Nel Lazio nasce il Tavolo per l'inclusione dei rom
[tfg_social_share]Il 14 aprile la Regione Lazio ha presentato ufficialmente il “Tavolo regionale per l’inclusione e l’integrazione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti“. «Dopo la messa al bando del termine “nomade” da parte del sindaco di Roma Marino, si tratta di un altro passo avanti importante verso la fine della politica dei “campi” e l’inclusione sociale di tali comunità», è il commento dell’Associazione 21 luglio.
Il Tavolo Regionale, la cui costituzione era stata annunciata lo scorso 18 febbraio con una determinazione della Direzione Regionale delle Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport, avrà come obiettivo quello di promuovere politiche e interventi in linea con la Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti che il Governo italiano aveva adottato in sede europea nel 2012.
Oltre agli enti locali e alle istituzioni pubbliche, parteciperanno al Tavolo le associazioni del terzo settore e le stesse comunità rom e sinte. Alloggio, istruzione, lavoro e salute, ognuno rappresentato da tavoli specifici, i settori su cui si concentreranno i lavori, così come indicato dalla Strategia Nazionale. Ognuna delle associazioni coinvolte potrà partecipare a due tavoli specifici. L’Associazione 21 luglio, a tal proposito, interverrà nei lavori sul diritto all’alloggio e all’istruzione.
«L’avvio, nel Lazio, di un Tavolo per l’inclusione dei rom e sinti rappresenta senz’altro una buona base di partenza per avviare finalmente politiche strutturate, e non più basate su un approccio emergenziale, nei confronti di tali comunità sul territorio regionale», afferma in una nota l’Associazione 21 luglio che, nei mesi scorsi, aveva chiesto con insistenza alle autorità regionali l’adozione di questa iniziativa.
«Ora, però, per evitare che le buone intenzioni restino tali – precisa l’Associazione 21 luglio – è necessario che i lavori del Tavolo si concretizzino quanto prima in azioni efficaci per una reale inclusione sociale delle comunità rom e sinte, a partire dal superamento dei “campi nomadi”».
Nei giorni scorsi l’Associazione 21 luglio aveva accolto con grande soddisfazione la decisione del sindaco di Roma Ignazio Marino di vietare l’uso del termine “nomadi” negli atti pubblici dell’amministrazione capitolina. Anche in questo caso, prosegue la nota, «è fondamentale che a questa buona decisione segua un impegno chiaro per mettere fine alla stagione dei “campi nomadi”, veri e propri ghetti etnici che, negli anni, hanno alimentato l’esclusione sociale dei rom e sinti a Roma e i pregiudizi e gli stereotipi nei loro confronti da parte della società maggioritaria».
Con la costituzione del Tavolo regionale, il Lazio diventa l’ottava regione in Italia dove sono stati attivati Tavoli regionali per l’inclusione dei rom e dei sinti, dopo. Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Molise e Piemonte.
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