Sgomberi di comunità rom: il Consiglio d’Europa ammonisce lo Stato italiano
Assicurare che le persone sfrattate non siano rese senzatetto, garantire che gli sgomberi non provochino condizioni di vita inaccettabili alle persone coinvolte, inoltre di informare senza indugio il Comitato delle misure adottate per attuare tutto questo. Ecco quali sono le indicazioni che il Comitato Diritti Sociali del Consiglio d’Europa ha presentato al governo italiano in materia di sgomberi in attesa di pronunciarsi in merito al ricorso presentato da Amnesty International nei mesi precedenti. Il documento elaborato dall’organizzazione internazionale sottolineava la presenza massiccia di sgomberi forzati, l’uso di misure segreganti al di sotto degli standard e il fallimento dello Stato italiano nell’assicurare un accesso all’housing sociale per i rom.
Lo sgombero di Giugliano come casus belli
Come casus belli il Comitato ha citato lo sgombero di 450 persone di etnia rom avvenuto durante lo scorso mese di maggio a Giugliano in Campania (provincia di Napoli) ad opera dell’amministrazione locale, a cui ha fatto seguito una serie di sgomberi reiterati in poche ore. Ad oggi la comunità rom giuglianese non ha ottenuto ancora una soluzione rispetto all’emergenza abitativa di cui è vittima.
Associazione 21 luglio è stata la prima organizzazione nazionale a denunciare lo stato di abbandono e di marginalità in cui perpetuano ormai da due mesi centinaia e centinaia di persone, sottolineando la violazione dei diritti umani, in particolar modo delle bambine e dei bambini che vivono all’interno della comunità: tra questi anche neonati. L’Associazione ha lanciato un appello e presentato, insieme all’European Roma Rights Centre, ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo, a seguito dell’iniziativa, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha imposto misure ad interim allo Stato italiano, poi ritirate per l’impegno assunto dallo stesso nei confronti della comunità rom giuglianese.
«Non ci stanchiamo di denunciare le sistematiche violazioni dei diritti umani»
«Accogliamo con favore le parole del Comitato perché per l’ennesima volta un organismo internazionale sente la necessità di raccomandare all’Italia il rispetto dei diritti fondamentali durante le operazioni di sgombero. Come Associazione 21 luglio non ci stanchiamo di denunciare le sistematiche violazioni dei diritti di donne e uomini, bambine e bambini che in questi anni, sotto i diversi governi nazionali e locali, hanno visto le loro abitazioni distrutte dalle ruspe. Attendiamo con fiducia una soluzione rapida ed efficace per la comunità rom giuglianese che vive ancora in uno stato di abbandono e di marginalità, uno stato che deve cessare quanto prima visto che le famiglie sono allo stremo delle loro forze e che le misure messe in atto dall’Amministrazione comunale appaiono ancora estremamente deboli e non strutturate» ha commentato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio.












