All’Officina dei talenti del Polo ex Fienile restiamo in equilibrio!

Officina dei talenti – Continuano le attività con i bambini e le bambine del quartiere Tor Bella Monaca, nell’ambito del progetto ‘Amarò foro’, finanziato da Otto per Mille Chiesa Valdese.

Ogni pomeriggio, il Polo ex Fienile di largo Mengaroni  a Tor Bella Monaca – si anima di musica, giochi e colori con l’Officina dei talenti. Intervalliamo le ore di studio con occasioni ludico-creative per avviare azioni di responsabilizzazione e crescita dei bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni.

L’incontro tra diverse nazionalità e culture permette a tutti di riconoscersi nelle differenze e nelle peculiarità, imparando a rispettare l’altro interagendo in modo attivo, paritario e libero da pregiudizi.

Scuola di italiano per adulti stranieri, al via la seconda edizione

Al via la seconda edizione della scuola di italiano per adulti stranieri dal titolo ‘𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐭𝐢𝐫𝐚 𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚!’
Dopo il successo della prima edizione che ha visto la partecipazione di oltre 30 iscritti, principalmente donne provenienti da Marocco, Egitto, Nigeria, siamo pronti per aprire le porte del Polo ex Fienile ai nuovi studenti.
Presso il PEF formiamo classi a più livelli per imparare a comunicare e sviluppare competenze di cittadinanza. Ci sono ancora posti a disposizione, per iscriversi è possibile chiedere informazioni presso il Polo, a largo Ferruccio Mengaroni, 29: il lunedì e il mercoledì dalle ore 9.30 alle ore 13.00.
L’attività rientra nell’ambito del progetto ‘Storie cucite a mano‘, finanziato da ‘Con i Bambini’ e con il partenariato di Infol Education.
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Rapporto 2021 – L’esclusione nel tempo del Covid

Rapporto_2021_L’esclusione nel tempo del Covid

Presentato il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio – In Italia meno famiglie rom in emergenza abitativa; aumentano dei processi di superamento da parte di Amministrazioni virtuose.

Roma, 12 ottobre – L’approccio etnico, in Italia più che in Europa, ha consentito – e poi consolidato – la costruzione di un sistema abitativo per soli rom parallelo a quello proprio della società maggioritaria. Denominata non a caso il ‘Paese dei campi’, l’Italia ha assistito negli ultimi 40 anni a una presenza progressiva di baraccopoli monoetniche sull’intero territorio nazionale anche se nell’ultimo biennio si sottolineano importanti elementi di discontinuità già evidenziati negli anni precedenti.

Il Rapporto di Associazione 21 luglio, giunto ormai alla sua sesta edizione, intitolato quest’anno ‘L’esclusione nel tempo del Covid’ offre uno spaccato della situazione in Italia e nella città di Roma in un arco temporale compreso tra il primo gennaio 2020 e il 30 giugno 2021 e fortemente segnato dalla pandemia da Covid-19. Il lavoro di Associazione 21 luglio mette in rilievo luci e ombre: il consolidarsi del fenomeno di fuoriuscita dagli insediamenti; l’avvio di processi virtuosi di superamento degli stessi da parte di sempre più Amministrazioni locali; l’organizzazione di sgomberi forzati anche dopo il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 che prevedeva «una moratoria delle esecuzioni degli sgomberi a causa dell’emergenza pandemica».

Dati e numeri in Italia: un calo di presenze che in 5 anni raggiunge il 36%. In Italia solo 1 rom su 10 vive nei “campi”

In Italia sono 109 gli insediamenti formali – ovvero progettati, costruiti e gestiti dalle Amministrazioni locali – distribuiti in 63 comuni e 13 regioni. In totale sono circa 17.800 i rom e sinti che vivono nelle baraccopoli formali e informali, pari allo 0,03% della popolazione italiana. Di questi 11.300 sono presenti nelle baraccopoli formali e 6.500 nelle baraccopoli informali e microinsediamenti. Dei rom e sinti presenti nelle baraccopoli istituzionali si stima che circa il 49% abbia la cittadinanza italiana, il 41% sia in possesso della nazionalità dei Paesi dell’ex Jugoslava, il 10% la cittadinanza rumena, con meno di 1.000 cittadini a rischio apolidia. Il numero delle persone residenti negli insediamenti monoetnici italiani è sceso, tra il 2016 e il 2021 di ben 10.000 unità, con un decremento pari al 36,5% (del 37% negli insediamenti formali e del 35% negli insediamenti informali),

