“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”, quinta lezione Scuola di politica “Confini al Centro”

Poco meno di 100 giorni e 400milioni di cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti a Strasburgo. Tema caldo di quella che si annuncia una campagna elettorale senza esclusione di colpi: l’immigrazione. Quali e quante risposte l’Europa riuscirà a formulare sul fenomeno migratorio? Quali sono i diritti e i doveri dei singoli stati appartenenti all’Unione? Dalla convenzione di Ginevra (1951) ad oggi (Decreto Sicurezza), il diritto internazionale ha assunto connotati e connotazioni spesso “interpretabili” che poco spazio lasciano al profilo umanitario del flusso. Rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni, rimpatriati e apolidi: diverso lo status, diversa la ragione.

Dalla Convenzione di Ginevra al Regolamento di Dublino

La Convenzione di Ginevra del 28 gennaio 1951, nata nel periodo post-bellico per regolamentare lo status dei rifugiati viene integrata, qualche anno più tardi (1967) con un protocollo firmato a New York che definisce la nozione di rifugiato anche dal punto di vista del diritto internazionale. Un documento poi superato/ampliato dalla Convenzione che regola aspetti specifici della questione dei rifugiati in Africa, adottata nel 1969 dall’Organizzazione per l’unità africana, oggi Unione Africana, e la Convenzione sullo status dei rifugiati negli Stati arabi, adottata dalla Lega degli Stati arabi nel 1994. Grazie all’intervento dell’Alto Commissariato per le Nazioni Unite dei Rifugiati già a partire dalla metà degli anni 1950, il termine “rifugiato” ha ampliato il proprio mandato anche a gruppi di persone che varcano una frontiera internazionale in conseguenza di conflitti, o cambiamenti di carattere politico, sociale o economico nei loro paesi di origine e sprovvisti della protezione dei propri governi.

Il regolamento di Dublino, dal 2003 al 2014

Il regolamento di Dublino è il documento principale adottato dall’Unione in tema di diritto d’asilo. Emanato nel 2003 per sostituire la Convenzione di Dublino del 1990, nel 2014 entra in vigore il cosiddetto Regolamento Dublino III che integra e modifica alcune delle disposizioni dello Stato membro competente all’esame della domanda di protezione internazionale e le modalità e tempistiche per la determinazione. Il regolamento impedisce di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell’Unione.

Il sistema Eurodac

Il sistema Eurodac, in vigore in Europa, è un archivio comune delle impronte digitali dei richiedenti asilo usato dalla polizia per controllare se sono state presentate diverse domande. I richiedenti asilo hanno diritto a rimanere nel paese di arrivo anche se non hanno regolari documenti d’ingresso e a essere assistiti. Se la richiesta d’asilo viene respinta, il richiedente può fare appello.
Il programma di “relocation”
Nell’ambito dell’Agenda Europea sulla Migrazione (Commissione Europea, 2015), viene adottata l’iniziativa di “relocation” (ricollocazione). In tale quadro, la procedura di ricollocazione prevede, in parziale deroga al Regolamento (UE) n. 604/2013 cd. Dublino III, la ricollocazione di persone in evidente bisogno di protezione internazionale.

Costituzione Italiana

Nella Costituzione italiana, all’Art.10 comma 3, si legge: “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese, l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”

“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”. Con il prossimo appuntamento della Scuola di politica “Confini al Centro”, noi di Associazione 21 luglio, insieme a Università Tor Vergata, tentiamo di dare una definizione “leggibile” circa lo status dei rifugiati e sulla condizione di migranti. Per farlo abbiamo chiesto un prezioso contributo a Chiara Favilli, docente di Diritto dell’Unione Europea (Università di Firenze), Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e docente di Diritto Internazionale (Università di Teramo), massimi esperti in Italia del fenomeno e conoscitori del diritto. Martedì 19 febbraio alle ore 17.30, presso il Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca ne discutiamo insieme per avviare un dibattito e una riflessione.

