Rom apolidi: corso di formazione per operatori para-legali

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In Italia vi sono 15.000 minori rom apolidi o a rischio di apolidia (foto: Andrea Sermoneta)


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Modulo d’iscrizione (34.5 KB)
Bando di partecipazione (394.92 KB)
Molte persone rom, nate in Italia o che vi risiedono da decenni, non hanno alcun documento di identità né un regolare permesso di soggiorno. Si stima che circa 15.000 minori rom siano apolidi o a rischio di apolidia. Senza i documenti, ogni percorso di inclusione sociale è loro precluso: queste persone non possono lavorare regolarmente, affittare una casa o iscriversi all’Università. Restano “invisibili”, privati di diritti fondamentali, generazione dopo generazione.
Per contribuire a risolvere questo grave problema, ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), Associazione 21 luglio e Fondazione Romanì, con il sostegno di Open Society Foundations, promuovono un corso finalizzato a formare 15 operatori para-legali specializzati nel supportare le persone rom nell’ottenimento dei documenti (permesso di soggiorno, passaporto, carta d’identità ecc.) e nel promuovere il miglioramento delle relative prassi a livello locale e nazionale.
Nell’ambito del corso saranno affrontati i seguenti temi: la normativa rilevante in materia di ottenimento dei documenti (riconoscimento dello status di apolide, rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari e di altri permessi di soggiorno in deroga alle norme generali in materia di ingresso e soggiorno dei cittadini stranieri in Italia, acquisto della cittadinanza italiana, ottenimento del passaporto del paese d’origine); metodi per promuovere il diritto delle persone rom prive di documenti e apolidi a uno status legale (supporto individuale, attività di advocacy, iniziative di informazione rivolte alla comunità ecc.); il ruolo degli operatori para-legali e le modalità per seguire i casi individuali.
Il corso prevede la partecipazione a due workshop residenziali di due giornate a Firenze; l’impegno a seguire, con il supporto degli avvocati dell’ASGI e dell’Associazione 21 luglio, tre casi di persone rom prive di documenti, affinché possano regolarizzare il loro status giuridico; la partecipazione al convegno finale e a una giornata conclusiva di valutazione e progettazione.
I partecipanti interessati saranno inoltre invitati a presentare progetti per la realizzazione di micro-interventi finalizzati a promuovere il diritto delle persone rom prive di documenti e apolidi a uno status legale. Il progetto selezionato come migliore riceverà un finanziamento di 5.000 euro.
I costi di viaggio, vitto e alloggio saranno coperti dal progetto.
I requisiti per partecipare al corso e le modalità per la presentazione delle domande sono specificati nel bando.
Le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, devono essere inviate per e-mail all’indirizzo formazioneasgi@gmail.com entro il 15 dicembre 2013.
Corso realizzato nell’ambito del progetto “OUT OF LIMBO” con il sostegno di Open Society Foundations.
Per informazioni
ASGI
Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione
Via Gerdil n. 7
10152 Torino
Tel./Fax: 011.4369158
formazioneasgi@gmail.com

