Agenda Roma 2021, continuano gli incontri con i candidati sindaco

Superare i campi rom a Roma? Si può fare! Associazione 21 luglio, da anni impegnata nella tutela dei diritti delle comunità rom, ha redatto (anche grazie al supporto di una equipe nazionale multidisciplinare) un documento programmatico che ne propone il superamento in quattro anni, mediante 6 fasi e 16 azioni.

L’Agenda è indirizzata ai decisori politici della futura amministrazione comunale che dal prossimo autunno si insedierà in Campidoglio. In vista dell’appuntamento elettorale, Associazione 21 luglio ha presentato Agenda Roma 2021 presso la sala stampa della Camera dei deputati e ha avviato incontri di presentazione del documento ai candidati sindaco.

Abbiamo incontrato, in via riservata, il candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri, referenti del centrodestra, e Carlo Calenda (Azione). L’agenda è stata presentata ai consiglieri capitolini, su invito della commissione politiche sociali, come unico punto all’ordine del giorno. “L’occasione è storica, a Roma la vergogna dei campi rom può veramente essere archiviata al passato, a vantaggio di tutti” commenta Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio.

Gualtieri sul superamento dei campi rom: “Occorre un cambio di paradigma culturale”

“Noi pensiamo che i campi rom vadano superati e pensiamo che questo richieda una profonda strategia verso i rom, per evitare la connotazione etnica di una politica, occorre saper dialogare con i soggetti che nei campi lavorano, per aiutare chi vive nei campi ad accedere agli strumenti ordinari di inclusione, come la casa. Occorre un cambio di paradigma culturale”. Con queste parole, il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri, ha espresso le sue considerazioni rispetto al superamento dei campi rom a Roma.

Nei giorni scorsi, noi di Associazione 21 luglio lo abbiamo incontrato in forma riservata presentando il documento programmatico sul superamento dei campi rom che abbiamo redatto con l’ausilio di una equipe multidisciplinare e a seguito della nostra decennale esperienza con le comunità rom.

Siamo davvero soddisfatti che le nostre indicazioni, contenute nell’Agenda Roma 2021, inizino ad essere recepite correttamente per prendere poi forma definitiva in un programma elettorale. Continueremo ad incontrare i candidati sindaco della città perché siamo assolutamente convinti che il superamento dei campi rom a Roma possa avvenire in quattro anni.

Agenda Roma 2021 in commissione politiche sociali del Comune di Roma

Superare i campi rom a Roma? Si può fare!

Noi di Associazione 21 luglio ne siamo assolutamente convinti.
Lo abbiamo spiegato in incontri riservati ai candidati sindaco Carlo Calenda e Roberto Gualtieri. Lo abbiamo detto a referenti del centrodestra romano.

E lo abbiamo detto ai consiglieri comunali durante la commissione politiche sociali del Comune di Roma martedì, quando, su invito della presidente Maria Agnese Catini che ringraziamo, abbiamo presentato il nostro lavoro come unico punto all’ordine del giorno.

 

REYN – Spazio baby, un luogo per la prima infanzia che accoglie le famiglie di Tor Bella Monaca

di Guendalina Curi

Luogo aperto quattro mattine a settimana all’interno del Polo Ex Fienile situato nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, a Roma, che accoglie gratuitamente bambini da zero a tre anni, accompagnati da un familiare, in genere le mamme, che spesso partecipano anche ad altre attività e corsi organizzati da associazione 21 Luglio.

Chiediamo a tre operatrici di raccontarci in che consiste l’attività.

Marcella: proponiamo attività di manipolazione e gioco libero con giocattoli didattici all’interno della struttura e, nella bella stagione, con attrezzature per bambini di cui è dotato il giardino dell’associazione. Grazie alla alla biblioteca mobile del giocattolo che contiene giochi e materiali didattici possimo portare una vera e propria stanza dei giochi attrezzata negli spazi verdi del Polo Ex Fienile. Alcuni giorni a settimana i familari sono coinvolti attivamente in piccoli laboratori di artigianato da svolgere insieme ai bambini. L’utenza è estrememnte varia, ci sono famiglie italiane ma anche straniere, la maggior parte di loro proviene dall’Africa subsahariana e dal Magreb, ci sono anche famiglie sudamericane e provenenti dall’Est Europa. Ogni tanto anche qualche mamma Rom viene a trascorrere la mattinata con noi. L’attività all’aperto, fondamentale in questo periodo di pandemia, permette il contatto con la natura e spesso vengono proposti a bambini e genitori percorsi e passeggiate all’interno del giardino e dell’orto.