 

Apprendisti fotografi crescono al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca

Apprendisti fotografi tra lezioni frontali e esperienze sul campo. I protagonisti sono gli studenti del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca che guidati dal professionista Fabio Moscatelli (Associazione 21 luglio) affronteranno un percorso di studio e di pratica per raccontare il quartiere attraverso scatti e immagini.Apprendisti fotografi, tra teoria e pratica

A raccontare l’esperienza avviata nelle scorse settimane è Fabio Moscatelli, fotografo e già autore di una raccolta fotografica dal titolo “Qui vive Jeeg” che racconta attraverso scatti importanti la storia di chi il quartiere lo abita e ne diventa ogni giorno un supereroe. “Gli incontri si svolgono a cadenza settimanale all’interno dei locali della scuola – ha spiegato Fabio, Associazione 21 luglio e responsabile del progetto – dopo una prima panoramica teorica sulla fotografia e sulle finalità del progetto, abbiamo diviso il quartiere in macro-aree e ho lasciato che fossero loro a decidere su quale area lavorare in particolare”.

Tante sorprese in cantiere!

Ai ragazzi del liceo, iscritti al primo e al secondo anno, sono stati mostrati anche scatti d’autore, come esempio e come ispirazione. “Durante la scorsa lezione – ha concluso Fabio – gli apprendisti fotografi hanno già portato i primi lavori”. Tante idee in cantiere e tante sorprese ancora da scoprire! L’attività rientra nel progetto Stelle di Periferie selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

Ultima chiamata! Ancora aperte le iscrizioni per i laboratori di break dance

Ultima chiamata! È possibile ancora per qualche giorno effettuare le iscrizioni ai corsi di arteducazione promossi da Associazione 21 luglio nell’ambito del progetto “Amarò Foro”. Giochi, integrazione, crescita: sono queste le parole d’ordine del progetto che da due anni anima i pomeriggi del Polo di sviluppo culturale ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca.

Il progetto è aperto a bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e i 14 anni

La professionalità degli educatori e le scelte mirate nella didattica e nelle iniziative messe in campo impongono una cognizione chiara e puntuale dei partecipanti e di quanti aderiscono al progetto. Il laboratorio di break dance alla scoperta dell’arte e della città che ha il nitido obiettivo di sviluppare la consapevolezza di sé, dell’altro e della società, si connota di azioni importanti per la crescita dei bambini in età scolare. Al progetto possono partecipare bambini con una fascia di età compresa tra 7 e 14 anni.

Ancora aperte le adesioni!

“Siamo molto orgogliosi della partecipazione fino ad ora registrata – ha spiegato Giuseppe Gatti, Associazione 21 luglio e responsabile del progetto – invitiamo quanti non lo abbiano ancora fatto a iscriversi presto così da poter sviluppare ancora meglio la progettualità prevista per i prossimi mesi”.

Quarto sgombero forzato in 20 giorni nel Municipio IV di Roma, Associazione 21 luglio: «Nuova modalità: minacce e parziale distruzione preventiva delle abitazioni»

Sono iniziate all’alba di questa mattina le operazioni di demolizione delle abitazioni presenti all’interno di un insediamento informale abitato fino a ieri da 19 persone di origine rom e cittadinanza rumena – tra cui 7 minori, e 3 donne in stato di gravidanza – che, con le loro 7 abitazioni occupavano uno spazio all’interno di un terreno lungo via Collatina Vecchia, a Roma. Tale sgombero per le modalità con cui è stato realizzato sembra inaugurare una nuova pratica caratterizzata, prima dell’arrivo delle ruspe, da minacce e dal danneggiamento delle abitazioni.