Rom ladri di bambini: così la stampa rafforza gli stereotipi

Una donna in un "campo rom" di Roma

Una donna in un “campo rom” di Roma


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Nei giorni del ritrovamento, in un campo rom in Grecia, di una bimba i cui tratti somatici non convincevano la polizia, parte della stampa italiana ha parlato dell’accaduto additando subito gli “zingari” come “ladri di bambini”.
“Ci hanno sempre detto che fossero fandonie. Che le zingare non rapiscono i bambini. Che ce lo inventavamo per attaccare i poveri zingari innocenti. Come, altre baggianate, erano, secondo i buonisti di sempre, le accuse di essere ladri d’appartamento e scippatori. Tiè! Ecco la prova provata”, si leggeva sul blog de Il Giornale.it lo scorso 20 ottobre.
Alcuni giorni dopo i genitori naturali della bimba dichiarano di averla affidata alla coppia con la quale è stata ritrovata, e un caso analogo in Irlanda si conclude con un test del DNA che conferma che la bimba in questione, seppur bionda con gli occhi azzurri, è figlia della coppia con la quale viveva. A fronte di questi acceratementi questo il commento del Secolo d’Italia del 24 ottobre: “Ciò conferma che pure le tribù rom, come loro stesse sostengono, possono dare alla luce bambini biondi con occhi azzurri o verdi, ma ciò non giustifica affatto la gravità del reato di rapimento da parte degli stessi nomadi, come purtroppo troppo spesso accade”.
In base a tali fatti, le associazioni Naga e Associazione 21 Luglio chiedono che la stampa agisca in modo consapevole, vista la grande responsabilità che ha nella creazione di stereotipi e pregiudizi. Un’informazione corretta deve sempre ricordare, soprattutto a se stessa, che per qualsiasi reato la responsabilità penale è individuale, mai di un “gruppo” o di un’etnia.
E non deve dimenticare che, come dimostrato anche da un’importante ricerca dell’Università di Verona, di tutte le notizie di fantomatici rapimenti che vedevano coinvolti cittadini rom tra il 1986 e il 2007, in nessun caso l’esito è stato una condanna per questo reato.
Proponiamo quindi ai singoli giornalisti, all’Ordine dei giornalisti, alla Federazione Nazionale della Stampa e agli editori di:
·         rispettare e applicare le Linee guida per l’applicazione della Carta di Roma;
·         dare voce ai cittadini rom e sinti, raccogliere le loro parole, interpellarli e ascoltarli come fonti.
Naga e Associazione 21 Luglio continueranno a monitorare i media e a fare pressione affinché la stampa si faccia portatrice di una rappresentazione diversa dei cittadini rom e sinti e di tutte le persone discriminate.
Foto: dumplife (Mihai Romanciuc) via photopin cc

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Tre associazioni scrivono all'Amministrazione romana

Lo sgombero dell'insediamento di via Salviati dello scorso settembre

Lo sgombero dell’insediamento di via Salviati dello scorso settembre


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L’Associazione 21 luglio, l’Associazione A Buon Diritto e l’Associazione Cittadinanza e Minoranze hanno chiesto urgentemente all’Amministrazione di Roma Capitale di aprire un tavolo di concertazione, che coinvolga i rappresentanti delle comunità rom e il mondo dell’associazionismo, per voltare pagina nelle politiche adottate finora a Roma nei confronti di rom e sinti.
Le tre associazioni, con una lettera, si sono rivolte nello specifico al sindaco Ignazio Marino, al vicesindaco Luigi Nieri e all’Assessore alle Politiche Sociali Rita Cutini e hanno manifestato la propria preoccupazione per gli interventi che hanno caratterizzato i primi mesi di questa Amministrazione in relazione alla situazione delle comunità rom e sinte della Capitale.
Sotto la luce dei riflettori, vi sono soprattutto gli sgomberi di insediamenti rom ordinati negli ultimi tempi dal Campidoglio.
«Noi non sottovalutiamo la complessità e la problematicità della “questione”, ma neppure ne sottovalutiamo la delicatezza – scrivono le associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani delle minoranze – Soprattutto sappiamo che gli sgomberi, oltre ad aggravare in modo insopportabile le condizioni di vita di questa minoranza, sono misure del tutto inefficaci, anzi controproducenti, a parte i risvolti di dubbia legalità che li accompagna, se non altro per le modalità con cui vengono effettuati».
«E’ ovvio, come l’esperienza dimostra, che distruggere le abitazioni di fortuna  degli insediamenti spontanei non fa che riprodurre il problema, perché gli sfrattati non hanno altra possibilità che quella di ricostruirsene altre altrove, spesso nelle immediate vicinanze -prosegue la lettera -. Tali interventi sono inoltre controproducenti, perché rafforzano nel resto della cittadinanza la diffidenza, i pregiudizi e gli stereotipi nutriti nei confronti di coloro  che vengono indicati con lo spregiativo termine di “zingari” ed ai quali  non vengono riconosciuti né dignità, né diritti, con la conseguenza di rendere sempre più difficile  una positiva interazione con loro».
La questione Rom va dunque affrontata diversamente. Lo affermano implicitamente il Consiglio di Stato che ha negato l’esistenza di una “emergenza rom” dichiarando illegittime le ricadute che se ne erano tratte, ed esplicitamente lo stesso Governo Italiano che, in attuazione della Comunicazione n. 173/2011 della Commissione Europea,  ha adottato, come è noto, una Strategia Nazionale  d’Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti. Dunque è dando attuazione a tale Strategia che il problema della interazione con le comunità Rom va affrontato.
Da queste considerazioni la necessità, per le tre associazioni firmatarie, di richiedere all’Amministrazione un incontro urgente al fine di istituire un tavolo negoziale al quale invitare le rappresentanze delle comunità rom presenti sul territorio comunale e le associazioni impegnate sul fronte dell’antirazzismo e della solidarietà con le minoranze.