Dzemila: Quando stiamo all’aperto utilizziamo moltissimi elementi naturali nelle nostre attività: rametti e foglie, sabbia, terra e semi per i travasi, frutti ed elementi dell’orto e del giardino, come le fragole e i gelsi, sia da mangiare che per colorare o fare lavoretti di decupage e altro anche insieme alle mamme che si divertono e partecipano con entusiasmo. Abbiamo anche seminato alcuni ortaggi. L’ultima volta erano semi di fagiolini e sono già spuntate le prime piantine.

Come è composta la vostra equipe di lavoro?

Dzemila: Lavoriamo in turni da 3 o 4 operatori ma in totale siamo cinque, tre di noi sono di origine rom.

Qual è il vostro percorso professionale?

Marcella: io sono laureata in psicologia e da diversi anni lavoro in attività con minori da zero a tredici anni.

Miriana: Io sono un’operatrice rom, ho partecipato a moltissime formazioni sul tema della prima infanzia organizzate da associazione 21 Luglio con cui lavoro da circa dieci anni.

Il fatto di essere un’operatrice rom che lavora sulla prima infanzia per te cosa significa, anche rispetto all’utenza rom e non rom?

Miriana: per me non c’è molta differenza, forse sono un po’ più avvantaggiata e a mio agio nel lavorare con i bambini all’aperto. Per me è fondamentale il lavoro e lo scambio con i colleghi ma sopratutto con le mamme che non hanno pregiudizi nei miei confronti in quanto rom. Vedere che le mamme, con origini così diverse, si fidano di noi e portano da noi i loro bambini è una bella rivincita rispetto ad alcune situazioni di discriminazione vissute da ragazzina. Quando ero piccolina i genitori degli altri bambini non volevano che i loro figli frequentassero una bambina rom. Invece da educatrice non ho mai avuto problemi di discriminazione.

Dzemila: Io da operatrice rom che ha lavorato per tanti anni nel sociale, prima in un centro per rifugiati, poi in una casa famiglia e poi con associazione 21 luglio, trovo che la cosa più bella sia avere tante origini e provenienze diverse nella nostra utenza. Fare un’attività per un’utenza monoetcnica credo sia una forma di razzismo al contrario. Credo che lavorare con chi è diverso da te porti a una maggiore apertura mentale. Mi ha aiutato moltissimo nel mio lavoro la mia esperienza di vita come rom ma sopratutto come donna. Essere rom forse mi ha aiutato a evitare etichette e pregiudizi.

Marcella, avevi già lavorato con colleghi rom?

Marcella: no, è la prima volta che ho colleghi rom, conoscevo già famiglie rom ma non mi era mai capitato di lavorarci insieme. Mi trovo molto bene a lavorare con loro, sarà una questione caratteriale. Sono tutti e tre molto pragmatici trovano una soluzoine per qualunque cosa, aggiustano le cose che si rompono e se serve si arrampicano anche sugli alberi. Inoltre sono molti predisposti all’ascolto, anche le mamme vedo che parlano volentieri con loro, danno buoni consigli, anche in virtù delle esperienze passate, magari di quando vivevano al campo circondati da tanti bambini.

Miriana: sì, ascoltiamo e diamo buoni consigli, è vero, ma qualche volta ci capita anche di rimproverare le mamme che si comportano male!!

Spazio baby, a place for early childhood, welcomes families of an outskirt of Rome.

Spazio baby is a space, open four mornings a week at the Polo Ex Fienile, a former barn turned into a polyfunctional building, located in the suburb of Tor Bella Monaca, in Rome. It welcomes children from zero to three years old, accompanied by a family member, usually the mother, who often also participate in other activities and courses organized by Associazione 21 Luglio.

We ask to three operators to tell us what the activity consists of.

Marcella: we offer handling and free play activities with educational toys inside the structure and, in the sunny days, with children’s equipment of our garden. Thanks to the mobile play hub which contains games and teaching materials, we can bring a real equipped playroom to the green spaces of the Polo Ex Fienile. Few days a week the family members are actively involved in small craft workshops carried out with the children. The origins of the families are extremely diverse, there are are both Italian and foreign families, most of them come from sub-Saharan Africa and Maghreb, there are also families from South America and Eastern Europe. Sometimes even some Roma mothers and children come to spend their morning with us. Outdoor activity, essential in this pandemic period, allows contact with nature and often paths and walks in the garden and vegetable garden are offered to children and parents.

