Premio Ricerca: in corso la valutazione delle tesi

La Commissione esaminatrice del “Premio Ricerca Associazione 21 luglio Onlus” comunica di aver ultimato la fase di raccolta delle tesi di dottorato sul tema dei diritti umani e delle condizioni di vita delle comunità rom e sinte in Italia e di aver iniziato il processo di selezione e valutazione dei lavori inviati dai partecipanti.
Nelle prossime settimane la Commissione comunicherà l’esito del concorso, contattando direttamente i partecipanti.
Come già stabilito dal bando di concorso, il primo classificato riceverà la somma di 300 euro e la pubblicazione della tesi in 150 copie, con relativa presentazione del lavoro nell’ambito di un evento pubblico organizzato dall’Associazione 21 luglio.
Obiettivo del Premio indetto dall’Associazione 21 luglio è quello di acquisire e diffondere informazioni e strumenti utili a sostenere e promuovere strategie di inclusione rivolte alle comunità rom e sinte nel nostro Paese.
Il bando prevede che le tesi di dottorato, discusse negli anni accademici 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015, offrano contributi originali alla conoscenza delle condizioni di vita delle comunità rom e sinte in Italia con un approfondimento dei temi riguardanti i diritti umani e le best practices realizzate in ambito educativo, abitativo, lavorativo o sanitario dalle Amministrazioni locali, regionali e nazionali. Le tesi devono inoltre costituire documentazione utile per promuovere azioni di advocacy e campagne volte all’inclusione delle comunità rom e sinte in Italia.
Per maggiori informazioni leggi il bando completo
 
Foto: CSR
 

Saviano, Lerner e Zanotelli firmano l'appello contro gli sgomberi forzati

SavianoDal lancio di “Peccato Capitale” il 5 ottobre, abbiamo già raccolto 1000 firme. La campagna internazionale per chiedere di fermare gli sgomberi forzati ai danni delle comunità rom durante il periodo giubilare nella Capitale ha raccolto le adesioni di testimonial importanti tra cui spiccano Roberto Saviano, Gad Lerner e Padre Alex Zanotelli, intervenuto anche alla conferenza stampa per il lancio dell’appello.
In questi primi giorni di lancio sono state raccolte tante firme ma è necessario continuare a infondere impegno perché “più firme verranno raccolte, più credibilità avranno le delegazioni che presenteranno la petizione al papa e al sindaco di Roma”, ha spiegato Padre Zanotelli. Il Giubileo dovrebbe essere un periodo di riflessione spirituale, un’occasione per mettere al centro gli esclusi, i più disprezzati “i rom sono sempre stati considerati gli ultimi della società, è ora di dire basta alle demolizioni” conclude Padre Alex.

 
Nascondere agli occhi dei turisti le persone che vivono in difficoltà non rappresenta in alcun modo una soluzione adeguata. “Ci sono persone a Roma che le istituzioni vorrebbero far sparire come la polvere”, ha scritto Roberto Saviano sul suo blog dopo aver firmato il nostro appello, “sono le famiglie rom e sinti che vivono ai margini della capitale, in baracche fatiscenti. Eppure quelle baracche sono casa. L’unica per i loro figli.”, prosegue.
Gli sgomberi forzati, oltre a violare i diritti umani perché non seguono le procedure degli standard internazionali, distruggendo i pur fatiscenti alloggi rendono ancora più precarie le condizioni di persone, soprattutto i minori, che già vivono in difficoltà abitativa e non solo.
Per aderire vai alla pagina http://www.21luglio.org/peccato-capitale 

* Foto di Roberto Saviano: Ph. © Serena Serrani via http://www.robertosaviano.com/
* Foto di Gad Lerner: via www.wikipedia.org