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Presentato il rapporto "Mia madre era rom" sulle adozioni dei minori rom

Alcuni partecipanti del convegno "Mia madre era rom"

Alcuni partecipanti del convegno “Mia madre era rom”


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Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato prepotentemente alla ribalta lo stereotipo infondato dei “rom che rubano i bambini”, generando un clima di isteria collettiva nei confronti dell’intera comunità rom. È in atto però un fenomeno inverso, rimasto finora ben lontano dall’enfasi mediatica: un flusso sistematico e istituzionalizzato di minori rom che vengono “strappati” alle proprie famiglie e affidati in adozione alle famiglie non rom. Continua a leggere

Presentato il rapporto "Mia madre era rom" sulle adozioni dei minori rom

Alcuni partecipanti del convegno "Mia madre era rom"

Alcuni partecipanti del convegno “Mia madre era rom”


Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato prepotentemente alla ribalta lo stereotipo infondato dei “rom che rubano i bambini”, generando un clima di isteria collettiva nei confronti dell’intera comunità rom. È in atto però un fenomeno inverso, rimasto finora ben lontano dall’enfasi mediatica: un flusso sistematico e istituzionalizzato di minori rom che vengono “strappati” alle proprie famiglie e affidati in adozione alle famiglie non rom. Continua a leggere

Un anno contro l’antiziganismo – Il calendario 2014 dell’Associazione 21 luglio

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Talvolta basta un incontro, uno sguardo, una parola per abbattere le spesse barriere che ci separano fisicamente e idealmente dalle famiglie rom che abitano le periferie delle nostre città.
Il Calendario 2014 “Un anno contro l’antiziganismo” ci aiuta, con gli scatti di Davide Bozzalla e la poesia di Paul Polansky, a combattere, mese dopo mese, l’antiziganismo che abbiamo ereditato dalla storia, che scorre nelle vene della società e che ne condiziona i pensieri, alimentando stereotipi e pregiudizi diffusi. Continua a leggere

Stop all’apartheid dei Rom! Lancio campagna e appello

foto Andrea Sermoneta

foto Andrea Sermoneta


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Al via oggi la nuova Campagna “Stop all’apartheid dei Rom” dell’Associazione 21 luglio.

Si continua a chiamarli “nomadi”, ma ormai da diverse generazioni sono comunità stanziali. Si dice che non vogliano integrarsi, ma per loro le istituzioni individuano come unica soluzione alloggiativa quei mega campi monoetnici, luoghi di degrado fisico e relazionale lontani dai centri abitati. Continua a leggere

Festival di Internazionale, l'Associazione 21 luglio a Ferrara

ferrara2013_logo

logo del festival


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Nell’ambito degli eventi del programma partecipato del Festival “Internazionale a Ferrara 2013”, l’Associazione 21 luglio interverrà alla tavola rotonda “Comunicazione e Rom in Europa”, che si terrà sabato 5 ottobre alle ore 11 presso Palazzo Bonacossi e Museo Riminaldi, a Ferrara (via Cisterna del Follo 5).
L’evento è organizzato dal Comune di Ferrara e dal CeAS (Centro Ambrosiano di Solidarietà) nell’ambito di PAIRS, un progetto biennale che coinvolge diciotto realtà di 8 differenti paesi europei e che ha l’obiettivo di studiare le buone pratiche continentali per l’inclusione della popolazione rom, valutarle, migliorarle e diffonderle per avere un positivo impatto politico a livello locale, nazionale ed europeo.
Nella tavola rotonda “Comunicazione e Rom in Europa”, in particolare, si cercherà di capire quanto i mass media influenzino i processi di inclusione o, al contrario, di discriminazione della minoranza rom nel Vecchio Continente.
Nel corso dell’evento, inoltre, l’Associazione 21 luglio presenterà nuovamente il rapporto “Antiziganismo 2.0”.
Interverranno alla tavola rotonda:
Nicu Dumitru, giornalista (Romania)
Nazzareno Guarnieri (Fondazione Romanì)
Dimitri Kenarov, giornalista (Bulgaria)
Marcello Maneri, Università degli studi di Milano Bicocca
Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio
Nel pomeriggio, invece, dalle 15.30 alle 18.30 si terrà un workshop dedicato a operatori sociali, studenti universitari e volontari del terzo settore intitolato “Partecipazione e Rom in Italia”. Al centro del momento formativo condotto dai relatori della Fondazione Romanì Italia, l’esperienza del corso di formazione per giovani Rom “Fuochi attivi”.
(2 ottobre 2013)
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Rapporto "Antiziganismo 2.0": stereotipi sui rom alimentati da politici e stampa

