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Riformare politiche e programmi per combattere l’antigitanismo

Sono 12 le raccomandazioni contenute all’interno del documento politico stilato da ENAR, Ergo Work e Central Council of German Sinit e Rom e altre realtà. Il testo promuove un approccio globale per combattere l’antigitanismo focalizzando l’attenzione su una serie di raccomandazioni. Associazione 21 luglio ha pubblicato a questo link le prime quattro, e a questo secondo link le seconde quattro per giungere poi all’attuale ultima pubblicazione che completa il quadro.

Raccomandazione 9: porre fine a tutte le forme di antigitanismo

Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero affrontare e porre fine a qualsiasi forma di antigitanismo strutturale, comprese tutte le forme di segregazione, sfratti forzati, razzismo ambientale e altre manifestazioni di antigitanismo in istruzione, occupazione, salute e alloggio. Le istituzioni dell’UE dovrebbero, invece, riformare politiche e programmi tradizionali pertinenti, come la garanzia europea per i giovani e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, prestando particolare attenzione all’accesso dei rom. Inoltre dovrebbero chiedere ai governi nazionali di mettere in atto strategie concrete per combattere l’antigitanismo in tutti i settori, inclusi l’educazione, la salute, l’edilizia abitativa e il mercato del lavoro, sia da parte dei datori di lavoro che delle agenzie di collocamento.

I governi nazionali dovrebbero affrontare in modo proattivo e porre fine alla segregazione fisica delle comunità rom, educare gli uffici di collocamento nonché i potenziali datori di lavoro sull’antigitanismo storico e presente, in particolare al fine di contrastare il fenomeno durante il processo di assunzione al fine di aumentare la loro consapevolezza e le loro competenze per il trattamento non discriminatorio dei clienti Rom e (potenziali) dipendenti.

Raccomandazione 10: consentire la libera circolazione

La Commissione europea e i governi nazionali dovrebbero garantire il diritto alla libera circolazione di tutti i cittadini europei e dovrebbero sostenere qualsiasi forma di antigitanismo che limiti i diritti dei cittadini a vite dignitose. I governi nazionali dovrebbero assicurare che le loro legislazioni nazionali siano in linea con la direttiva UE sulla libera circolazione e che le loro istituzioni rispettino i diritti di mobilità dei rom e adottare le misure necessarie affinché i Rom siano consapevoli dei loro diritti di mobilità.

Raccomandazione 11: Antigitanismo, un terreno per la ricerca di asilo, rifugiati e sfollamenti interni

La Commissione europea e i governi nazionali dovrebbero riconoscere che la catastrofica situazione dei rom sfollati interni e rom rimpatriati nei paesi dei Balcani occidentali contribuisce a peggiorare la situazione, aumentando così la pressione migratoria in un circolo vizioso. I governi dell’UE e i governi nazionali dovrebbero rispettare i diritti dei rifugiati, quali la libertà di religione e di movimento, il diritto al lavoro, l’istruzione e l’accessibilità ai documenti di viaggio; una disposizione chiave della Convenzione dell’UNHCR del 1951 relativa allo status dei rifugiati stabilisce che i rifugiati non dovrebbero essere rimpatriati o respinti in un paese in cui temono persecuzioni.

Raccomandazione 12: rafforzare la leadership, la partecipazione, l’empowerment e l’auto-organizzazione dei rom

Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero trattare i rom, i sinti e altri gruppi che vivono antigitanismo come partner alla pari, sostenere l’auto-organizzazione compresa la promozione della leadership e il reclutamento di rom per posizioni di alto livello nelle pubbliche amministrazioni. Le istituzioni dell’UE e i governi nazionali dovrebbero assicurare che Rom, Sinti, Viaggiatori e altri stigmatizzati come “zingari” e le loro organizzazioni guidino la progettazione, l’attuazione, il monitoraggio, la valutazione e il perfezionamento delle politiche e delle misure che li riguardano a livello locale, regionale, nazionale e dell’UE, anche nominando le posizioni ad alto livello nelle amministrazioni pubbliche.

