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Da Torre Maura a Casal Bruciato, Associazione 21 luglio: «Le istituzioni facciano rispettare le leggi garantendo la tutela dei diritti umani»

Nel pomeriggio di ieri, frange di estrema destra hanno iniziato il loro presidio in via Sebastiano Satta, nel quartiere Casal Bruciato, periferia della città di Roma, per opporsi all’assegnazione legittima di una casa popolare ad una famiglia rom. Quattordici persone, dopo anni trascorsi all’interno della baraccopoli La Barbuta, regolarmente inserite nella graduatoria del Comune di Roma per l’assegnazione, hanno finalmente ottenuto l’alloggio ed effettuato il trasferimento. Ma dalla giornata di ieri, ormai, fanno i conti con manifestazioni di odio e razzismo nei loro confronti che culminerà con la manifestazione del pomeriggio di oggi annunciata da CasaPound.

Lo scorso mese di aprile, un’altra rivolta anti rom a Casal Bruciato, in via Facchinetti. Anche in quel caso, una famiglia rom proveniente da La Barbuta è stata contestata da militanti neofascisti. Dopo giorni di presidio da parte dell’estrema destra al grido “Prima gli italiani”, la famiglia ha scelto di tornare a vivere nella baraccopoli e lo ha fatto sotto gli occhi delle amministrazioni municipali e comunali che hanno consentito ai militanti di organizzare un presidio fisso senza autorizzazione e di inveire con slogan e minacce verso i componenti della famiglia.
Il mese prima, a Torre Maura è andata in scena una contestazione senza precedenti: un presidio di tre giorni da parte degli estremisti giunti da varie zone di Roma ha avuto un epilogo inaccettabile. Le famiglie rom, 77 persone trasferite dal centro di via Toraldo alla struttura di via dei Codirossoni, sono state portate via, smistate e divise, e due di esse si sono viste costrette, con il consenso degli operatori comunali, a trasferirsi in due insediamenti della capitale.

In tutti e tre i casi, senza censura né freno da parte delle Forze dell’ordine, i militanti di estrema destra hanno dettato la linea delle assegnazioni delle case popolari sul territorio comunale organizzando manifestazioni non autorizzate, occupando suolo pubblico con minacce e azioni di forza: la presenza delle Forze dell’ordine ha solo marcato i limiti tra accusatori e vittime.
A partire da Torre Maura, l’Amministrazione Comunale sembra aver definitivamente ceduto al ricatto dell’estrema destra, manifestando una profonda debolezza e mostrandosi accondiscendente, di fatto, alle pulsioni neofasciste.

Le famiglie provenienti dall’insediamento La Barbuta rientrano nel progetto comunale del superamento dei campi denominato “Piano rom”. Il loro ritorno alla baraccopoli sancisce, tra le altre cose, il fallimento del disegno politico.

Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per quanto sta accadendo a Roma e ancora di più per l’arrendevolezza dell’Amministrazione Comunale davanti alla violenza di manifestazioni di stampo razzista e xenofobo.

Chiediamo alla sindaca Raggi una cosa molto semplice: far rispettare le leggi, garantendo ad ogni cittadino, al di là della sua etnia, la tutela dei diritti fondamentali e lottando, senza mezzi termini e tentennamenti, contro ogni minaccia e sopruso.

“Si può fare!”, il corso di formazione per amministratori pubblici sul superamento dei campi rom in Italia

Associazione 21 luglio, organizzazione indipendente impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti di gruppi e individui che nelle città italiane vivono la segregazione e la discriminazione, organizza “Si può fare!”, un corso formativo volto ad offrire strumenti di approfondimento e di aggiornamento sul tema del superamento dei campi rom in Italia.

Dal 2000 l’Italia è denominata in Europa il “Paese dei campi”, la nazione che più di tutte impiega ingenti risorse umane ed economiche per la progettazione, la costruzione e la gestione di spazi di segregazione e marginalità, denominati “campi nomadi”. Malgrado la Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom, raccomandi il loro superamento, sono pochissime le Amministrazioni locali che negli ultimi anni hanno intrapreso questo virtuoso percorso, incontrando spesso difficoltà e scontrandosi con problematiche talvolta giudicate insuperabili. La mancata conoscenza della questione in seno alla macchina amministrativa, l’assenza di fondi adeguati, le problematiche legate allo status giuridico o alla scolarizzazione, hanno negli anni generato difficoltà ad individuare soluzioni vincenti e sostenibili nel tempo.