Gli operatori comunali con l’ausilio di mezzi meccanici, nella mattinata di oggi hanno iniziato le operazioni di demolizione dei manufatti in evidente violazione degli obblighi internazionali e senza rispettare le garanzie procedurali in materia di sgomberi previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. L’operazione, non è stata infatti preceduta da alcuna notifica scritta alle famiglie. Le famiglie, che nei giorni scorsi erano state più volte minacciate da rappresentanti delle Forze dell’Ordine che qualora il giorno dello sgombero fossero state trovate all’interno delle abitazioni si sarebbe proceduto alla divisione dei nuclei con eventuale allontanamento dei minori, nelle prima ore dell’alba di ieri si erano allontanate dall’insediamento. Nelle ore successive per evitare il loro rientro nelle rispettive abitazioni alcuni agenti delle forze dell’ordine intervenute in un sopralluogo, hanno provveduto alla distruzione delle finestre e delle porte. Questa mattina si sono completate con le azioni delle ruspe, le operazioni di distruzione delle abitazioni e nell’insediamento risultava presente una sola persona.

Le persone sgomberate, alcune parenti della piccola Cirasela, ferita alla schiena lo scorso 17 luglio, erano già state allontanate da un insediamento nel quale vivevano con la famiglia della bambina, lo scorso 3 ottobre e avevano trovato rifugio nel sottopasso di via Palmiro Togliatti, lungo la via Collatina Vecchia, in un’area utilizzata da anni come discarica abusiva.

Quello di oggi è il quarto sgombero forzato organizzato dall’inizio del 2019 nel Municipio IV di Roma, dopo lo sgombero in zona Ponte Mammolo (14 gennaio); tra via Fiorentini e via della Serenissima (18 gennaio); presso la stazione metro Quintiliani (30 gennaio). Nel solo 2018 le operazioni di sgombero forzato che avevano coinvolto le comunità rom e registrate a Roma erano state ben 40.

Con l’odierna, ennesima violazione dei diritti umani, il Comune di Roma sembra non considerare in alcun modo quanto espresso lo scorso 14 gennaio dal Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio d’Europa che aveva manifestato una forte preoccupazione per condizioni di vita delle comunità rom che, in Italia, vivono in una condizione di discriminazione. Il Comitato aveva evidenziato nel suo Report che «in alcuni Comuni italiani la predisposizione di progettualità volta all’implementazione di misure atte all’inclusione abitativa dei nuclei famigliari rom e a percorsi scolastici rivolti ai minori rom non abbiano nel complesso determinato un miglioramento rilevante dello status quo. La segregazione abitativa e la reiterata prassi degli sgomberi forzati delle comunità rom che vivono nelle baraccopoli continuano a marginalizzare e a discriminare una fascia di popolazione già di per sé vulnerabile. Permangono di fatti per loro le barriere strutturali all’accesso ai servizi sanitari, scolastici, abitativi e lavorativi».

Secondo Associazione 21 luglio è giunto il momento di arrestare l’odiosa pratica degli sgomberi forzati degli insediamenti informali con la quale l’Amministrazione Capitolina intende affrontare e risolvere un problema legato alla marginalità e alla povertà con un approccio meramente sicuritario.

«Le famiglie che oggi in via Collatina Vecchia hanno visto le loro abitazioni colpite dalla furia distruttiva delle ruspe comunali – afferma Carlo Stasolla – ieri erano state sgomberate da via Palmiro Togliatti e domani lo saranno nel nuovo insediamento che andranno a realizzare. Quale progettualità prevede l’Amministrazione Comunale per questi nuclei? Quali soluzioni oltre a sgomberi forzati che hanno un costo economico altissimo e che compromettono la tutela dei diritti fondamentali? La ruspa è l’unico strumento utilizzato dal Comune di Roma?».
A seguito dello sgombero di oggi, Associazione 21 luglio chiede una moratoria degli sgomberi forzati sul territorio romano per dare modo di affrontare con una modalità inclusiva la problematica legata ai 300 micro insediamenti informali che insistono nella Capitale.

Nella giornata di oggi, Associazione 21 luglio, in un incontro già previsto con una delegazione del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), esporrà i propri timori e la propria indignazione rispetto alla gestione degli sgomberi forzati delle comunità rom sul territorio di Roma Capitale e alle modalità con cui gli stessi vengono effettuati

Sea Watch: 50 organizzazioni scrivono a Conte: “Fateli scendere”

Associazione 21 luglio ha aderito alla lettera sottoscritta da 50 organizzazioni e associazioni che a vario titolo sono impegnate per i diritti dei minori e che si rivolgono direttamente al premier Conte per chiedere con urgenza improrogabile che tutte le persone a bordo della Sea Watch tocchino terra nel più vicino porto sicuro, nel rispetto delle leggi e convenzioni internazionali. 

