TORBELLAMONACA – Ricerca-azione di una comunità al femminile nella periferia romana

TORBELLAMONACA – Ricerca-azione di una comunità al femminile nella periferia romana è il nuovo report di Associazione 21 luglio. Il report raccoglie la voce, l’opinione e le necessità di 290 donne rispetto alle difficoltà che concernono il vivere in un quartiere come questo, conosciuto come il “quartiere delle case popolari”, non a caso Tor Bella Monaca detiene il primato nazionale in termini di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica con una percentuale di abitazioni di proprietà del patrimonio pubblico pari all’82%.

È possibile scaricare il report https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2022/05/Ricerca-TBM-13-05.pdf.

Racconti di esclusione e di riscatto: L’antirazzismo visto dalle donne di “Torbella”

È un sabato mattina come tanti, siamo al centro di Roma, nei quartieri delle vetrine chic, dei teatri, del barocco, delle immortali rovine dell’antichità. Un gruppo di donne, nate in ogni angolo del mondo, scende da un autobus confondendosi tra la folla. Le otto donne, sorridenti e impeccabili, si fermano nell’ampio marciapiede di Largo di Torre Argentina. Possono sembrare turiste come tante, ma non lo sono; si infilano addosso delle magliette con stampata la scritta “Un libro non si giudica dalla copertina!” e sistemano sopra un tavolino le copertine di un libro, ciascuna il proprio libro. A fare questa “irruzione” sono donne di Tor Bella Monaca, venute dalla cosiddetta periferia estrema, ad appena 17 chilometri di distanza che sembrano un abisso. Ognuna di loro racconta la sua storia, il suo libro vivente che lei stessa rappresenta, ad ogni passante che ne fa semplicemente richiesta.

L’iniziativa è la biblioteca vivente dell’Associazione 21 luglio, giunta alla sua seconda edizione, organizzata in occasione della XVIII Settimana di azione contro il razzismo promossa dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), che finanzia l’iniziativa. Ad orientare l’avventore disposto ad ascoltare i libri viventi c’è un bibliotecario d’eccezione, l’antropologo Piero Vereni. Ad accompagnare le otto protagoniste in questo percorso di auto-narrazione ci sono ricercatrici, operatrici sociali e video-maker. E poi ci sono loro: quei libri che bisogna conoscere, in cui occorre immergersi, prima di giudicare.

C’è la giornalista L., oppositrice politica venezuelana, che dopo essere costretta a fuggire dal suo paese ha dovuto subire la xenofobia in Perù, dove i rifugiati venezuelani vengono accusati di “rubare il lavoro” ai peruviani, anche se questi lavori sono tra i più umili e degradanti. C’è la storia di Z., letteralmente sopravvissuta ai tentativi dei parenti di farla fuori, più volte, fin da quando era bambina, per il solo motivo d’esser nata femmina. C’è la sagace ironia di S., nata e cresciuta tra Togo e Camerun, che ha imparato ad usare il sorriso – e un pizzico di sarcasmo – per districarsi tra i pregiudizi di chi vorrebbe vederla come una selvaggia venuta dalla giungla o vissuta in capanne di paglia. Sono otto storie ma potrebbero essere cento, mille, un milione, tutte diverse tra loro ma accomunate dal fatto di testimoniare gli effetti della costruzione dell’altro, del diverso, come qualcosa di intollerabile.

L’odio razziale, la xenofobia, le violenze di genere, si presentano su più livelli che s’intrecciano e si stratificano nelle singole storie. Questo ci induce a ragionare sull’intersezionalità delle esigenze e sul razzismo inteso come esclusione in senso ampio, politico e socio-economico. Delle centinaia di donne che frequentano il Polo ex Fienile, la maggior parte ha subito forme di violenza o discriminazione di varia natura. Sono più volte escluse: in quanto donne, in quanto straniere o percepite come diverse, in quanto residenti in un quartiere popolare con una “pessima fama”. Ad un colloquio di lavoro difficilmente riveleranno di vivere a Tor Bella Monaca, perché ciò può rappresentare un ostacolo ulteriore per l’ottenimento dell’impiego, o peggio, essere un marchio che permette di venire sfruttata o maltrattata. Uno stigma che non soppianta, ma si aggiunge ai pregiudizi etnici e alle difficoltà di ogni donna in contesti di fragilità sociale. Lo abbiamo visto nei campi rom e nelle baraccopoli delle nostre città, è un fenomeno che conosciamo e che sembra replicarsi con le sue specificità anche a Tor Bella Monaca: è il ghetto che “costruisce” il diverso, non il contrario.