Il corso è rivolto ad esponenti delle istituzioni regionali e locali, dirigenti e funzionari pubblici, personale di uffici comunali che perseguono in Italia l’obiettivo dell’inclusione delle comunità rom e sinte. E avrà luogo il 26 e 27 settembre 2019 a Roma al Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca.

“Si può fare!” vuole offrire uno spazio di studio e di analisi del “sistema campi” e delle sue conseguenze, offrendo altresì ai partecipanti la possibilità di approfondire, con il contributo di esperti e professionisti in materia, le principali problematiche e di analizzare soluzioni virtuose realizzate in altri contesti.

Modalità e requisiti per l’iscrizione

Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 12 iscritti. L’iscrizione avverrà sulla base dell’ordine cronologico d’iscrizione. Il corso non sarà avviato se non verrà raggiunto il numero minimo di 8 iscritti. La data ultima per l’iscrizione è il 31 agosto 2019. Le iscrizioni potranno essere chiuse anticipatamente in caso di raggiungimento dei posti disponibili.
L’iscrizione si perfeziona inviando l’apposito modulo di iscrizione on line, compilato e corredato da un curriculum vitae.

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QUI è possibile accedere al programma del corso.

Il progetto è realizzato con i fondi dell’8xMille destinati alla Chiesa Cattolica

 

Rapporto annuale 2018 “I margini del margine”

Associazione 21 luglio Onlus ha presentato nella mattina di lunedì il rapporto annuale dal titolo “I margini del margine”. L’evento si è svolto presso la Sala Atti Parlamentari Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”. Una tavola rotonda che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti istituzionali di Amministrazioni italiane che nel 2018 hanno intrapreso percorsi virtuosi […]

Il progetto Amarò Foro riparte tra giochi, integrazione e tante nuove adesioni

Entusiasmo, partecipazione, voglia di fare. Sono questi i tre aspetti che caratterizzano la ripresa delle attività del progetto Amarò Foro (La nostra città) presso il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca. Da alcune settimane i bambini del quartiere hanno ripreso a giocare, divertirsi e crescere stando insieme attraverso le attività del progetto promosso da Associazione 21 luglio, giunto ormai al suo secondo anno.

L’obiettivo è stimolare la consapevolezza del se, dell’altro e della società

L’obiettivo del progetto educativo è quello di stimolare la consapevolezza del se, dell’altro e della società attraverso la sperimentazione artistica. All’interno attività laboratoriali e integrative, come gite, eventi comunitari e incontri con artisti. Amarò Foro punta, inoltre, alle abilità socio-emozionali e creative del minore, promuovendo un ambiente educativo e inclusivo che coinvolga famiglie e territorio.

Tante le nuove adesioni per l’avvio delle nuove attività a Tor Bella Monaca

“Entusiasmo e determinazione hanno caratterizzato la ripresa del nuovo anno – ha commentato Giuseppe Gatti, responsabile del progetto – l’aumento della partecipazione alle nostre attività è per noi motivo di orgoglio ma anche di stimolo a fare sempre meglio, grazie soprattutto al passaparola che si è diffuso tra le famiglie del quartiere, alle quali va il nostro ringraziamento”. Infine: “Tante le novità in cantiere per i prossimi mesi”.

esposto

Associazione 21 luglio presenta esposto all’Ordine dei Giornalisti

Utilità sociale dell’informazione, verità dei fatti esposti, forma civile della esposizione dei fatti e della loro valutazione. Sono queste le tre condizioni del diritto di stampa che per l’Associazione, impegnata in attività di monitoraggio nell’ambito dell’Osservatorio 21 luglio, non sono presenti all’interno dell’articolo oggetto dell’esposto: “I rom sotto accusa? Quelli che vinsero il ricorso anti-sgombero alla Corte europea”. Il testo pubblicato in Cronaca di Roma de Il Messaggero a seguito dei furti avvenuti presso la tendopoli della Croce Rossa di via Ramazzini, è firmato dal giornalista professionista Lorenzo De Cicco.