“Urgenza improrogabile, i minori e tutte le persone presenti tocchino terra”

“È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto”. E’ questo il messaggio contenuto nella lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dalle associazioni.

“Si facciano sbarcare almeno i minori”

Nella lettera in particolare si chiede al Presidente Conte che si dia seguito oggi stesso alla richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che “le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione Europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela dei minori di 18 anni rendono lo sbarco un atto dovuto, sinora ritardato senza comprensibili motivi”

La richiesta al Premier Conte

La richiesta al Premier è di intervenire immediatamente ed “esercitare quanto nelle Sue responsabilità per far sì che questo ulteriore penoso episodio si concluda oggi stesso con lo sbarco di tutti e l’opportuna e immediata presa in carico dei minori loro malgrado coinvolti. Si tratta di persone che hanno già subito violenze e privazioni durante il viaggio, la loro sofferenza si è prolungata sin troppo ed è responsabilità delle Istituzioni italiane porvi fine.”

La seconda fase di Toy for Inclusion si focalizza su rom e migranti

Grande notizia! Toy For Inclusion ha ricevuto un fondo extra che permetterà l’apertura di più Play Hubs nel 2019-2021. I nuovi finanziamenti dati dalla Commissione Europea allargheranno il gruppo di beneficiari in modo tale da includere i migranti e i bambini che vivono in condizioni di disagio. Grazie ai nuovi finanziamenti il progetto prevede l’apertura di nuovi Play Hub in ciascun Paese partecipante e si espanderà anche in Turchia.

“Siamo entusiasti nell’apprendere che Play Hubs di Toy For Inclusion continuano a fornire servizi ai bambini e alle famiglie delle comunità svantaggiate. Questi Play Hubs danno molte opportunità alle famiglie che incontrano. Ai bambini e agli adulti che giocano insieme e ai loro genitori vengono dati consigli da esperti sullo sviluppo dei bambini” dice Mathijs Euwema, Director delle iniziative sullo sviluppo dei bambini che coordina il progetto.

I Play Hubs sono spazi inclusivi dove i bambini e le famiglie provengono da differenti estrazioni sociali vengono incoraggiati a imparare: ai bambini viene permesso di prendere in prestito i giocattoli, vengono fornite informazioni sulla genitorialità, sulla salute, sul primo apprendimento e sullo sviluppo sia ai genitori che ai nonni. “Non mi sono mai sentita così benvoluta e rispettata prima d’ora” dice Ana Dirdova madre rom di sei bambini e partecipante del Play Hub in Slovacchia.
Il progetto ha creato otto Play Hubs per giovani bambini in sette paesi europei: uno in Belgio, Croazia, Latvia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia e due in Italia.

“Shoah – Porrajmos”, l’abbraccio delle due Memorie

«Inizialmente solo per gli ebrei esistevano le camere a gas, unicamente per loro. In un secondo momento, nell’estate del 1944, purtroppo anche per gli zingari fu decretata la stessa “soluzione finale”. Li hanno mandati a morire nelle camere a gas. Ebrei e zingari morivano per gas» (Pietro Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz)

Porrajmos: 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista.

Il 27 gennaio si celebra in Italia la Giornata della Memoria – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la Shoah, ma che dimentica di commemorare anche i 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista. Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms

I quattro periodi del Porrajmos

Sono quattro i periodi del “Porrajmos”, la violenta azione che in Italia ha inghiottito nel vortice dello sterminio centinaia di famiglia colpevoli solo di appartenere ad una “razza” giudicata senza speranza di conversione. Il primo periodo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera. Il secondo periodo è racchiuso trail 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere. Il terzo periodo si inaugura con un Ordine emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”. L’ultimo periodo, il quarto, parla il drammatico linguaggio della “soluzione finale” verso i campi di sterminio.

