reyn Italia.
Roma, 9/5/2018 – Apriranno tra due giorni i lavori della Convention #ConfiniAlCentro, il primo incontro nazionale sui temi della povertà urbana che ha l’obiettivo di sviluppare un documento programmatico di proposte e riflessioni per elaborare strategie e politiche di contrasto alla povertà urbana sempre più diffusa in Italia. Associazione 21 luglio Onlus, come organizzatore di questo appuntamento insieme all’Università di Roma Tor Vergata e alla Rete Reyn Italia, ha scelto di ripartire dal quartiere di Tor Bella Monaca – periferia romana – per immaginare e ridisegnare insieme i contorni di una città più inclusiva e egualitaria. I lavori apriranno alle 15 di venerdì 11 maggio presso l’auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. All’iniziativa è stata conferita, come premio di rappresentanza, una medaglia del Presidente della Repubblica.

I temi e i relatori

Quattro i macrotemi e i tavoli di lavoro a cui i partecipanti, dalle professionalità più svariate, sono chiamati a dare il proprio contributo attraverso un attivo scambio di conoscenza ed esperienze dirette, dal diritto all’abitare a educazione e infanzia, dai media alle povertà estreme, mentre a condurre i tavoli e moderare i dibattiti saranno oltre 30 relatori, tra esperti, accademici, associazioni del terzo settore, attivisti e giornalisti*, oltre che deputati e consiglieri regionali. Al termine dei tre giorni di lavoro, le riflessioni e i contenuti emersi verranno presentati in forma di documento programmatico per la lotta alla povertà urbana.

Numeri e dati della povertà urbana nel mondo

Parlare di povertà urbana risulta quanto mai urgente, lo spiega il briefing di introduzione all’apertura dei lavori della Convention curato da Associazione 21 luglio. Nel documento si legge come, secondo le ultime stime fornite dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, per un totale che costituisce il 54,4% della popolazione del pianeta, cifra che – seguendo questo trend – è destinata a raggiungere il 60% entro il 2030. Accanto a questo processo di urbanizzazione diffuso, il World Inequality Report 2018, ha registrato un aumento delle diseguaglianze a livello globale. Se tra il 1980 e il 2016 l’1% della popolazione mondiale più ricco ha beneficiato di 27 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito mondiale, il 50% ha ricevuto solo 12 centesimi.

La situazione in Europa e in Italia

Questo processo di polarizzazione ha colpito anche l’Unione Europea che, secondo gli ultimi dati forniti da Eurostat, ha visto un aumento complessivo del fenomeno rispetto al 2008. Il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale ad oggi raggiunge la soglia dei 118 milioni, il 23,5% della popolazione che in valori assoluti rappresenta il numero di 806 mila unità in più. Tra gli stati membri è l’Italia il paese in cui – in termini assoluti – il tasso è cresciuto di più (3 milioni) davanti alla Spagna (2 milioni) e la Grecia (700 mila). Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2016 in Italia si stimano 1 milione 619 mila famiglie in condizione di povertà assoluta, sono 4 milioni e 742 mila persone pari al 7,9% della popolazione. Il quadro più preoccupante è quello relativo alla situazione di minori e giovani, tra i quali il tasso di povertà assoluta è aumentato sensibilmente dal 3,9% del 2005 al 12,5% del 2015 che equivale a 1 milione e 292 mila persone. Non meno preoccupante l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie numerose, quelle con cinque o più componenti, dove il tasso supera il 17%. Continua a pesare inoltre il divario tra nord e sud del Paese.

La sfida della Convention #ConfiniAlCentro

Di fronte a un simile scenario, #ConfiniAlCentro vuole costituire un momento di riflessione oltre che uno strumento per l’elaborazione di una proposta concreta che risponda al crescente fenomeno di “urbanizzazione della povertà”, caratterizzata da un modello di segregazione del disagio sociale nelle aree più periferiche, sempre più distaccati dal centro e dai ceti benestanti. Parallelamente negli anni, dagli ’80 ad oggi, si è consolidata la “politica dei campi” ma anche la formazione dei ghetti per lavoratori stagionali, centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Un sistema di relegazione e iper-ghettizzazione che marca una distanza spaziale oltre che relazionale, delineando così un percorso di impoverimento ulteriore all’interno delle nostre città.
La sfida che lancia #ConfiniAlCentro è quella di ripartire da questi luoghi, sollevando un dibattito tra esperti, professionisti e addetti ai lavori, per attivare strategie integrate di prevenzione e tutela. Perché una città più inclusiva è un valore aggiunto per tutti.
SCARICA IL BRIEFING: “CONFINI AL CENTRO. Cittadinanza ai margini e povertà urbana. Verso una nuova giustizia sociale”.
Vai al sito della Convention #ConfiniAlCentro
*In ordine di intervento durante la tre giorni: Franco Salvatori, direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Annamaria Rivera, antropologa e attivista antirazzista, Giulio Cederna; curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio per Save the Children; Antonio Tosi, già professore di Sociologia urbana presso il Politecnico di Milano; Maurizio Bergamaschi, professore associato di Sociologia presso l’Università di Bologna, Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia presso l’Università Sciences Po; Piero Vereni, professore associato di Antropologia culturale presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Enrica Morlicchio, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli; Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Carlo Cellamare, professore associato di Urbanistica presso l’Università La Sapienza; Francesco Careri, professore associato di Architettura presso l’Università Roma Tre; Mario Cecchetti, centro sociale El Chentro; Enrico Puccini, architetto; Chiara Paganuzzi, esperta in educazione e diritti dell’infanzia; Luca Randazzo, insegnante e scrittore; Matteo Bianchini, insegnante; Stefano Pasta, giornalista, Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano; Matteo Scarlino, direttore di Roma Today; Roberto Mazzoli, ricercatore sociale; Antonio Ciniero, docente di Sociologia delle Migrazioni, Università del Salento; Gennaro Avallone, ricercatore presso Università di Salerno; Sergio Bontempelli, presidente dell’Associazione Africa Insieme; Annalisa Camilli, giornalista; Valentina Brinis, Agenzia ONU per i rifugiati; Valentina Calderone, A Buon Diritto; Ahmad Al Rousan, Medici Senza Frontiere; Federico Bonadonna, antropologo; Luca Liverani, giornalista; Pina Cocci, attivista; Paolo Lo Judice, vescovo ausiliare di Roma Sud; Augusto Battaglia, Comunità di Capodarco; Maria Carosio, Comunità di Sant’Egidio; Cinzia Giubbini, giornalista; Massimo Pasquini, Unione Inquilini; Aurora Sordini, Associazione 21 luglio; Carmen Vogani, giornalista; Danilo Chirico, Associazione antimafie Da sud; Marco Genovese, Associazione Libera; Andrea Colafranceschi, Associazione Torpiùbella; Elio Lo Cascio, Save the Children.

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