Pisa: sgombero forzato alla Bigattiera

Pisa, insediamento informale della Bigattiera: tra pochi minuti le forze dell’ordine daranno avvio alle operazioni di sgombero forzato delle 60 persone, tra cui 28 minori, che vi vivono attualmente, come predisposto da un’ordinanza del sindaco Marco Filippeschi.
Sul posto sono presenti alcune associazioni, tra cui Africa Insieme e Progetto Rebeldìa, impegnate nella tutela dei diritti umani delle comunità rom della Bigattiera e che da tempo chiedono alle autorità pisane di evitare un provvedimento illegittimo.
Agli abitanti dell’insediamento, secondo le informazioni raccolte, non è stata fornita alcuna soluzione alternativa adeguata allo sgombero.
L’Associazione 21 luglio si dice molto preoccupata per quello che sta accadendo in queste ore a Pisa e ribadisce come qualunque sgombero è da considerarsi forzato, quindi illegittimo e in violazione dei diritti umani fondamentali, se non realizzato in conformità con le garanzie procedurali previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite.
In base a questi principi, infatti, le famiglie oggetto di un provvedimento di sgombero devono essere avvertite dell’operazione con congruo anticipo e attraverso una notifica scritta, con esse le autorità debbono avviare una genuina consultazione, nonché prevedere l’offerta di una soluzione abitativa alternativa adeguata alla sgombero in grado di non rendere senza tetto uomini, donne e bambini.
L’Associazione 21 luglio chiede dunque al Comune di Pisa di interrompere le operazioni di sgombero forzato alla Bigattiera e di predisporre azioni inclusive che pongano al centro il rispetto dei diritti umani delle persone coinvolte.
Il prossimo 5 ottobre, l’Associazione 21 luglio lancerà una campagna internazionale, dal titolo #PeccatoCapitale, contro gli sgomberi forzati durante il Giubileo della Misericordia, nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana e internazionale su una piaga che ogni anno, nel nostro Paese, comporta sistematiche violazioni di diritti umani di uomini, donne e bambini nonché dei principi del diritto internazionale in materia di sgomberi.
 
Foto: Pisa Today
 

Il messaggio di Mattarella ai giovani rom e sinti

«Desidero rivolgere un caloroso saluto ai ragazzi che partecipano da oggi all’iniziativa dell’Associazione 21 luglio, “Primavera Romanì“, dedicata all’integrazione delle comunità rom e sinti in Italia. La presenza attiva di giovani appartenenti a queste due minoranze rappresenta un elemento fondamentale nel cammino paziente verso forme sempre più efficaci di integrazione e inclusione».
Con queste parole, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto rivolgere il suo personale messaggio di auguri di buon lavoro ai giovani rom e sinti, provenienti da diverse città italiane, che da questo pomeriggio sono impegnati, insieme a coetanei non rom, nella Convention Primavera Romanì promossa dall’Associazione 21 luglio.
«La consapevolezza piena dei propri diritti, unitamente alla conoscenza dei propri doveri nei confronti della società e dello Stato, è un passo indispensabile per far cadere diffidenze e pregiudizi reciproci e assicurare un futuro di dialogo e di convivenza – prosegue il messaggio di Mattarella – Sicuro che questi due giorni di dialogo e di confronto susciteranno proposte, spunti e idee per garantire una sempre maggiore integrazione, invio i miei auguri di pieno successo dell’iniziativa».
Lunedì 21 settembre, al termine dei lavori della Convention, i giovani partecipanti presenteranno un documento comune in una conferenza stampa che si terrà in Senato alle ore 12. Interverranno alla conferenza la senatrice della Commissione Diritti Umani del Senato Manuela Serra, il deputato Khalid Chaouki e la senatrice rom spagnola Silvia Heredia Martin.
Non è la prima volta che il Capo dello Stato interviene riguardo a una iniziativa dell’Associazione 21 luglio. Lo scorso 8 aprile, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom, Segio Mattarella aveva rivolto «un particolare ringraziamento all’Associazione 21 luglio e a quanti si dedicano quotidianamente a combattere le ingiustizie e le disuguaglianze di cui ancora oggi le comunità rom sono vittime».