Dzemila: When we are outdoors we use many natural elements in our activities: twigs and leaves, sand, soil and seeds for decanting activities, fruits and elements of the vegetable garden, such as strawberries and mulberries, both to eat and to color or to do decupage with mothers who have fun and participate with enthusiasm. We have also sown some vegetables. Last time they were green bean seeds and the first seedlings have already sprouted.

How is your work team composed?

Dzemila: We work in shifts of three or four educators but in total we are five, three of us have Roma origin.

What is your career path?

Marcella: I have a degree in psychology and for several years I have been working in project with minors from zero to thirteen years.

Miriana: I am a Roma educator, I have participated in many training sessions on the subject of early childhood organized by Associazione 21 Luglio with which I have been working for about ten years.

What does the fact of being a Roma educator working on early childhood mean for you, also releted to Roma and non-Roma families?

Miriana: For me there is not much difference, maybe I am a little more advantaged and comfortable working with children outdoors. For me it is essential to work and have experience exchange with colleagues but above all with mothers who have no prejudices to me as a Roma woman. Seeing that mothers, with such different origins, trust us and bring their children to us is a nice compensation compared to some situations of discrimination experienced as a young girl. When I was little, the parents of the other children didn’t want their children to spend time with a Roma girl. As an educator, on the other hand, I never had problems with discrimination.

Dzemila: As a Roma worker who has worked for many years in the social sector, first in a refugee center, then in a foster home and then with Associazione 21 Luglio, I find that the best thing is to have many different origins and backgrounds among the families we work with. I think doing an activity for mono-ethnic familes is a form of racism on the contrary. I believe that working with those who are different from you leads to a greater open-mindedness. My life experience as a Roma, but above all as a woman, has helped me a lot in my work. Being Roma perhaps helped me to avoid labels and prejudices.

Marcella, did you already work with Roma colleagues?

Marcella: No, it is the first time that I have Roma colleagues, I already knew Roma families but it had never happened to me to work together. I am very happy working with them, maybe it’s a matter of personality. All three are very pragmatic, they find a solution for anything, they fix broken things and, if needed, they even climb trees. Moreover, they are predisposed to listening, I see that they talk willingly with parents, giving good advice, perhaps learned in past experiences, when they lived surrounded by so many children.

Miriana: Yes, we listen and give good advice, it’s true, but sometimes we also get to scold mothers who behave badly !!

“Superare i campi rom? Si può fare!”, incontro con Roberto Gualtieri

Dopo Carlo Calenda, Associazione 21 luglio ha presentato l’Agenda “Superare i campi rom? Si può fare” anche al candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nel corso del lungo incontro, che ha visto presenti anche membri dello staff, il candidato sindaco  del Partito Democratico alle primarie del centrosinistra ha seguito con estremo interesse e coinvolgimento la presentazione del nostro Piano che punta al superamento dei ‘campi rom’ della città di Roma in soli quattro anni. Nelle prossime settimane seguiranno incontri con altri candidati.

Tutta mia la città. Eventi di comunità, formato famiglia

Continuano gli eventi ‘formato famiglia’ al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca, promossi da Associazione 21 luglio in collaborazione con altre realtà cittadine e non solo. Nell’ambito del progetto ‘Storie Cucite a mano’ di ‘Con i bambini’, gli educatori accompagneranno grandi e piccoli in strepitosi viaggi alla scoperta di nuovi mondi. Dalle colazioni in compagnia dell’ostetrica per le neo e future mamme alle conversazioni con un pediatra amico fino alle gite fuori porta: andremo anche all’orto botanico dell’Università Tor Vergata!

L’ingresso agli eventi è consentito fino a esaurimento posti, per prenotazioni scrivere a eventi@21luglio.org!

Vi aspettiamo in tante e tanti!

 

CS – Presentata l’Agenda 2021 “Si può fare!” per il superamento dei campi rom a Roma

Il flash mob della rete nazionale Ip Ip Urrà

I bambini si prendono spazio nella Giornata mondiale del Gioco. In 9 città italiane la rete nazionale del progetto Ip Ip Urrà – Infanzia Prima, selezionato dall’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo di contrasto alla povertà educativa, si è svolto il flash mob che ha rimesso al centro il diritto al gioco e al tempo libero in una fascia d’età provata dalla pandemia e dal lockdown.