L’esposto di Associazione 21 luglio

L’Associazione chiama in “causa” la storica sentenza della Corte di Cassazione del 18 ottobre 1984, n. 5259 cd. “decalogo del giornalista”, e presenta un esposto al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio: è a loro che chiede di verificare eventuali illeciti deontologici commessi da De Cicco ma chiede anche di valutare l’omesso controllo da parte del direttore della testata romana, Virman Cusenza.

Stralcio dell’articolo di riferimento

All’interno del testo, pubblicato sul quotidiano Il Messaggero nella giornata di mercoledì 28 agosto si legge: «Da “paladini” anti-sgombero alla Corte di Strasburgo alla razzia di vestiti e computer nel centro d’accoglienza dove erano stati portati dal comune dopo lo smantellamento del River. I due Rom appena denunciati per il furto nella tendopoli della Croce Rossa a Monteverde sono gli stessi che il 24 luglio erano riusciti a strappare alle toghe europee la sospensiva dello sfratto forzoso deciso da Virginia Raggi. …. L’azione legale [ndr di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo] è andata avanti. Tanto che ieri l’Ufficio Rom del Comune ha spedito ai magistrati di Strasburgo una nuova relazione «urgentissima» in cui si parla del «furto aggravato» nella struttura della Croce Rossa, con allegata denuncia presentata dal Direttore della Cri. Una segnalazione è stata spedita anche alla Procura del Tribunale dei minori. I due nomadi denunciati sono mamma e papà di 10 bambini».
L’autore dell’articolo già nel 2015 aveva ricevuto una sanzione di avvertimento da parte del Primo Collegio Territoriale di Disciplina presso l’Ordine dei Giornalisti del Lazio per aver assunto un comportamento deontologicamente scorretto sempre dalle pagine della stessa testata.

La posizione di Associazione 21 luglio

Per i legali impegnati nel monitoraggio dell’Osservatorio sulla discriminazione il «giornalista professionista ha volontariamente reso pubblico che il nucleo famigliare dimesso dal “Better Shelter” è quello che ha presentato lo scorso 23 luglio ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, senza che questo avesse rilevanza alcuna per i fatti di cronaca narrati». Non solo: «il giornalista sembra discostarsi dall’obbligo deontologico di attenersi alla verità accertata dei fatti, sostenendo in più passaggi che i due ricorrenti nella loro persona son stati denunciati nonostante la denuncia sporta dalla Croce Rossa sia contro ignoti [come riportato dalla collega giornalista Bogliolo in un articolo pubblicato nella medesima pagina cartacea del quotidiano] e non contro persone note ed essendo in corso da parte delle competenti autorità le doverose e necessarie indagini volte all’accertamento dei fatti e all’individuazione dei rei e delle responsabilità».

Associazione 21 luglio

On-line tutte le nostre attività dell'anno 2017/2018

Associazione 21 luglio supporta gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e discriminazione tutelendo il benessere delle bambine e dei bambini attraverso attività di empowerment e promuovendo i diritti umani, implementando attività di ricerca, monitoraggio, sensibilizzaizone e advocacy.
Associazione 21 luglio ha sviluppato un metodo, declinato su livello nazionale, locale e territoriale che – privo di qualsiasi connotazione etnica – nasce da un approccio legato ai diritti e si muove su due assi:
Azioni “sul contesto” delle comunità in condizione di segregazione estrema e discriminazione con l’obiettivo di coinvolgere i decisori politici i media e le società in un cambio di approccio sia nella gestione del discorso pubblico sia nelle azioni politiche rivolte a queste comunità.
Azioni “nel contesto” che vedono coinvolti i membri delle comunità che vivono in contesti segreganti e marginalizzati.
Sul piano territoriale implementa le sue azioni nel quartiere di Tor Bella Monaca all’interno del Polo di sviluppo educativo e culturale Ex Fienile, uno stabile dato in gestione dal Comune di Roma ad una ATS di cui Associaizone 21 luglio è capofila. Dal 2017 Associazione 21 luglio opera sul territorio attraverso attività educative rivolte a minori di differenti fascie di età e di diverse religioni e nazionalità. Promuove anche azioni di formazione e empowerment che hanno come obiettivo la creazione di opportunità e facilitazione nell’accesso ai principali servizi, con il fine ultimo di agevolare il raggiungimento di una totale autonomia.
Per tutte le nostre attività, contatti e riferimenti, consulta e SCARICA la nostra carta servizi.
Foto di Valentina Faraone.