Le cause vanno ricercate nel desiderio delle nuove generazioni residenti nei “campi” di intraprendere un percorso di fuoriuscita autonomo; le azioni di sgombero forzato che hanno spinto molte famiglie alla dispersione sul territorio; il ritorno nel Paese di origine per i cittadini comunitari; il processo virtuoso di alcune Amministrazioni locali verso il superamento dei “campi rom”.

Alla luce di questi numeri, se fosse confermata la stima del Consiglio d’Europa di una presenza di persone rom in Italia pari a 180.000 unità, si potrebbe affermare che allo stato attuale, nel nostro Paese, meno di 1 cittadino rom su 10, può essere identificato come un abitante del “campo”. Una verità – secondo Associazione 21 luglio – destinata da sola a smontare un caleidoscopio di “leggende urbane” ancorate a stereotipi e pregiudizi.

La politica dei campi: la strada verso il loro superamento

Risale al 2018 l’ultima realizzazione, nel Comune di Afragola, di un insediamento per soli rom. Nello stesso anno si è andata rafforzando una politica locale del loro superamento attraverso processi inclusivi a partire dai Comuni di Moncalieri e Sesto Fiorentino. Su questa scia sempre più Amministrazioni hanno dimostrato consapevolezza sull’importanza di porre fine a tali spazi di segregazione etnica da Ferrara a Palermo, da Olbia a Siracusa.

Nel periodo compreso dal Rapporto, malgrado le difficoltà dettate dal periodo pandemico, risultano essere stati superati 4 insediamenti nei Comuni di Firenze, Cerea, Porto Torres e Roma. Sono invece ben 15 i “campi rom” le cui azioni di superamento dovrebbero concludersi nei prossimi 18 mesi.

Tali esperienze, con i loro successi e fallimenti, aprono nuove strade verso la chiusura definitiva della triste stagione dei “campi rom” e andrebbero supportate da una nuova “Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom” che dovrà risultare più incisiva e vincolante.

Diminuiscono, ma non si arrestano, le azioni di sgombero forzato

Malgrado il Decreto Legge n.18 del 17 marzo 2020 prevedesse «una moratoria delle esecuzioni degli sgomberi a causa dell’emergenza pandemica» non si sono arrestate in Italia le azioni di sgombero forzato nei confronti delle comunità rom presenti negli insediamenti informali. Tra il gennaio del 2020 e il giugno del 2021 sono state ben 70 (35 nel Nord Italia, 24 nel Centro e 11 nel Sud Italia) in calo del 52% rispetto al 2019. Si segnala il forte peso specifico riconosciuto alle azioni organizzate dal Comune di Roma, con ben 17 sgomberi effettuati, un quarto di quelli registrati su scala nazionale.

Nel periodo segnato dalla pandemia da Covid-19 sono state due le azioni di sgombero più violente: quella realizzate a Roma (insediamento del Foro Italico sgomberato l’11 agosto 2020) e a Torino (insediamento di Germagnano esterno sgomberato il 20 agosto 2020). Non è un caso che le due città siano le uniche nelle quali sia prevalente l’approccio etnico con un “Ufficio Speciale” dedicato alla “questione rom” in seno all’Amministrazione e un “Piano rom” espressamente rivolto alle comunità riconosciute come tali.

Associazione 21 luglio: ora occorre l’impulso del Governo centrale

Secondo Associazione 21 luglio nel periodo dell’emergenza da Covid-19 si è assistito a un’accelerazione del processo di riflessione sulla necessità di superare gli insediamenti monoetnici, riconosciuti ormai da tutti come troppo impegnativi economicamente e lesivi dei diritti fondamentali.