Da Largo 16 ottobre a piazza degli Zingari per abbracciare le due Memorie

All’interno della Settimana della Memoria, Associazione 21 luglio, con il patrocinio di Progetto Memoria – Associazione che si compone di sopravvissuti ai lager e testimoni diretti e indiretti -, organizza domenica 3 febbraio alle ore 11,00 una passeggiata urbana nel cuore di Roma per unire, in un unico abbraccio le Memorie delle due persecuzioni. La passeggiata avrà inizio alle ore 11,00 presso Largo 16 ottobre 1943 con la testimonianza del sopravvissuto Lello Dell’Ariccia. I partecipanti si sposteranno poi in una passeggiata libera verso Piazza degli Zingari dove lo strorico Luca Bravi, accompagnato da alcune testimonianze, racconterà la vicenda del Porrajmos in Italia.

L’evento si concluderà in piazza degli Zingari

L’evento, accompagnato da musica tzigana, dalle canzoni di Maurizio Di Veroli e dalle riflessioni della giornalista Annalisi Camilli e dell’antropologo Piero Vereni, si concluderà in Piazza degli Zingari alle ore 12,30 con un omaggio presso la targa che ricorda lo sterminio del popolo rom.Ogni singolo partecipante è invitato a portare un fiore da deporre in piazza degli Zingari.

Aderiscono all’inizitiva (in ordine di adesione): Associazione Progetto Memoria, Laboratorio di Pratiche Etnografiche dell’Università di Tor Vergata, A Buon Diritto, Arci Solidarietà, Associazione Radicali Roma, Gruppo EgaulMente, Partito Democratico di Roma, Amnesty International Italia, Alleanza Romanì, Verdi di Roma, Arci Roma, Gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace.
Per informazioni e adesioni: info@21luglio.org

Alla scuola di politica “Confini al Centro”, la presentazione del libro “La macchia urbana”

Scuola di Politica “Confini al Centro” nasce con l’idea di creare un luogo di condivisione, di riflessione e di dibattito intorno a temi attuali. Le lezioni, aperte alla cittadinanza, si svolgono presso il Polo di sviluppo educativo e culturale ex Fienile di largo Mengaroni, nel luogo simbolo della periferia romana: Tor Bella Monaca. Gli incontri, iniziati a partire dal mese di ottobre e con cadenza mensile, sono intervallati dall’organizzazione di eventi e tra questi la presentazione di libri che raccontano attualità, periferia, storia.

Presentazione del libro “La macchia urbana”

Il primo degli appuntamenti del 2019 è fissato per martedì 29 gennaio con la presentazione del libro “La macchia urbana” di Michele Grimaldi. All’evento, che si svolgerà a partire dalle 18.30, i saluti di Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, Giovanni Caudo, presidente del Municipio Roma III, Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, Walter Tocci, Centro per la Riforma dello Stato e l’autore. Modera Piero Vereni, antropologo, professore associato Università di Roma Tor Vergata.

Partecipano alla realizzazione dell’evento organizzato da Associazione 21 luglio, Università Tor Vergata e associazione Bella Vera.

 

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“Scuola di Politica – Confini al Centro”, riflessione e confronto all’ex Fienile

“Scuola di Politica – Confini al Centro” è tra le ultime iniziative promosse da Associazione 21 luglio in collaborazione con Università Tor Vergata. Palcoscenico di incontri, dibattiti e riflessioni aperti alla cittadinanza è il Polo di sviluppo educativo e culturale ex Fienile di Tor Bella Monaca. A partire dal mese di ottobre, alcune delle tematiche più importanti dell’attuale panorama socio-politico-economico vengono sviscerate alla presenza e grazie al contributo di esperti di settore. Tra gli ospiti annoverati fino ad ora Luigi Manconi, Christian Raimo, Marco Dotti, Riccardo Magi e ancora Mao Valpiana e Nicola Zamperini. Gli incontri sono moderati dal prof. Piero Vereni, antropologo, professore associato all’Università di Roma Tor Vergata. La scuola di politica segue la scia del convegno organizzato da Associazione 21 luglio e Università degli studi di Roma “Tor Vergata” durante lo scorso mese di maggio “Confini al Centro”.