Sul grave evento di Follonica Associazione 21 luglio invia lettera a Lidl Italia

È accaduto la mattina del 23 febbraio a Follonica, al supermercato Lidl. Tre dipendenti del noto supermercato, due ripresi più un terzo che ha filmato tutto, hanno rinchiuso con un carrello elevatore due donne rom intente a frugare all’interno dei cassonetti. Le hanno derise mentre giravano le immagini, e poi hanno pubblicato il video sui social scatenando decine e decine di commenti razzisti.
Associazione 21 luglio, ritiene gravissimo questo episodio, in cui viene lesa la dignità umana delle vittime, che hanno subito comportamenti attivi d’odio e sono state private arbitrariamente della loro libertà personale, e con una lettera inviata a Lidl Italia, esprime viva preoccupazione chiedendo che vengano intraprese serie ed esemplari misure disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.
Secondo Associazione 21 luglio, il comportamento dei tre dipendenti, fondato sulla discriminazione multipla legata all’identità di genere e all’appartenenza etnica delle vittime, ha comportato nelle stesse gravi patimenti e angosce, e oltre ad evidenti profili penali, ha leso la loro dignità umana.
«Pertanto – conclude la missiva – Associazione 21 luglio chiede di esser informata in merito alle concrete misure disciplinari adottate dalla Vostra catena nei confronti degli autori di tale comportamento, di conoscere se esiste una policy di condotta per il contrasto di comportamenti d’odio e discriminazione all’interno dei vostri punti vendita e se sono previste adeguate formazioni in merito a tali temi».
«L’increscioso episodio di Follonica – dichiara Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio – altro non è che la conseguenza di un clima d’odio che, promosso da esponenti politici ed amplificato dai media, da mesi sta avvelenando nel nostro Paese, menti e coscienze. Davanti a dichiarazioni pubbliche che esprimono intolleranza e razzismo, il confine tra la parola e i fatti si va assottigliando in maniera pericolosa e incontrollata. Si ravvisa pertanto, l’urgenza di porre argini dal punto di vista culturale e legislativo al fine di offrire risposte adeguate davanti ad un Paese in cui i valori democratici e costituzionali rischiano di essere messi a serio rischio».

