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“Dove restano le briciole”. Il report di Associazione 21 luglio a due anni e mezzo dal Piano rom della giunta Raggi

«Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Abbiamo approvato un Piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi». Era il 31 maggio 2017 quando la sindaca di Roma Virginia Raggi presentava con queste parole il “Piano di Indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”. Il giorno dopo Beppe Grillo, allora capo del Movimento 5 Stelle, sul suo blog commentava il documento affermando: «Da adesso si iniziano a chiudere i campi rom. Per sempre. Un capolavoro da appalusi».

A 30 mesi da quel giorno, Associazione 21 luglio presenta il reportDove restano le briciole” con l’obiettivo di restituire alla città di Roma un primo bilancio sull’operato dell’Amministrazione Comunale e sull’impatto del Piano rom.

Il report nel rendere pubblici dati inediti, numeri e incongruenze sui quattro assi intorno cui è strutturato il Piano rom quali: l’abitare, l’occupazione, la scolarizzazione e la salute, svela anche come si va esprimendo la volontà dell’Amministrazione Capitolina di realizzare nuovi insediamenti monoetnici, in contraddizione con quanto previsto dal Piano rom stesso.

La “questione rom” – come riportato nel report – è stata gestita con un’azione definita “a imbuto” dove, a fronte di importanti propositi, ampiamente enfatizzati nel corso della presentazione del Piano rom, gli stessi sono andati ridimensionandosi negli atti e nei bandi, per poi ridursi sensibilmente nelle azioni svolte all’interno degli insediamenti con un impatto trascurabile se misurato alle intenzioni iniziali.

Il “campo rom” ha finito così per diventare lo spazio “dove restano le briciole” di quanto annunciato e promesso il 31 maggio 2017. Trovano così una spiegazione: l’aumento delle presenze all’interno degli insediamenti informali del 66%; la contrazione dei minori iscritti alla scuola dell’obbligo del 56% in due anni; il mancato decollo dei progetti di inclusione lavorativa e scolastica.

Il report verrà presentato in conferenza stampa martedì 14 gennaio alle ore 13.00 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione, 4 – Roma. Per accredito scrivere a stampa@21luglio.org

 

foto di Stefano Sbrulli

 

Biblioteca vivente, buona la prima!

Questa iniziativa dovrebbe essere un esempio da ripetere in tutta Italia”. A parlare è un passante che nella mattina di domenica si è ritrovato nel bel mezzo della biblioteca vivente, in centro città a Roma, in piazza Madonna di Loreto. REYN Italia in collaborazione con Associazione 21 luglio ha organizzato, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un appuntamento di Biblioteca vivente intitolato “Un libro non si giudica dalla copertina!”. L’obiettivo dell’iniziativa è stato decostruire i pregiudizi e avviare un dialogo di inclusione attraverso le testimonianze di donne e uomini rom che hanno raccontato episodi della loro infanzia, caratterizzati da discriminazione.

I libri umanni provenienti da tutta Italia

I “libri umani” sono giunti a Roma da tutta Italia: Pisa, Cosenza, Mazara del Vallo, hanno indossato una maglietta gialla e sotto la pioggia battente, hanno raccontato pezzi di vita, storie vissute con l’orgoglio e la tenacia di chi ha superato momenti bui e difficili. A supportare l’impegno di Dzemila, Dolores, Senad, Enzo, Nedzad, Clelia, Ahmet e Miriana, un bibliotecario che ha presentato ai passanti il catalogo della biblioteca fatto di titoli (principalmente provocatori), sinossi e autori. Con loro anche un “dizionario umano” pronto a fornire informazioni sulla storia recente, non solo del nostro Paese.

La biblioteca vivente dal centro alla periferia

Nel pomeriggio la biblioteca vivente si è trasferita in periferia, a Tor Bella Monaca, presso il centro commerciale “Le torri”. Anche qui, adulti e ragazzi hanno ascoltato le storie dei libri viventi, hanno guardato le immagini dei “libri illustrati” e fatto i conti con i pregiudizi e le discriminazioni ascoltando “libri fotocopiati” raccontati da chi vive molto da vicino storie di emarginazione. “Conoscevo queste storie ma dal vivo è un’altra cosa, è come conoscere la guerra per sentito dire, ma poi se ci si ritrova dentro la percezione cambia” ha commentato un altro passante.