Le delibere di Accogliamoci approdano in Campidoglio

Le due delibere di iniziativa popolare promosse dalla campagna Accogliamoci – per il superamento dei “campi rom” e per una riforma dell’accoglienza dei rifugiati a Roma – dovranno essere discusse dal Campidoglio entro sei mesi.
Questa mattina i promotori della campagna hanno consegnato oltre 6 mila firme al Comune di Roma, superando così il numero di sottoscrizioni necessarie affinché una delibera di iniziativa popolare venga obbligatoriamente discussa dall’Assemblea capitolina.
Per i promotori della Campagna – lanciata lo scorso giugno da una coalizione di associazioni composta da Radicali Roma, Associazione 21 luglio, A Buon Diritto, Possibile, Cild, Arci Roma, Un Ponte per, Asgi e Zalab – il successo della raccolta firme e il coinvolgimento diretto di un così alto numero di cittadini rappresentano per l’Amministrazione di Roma Capitale una occasione importante per affrontare finalmente in maniera strategica due questioni decisive per la città.
«La situazione dei rom e dei rifugiati nella Capitale non può più essere affrontata attraverso un approccio emergenziale, come le varie amministrazioni capitoline che si sono succedute nel corso degli anni hanno continuato a fare – affermano i promotori della campagna -. Soprattutto all’indomani dello scandalo di Mafia Capitale, urge un’inversione di tendenza rispetto al passato: i cittadini che hanno aderito ad Accogliamoci chiedono una Capitale senza più ruspe né ghetti, senza più violazioni dei diritti umani e inutile spreco di risorse pubbliche».
La delibera sul tema rom prevede il superamento della “politica dei campi” attraverso la chiusura progressiva dei sette “villaggi della solidarietà” e dei tre “centri di raccolta rom” presenti oggi a Roma – in cui uomini, donne e bambini vivono in condizioni precarie ai margini della società – garantendo alle famiglie rom e sinte l’accesso a percorsi di inclusione abitativa e sociale, come previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti.
L’altra delibera di iniziativa popolare mira alla riorganizzazione del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati a Roma definendo politiche di inclusione efficaci – e monitorate da organizzazioni indipendenti – che non si limitino alla prima assistenza, ma tutelino realmente il diritto d’asilo superando il sistema dei grandi centri profughi attraverso un’accoglienza diffusa e integrata sul territorio: centri di dimensioni contenute e piccoli gruppi che consentano ai beneficiari di entrare in relazione col territorio e di acquisire una propria autonomia e un’autentica inclusione sociale.
Hanno aderito alla campagna personalità del mondo politico, tra cui Emma Bonino, Luigi Manconi, Riccardo Magi, Giuseppe Civati, Rita Bernardini, Furio Colombo, Khalid Chaouki e Fabrizio Barca. L’attore Elio Germano e il cantante Piotta hanno realizzato una divertente intervista doppia a sostegno dell’iniziativa.
«La chiusura positiva della raccolta firme rappresenta solo il primo passo della campagna Accogliamoci. Da questo momento in poi sarà nostro compito vigliare sull’impegno dell’Amministrazione capitolina a discutere le due delibere e esortarla ad avere il coraggio di mettere in campo politiche inclusive che liberino la città dai ghetti, dai diritti calpestati e dai muri dell’intolleranza», concludono i promotori dell’iniziativa.
GUARDA IL VIDEO del concerto per la chiusura della raccolta firme con gli interventi di Emma Bonino, Luigi Manconi, Carlo Stasolla e Riccardo Magi.

Salvini.

"Non è reato se prendi a bastonate uno zingaro che ruba"

L’area legale dell’Associazione 21 luglio sta lavorando per un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti del Consigliere Municipale del I Municipio di Roma Luca Aubert a seguito del post pubblicato sul suo profilo Facebook nella giornata di oggi. Il Consigliere del Gruppo “Noi con Salvini” ha infatti scritto: “Banda di zingaracci in azione a via Andrea Doria. Bisognerebbe fare una modifica al codice penale: “non è reato se prendi a bastonate uno zingaro che ruba”. Siete con me?”.
L’Associazione 21 luglio ritiene che le affermazioni del Consigliere Municipale, oltre ad essere lesive della dignità umana, possano essere suscettibili di incitare all’odio razziale, a sentimenti xenofobi e alla discriminazione.
«Parole di tale tenore – sostiene l’Associazione 21 luglio – attaccano apertamente un determinato gruppo etnico, contribuendo ad alimentare tra i lettori del post allarme sociale, rinfocolando pregiudizi e incitando a comportamenti intolleranti e xenofobi».
Tali affermazioni del resto, si pongono in contrasto con quanto ribadito da varie Convenzioni e organismi internazionali che si sono ampiamente espressi sulla questione dei discorsi d’odio. Secondo il Comitato per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale delle Nazioni Unite (CERD), per esempio, «l’esercizio del diritto alla libertà di espressione comporta particolari doveri e responsabilità tra cui l’obbligo di astenersi dal diffondere idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale».
In riferimento alla posizione espressa da Luca Aubert, l’Associazione 21 luglio intende anche chiedere una netta presa di posizione al presidente dell’Associazione vaticana SS. Pietro e Paolo, organizzazione impegnata in iniziative assistenziali e in un servizio di vigilanza al Santo Padre presso la quale il Consigliere Municipale afferma – nel suo profilo pubblico presente sul sito del Comune di Roma – di svolgere servizio di volontariato.