COPERTINA-ANTIZIGANISMO

copertina rapporto Antiziganismo


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Ogni giorno, in Italia, si registrano 1,43 casi di incitamento all’odio e discriminazione nei confronti di rom e sinti, per lo più attraverso dichiarazioni di esponenti politici diffuse da giornali, siti web e social network. Stereotipi e pregiudizi verso tali comunità, del resto, sono alimentati da una media giornaliera di 1,86 episodi di informazione scorretta ad opera di giornalisti di testate locali e nazionali.
Sono questi i dati che emergono da “Antiziganismo 2.0”, il rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale dell’Associazione 21 luglio, presentato questa mattina a Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Dal 1 settembre 2012 al 15 maggio 2013, il monitoraggio dell’Osservatorio 21 luglio, effetuato su circa 140 fonti, ha rilevato 370 casi di incitamento all’odio e discriminazione e 482 casi di informazione scorretta in grado di alimentare il cosiddetto fenomeno dell’antiziganismo, definito dalla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza come «una forma di razzismo particolarmente persistente, violenta, ricorrente e comune che viene espressa, tra gli altri, attraverso violenza, discorsi d’odio, sfruttamento, stigmatizzazione e attraverso le più evidenti forme di discriminazione».
Dei 370 casi di incitamento all’odio e discriminazione, 281 (il 75% del totale) sono riconducibili ad esponenti politici, 58 a privati cittadini e 20 a giornalisti. I giornali si sono rivelati il principale strumento di diffusione (234 casi), seguiti da siti internet (51),Twitter (23) e Facebook (10).
Dal rapporto emerge che il 59% delle segnalazioni si riferisce ad iscritti ad un partito di destra e di centro destra. In 90 casi, l’autore di una dichiarazione discriminatoria e incitante all’odio è stato un esponente della Lega Nord; seguono il Popolo della Libertà (74), La Destra (30) e Forza Nuova (11). In 9 casi l’autore è stato invece un esponente del Partito Democratico.
Dal punto di vista della collocazione geografica delle segnalazioni, al centro-nord va il primato relativo, con una percentuale del 52% delle segnalazioni, con il 22% nella sola Lombardia, mentre il centro-sud si attesta al 43%. Il dato più significativo appare quello relativo alla città di Roma, che da sola copre il 32% circa delle segnalazioni, praticamente un terzo di tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda i casi di informazione scorretta, ovvero quelle notizie, diffuse in maniera acritica, atte ad alimentare e rinforzare stereotipi e pregiudizi nei confronti di rom e sinti, tra le testate monitorate il rapporto evidenzia che il Corriere della Sera, nelle sue numerose edizioni locali, oltre a quella nazionale, raggiunge il numero più elevato di segnalazioni (12,9%), mentre il Tirreno si attesta su una percentuale dell’11%.
Seguono Il Messaggero con il 7,5%, il Tempo (6%), La Repubblica, soprattutto nelle edizioni milanesi e romane ((6%) e il Giornale d’Italia (4%). Il territorio lombardo, accumulando le percentuali di Libero, Il Giornale e Il Giorno raggiunge una rappresentatività sul campione di quasi il 20%.
In seguito ai casi descritti, l’area legale dell’Associazione 21 luglio ha intrapreso 135 azioni correttive, tra cui 75 segnalazioni all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), 29 lettere di diffida, 10 esposti al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, 7 segnalazioni all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori di Polizia di Stato e Carabinieri (OSCAD).
Tra i riscontri positivi ottenuti, la chiusura di due blog che diffondevano contenuti lesivi della dignità delle comunità rom e la rettifica dei contenuti di un paragrafo della guida National Geographic su Roma che criminalizzava indistintamente i rom.
«Il fenomeno dell’antiziganismo assume oggi in Italia dimensioni preoccupanti. Ai rom si associano indistintamente ed automaticamente degrado, incuria, malvivenza, pericolosità sociale, incapacità genitoriale, inadeguatezza sociale, rifiuto consapevole delle regole e una “genetica” attitudine alla delinquenza e alla non-integrazione», afferma l’Associazione 21 luglio.
«È necessario contrastare questi stereotipi e pregiudizi, alimentati da dichiarazioni di esponenti politici che intendono parlare alla pancia del proprio elettorato e da notizie giornalistiche incapaci di approfondimento e di analisi complessa, attraverso tutte le forme possibili, istituzionali e governative, attraverso il diritto e la produzione intellettuale, nella lotta politica e nel lavoro nei territori, nei media, a scuola e in strada. Si potrebbe cominciare dal linguaggio: i termini “nomadi” e “zingari” denotano una connotazione negativa e pertanto non andrebbero più utilizzati, né dai politici né dai giornalisti».
(26 settembre 2013)
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Sgombero Salviati, raccolta firme per interpellanza popolare