Associazione 21 luglio cambia pelle…ma non il cuore

Nata 7 anni fa con una mission chiara e definita – la tutela e la promozione dei diritti delle comunità rom e sinte in Italia – Associazione 21 luglio, dopo lunghi mesi di attenta riflessione e profonda analisi, cambia pelle.
Lo fa in maniera formale, con un nuovo sito, ma anche in maniera sostanziale, con una mission rinnovata. D’ora in avanti Associazione 21 luglio avrà come obiettivo quello di supportare individui e gruppi in condizione di segregazione estrema e di discriminazione tutelandone i diritti e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini.
Sono duplici i motivi che hanno portato a questa scelta.
Il primo risiede nel voler esplicitare, nella sua battaglia per i diritti delle comunità rom in Italia – attività che resterà intatta rispetto al passato – il suo approccio. Associazione 21 luglio lotterà, e continuerà a lottare, per i diritti delle comunità rom non in quanto tali, ma in quanto segregate e discriminate. Il suo focus saranno quindi quelle famiglie che vivono, come dichiara la nuova mission, la segregazione estrema e la discriminazione; e di queste, lo sappiamo bene, molte sono rom. Nonostante i traguardi sinora raggiunti resta ancora moltissimo da fare e Associazione 21 luglio resterà in prima linea su questo fronte.
Approccio etnico e approccio fondato sui diritti: due dimensioni che soprattutto negli ultimi anni si sono rivelate inconciliabili. Associazione 21 luglio con la nuova mission esplicita la sua volontà di porsi sul solco del secondo approccio, quello radicato nei diritti umani. Associazione rom o associazione pro rom, chiederà qualcuno secondo il linguaggio attualmente in voga? Associazione per i diritti di chi è segregato e discriminato, risponderemo noi. Oggi la gran parte di essi sono rom e su questo continueremo a vigilare come nel passato. Ma sappiamo bene quanto le ultime vicende legate a crisi economiche e fenomeni migratori abbiamo esteso questo fronte sul quale inizieremo a concentrare spazi di attenzione.
Il secondo motivo nasce dalla constatazione che ogni attività educativa, che con quella dei diritti rappresenta uno dei due assi su cui si muove Associazione 21 luglio, non può essere efficace se mantenuta in una dimensione di ghettizzazione etnica e di discriminazione positiva. Essa vive e cresce se capace di creare, dentro e fuori, “contaminazione”. A partire dal 2017 implementeremo le nostre attività rivolte ai bambini, ai ragazzi e alle donne privilegiando la compresenza di persone rom e non rom nella convinzione assoluta che solo insieme si può crescere, condividere, sognare. Ponendo la parità di genere in una dimensione di assoluta centralità.
Nelle prossime settimane inaugureremo la seconda sede operativa di Associazione 21 luglio, il Polo di sviluppo educativo e culturale Ex Fienile, dove la nostra nuova mission sarà pienamente vissuta da dentro e visibile fuori. Come sempre la declineremo con entusiasmo e professionalità e proveremo a raccontarvela con chiarezza e passione. Il Polo sorge a Tor Bella Monaca, nel cuore dell’estrema periferia romana, non lontano dalla baraccopoli di via di Salone. Non è assolutamente una scelta casuale.
Associazione 21 luglio cambia pelle ma non il cuore! Che resta a fianco di chi la periferia la abita, a partire dall’infanzia, dentro una baracca o all’interno di una scatola di cemento, ponendo al centro i diritti fondamentali che appartengono ad ogni individuo. Al di là della sua origine etnica, della sua religione, della sua condizione sociale; mantenendo la piena indipendenza economica che da sempre ha caratterizzato il nostro operato e che rappresenta la cartina di tornasole della nostra libertà.
La stessa che oggi ci consente, dopo 7 anni, di girare una pagina della nostra storia e di aprirne un’altra per iniziarne la scrittura. Senza tentennamenti e con il coraggio di chi è chiamato ad affrontare nuove sfide. Nella speranza che sempre più persone – che oggi abitano i bassifondi delle periferie delle nostre città – possano, anche attraverso Associazione 21 luglio, rivendicare e riscoprire una cittadinanza ancora non pienamente compiuta ma alla quale tutti abbiamo il dovere di aspirare.
Carlo Stasolla

Perle di Sicilia: Akmet e Emma, vita da attivisti tra musica e danze

Nel cuore della Kasbah di Mazara del Vallo – in Sicilia – oltre ai profumi e ai ritmi arabeggianti della comunità nordafricana che vive in città, si sono affiancate da anni anche culture e tradizioni rom. Akmet e Emma, fratello e sorella classe ’88 e ’91, vivono nell’isola da circa ventiquattro anni e hanno partecipato alla terza edizione del Corso per attivisti rom e sinti organizzato anche quest’anno dall’Associazione 21 luglio, il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERCC) e Amnesty International sezione Italiana.
I due fratelli siciliani hanno origini rom kosovare e sono nati da madre serba e papà macedone. Negli anni ’90 scappano dall’ex Jugoslavia per via delle guerre balcaniche e sbarcano prima in Puglia, poi raggiungono alcuni parenti a Sciacca dove si appoggiano per qualche tempo. Dopo essersi stabiliti a Mazara, Akmet e Emma crescono lì con la loro famiglia andando a scuola con suor Rossana che entrambi ricordano con affetto.
Nello scorrere della vita quotidiana vengono a galla anche le difficoltà che pone spesso la burocrazia. Pur godendo di permesso di soggiorno illimitato, Emma aspetta il passaporto dall’ambasciata croata da oltre dieci anni. È nata in Croazia ma ha vissuto lì solo nei primi sei mesi di vita, per questo le autorità competenti l’hanno indirizzata verso le istituzioni dei paesi di origine dei genitori ma il tanto sognato documento ancora non arriva. Emma vorrebbe partire con le sue amiche ma non può viaggiare fuori dall’Italia, «tanto hai pura dell’aereo», ironizza il fratello.
Emma e Akmet hanno sempre partecipato attivamente alla vita di Mazara collaborando con la Casa della Comunità Speranza, un Centro aggregativo giovanile che offre varie attività educativo-didattiche nel post scuola per accrescere le capacità di sviluppo e crescita di bambini e ragazzi. Akmet contribuisce ad arricchire l’offerta del Centro anche grazie alla proposta di attività sportive, «lo sport è fondamentale per imparare a stare insieme» – ricorda – «nel rispetto dell’altro e delle regole». Emma ama danzare, dedicandosi specialmente ai balli tradizionali della cultura rom. «La maggior parte della gente non ci conosce davvero e rimane attaccata ai pregiudizi», racconta Emma, «mi piace andare in giro per le città italiane e far conoscere i nostri abiti e le nostre tradizioni». L’amore per la musica e il ballo unisce i due fratelli, oltre alle danze della tradizione Akmet coltiva anche una passione per il rap. Scrive i testi e canta, per dare voce ai suoi pensieri e sfogare la sua rabbia contro le ingiustizie.