Accogliamoci: nel "campo rom" di Castel Romano

“Campo rom” di Castel Romano, il più grande di Roma, costato, nel solo 2013, oltre 5 milioni di euro al Comune (di cui nulla è stato utilizzato per l’inclusione sociale dei circa mille rom che vi vivono). Dall’inchiesta denominata “Mondo di Mezzo” sono emersi i forti interessi, su questo “villaggio della solidarietà”, di Mafia Capitale e del ras delle cooperative Salvatore Buzzi.
Proprio in questo luogo, emblema del malaffare che ruota attorno ai rom nella Capitale e della politica segregante attuata nei confronti di tali comunità, il comitato promotore della campagna Accogliamoci, invitato da una parte dei rom del “campo”, si è recato per illustrare alla comunità le due delibere di iniziativa popolare per le quali la campagna ha avviato una raccolta firme. Una delle due delibere riguarda infatti il superamento dei campi rom nella Capitale attraverso percorsi efficaci di inclusione sociale. L’altra delibera riguarda invece la riforma del sistema di accoglienza per i rifugiati.

«Firmiamo perché non ce la facciamo più a stare nei ghetti, come animali, senza futuro e senza alcuna possibilità di vivere come il resto dei cittadini – affermano alcuni abitanti del “campo” – Vogliamo una vita diversa per i nostri figli, che sono nati e cresciuti qui in Italia. Una vita da cittadini italiani ed europei».
«Questa è mia figlia: guardatela. Ha appena venti giorni di vita. Guardate dove è nata. Guardate dove è costretta a vivere – spiega Dragan*, che vive a Castel Romano insieme alla moglie e a quattro figli -. Vivrà in un posto lontano da tutto e dimenticato da tutti. Noi non vogliamo vivere così, ma è in posti come questi che le istituzioni italiane ci hanno “rinchiuso”, negandoci la possibilità di vivere come e con il resto della società. Eppure io mi sento italiano al 100%: sono nato in Bosnia, ma sono qui da quando ero molto piccolo. E come un cittadino italiano, con un lavoro regolare, n una casa, con una vita normale, che vorrei vivere insieme alla mia famiglia».
Per essere discusse in Campidoglio le due delibere promosse dalla campagna Accogliamoci –  di cui l’Associazione 21 luglio fa parte insieme a molte altre associazioni – devono essere firmate da almeno 5 mila cittadini residenti a Roma oppure che vivono e lavorano nella Capitale. Al raggiungimento dell’obiettivo mancano poco meno di mille firme.
L’iniziativa, nei giorni scorsi, è stata sostenuta dall’attore Elio Germano e dal cantante Piotta, attraverso una divertente intervista doppia per smontare stereotipi e pregiudizi su rom e sinti. Insieme a loro altre personalità del mondo politico hanno sottoscritto le due proposte, tra cui Emma Bonino, Pippo Civati, Luigi Manconi, Rita Bernardini, Furio Colombo ma anche Khalid Chaouki e Fabrizio Barca del Partito Democratico. Adesioni anche dal mondo della musica. I banchetti sono stati ospitati in diversi concerti romani come quelli dei Modena City Ramblers e dei Sud Sound System che hanno visto la sottoscrizione dell’iniziativa da parte dei componenti delle band.
Per aderire all’iniziativa, per partecipare ai banchetti di raccolta firme, per ritirare i moduli da compilare e per tutte le informazioni sulla campagna consultare il sito della campagna www.accogliamoci.it oppure la pagina Facebook.
 