Non solo, assicurare che guidino anche la produzione di conoscenza sui rom, che siano rappresentati tutti i gruppi sociali, in particolare quelli soggetti a discriminazione, abilitare e sostenere l’auto-organizzazione libera, indipendente e diversificata di rom, sinti, viaggiatori e altri, comprese le organizzazioni che mettono in mostra l’arte e la cultura rom. Infine, promuovere programmi educativi e culturali sostenibili per informare il pubblico sulle comunità rom, la portata e la gravità dell’antigitanismo che affrontano nella vita di tutti i giorni, ma anche sulla loro diversità, la loro storia.

“Radiamoli al suolo. Basta con gli zingari, Salvini Ministro per 20 anni”. Gli effetti dell’odio sul web

“Ma vi par normale che una zingara a Milano dica “A Salvini andrebbe tirata una pallottola in testa”? Stai buona, zingaraccia, stai buona che tra poco arriva la ruspa”. Era lo scorso 1 agosto quando il Ministro dell’Interno Matteo Salvini twittava queste parole. Qualche giorno più tardi, il Ministro da una piazza di Arcore durante un comizio ha continuato: “Solo in Italia una che è agli arresti domiciliari, che vive in una casa abusiva in un campo rom abusivo, può minacciare di morte il ministro dell’Interno. Ma per i giornalisti il problema non è questa fottutissima zingara ma il ministro dell’Interno. Ma io vi do la mia parola che quella casa abusiva la radiamo al suolo”.

Espressioni verbali che ledono la dignità umana

Espressioni (verbali e a mezzo social) che ledono la dignità umana e rappresentano una chiara violazione di diritti. Sarebbero state gravi, gravissime, se a proferirle fosse stato un comune cittadino, lo diventano in maniera esponenziale se a farlo è il Ministro dell’Interno. Matteo Salvini, vice premier del governo gialloverde istituto dopo le elezioni nazionali del marzo 2018, che conta oltre 3 milioni e mezzo di follower sui social network.

La libertà d’espressione è preziosa per ogni individuo e tanto più per un cittadino eletto dal popolo, ma è di cruciale importanza che le persone che svolgono attività politica, nei loro discorsi pubblici, evitino di diffondere delle idee suscettibili d’incitare alla discriminazione e di nutrire sentimenti di xenofobia e intolleranza. In contesti dove vi sono in gioco più diritti è importante tener conto del necessario bilanciamento dei diritti inviolabili dell’uomo tra cui il diritto d’uguaglianza, intesa come non discriminazione e pari dignità sociale. Sul punto la giurisprudenza è unanime nell’affermare che il diritto alla libera manifestazione del pensiero non può essere esteso fino alla giustificazione di atti o comportamenti che, pur estrinsecandosi in una esternazione delle proprie convinzioni, ledono tuttavia altri principi di rilevanza costituzionale ed i valori tutelati dall’ordinamento giuridico interno e internazionale.

Parole che spianano la strada a manifestazioni d’odio

Parole come “zingaraccia” e “fottutissima zingara” ma anche avvertimenti che profilano azioni di sgombero quali “Arrivano le ruspe”, spianano la strada a manifestazioni di odio (a mezzo social e non solo) sempre più importanti che si diffondono velocemente. Ne sono esempio i commenti che gli utenti del web hanno postato sulla bacheca del Ministro o che hanno pubblicato a loro volta mediante la condivisione. Ne riportiamo alcuni: “Radiamoli al suolo. Basta con gli zingari. Salvini Ministro per 20 anni!” e ancora “Basta campi…sono #zingari, quindi nomadi…e devono nomadare, non fermarsi nei luoghi a tempo indeterminato…”, infine “Ma dove li mettiamo questi parassiti che vivono rubando nelle nostre case?”.

Attacchi di questo tipo non possono che innalzare il livello di attenzione e di preoccupazione su come il clima d’odio si stia propagando a macchia d’olio nei confronti di chi viene percepito come estraneo e diverso da sé. L’Osservatorio 21 luglio continuerà anche in questi giorni di vacanza con operazioni di monitoraggio, pronto ad intraprendere laddove opportuno azioni correttive.