«Mai come in questo momento risulta fondamentale – sostiene Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – dare impulso a processi virtuosi, chiudere “Uffici Speciali”, sostenere le famiglie che da questi ghetti vogliono uscire, facilitare l’accesso a servizi ordinari. La battaglia, anzitutto culturale, che da più di un decennio Associazione 21 luglio sta conducendo per la fine di questa “vergogna nazionale” denominata “sistema campi” – conclude Stasolla – sta andando nella giusta direzione e nei prossimi anni risulterà decisivo l’intervento del Governo centrale al fine di sostenere Amministrazioni locali, troppo spesso isolate nell’affrontare questa sfida che, se vinta, consentirà al Paese di chiudere finalmente una buia parentesi storica che parla il linguaggio dalla discriminazione e l’esclusione sociale».

 

Rapporto 2021 – L’esclusione nel tempo del Covid

Associazione 21 luglio presenta il ‘Rapporto 2021 – L’esclusione nel tempo del Covid. Comunità rom negli insediamenti formali e informali in Italia’. L’edizione di quest’anno abbraccia l’intero periodico pandemico (gennaio 2020-giugno 2021) scattando una fotografia ampia dello spaccato nazionale e romano che interessa le comunità rom in emergenza abitativa con riferimenti a numeri e nuove strategie.
Il fenomeno dei “campi rom” continua il suo calo seguendo il trend degli anni precedenti e nuovi percorsi inclusivi, promossi da Amministrazioni virtuose di diverso colore politico, scandiscono un deciso cambio di passo nelle politiche attuate. Malgrado ciò non sembra arrestarsi la pratica degli sgomberi forzati.
Rapporto 2021 – L’esclusione nel tempo del Covid
Comunità rom negli insediamenti formali e informali in Italia

12 ottobre 2021 ore 11.30

CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato
via Liberiana, 17 – Roma

‘Oltre il campo’. Le linee guida per gli amministratori pubblici

In 65 Comuni italiani insistono ancora 109 campi rom e alle loro Amministrazioni è rivolto il testo: ‘Oltre il campo. Il superamento dei campi rom in Italia. Un’analisi comparativa con linee guida per amministratori pubblici’ (Edizioni Tau, 2021). Si tratta di un importante lavoro realizzato da un team di ricercatori di Associazione 21 luglio grazie al supporto della Fondazione Migrantes.

Azioni assolutamente impensabili anni fa, sono diventate ‘buone pratiche’ di amministrazioni comunali e vengono raccontate tra le pagine della ricerca. ‘Oltre il campo’ analizza e compara  gli interventi con cui dieci Amministrazioni Comunali italiane – Alghero, Ferrara, Firenze, Messina, Moncalieri, Palermo, Pisa, Roma, Sesto Fiorentino e Torino – hanno organizzato, promosso e concluso il processo di chiusura o di superamento di uno o più insediamenti presenti sul proprio territorio.

Alla luce dei risultati raccolti, il testo presenta, dunque, una carrellata di errori da non ripetere per giungere al superamento dei campi rom (dall’istituzione di uffici speciali, alla scarsa attenzione a donne e giovani e all’approccio speciale declinato su base etnica – per citarne alcuni) suggerendo, invece, linee guida costruite su modus operandi che si sono dimostrati efficaci. Uno strumento fondamentale che non può mancare sulla scrivania di quanti, negli uffici comunali o nelle sedi associative, sono chiamati ad affrontare la questione legata al “sistema campi”.

Nelle prossime settimane il lavoro verrà presentato e discusso in diverse città italiane.

I volontari del Servizio Civile Internazionale sbarcano al PEF per costruire un’area ludico-educativa

I volontari del Servizio Civile Internazionale sbarcano al Polo ex Fienile per realizzare un’area ludico-educativa a disposizione dei bambini e delle bambine del quartiere. L’iniziativa è promossa da SCI Italia, un’associazione laica di volontariato internazionale. Dal 1920 svolge campi di volontariato in tutto il mondo.

Attività previste

L’obiettivo del mini-campo è la costruzione di un’area ludico-educativa, all’interno dell’arena esterna del Polo ex Fienile, dedicata ai bambini del quartiere Tor Bella Monaca di Roma, che comprenderà: mandala delle tabelline, frazionatore in legno, cucina di fango, ponte tibetano.