* il nome è di fantasia

Rom sgomberati: l'esito dell'incontro


Le famiglie rom sgomberate il 14 luglio dall’insediamento di Val d’Ala hanno accettato l’accoglienza temporanea all’interno del “centro di raccolta” di via Salaria, in attesa dell’attivazione, da parte del Comune di Roma, di percorsi individuali di inclusione sociale.
Per le famiglie a rischio sgombero forzato nei centri di via San Cipirello, via Toraldo e via Torre Morena, invece, c’è l’impegno, da parte dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, di prorogare la loro permanenza all’interno di queste strutture.
E’ questo l’esito dell’incontro tra le delegazioni di Associazione 21 luglio e Popica Onlus, le famiglie rom e l’Assessorato alle Politiche Sociali che si è svolto in seguito al sit in di solidarietà promosso dalle due organizzazioni davanti all’Assessorato.
L’incontro si è svolto con circa tre ore di ritardo rispetto all’orario previsto (mezzogiorno), una situazione che, viste le temperature che nella Capitale sfioravano i 40 gradi, stava creando forti disagi soprattutto a bambini e anziani.
La sistemazione delle famiglie di Val d’Ala nella struttura di via Salaria non può essere considerata, dall’Associazione 21 luglio, una soluzione adeguata, viste le condizioni di vita precarie all’interno della stessa. L’Associazione 21 luglio auspica tuttavia che l’Amministrazione mantenga fede agli impegni presi relativamente alla temporaneità della soluzione e alla pronta attivazione di percorsi di inclusione sociale per le stesse famiglie.
L’Associazione 21 luglio auspica altresì che venga mantenuta la promessa verbale dell’Assessore Danese rivolta ai rom che vivono nei tre centri di via San Cipirello, via Toraldo e via Torre Morena, scongiurando così il rischio di sgombero forzato dalle strutture.
 

Rom sgomberati, sit in di solidarietà in Assessorato

 
Giovedì 16 luglio, a partire dalle ore 12 davanti all’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, in viale Manzoni 16, Associazione 21 luglio e Popica Onlus invitano associazioni e singoli individui a un sit in di solidarietà nei confronti dei 21 rom sgomberati ieri dall’insediamento informale di Val d’Ala e dalle altre famiglie rom a rischio sgombero forzato dai centri di via San Cipirello, via Torre Morena e via Toraldo.
Il sit in, al quale parteciperanno le famiglie rom vittime di tali azioni, si terrà contemporaneamente a un incontro – il terzo in tre giorni – tra le delegazioni di Associazione 21 luglio e Popica Onlus, i portavoce delle comunità rom coinvolte e l’Assessorato alle Politiche Sociali, per chiedere all’Amministrazione una soluzione alternativa adeguata – che l’Amministrazione tarda ad individuare – per le famiglie rimaste all’addiaccio dopo lo sgombero forzato a Val d’Ala, come del resto sancito dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite.
Chi vuole, può dimostrare la propria solidarietà alle famiglie sgomberate – tra cui tre bambini, due donne incinte, anziani e malati – portando beni di prima necessità.
Dall’inizio dell’anno, a Roma, sono stati realizzati 59 sgomberi forzati, contro i 34 dell’intero 2014. Queste azioni, così come vengono realizzate, violano gli standard internazionali in materia di sgomberi, sono dunque illegittimi e violano i diritti umani di uomini donne e bambini.