Ad alimentare lo stigma contribuisce il sistema mediatico e la conseguente narrazione politica su Tor Bella Monaca. Un processo di razzializzazione che vede il residente nelle torri di edilizia popolare come il diverso interno per eccellenza, proprio come lo sono gli abitanti delle baraccopoli. L’abitante complice del malaffare o vittima inerme, da civilizzare, punire o salvare. Da questa narrazione tossica, come abbiamo visto, non si esce se non lasciando parlare quelle stesse persone, che non si considerano affatto dei “senza voce”, che non vogliono essere rappresentati dal portavoce di turno (il più delle volte maschio) che parla a nome di un quartiere estremamente più complesso, nella sua pluralità di voci. Queste donne hanno raccontato un pezzo della loro storia, testimoniando come l’intolleranza e la paura del diverso non siano un problema proprio dei quartieri poveri, né solo dell’Italia o dell’Europa, lasciandoci al contrario vedere chiaramente come agiscono i diversi livelli di razzismo, misoginia, ziganofobia, islamofobia e violenza politica.

È anche vero, d’altra parte, che ogni storia contiene la propria strada verso il riscatto, che spesso, nel silenzio delle vite di ciascuna, emerge e funziona contro ogni imposizione narrativa. A raccontare le proprie storie ai passanti del centro di Roma, ci sono lavoratrici, madri, piccole imprenditrici, attiviste, ma anche donne intente nelle proprie battaglie personali per l’indipendenza economica, contro la burocrazia, per la scolarizzazione dei bambini e delle bambine, contro l’esclusione sociale. Insieme sanno essere comunità, seppure una comunità totalmente anomala rispetto a quello che la società di partenza aveva previsto per loro. Questa anomalia, crediamo, sarà ciò che riuscirà a scardinare le gabbie della ghettizzazione, a disarticolare i muri della diffidenza.

Associazione 21 Luglio chiamata a coordinare il monitoraggio della Strategia Nazionale

A inizio 2022, a seguito di un bando, Associazione 21 luglio è stata chiamata a coordinare per l’Italia il lavoro di monitoraggio della nuova Strategia Nazionale di uguaglianza, inclusione e partecipazione di Rom e Sinti (2021-2030) insieme a: Associazione Community Organizing Onlus, Cooperativa Roma Solidarietà, Consorzio Nova e Fondazione Casa della Carità.

L’iniziativa fa seguito al progetto pilota Roma Civil Monitor (RCM) 2017-2020 e mira a coinvolgere almeno 90 organizzazioni della società civile rom e pro rom e individui provenienti da 26 Stati membri dell’UE (Malta esclusa) nel monitoraggio e nella comunicazione dei quadri strategici nazionali (NRSF) degli Stati membri. L’iniziativa contribuirà a costruire le capacità delle società civili nazionali e fornirà loro un supporto sistematico al dialogo, all’advocacy e alla cooperazione con gli stakeholders nazionali. La prima azione della coalizione italiana guidata da Associazione 21 luglio sarà la redazione di un rapporto di analisi critica della Strategia Nazionale di uguaglianza, inclusione e partecipazione di Rom e Sinti (2021-2030) che si avvarrà di interviste somministrate ad osservatori chiave della società civile e amministratori pubblici.

VIDEO | La ‘biblioteca del giocattolo’ a Tor Bella Monaca

Che cos’è la ‘biblioteca del giocattolo’?