L’arrivo dei volontari che avranno necessità di pernotto è previsto venerdì 8 ottobre alle h18 alla Città dell’Utopia, via Valeriano 3f (Roma). Le attività del mini-campo si svolgeranno sabato 9 e domenica 10 ottobre, con conclusione prevista per le h19 presso il Polo ex Fienile.

Parte studio

L’associazione 21 luglio presenterà ai volontari le attività che svolge all’interno dello spazio culturale Polo Ex Fienile. Durante il mini-campo saranno guidati alla conoscenza del territorio anche attraverso un percorso alla scoperta del quartiere Tor Bella Monaca con un esponente locale dell’associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

Vitto e alloggio

Le/i volontari che avranno necessità di un alloggio saranno ospitati presso l’ostello della Città dell’Utopia dello SCI Italia (Via Valeriano 3F Roma). All’interno dell’edificio sono presenti i servizi di base (camere con letti, servizi igienici, bagni, cucina attrezzata). I pasti saranno garantiti per tutti i/le partecipanti. Le/i volontari saranno coinvolti nella preparazione dei pasti e dei turni di pulizia durante l’arco del mini-campo.

Per chi ne avrà necessità sarà garantito il trasporto tra La Città dell’Utopia e il Polo Ex Fienile.

Info COVID

Il mini-campo si svolgerà nel rispetto delle normative Covid 19. È richiesto il Green Pass come da obbligo di legge. Siamo tuttavia convinti del rischio di esclusione che questo comporta da un lato e dall’altro che non sia uno strumento sufficiente alla tutela della salute individuale e collettiva, soprattutto in virtù del fatto che non è garanzia completa di immunità. L’autoconsapevolezza e l’assunzione di responsabilità individuale e collettiva rimangono i mezzi che riteniamo più efficaci. Per questo invitiamo le/i partecipanti a mantenere comportamenti adeguati a tutelare se stessi e gli altri prima, durante e dopo l’attività (mascherine al chiuso o quando non è possibile mantenere il distanziamento, igiene frequente delle mani, etc.). Rimaniamo altresì a disposizione anche telefonicamente per chi avesse dubbi in questo senso. Per saperne di più sulle norme vigenti in Italia e nella Regione Lazio puoi controllare su:

www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

Portare con sé: Mascherina anti-Covid, Gel disinfettante, Una borraccia

Spray antizanzare, Vestiti e scarpe comode, guanti da lavoro, Possono essere utili occhiali o mascherina trasparente per proteggere gli occhi, Per chi pernotterà alla Città dell’Utopia: Asciugamani e oggetti per l’igiene personale

Tesseramento SCI

Per partecipare al mini-campo è necessario avere la Tessera SCI Italia 2021 (25 euro). E’ possibile fare la tessera durante il mini-campo per chi ne fosse sprovvista/o o effettuare un bonifico attraverso il seguente link. Durante la realizzazione del mini-campo, a tutti i partecipanti sarà data la tessera cartacea. La Tessera SCI fornisce l’assicurazione di base per le attività per la durata del mini-campo e permette di partecipare alle attività SCI per l’anno 2021.

Numero partecipanti e requisiti

Il mini-campo è aperto alla partecipazione di massimo 10 persone. Età minima per partecipare: 16 anni.

Come iscriversi e deadline: Per iscrizioni, compila il Google Form entro il 4 ottobre.

Contatti: Per informazioni, contattaci all’indirizzo campisud@sci-italia.it indicando il tuo nome e cognome e il mini-campo su cui si richiedono informazioni.

‘Oltre il campo’. Superare i campi rom in Italia: dalle sperimentazioni di ieri alle certezze di oggi

Per la prima volta in Italia, amministratori pubblici si confrontano su quanto realizzato negli anni per favorire il superamento dei campi rom. Lunedì, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera, al convegno ‘Oltre il campo. Superare i campi rom in Italia: dalle sperimentazioni di ieri alle certezze di oggi’. Interverranno i comuni di Moncalieri, Palermo e Sesto Fiorentino mentre saranno presenti delegazioni di altre città italiane, attivisti, associazioni, comunità rom.