Cosenza, sgombero forzato e una tendopoli per i rom

A Cosenza 490 rom rumeni, di cui un consistente numero di minori, rischiano di essere sgomberati dall’insediamento informale di Vaglio Lise, lungo il fiume Crati, e da un Ferrhotel situato nelle vicinanze e di essere ricollocati all’interno di una tendopoli che il primo cittadino Mario Occhiuto sta già provvedendo a costruire. Se questa operazione dovesse essere portata a compimento, il Comune di Cosenza si renderebbe autore di una grave discriminazione collettiva nei confronti della comunità rom, violando peraltro le garanzie procedurali previste dal diritto internazionale in materia di sgomberi.
Lo scrive, in una lettera di preoccupazione e richiesta di chiarimenti al prefetto della città calabrese Gianfranco Tomao, una coalizione di organizzazioni ed espressioni della società civile composta da Associazione 21 luglio, MO.C.I. (Movimento per la Cooperazione Internazionale), Amnesty International-Circoscrizione Calabria, AUSER Territoriale di Cosenza, Ambulatorio Medico SENZA CONFINI “A. Grandinetti” e Suore Ausiliatrici Cosenza.
«Dalla documentazione amministrativa del Comune di Cosenza, nonché dai riscontri mediatici, dalle comunicazioni rilasciate dal Sindaco Mario Occhiuto attraverso i social network e dai sopralluoghi e colloqui effettuati – scrive la coalizione al prefetto- si è appreso dell’intenzione di procedere allo sgombero della comunità rom rumena residente a Cosenza presso l’insediamento spontaneo lungo il fiume Crati (circa 400 persone) e presso la struttura Ferrhotel (circa 90 persone), con l’intenzione di rialloggiare 200 persone all’interno di una tendopoli, i cui lavori di allestimento risultano riavviati a partire dal 1° giugno 2015».
L’intera operazione e la soluzione abitativa alternativa suscitano profonda preoccupazione nelle organizzazioni che, in particolare, mettono in evidenza la mancanza di una consultazione genuina con la comunità rom antecedente allo sgombero, l’assenza di chiarezza sul destino delle persone oggetto del provvedimento di sgombero, l’inadeguatezza della tendopoli a ospitare nuclei familiari con minori al seguito e l’assenza di comunicazione sul suo effettivo carattere di temporaneità.
In assenza di tale temporaneità, si legge nella lettera, l’insediamento si connoterebbe a tutti gli effetti come segregante su base etnica e ci si ritroverebbe dinanzi all’allestimento dell’ennesimo “campo rom” in Italia, una soluzione che palesa una discriminazione collettiva verso la comunità rom come peraltro già rilevato dal Tribunale Civile di Roma il 30 maggio scorso con la condanna nei confronti del Comune capitolino per il carattere discriminatorio del “campo” La Barbuta.
In più, lo sgombero dell’insediamento di Vaglio Lise e del Ferrhotel si configurerebbe come forzato in quanto la sua realizzazione non prevede il rispetto delle garanzie procedurali in materia di sgomberi sancite dal diritto internazionale.
L’insediamento di Vaglio Lise era stato colpito da un incendio il 3 giugno 2014. Nei giorni successivi, 84 persone furono trasferite in un Ferrhotel in seguito a una ordinanza del sindaco che disponeva l’immediata requisizione dell’immobile di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Nonostante una ulteriore ordinanza, mai eseguita, che prevedeva lo sgombero dell’insediamento di Vaglio Lise, coloro le cui abitazioni non furono interessate dalle fiamme continuarono invece a vivere nell’insediamento.
Un mese dopo, a luglio 2014, la Rete Ferroviaria Italiana avanzò ricorso al Tar della Calabria contro l’ordinanza del sindaco Occhiuto che disponeva la requisizione del Ferrhotel. Il 21 maggio 2015 il Tar ha accolto il ricorso di Rfi ordinando al Comune di Cosenza di sgomberare l’immobile entro 15 giorni dalla notifica dell’ordinanza. Nello stesso tempo il Tar ha dato mandato al prefetto Gianfranco Tomao di eseguire la stessa ordinanza, mentre dal 1 giugno i lavori per la costruzione della tendopoli hanno subito una accelerazione.
Nel chiedere delucidazioni sulla vicenda, le organizzazioni firmatarie della lettera, che si dicono consapevoli della necessità di superare l’insediamento informale di Vaglio Lise nonché degli effetti della pronuncia del Tar sul Ferrhotel, invitano il prefetto Tomao ad avviare un canale di dialogo con la comunità rom interessata al fine di individuare una soluzione condivisa e partecipata, in linea con la Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom e Sinti, che sia graduale e dignitosa e che eviti le violazioni dei diritti umani che uno sgombero forzato comporterebbe inevitabilmente.
Foto: siti.chiesacattolica.it

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