Salvini: «Salvate i bimbi dai campi rom». Associazione 21 luglio scrive al Garante per l’Infanzia

«Ogni volta che vado a visitare, da ministro, un campo rom mi domando perché i tribunali dei minori non vanno nei campi rom a portar via e salvare quei bimbi… Mi sono letto fascicoli di presunte difficoltà economiche di famiglie italiane e lì gli assistenti sociali sono implacabili. Mentre chi li educa al furto fin da quando hanno un anno di vita, niente».

Sono state queste le dichiarazioni di Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, a proposito dei fatti accaduti di recente a Bibbiano che vedono la magistratura impegnata nell’inchiesta “Angeli e demoni” per stabilire meccanismi, strategie e protagonisti di un presunto giro di affidi illeciti di minori. Dichiarazioni che non solo fanno rabbrividire immaginando con quanta leggerezza e facilità potrebbe avvenire il distacco di un bambino da sua madre ma che preoccupano anche perché si inseriscono in un contesto particolarmente delicato.

Solo pochi giorni fa, il Ministro dell’Interno ha emanato una circolare ai prefetti delle città italiane per chiedere la “ricognizione” dei rom che vivono all’interno delle baraccopoli che contribuisce a spianare la strada a una nuova “emergenza nomadi”.

Per tutte queste ragioni, Associazione 21 luglio ha scritto all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

NOTA STAMPA – La circolare del Ministro Salvini che spiana la strada ad una nuova “emergenza nomadi”

Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per l’oggetto e la finalità della circolare ministeriale.

 

In relazione alla circolare n. 16012/110 del 16 luglio 2019 avente come oggetto «Insediamenti di comunità Rom, Sinti e Caminanti» a firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini, Associazione 21 luglio, dopo un’attenta analisi del testo integrale, esprime profonda preoccupazione per l’oggetto e la finalità della stessa.

L’oggetto della circolare delimita le azioni imposte soltanto agli insediamenti abitati da rom, sinti e caminanti: ciò rappresenta un’adozione di misura avente carattere chiaramente discriminatorio nei confronti di queste comunità, visto che non interessa, ad esempio, insediamenti formali o informali abitati da persone non riconducibili a tali etnie.

Se l’attenzione della stampa si è focalizzata quasi esclusivamente sulla ricognizione degli insediamenti (impropriamente definita “censimento”), in realtà il carattere particolarmente preoccupante è la finalità della circolare che richiama in maniera netta l’”Emergenza Nomadi” ordinata da Silvio Berlusconi nel maggio del 2008, all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri. La finalità ultima della circolare firmata da Matteo Salvini è infatti quella poter consentire l’esecuzione di sgomberi di insediamenti rom, attraverso «l’adozione di specifici provvedimenti contingibili e urgenti».

Una similitudine del linguaggio utilizzato nella circolare con il “vecchio” provvedimento del 2008, la si evince anche nel linguaggio utilizzato nel testo con richiami espliciti al «pericolo della salute pubblica», alla «sicurezza», o fatti tali da legittimare «allarme sociale e l’adozione di misure finalizzate alla riaffermazione della legalità».

Secondo Associazione 21 luglio, che già in precedenza ha sollevato preoccupazione in tal senso, i fatti degli ultimi mesi e la soprattutto circolare odierna, stanno preparando il terreno ad una situazione emergenziale che già nel 2011 era stata dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato.

Sea Watch: 40 Organizzazioni scrivono al presidente Conte

Sono 40 le organizzazioni che al presidente Conte chiedeno con urgenza un porto sicuro per i minori e per le altre persone a bordo della Sea Watch 3.

Apprezziamo che nei giorni scorsi l’Italia abbia consentito lo sbarco di bambini, donne incinte e altre persone vulnerabili. Resta tuttavia di urgenza inderogabile che tutte le persone a bordo, in particolare i minori e le altre persone vulnerabili, possano toccare terra in un porto sicuro nel minor tempo possibile e che alle valutazioni politiche venga anteposta la tutela della vita e dell’incolumità degli esseri umani.