Il superamento delle baraccopoli, tema centrale della nostra azione di advocacy da oltre dieci anni e obiettivo principale della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, è affrontato nello studio ‘Oltre il campo’ (Edizioni Tau) curato da un’equipe di ricercatori di Associazione 21 luglio coordinata da Antonio Ciniero dell’Università del Salento.

La ricerca mette in luce le esperienze di dieci città italiane (Alghero, Ferrara, Firenze, Messina, Moncalieri, Palermo, Pisa, Roma, Sesto Fiorentino e Torino) e in alcuni casi racconta una bella storia: quella di innovazioni politiche e istituzionali che stanno avendo ricadute benefiche di più ampia portata per tutti i cittadini.

Il lavoro disegna un confine netto tra le azioni in ‘chiusura di un insediamento’, declinata spesso in azioni di sgomberi forzati e in ‘superamento’ che prevede, invece, l’inserimento dei nuclei familiari nel contesto sociale attraverso processi inclusivi.

L’appuntamento, presso la Sala dei gruppi parlamentari della Camera, si inserisce all’interno di un contesto storico-politico di discontinuità rispetto al passato: nelle intenzioni di alcuni amministratori, 15 campi rom, in Italia, saranno superati nei prossimi 18 mesi.

 

Letture per tutti!

Da largo Mengaroni a piazza Castano, letture per tutti. Bambine e bambini seduti in circolo ad ascoltare la voce degli operatori di Associazione 21 luglio tra interpretazione e condivisione.

L’attività si inserisce all’interno del progetto ‘Ip Ip Urrà- Infanzia Prima’ promosso da ‘Con i Bambini’.

Tutta mia la città, eventi di comunità formato famiglia

Continuano gli eventi ‘formato famiglia’ al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, promossi da Associazione 21 luglio in collaborazione con altre realtà cittadine e non solo. Nell’ambito del progetto ‘Storie Cucite a mano’ di ‘Con i bambini’, gli educatori accompagnano grandi e piccoli in strepitosi viaggi alla scoperta di nuovi mondi.

Tra le iniziative già svolte e quelle fissate in calendario, figurano le colazioni in compagnia dell’ostetrica per le neo e future mamme, le ‘chiacchierate’ con un pediatra amico ‘Aiutami a prendermi cura’, le gite fuori porta. I bambini e le bambine che frequentano le attività del Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca saranno, inoltre, accompagnati in gita all’orto botanico dell’Università di Tor Vergata.

Non mancheranno laboratori didattici, letture e attività ludiche alla scoperta del mondo delle api e delle erbe aromatiche, come non mancheranno storie raccontate con il linguaggio del teatro fisico, della clownerie e dei film muti.

Il centro estivo ‘Dragon Tower’ al Polo ex Fienile

Tre regni, quello dei coraggiosi, degli artisti e degli eruditi. Arti marziali, pittura, letteratura, poesia, scultura, musica in filodiffusione e ancora entusiasmo, crescita e divertimento: benvenuti al centro estivo ‘Dragon Tower’ al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca.

Per cinque settimane bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni trascorreranno le loro giornate all’aperto, in compagnia degli operatori, dei volontari e dei tirocinanti di Associazione 21 luglio nella splendida cornice del Polo ex Fienile, incastonato tra la pineta e le torri, simbolo del quartiere.

I bambini saranno accompagnati in un’avventura fantastica, fatta di draghi e simbologie. Ma cosa avevano in comune i popoli dei tre regni? L’amore per le feste e i balli, le gite nella natura e la buona cucina. Sui regni vegliavano quattro draghi: Acqua, Aria, Terra e Fuoco che assicuravano serenità e prosperità e in cambio del loro aiuto chiedevano il rispetto della natura e la possibilità di giocare ai mimi con i bambini. Ma un giorno si imbatterono nei fratelli ‘puzzolenti delle paludi’ e fu allora che dovettero mettere in campo tutte le loro energie per difendere i bambini.

A supportare il lavoro dei nostri operatori, giungeranno volontari dalla Spagna e il PEF diventerà, ancora una volta, occasione di scambi, confronti e crescita.

L’attività si inserisce, tra le altre, all’interno del progetto ‘Amarò foro’ finanziato da Otto per Mille Chiesa Valdese.

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