L’iniziativa si è svolta contemporaneamente a Bergamo, Firenze, Genova, Lecce, Messina, Moncalieri, Napoli, Pioltello e Roma.  “Il gioco è uno dei diritti fondamentali dei bambini, insieme al diritto al tempo libero. Entrambi oggi sono decisamente a rischio e compromessi, soprattutto a causa della pandemia. Poter giocare è necessario per lo sviluppo di ogni bambina e bambino, significa imparare a comprendere come funziona il mondo, a relazionarsi con gli altri, a sperimentare le proprie capacità, a trovare soluzioni creative per le difficoltà che si incontrano; ma significa anche poter avere luoghi curati, adeguati e sicuri in cui trascorrere del tempo”. Questo è il commendo di Barbara Pierro, presidente dell’Associazione Chi Rom e chi no di Scampia, capofila del progetto.

I partner del progetto Ip Ip Urrà che ha promosso la manifestazione sono: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Valle Seriana), Coop L’Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Comunità progetto Sud (Lamezia Terme), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

Ip Ip Urrà, un flash mob nazionale in nove città italiane

Un flash mob in contemporanea in 9 città italiane. Questa è l’iniziativa che il progetto Ip Ip Urrà, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, lancia nella Giornata mondiale del gioco il prossimo 28 maggio.

Piazze, parchi, rioni, cortili e balconi diventeranno lo spazio in cui bambini e adulti manderanno un messaggio per il diritto allo spazio urbano e al gioco di un’infanzia duramente colpita dal lockdown e dalla pandemia.

Capofila del progetto è l’associazione Chi rom e chi no di Scampia: “è necessario ridisegnare un modello di architettura della città che contempli la presenza di bambine, bambine e adolescenti i loro sogni e bisogni che consentano a bambini e ragazzi di ‘rigenerare spazi’ per essere protagonisti e non ospiti scomodi dei territori attraversandoli anche senza l’accompagnamento degli adulti e fornire occasioni per nutrire passioni, talenti, partecipazione, per rendersi utile, creare e abitare lo spazio pubblico e del gioco”

Ecco le città dove si svolgeranno i flah mob alle ore 17: Bergamo, Firenze, Genova, Lecce, Messina, Moncalieri, Napoli, Pioltello, Roma.

I partner del progetto che promuovono le iniziative nelle 10 città: Cooperativa Sociale Il Cantiere (Albino, Valle Seriana), Coop L’Abbaino, Consorzio Mestieri Toscana (Firenze), Coop. Soc. Mignanego (Genova), Ass. Fermenti lattici (Lecce), EcoS-Med coop. soc. (Messina), La Kumpania (Napoli) Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali (Pioltello), Associazione 21 luglio (Roma), Coop. Soc. Educazione Progetto (Torino), Fondazione Zancan, Università Federico II centro Sinapsi e tante scuole sparse lungo lo stivale.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

‘Qui vive Jeeg’, il laboratorio fotografico per piccoli grandi eroi

Piccoli fotografi crescono al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca. La mission del nuovo laboratorio fotografico dal titolo ‘Qui vive Jeeg’? Concentrare l’attenzione verso il territorio: il quartiere diventa il punto focale e viene interpretato come nucleo familiare, luogo di aggregazione, di confronto e di riflessione. I partecipanti avranno la possibilità di raccontare attraverso l’utilizzo della macchina fotografica i propri sentimenti e le suggestioni che il quartiere suscita.

A coordinare i lavori dei piccoli fotografi saranno i maestri Fabio Moscatelli e Valentina De Santis che li condurranno tra le strade, alla scoperta di personaggi e personalità ma anche di luoghi, ascoltando le proprie emozioni. Le lezioni inizieranno il 29 maggio con la presentazione del laboratorio e dei docenti per l’introduzione al progetto, seguiranno gli appuntamenti del 12 giugno con guida/escursione sul territorio, il 20 giugno con l’incontro e la proiezione dei lavori.

L’attività si inserisce all’interno del progetto ‘Storie cucite a mano’, finanziato da ‘Con i Bambini’.

(foto di Fabio Moscatelli)

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