La lettera inviata al premier Conte

Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata venerdì al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte da oltre 40 associazioni e organizzazioni impegnate per la tutela dei diritti dei minori e di rifugiati e migranti, in riferimento alle 42 persone a bordo della nave Sea Watch, giunta ormai al suo 12° giorno nel Mediterraneo. Ricordando le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, i 40 firmatari chiedono che l’Italia adempia ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, così come previsto dalla Costituzione Italiana e dal diritto internazionale.

Le Organizzazioni chiedono a Conte di ricorrere alle sue responsabilità

Sottolineando come la Sea Watch non possa ottemperare all’ordine di ricondurre le persone salvate in Libia, in quanto porto non sicuro, le Organizzazioni firmatarie dell’appello evidenziano la necessità che l’Italia e gli altri Stati coinvolti collaborino attivamente al completamento delle operazioni di soccorso con il rapido approdo in un porto sicuro di tutte le persone a bordo e chiedono a Conte di ricorrere alle sue responsabilità per fare sì che le operazione di sbarco possano essere condotte nelle prossime ore, assicurando l’opportuna immediata presa in carico dei minori ancora a bordo e di tutte le altre persone bisognose di cure e supporto.

La lettera è stata firmata da:
A buon diritto
ACP – Associazione Culturale Pediatri
Amnesty International Italia
ANFAA – Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie
ANPEF – Associazione nazionale dei pedagogisti familiari
Arci
ASGI
Associazione Antigone
Associazione Antonia Vita – Carrobiolo
Associazione “A Roma, Insieme – Leda Colombini”
Associazione La Rosa Roja Onlus
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Associazione 21 Luglio Onlus
CAMMINO – Camera Italiana avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni
Casa dei diritti sociali – FOCUS
Centro Astalli
CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
CINI – Coordinamento Italiano NGO Internazionali
CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati
CISMAI – Coordinamento Italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia
Cittadinanzattiva
CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
Coordinamento Genitori Democratici – CGD
EDI Onlus
Emergency ONG Onlus
FCEI – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Fondazione L’Albero della Vita
Fondazione Mission Bambini
Fondazione Roberto Franceschi Onlus
INTERSOS
l’abilità Onlus
La Gabbianella e altri animali Onlus
L’altro diritto Onlus
MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano OdV
Médecins du Monde – Missione Italia
Medici per i Diritti Umani
Medici Senza Frontiere
Oxfam
Salesiani per il Sociale
Save The Children Italia
SAO – Saveria Antiochia Osservatorio Antimafia
Senzaconfine
SOS Villaggi dei bambini Onlus
Terre des Hommes

Foto copertina FB: Sea Watch
Photo: Nick Jaussi / Sea-Watch)

A Tor Bella Monaca ragazzi rom e non rom con l’obiettivo di “formarsi per formare”

Sono arrivati a Tor Bella Monaca da Torino, Crotone, Cosenza, Roma, Pisa e Mazara del Vallo. Vincenzo, Igor, Arjana, Nedzad sono solo alcuni dei tredici ragazzi rom e non rom che da venerdì a domenica hanno partecipato al corso di formazione promosso dalla rete Reyn (Romani Early Years Network) presso il Polo ex Fienile di largo Mengaroni. Obiettivo generale dell’incontro intitolato “Formarsi per formare” è stato finalizzare e personalizzare un Manuale per insegnanti di scuola primaria e secondaria di I grado necessario a fornire strumenti conoscitivi ed operativi sul tema dell’educazione rivolta ai minori residenti nelle baraccopoli.

Il Manuale, basato su un approccio sui diritti umani con particolar riguardo alla Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) quale strumento e orizzonte pedagogico, ha approfondito la “Pedagogia della Cittadinanza” che riconosce l’universalità e l’indivisibilità dei diritti dei bambini e delle bambine come principio cardine sul quale implementare l’azione pedagogica. Il Manuale, approfondito e studiato dai giovani partecipanti, è stato arricchito da contributi personali e di gruppo, frutto dei laboratori esperienziali che si sono svolti durante ogni sessione. Il lavoro in aula ha visto, tra gli altri, la realizzazione di obiettivi anche più specifici come l’aumento delle nozioni di base, la conoscenza generale e la promozione di un processo di autoconsapevolezza.