Un carrello itinerante che portiamo negli angoli più ‘nascosti’ di Tor Bella Monaca, quegli spazi connotati da palazzoni e colori scuri, annoverati tra le piazze di spaccio più grandi del Paese. I nostri educatori trascorrono le mattine con i piccoli abitanti del quartiere e con le loro famiglie. Al termine dei giochi, le mamme e i papà possono prendere in prestito libri o giocattoli e continuare a casa a divertirsi con i loro figli.

Leidy, la mamma della piccola Sara, ci spiega l’importanza del progetto in questo video.

Bando di selezione per l’iniziativa europea Roma Civil Monitor

Con l’adozione del Quadro strategico dell’UE per l’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei rom (EURSF), il 7 ottobre 2020 su iniziativa del Parlamento europeo, la Commissione Europea ha lanciato l’iniziativa Roma Civil Monitor (RCM) 2021-2025 dal titolo “Azione preparatoria – Monitoraggio civile dei rom. Rafforzare la capacità e il coinvolgimento della società civile rom e pro rom nel monitoraggio e nella revisione delle politiche”.

E’ attuata da un consorzio guidato dall’Istituto per la democrazia dell’Università dell’Europa Centrale (DI/CEU) e composto da European Roma Grassroots Organizations Netrowk (rete ERGO), Fundatión Secretariado Gitano (FSG) e European Roma Rights Centre (ERRC), nell’ambito di un contratto di servizio con la Direzione generale Giustizia della Commissione europea e consumatori (DG Just).

L’iniziativa fa seguito al progetto pilota Roma Civil Monitor (RCM) 2017-2020 e mira a coinvolgere almeno 90 organizzazioni della società civile rom e pro rom e individui provenienti da 26 Stati membri dell’UE (Malta esclusa) nel monitoraggio e nella comunicazione dei quadri strategici nazionali (NRSF) degli Stati membri. L’iniziativa contribuirà a costruire le capacità delle società civili nazionali rom e pro rom e fornirà loro un supporto sistematico al dialogo, all’advocacy e alla cooperazione con gli stakeholders nazionali.

Le domande dovranno essere presentate entro le ore 24:00 del 14 gennaio 2022 al seguente indirizzo email: info@21luglio.org.

Nel corpo della email è necessario specificare:

  • Nome, ragione sociale, sede legale, email e numero di telefono dell’organizzazione.
  • Nome e cognome, posizione ricoperta nell’organizzazione, lingue parlate, email e numero di telefono del referente dell’organizzazione.

Per informazioni e chiarimenti sul bando: info@21luglio.org

SCARICA IL BANDO

VIDEO | Una mattina con la ‘Biblioteca del giocattolo’

Dal Polo ex Fienile a piazza Castano e largo Mengaroni. A bordo della ‘Biblioteca del giocattolo’, insieme a Marcella, Federico, Pio e Francesco.

 

Il futuro è nelle mani dei bambini. A Natale, aiutali a sognare!

Roma. Tor Bella Monaca. Uscita 17 del Grande Raccordo Anulare.

Un quartiere di 28mila abitanti, dove si registrano i più alti tassi di natalità e di povertà educativa della città di Roma. Dove il reddito pro capite, invece, è tra i più bassi.

È qui, che noi di Associazione 21 luglio, ogni giorno, siamo impegnati a contrastare la marginalità urbana e sociale. Lo facciamo all’interno del Polo ex Fienile e in altri spazi del quartiere, come piazza Castano e largo Mengaroni.

Abbiamo acquistato una roulotte, è piena di giochi, di libri. È piena di colori e di entusiasmi, gli stessi che portiamo in giro per il quartiere arrivando a bambine e bambini rimasti fuori dai circuiti educativi istituzionali. È la ‘biblioteca del giocattolo’!

È il nostro modo per supportare le famiglie del quartiere a uscire dalla fredda gabbia della statistica, per donare sorrisi e spensieratezza dove a regnare spesso è il colore grigio delle torri.