Sui rom il sindaco Marino annuncia la svolta richiesta dall'Associazione 21 luglio

Roma, 9 dicembre 2014 – «Sono al lavoro con il consigliere Riccardo Magi su un piano per superare definitivamente e in maniera strutturale il sistema dei campi rom nella Capitale che, oltre alla violazione sistematica dei diritti, evidenziata anche dalla Commissione Europea, comporta un esborso inaccettabile di risorse pubbliche». E’ quanto riportato in un messaggio a firma Marino recapitato ai promotori del Concerto “Roma suona Rom”, organizzato nella serata di ieri presso il Teatro Argentina di Roma.
Il sindaco di Roma Ignazio Marino, nell’esprimere «sincero apprezzamento per l’operato dell’Associazione 21 luglio», fa cenno all’inchiesta della Procura di Roma e alla sconvolgente realtà emersa. «Una conferma che oggi – scrive il primo cittadino – ci spinge ad andare avanti con forza e convinzione ancora maggiori sulla strada del cambiamento. E il cambiamento deve riguardare anche le politiche dell’accoglienza e la gestione dei campi rom dove, come abbiamo visto, il malaffare si è annidato traendo maggiori guadagni».
La lettera del sindaco rappresenta una risposta alla presa di posizione dell’Associazione 21 luglio il cui presidente nei giorni scorsi si era unito allo sciopero della fame promosso dal consigliere comunale Riccardo Magi. Obiettivo della protesta era quello di chiedere all’Amministrazione Comunale di dare dimostrazione concreta di voler relegare al passato la “stagione dei campi” e avviare una nuova politica di reale inclusione delle comunità rom sinte della Capitale. Il tutto, era stato chiesto, a partire dal Best House Rom, il centro di raccolta di via Visso che incarna tutte le contraddizioni di un sistema organizzato volto a concentrare e segregare i rom in spazi di sofferenza e violazione dei diritti umani.
«Al più presto – risponde il sindaco – intendo visitare il centro per rendermi conto personalmente, come sindaco e come medico, della situazione. A voi voglio ribadire il mio impegno a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose». «Ringrazio sinceramente per aver sollevato il caso emblematico della struttura Best House Rom – termina la missiva – e chiedo di sospendere lo sciopero della fame».
L’Associazione 21 luglio accoglie positivamente le parole del sindaco Ignazio Marino e si dichiara pronta a sostenere ogni iniziativa dell’Amministrazione Comunale volta ad un superamento definitivo dei “campi nomadi” della Capitale. «Il punto di partenza – sostiene l’Associazione – è quello indicato da noi e ripreso dal sindaco: il Best House Rom. Davanti a questa struttura, in via Visso, 14 domani, 10 dicembre, Giornata Internazionale per i Diritti Umani, verrà organizzata alle ore 14,00 una conferenza stampa dove verrà illustrata anche una bozza del Piano locale per il superamento degli insediamenti formali della Capitale, presentata nei giorni scorsi al sindaco Ignazio Marino».
Foto: Niccolò Caranti – CC BY-SA 3.0

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