Il prossimo appuntamento in calendario il 22 gennaio “La tragedia di Antigone”

La prossima lezione, dal titolo “La tragedia di Antigone” è fissata in calendario per il pomeriggio di martedì 22 gennaio alle ore 17.00 presso la struttura di largo Mengaroni, 29. Ne discutono Emilia Rossi, Garante nazionale dei diritti dei detenuti e Patrizio Gonnella, presidente Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili. A seguire il dibattito. Le lezioni, inoltre, sono intervallate da incontri e presentazione di libri come l’evento previsto per il giorno 29 gennaio “La macchia urbana” di Michele Grimaldi.

La scuola di politica come occasione di resistenza, condivisione e riflessione

“In questo particolare momento storico e sociale è importante creare momenti di resistenza, di condivisione ma anche di riflessione. Farlo qui assume per noi un significato importante proprio perché occorrono studio e disciplina, le lezioni sono intervallate da laboratori seminariali e letture partecipate” ha commentato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio. Infine, Piero Vereni: “Un momento particolarmente importante perché riteniamo essenziale che l’università non sia ancorata solo ad un sapere libresco e formale ma sia un sapere che va sul territorio e si confronta con la realtà”.

Il Polo ex Fienile, è stato dato in gestione a canone agevolato dal Comune di Roma all’ATS composta da Associazione 21 luglio (capofila), Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e associazione culturale Psico Analisi Contro diventando la sede deputata per la realizzazione di corsi e progetti volti all’inclusione.

 

Riparte lo “Spazio baby” all’ex Fienile tra incontri con nutrizionisti e nuovi laboratori

Laboratori, attività, progetti e incontri con esperti: inizia così il 2019 all’ex Fienile, Polo di sviluppo educativo e culturale di Tor Bella Monaca. Con la ripresa delle lezioni scolastiche dopo la pausa natalizia, anche gli operatori professionisti di Associazione 21 luglio sono tornati sul campo e hanno avviato la nuova stagione all’insegna di tante novità.

Incontri aperti con un esperto nutrizionista

Tra quelle più importanti figura di certo il ciclo di incontri con un esperto nutrizionista durante il mese di gennaio che rientra nell’attività “Cura del bebè” del progetto Tor Bell’Infanzia selezionato dalla fondazione “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. In queste occasioni i bambini e i loro genitori potranno chiedere all’esperto consigli esponendo i propri dubbi per ottenere informazioni e suggerimenti circa il corretto nutrimento durante la fase della crescita. L’accesso agli incontri presso il Polo ex Fienile di largo Mengaroni è libero.

Il laboratorio di origami e nuove iniziative

Un avvio sperimentale durante lo scorso mese di dicembre ha portato grandi risultati: il laboratorio di origami con operatrici e mamme, realizzato presso l’ex Fienile, è stato un successo. “Siamo entusiasti del lancio di questa nuova attività che ha visto impegnate le mamme in creazioni originali – ha raccontato Sara Savelli, operatrice Associazione 21 luglio, responsabile del progetto che ha anticipato – si svolgeranno nuovi laboratori come quello di decoupage e uncinetto”.

Vi aspettiamo allo Spazio Baby!

Lo “Spazio Baby” è aperto le mattine del lunedì, mercoledì e venerdì per accogliere le mamme e i loro bimbi di età compresa tra gli 0 e i 3 anni. “L’obiettivo è offrire un luogo sicuro e accogliente dove mamme e bambini possano ritrovarsi per socializzare, giocare insieme e offrire ai loro bambini stimoli necessari per una sana crescita fin dai primi anni di vita.”. Infine: “Siamo soddisfatti del percorso realizzato fino ad ora e auspichiamo una partecipazione sempre maggiore per continuare a lavorare in sinergia con le famiglie del territorio e non solo. Vi aspettiamo all’ex Fienile”.

 

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