sgombero-salviati

sgombero a via Salviati


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In seguito allo sgombero forzato dell’insediamento informale di via La Martora 12, a Roma, avvenuto il 19 settembre, l’Associazione 21 luglio ha lanciato una raccolta firme con l’obiettivo di presentare un’interpellanza popolare al Comune di Roma circa le modalità con le quali è stato effettuato lo sgombero della comunità rom.
Secondo l’Associazione 21 luglio lo sgombero è stato realizzato in assenza delle garanzie procedurali previste dalle normative internazionali, e quindi si configura come uno sgombero forzato illegale. L’interpellanza popolare, in particolare, mira a individuare le responsabilità personali dei rappresentanti del Comune di Roma che, come affermato dal Vice Comandante della Polizia di Roma Capitale Antonio Di Maggio, avrebbero ordinato l’azione.
Lo sgombero del 19 settembre è stato caratterizzato dalla mancanza di reale e genuina consultazione con la comunità rom sulle possibili alternative abitative; dalla totale assenza di preavviso congruo e ragionevole; dall’assenza di mediatori linguistici e di personale impiegato nell’assistenza sociale per l’assistenza delle persone; dalla mancanza di possibilità di ricorso legale; dalla distruzione arbitraria di beni privati e dall’assenza di indicazioni su possibilità di rimborso per le perdite subite.
Tale azione si è peraltro conclusa con la denuncia dei rom presenti, l’arresto di una coppia, il sequestro e la distruzione di beni privati, e la dispersione dei rimanenti membri della comunità rom allocatasi temporaneamente in via Salviati.
In una intervista rilasciata all’agenzia video giornalistica Meridiana Notizie, il Vice Comandante Di Maggio, che ha guidato le operazioni di sgombero del 19 settembre, ha affermato: «Stamattina [i rom] sono tornati di nuovo in via de La Martora che è un campo che abbiamo sgomberato circa due anni fa, come si può vedere con materassi e masserizie di vario genere; evidentemente con l’intento di costruire nuovamente le baracche. Questa situazione è impossibile da accettare e così come disposto dall’Amministrazione Comunale stiamo provvedendo allo sgombero».
Le parole del Vice Comandante della Polizia di Roma Capitale sostengono dunque che l’azione di sgombero da lui coordinata sia stata dettata da precise e chiare disposizioni impartite dalle autorità del Comune di Roma preventivamente informate.
Lanciando la raccolta firme l’Associazione 21 luglio intende rivolgere all’Amministrazione di Roma Capitale una interpellanza popolare con la quale si chiede:
•    Di conoscere generalità e funzione del rappresentante del Comune di Roma che ha disposto il suddetto intervento di sgombero forzato.
•    Di conoscere generalità e funzione di chi ha deciso le modalità della sua attuazione.
•    Di conoscere se e quali misure intende adottare il Comune di Roma nei confronti di chi ha ordinato e coordinato le azioni di sgombero forzato attuato giovedi 19 settembre 2013 in via de La Martora, in quanto condotto in dispregio  delle minimali garanzie procedurali previste in materia.
Le firme saranno raccolte giovedì 26 settembre, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell’Osservatorio 21 luglio “Antiziganismo 2.0”, alle ore 11 preso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (corso Vittorio Emanuele II 349, Roma).
Per informazioni sulle firme, per le quali sono necessarie copia del documento d’identità e numero del certificato elettorale, si invita a contattare l’Associazione 21 luglio scrivendo a campagne@21luglio.org. In quell’occasione saranno chiarite le modalità per aderire all’iniziativa.
(20 settembre 2013)

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