È per questo che oggi ci rivolgiamo anche a te. Sì. Per continuare a raggiungere un numero sempre maggiore di bambini, abbiamo bisogno anche del tuo supporto. Con una donazione, potrai sostenere il progetto e diventare partecipe della piccola rivoluzione che vogliamo portare avanti.

Il futuro è nella mani dei bambini. A Natale, aiutali a sognare!

Dona ad Associazione 21 luglio!

Roberta, volontaria di Associazione 21 luglio: “Avere speranza non basta più, bisogna diventarla”

Roberta ha 33 anni e vive a Roma. Da un anno è volontaria prima e socia poi di Associazione 21 luglio. In queste righe racconta l’importanza di un ruolo che sente – sempre più – cucito addosso. Ci sono tanti modi per supportare Associazione 21 luglio, uno di questi è dedicare del tempo per dare una mano. E la pandemia ce lo ha insegnato.

Come hai conosciuto Associazione 21 luglio?

Nel 2019, per caso, ho letto un commento di Carlo Stasolla su un fatto di cronaca politica romana. Mi sono informata su chi fosse e ho iniziato a seguire la pagina Facebook dell’associazione. Da lì ho scoperto che c’era altro oltre all’attività di advocacy. Al Polo ex Fienile quegli stessi valori venivano tradotti in concreto sul territorio con attività e azioni capaci di creare una comunità anche in un posto complesso come Tor Bella Monaca. Sono rimasta a “guardare” da lontano per un po’ fino al lockdown, poi ho deciso che il modo migliore per dare sostegno fosse impegnarsi in prima persona. Ho scritto una mail all’Associazione e ho chiesto di poter partecipare al confezionamento dei pacchi bebè, l’iniziativa avviata per dare sostegno alle mamme del quartiere in pandemia.

Ricordi il tuo primo giorno al Polo? Cosa hai provato?

Era il 9 maggio del 2020, eravamo nel pieno dell’emergenza Covid e del lockdown. Ho percorso il tragitto da casa al Polo ex Fienile su un raccordo anulare deserto. Pensavo cosa avrei dovuto fare una volta arrivata lì, chi avrei dovuto cercare e cosa avrei dovuto dire. Non ho fatto neanche in tempo ad avvicinarmi al cancello del fienile che, Pio, uno degli operatori, con “Tu devi essere la nuova volontaria, vieni con me!” mi ha catapultato letteralmente nel cuore dell’attività di confezionamento dei pacchi. È stato un pomeriggio frenetico e ho faticato molto ma ho dimenticato tutte le preoccupazioni e mi sono sentita immediatamente a mio agio. Ero in mezzo a persone mai viste prima, di età e contesti diversi dal mio con cui però condividevo una visione e la voglia di dare un aiuto concreto a chi in quel momento era più in difficoltà di me, di noi. Da quel giorno non ho saltato nemmeno un appuntamento con il confezionamento dei pacchi, il sabato pomeriggio.

Offri supporto all’associazione a titolo volontario. Cosa ti spinge a farlo?

Se c’è qualcosa che il Covid mi ha insegnato è la consapevolezza del bisogno di uscire dalla convinzione “speriamo che qualcuno dia una mano, speriamo che andrà tutto bene, speriamo vengano tempi migliori”. Non serve, bisogna tirarsi su le maniche, andare incontro a chi chiede aiuto. Avere speranza non basta più, bisogna diventarla!

Da tempo ricopri il ruolo di ‘responsabile’ di un gruppo di altri volontari. È un impegno importante?

Mi viene sempre da sorridere quando ascolto il termine ‘responsabile’ perché oramai con i volontari più presenti si è instaurato un bellissimo rapporto di amicizia, infatti più che un impegno è un piacere e convocarli per le giornate di confezionamento o altri eventi è diventato telefonare un amico per trascorrere insieme un pomeriggio. Non è insolito che – terminato il lavoro – restiamo ancora un altro po’ al Fienile o che ci incontriamo anche fuori dalle attività dell’associazione. L’aspetto importante è rendere l’attività di volontariato un momento piacevole anche quando si è coinvolti in impegni faticosi. È fondamentale che ognuno abbia la consapevolezza che per quanto possa sembrare marginale rispetto alla mole di impegni quotidiani, il tempo dedicato al volontariato sia di fatto preziosissimo.