Entusiasmo, condivisione e formazione sono state le parole chiave di una tre giorni all’insegna della crescita e dello stare insieme: oltre all’impegno in aula e durante i laboratori esperienziali, hanno partecipato alla festa di fine anno delle attività di Associazione 21 luglio e ad eventi organizzati da Lape presso l’Ex Fienile di largo Mengaroni.

“Labirinto rom” alla Fondazione Basso a due anni dal piano “superamento campi” della giunta Raggi

“Labirinto rom tra le contraddizioni del piano romano di superamento dei campi”. È questo il titolo della video-inchiesta realizzata da un gruppo di studenti della scuola di giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Il documento che raccoglie anche un contributo di Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, verrà presentato nel pomeriggio di venerdì 7 giugno presso la sala conferenze della Fondazione Basso, in via della Dogana Vecchia – 5. All’evento parteciperanno oltre gli autori della video-inchiesta Sofia Nardacchione, Andrea Bonetti, Edoardo Cuccagna e Brando Ricci, di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, infine Giovanni Zannola consigliere comunale. Modera l’incontro Ginevra Nozzoli, giornalista.

Commissione europea a Roma

Nella giornata di mercoledì 5 giugno, Szabolcs Schimdt, il direttore Generale della Commissione Europea Giustizia, giunto in Italia da Bruxelles, incontra la sindaca di Roma Virginia Raggi e rappresentanti istituzionali per ottenere informazioni in merito all’attuale condizione di famiglie rom che vivono nelle baraccopoli della città. In calendario anche visite in sopralluogo ai campi di La Barbuta e Monachina.

Il bilancio di Associazione 21 luglio a due anni dal “piano rom”

A due anni dal “Piano rom” dell’amministrazione Raggi, Associazione 21 luglio stila un bilancio del programma comunale immaginato nel 2017 per il superamento dei campi e nel pomeriggio di venerdì 7 giugno, presso la Fondazione Basso, presenterà dati e numeri in relazione a quanto acquisito in questi mesi. In attesa dell’evento, l’anticipazione di un dato: nel “Piano rom”, alla voce “scolarizzazione” viene preso l’impegno di “incrementare e qualificare la frequenza scolastica dalla scuola dell’infanzia fino alla conclusione del percorso formativo”.

Nell’ultimo anno scolastico i minori rom iscritti alla scuola dell’obbligo erano 940. L’anno prima della presentazione del Piano, nel 2016, i bambini rom che risultavano iscritti erano 1.990. Più di mille alunni rom si sono persi per strada in tre anni e nessuno è andato a cercarli.

Tinte Urbane al Polo ex Fienile: venite a festeggiare con noi!

Un altro anno di attività è giunto al termine al Polo ex Fienile di Largo Mengaroni a Tor Bella Monaca. In attesa del nuovo inizio, fissato in calendario per il prossimo mese di settembre, le realtà associative organizzano una grande festa. Un’occasione per creare ulteriori momenti di condivisione, giochi e crescita non solo culturale ma anche umana.

Il programma dell’evento

Ore 16:30
I colori del Quartiere
L’hip-hop come strumento educativo, attraverso le parole di Mc Shark e la performance dei bambini di Amarò Foro.

Ore 17:30
Rilevatori di vite – Cosa significa “diverso”?
Il rapper Strikkinino, il Liceo Scientifico Amaldi e il LaPE alle prese con la parola diversità

Ore 19:00
Social Street Art
Lo street artist Gojo presenta l’opera realizzata al Polo Ex Fienile

Ore 19:30 Apericena per tutti
Vi aspettiamo numerosi!
LaPE – Laboratorio di Pratiche Etnografiche
Associazione 21 luglio Onlus

Alcune delle attività sono inserite all’interno del progetto Storie cucite a mano. Selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Ingresso libero.

Vi aspettiamo numerosi!

“Estate al Polo”, ai nastri di partenza il centro estivo per bambini a Tor Bella Monaca

Mancano pochi giorni all’avvio del centro estivo al Polo ex Fienile di largo Ferruccio Mengaroni a Tor Bella Monaca. A partire dal 10 giugno e fino al 28 dello stesso mese, gli operatori e gli educatori di Associazione 21 luglio danno in “benvenuto” alle bambine e ai bambini del quartiere e non solo per trascorre insieme ore di divertimento ma anche per creare momenti di crescita e di condivisione.

Gli orari di apertura

Il centro estivo, denominato “Estate al Polo”, accoglierà i bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 16.30. Tantissime le attività che verranno realizzate in compagnia di esperti professionisti: dalla musica al teatro, passando per la break dance, lo sport, la pittura e soprattutto l’aiuto compiti.

“Siamo entusiasti di ricominciare”

“Non vediamo l’ora di cominciare – spiega Giuseppe Gatti (Associazione 21 luglio), responsabile del progetto Amarò Foro – come gli altri anni, siamo entusiasti di accogliere presso il Polo ex Fienile i ragazzi del quartiere. Già le precedenti edizioni, che hanno riscosso un notevole successo di partecipazione, dimostrano quanto sia necessario creare punti di aggregazione e luoghi di ritrovo finalizzati alla crescita quando le scuole chiudono”.

Modalità di iscrizione

Le novità di questa edizione sono davvero tante, ma non sveliamo nulla. Per iscrivere le bambine e i bambini al centro estivo è sufficiente recarsi presso la struttura dal lunedì al giovedì, dalle ore 16.30 alle ore 17.30, entro il 6 giugno. L’attività si inserisce all’interno del progetto “Storie cucite a mano”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Giugliano (Napoli): sgomberato campo con 450 persone

Associazione 21 luglio nelle scorse settimane ha seguito con preoccupazione la vicenda del campo rom di Giugliano (in provincia di Napoli) abitato da 450 persone di cui la metà bambini. Nei giorni scorsi l’associazione si era attivata organizzando sopralluoghi nell’insediamento, incontrando i rom e avviando un dialogo con realtà associative e istituzioni locali. Malgrado le rassicurazioni fornite da rappresentanti dell’amministrazione comunale che avevano assicurato che lo sgombero si sarebbe svolto solo a seguito dell’offerta di contributi economici una tantum per il reperimento di soluzioni abitative, nella mattina di oggi l’insediamento è stato sgomberato senza che alle persone venisse offerta nessuna soluzione alternativa.

Alle ore 7.30, una ventina di agenti delle Forze di Polizia si sono presentati nell’insediamento intimando alle persone di allontanarsi dallo stesso al fine di prevenire un’azione imponente delle Forze dell’Ordine nella stessa mattinata di oggi. Le famiglie con i loro furgoni e le roulotte si sono quindi allontanate dal campo portando con loro solo i beni essenziali e in queste ore stanno cercando un posto dove potersi trasferire ma le forze dell’ordine poste al loro seguito impediscono qualsiasi loro stazionamento all’interno del territorio comunale. Dalle numerose testimonianze raccolte emerge come già nei giorni scorsi rappresentanti dell’amministrazione di Giugliano avevano paventato l’ipotesi di cancellare le famiglie dall’anagrafe comunale sollecitando con forza alle stesse un loro trasferimento in altri comuni limitrofi.

«Dopo i fatti di Torre Maura a Roma, la vicenda di Casal Bruciato avvenuta nella Capitale, un altro tassello si aggiunge al pericoloso “quadro emergenziale” che in Italia si sta costruendo attorno alla “questione rom”. Non è più il colore politico a creare distinguo nella gestione della comunità rom in emergenza abitativa ma sempre più trasversalmente giunte diverse politicamente e territorialmente, appaiono unite nel promuovere una politica gravemente lesiva dei diritti umani fondamentali» è il commento di Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio.

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