Nello specifico, in cosa consiste il tuo ruolo? Cosa diresti a chi decide di diventare volontario?

Per fortuna, l’emergenza causata dal Covid sta lentamente scemando e le attività nate in quel periodo non sono più così frequenti. È per questo che ho deciso di rendermi disponibile anche per un tipo diverso di attività: la mappatura delle baraccopoli in Italia e il monitoraggio di eventuali programmi di superamento. Questo tema mi ha fatto avvicinare all’associazione e quindi sono molto contenta di poter aiutare anche in questo settore così particolare. L’anno scorso ho avuto la possibilità di seguire gratuitamente un corso sul superamento dei campi organizzato dall’associazione, un’esperienza che mi ha insegnato quanto fare volontariato alla 21 luglio non sia solamente questione di generosità ma anche e soprattutto occasione di crescita e scambio continuo! Altro esempio di questo meccanismo sono i corsi di arabo “offerti” ai volontari dalle donne/madri/allieve del corso di italiano per stranieri.

Qual è, a tuo avviso, la pagina più significativa scritta dall’associazione?

Ce ne sono diverse. A livello nazionale, la recente presentazione del rapporto sul superamento dei campi rom presso la commissione straordinaria diritti umani in Senato dimostra che stiamo lavorando nella direzione giusta per un Paese più inclusivo. A livello locale, la naturalezza con cui mamme e bambini provenienti dalle più disparate parti del mondo lavorano, studiano e giocano insieme dentro e fuori dal fienile dimostra come una comunità armonica e solida può esistere davvero: basta ungere bene gli ingranaggi del meccanismo. Gli ingranaggi sono le persone dentro e intorno al Fienile, l’olio siamo anche e soprattutto noi volontari!

Al via i corsi di lingua italiana per supportare adulti stranieri nella ricerca del lavoro

Come si scrive un curriculum? Dove si cercano gli annunci di lavoro? Come si leggono? Cosa bisogna sapere prima di fare un colloquio? A tutte queste domande risponderanno gli insegnanti del corso di lingua italiana per stranieri, attiva da due anni presso il Polo ex Fienile. L’attività di Associazione 21 luglio, si inserisce all’interno del progetto ‘Storie cucite a mano‘ di ‘Con i Bambini’. 

Gli appuntamenti, già fissati, si svolgeranno in tre mattine di dicembre: lunedì 6, mercoledì 8 e mercoledì 15, dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Pronti a ricevere tutte le dritte necessarie per trovare lavoro?

Per info e prenotazioni è possibile scrivere a eventi@21luglio.org o telefonare al numero 3407295855.

Inizia il laboratorio di ceramica: al Polo ex Fienile costruiamo tazze

I bambini e le bambine del quartiere Tor Bella Monaca si cimenteranno nella realizzazione di tazze, durante un laboratorio di ceramica. L’iniziativa, targata Beeos Apicoltura, si inserisce all’interno del progetto ‘Storie cucite a mano‘, finanziato dall’impresa sociale ‘Con i Bambini’. L’appuntamento è fissato per il pomeriggio del prossimo 16 dicembre, a largo Mengaroni.

Dopo aver costruito lanterne in legno per illuminare la notte di San Martino al Polo ex Fienile, i bambini di Tor Bella Monaca tornano alle prese con la manualità. Le loro creazioni verranno utilizzate per la ‘Festa dell’inverno’ del 22 dicembre. In quella occasione, tutti intorno al fuoco, mangeremo mashmellow e berremo cioccolata calda, nell’ambito di ‘Officina dei talenti‘ per Amarò Foro, finanziato da Otto per Mille Chiesa Valdese.

 

 

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