Raggiunte oltre 60 persone

L’evento patrocinato da UNAR, Regione Lazio e Fondazione Migrantes, ha riscosso un buon successo di pubblico. I libri umani nell’arco dell’intera giornata hanno incontrato oltre 60 persone: donne e uomini detentori di un’idea sulla comunità rom che dopo domenica hanno modificato in profondità la loro visione delle cose.

   

L’OSCE presenta il rapporto sugli hate crimes: “In Italia aumento dei casi registrati”

Nessuna flessione ma un lieve aumento del numero di casi di hate crimes registrati in Italia nel 2018, in particolare nei confronti delle popolazioni rom e sinte.

A rendere noti dati e numeri è L’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, in occasione della Giornata Internazionale della tolleranza, lo scorso 16 novembre, ha pubblicato il rapporto riguardo i crimini d’odio commessi nel 2018 ni Paesi membri.

I casi denunciati in Italia da Associazione 21 luglio

Nell’intera area rappresentata dai Paesi membri, l’OSCE ha registrato nel 2018 un numero di 4.500 casi di hate crimes documentati alla polizia e un numero di 1111 casi nel territorio italiano.

L’organizzazione completa il suo rapporto anche con gli incidenti segnalati dalla società civile: un grande supporto è fornito da Associazione 21 luglio che grazie alle azioni di monitoraggio e osservazione delle comunità rom nel panorama nazionale, può documentare casi specifici.

Durante lo scorso anno si sono registrati 15 casi di hate crimes nei confronti di rom e sinti. Tra tutti i casi segnalati da Associazione 21 luglio, uno eclatante è rappresentato dalla bambina colpita alla schiena con un fucile ad aria compressa.

Gli autori hanno gridato il nome di un politico noto per le sue opinioni anti-rom e anti-migranti.

“I casi d’odio non riguardano solo le comunità minoritarie”

In 53 dei 57 Paesi membri dell’OSCE, infatti, esiste una legislazione ad hoc ma non in tutti i paesi le leggi vengono applicate. Dal rapporto si evince che molte delle vittime non denunciano, sia a causa della diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine, sia per le lungaggini burocratiche.

L’impegno non è mai abbastanza e gli stati membri devono fare di più: “Il crimine motivato da pregiudizi non è un fenomeno che riguarda solo le comunità minoritarie, ma al contrario è un attacco diretto alle nostre democrazie e ai principi dei diritti umani su cui si basano” ha commentato Ingibjörg Sólrún Gísladóttir dell’ODIHR, in occasione della presentazione dello scorso 16 novembre.

Biblioteca Vivente. Un libro non si giudica dalla copertina: storie di infanzia rom raccontate dai protagonisti

La Biblioteca Vivente è un metodo innovativo per la promozione del dialogo, la riduzione dei pregiudizi e l’incoraggiamento della comprensione reciproca.

Le principali caratteristiche sono di essere fondate sulla semplicità e su un approccio positivo ristabilendo legami di prossimità.

I “libri umani” sono persone che hanno subito discriminazioni per problemi quali la razza, il sesso, l’età, la disabilità, le preferenze sessuali, l’identità di genere, la classe, la religione, la fede, le scelte di stile di vita.

In occasione della Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza REYN Italia, in collaborazione con Associazione 21 luglio, ha organizzato un evento dal titolo “Biblioteca vivente. Un libro non si giudica dalla copertina”, fissato in calendario per domenica 24 novembre.

L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio, dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziali) e da Fondazione Migrantes.

La giornata si compone di un doppio appuntamento: la mattina, dalle ore 10.30 alle 13.00 in piazza della Madonna di Loreto e nel pomeriggio. Dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso il Centro Commerciale Le Torri in via Amico Aspertini, 406 a Tor Bella Monaca.

Libri “umani” racconteranno la loro storia legata all’infanzia e a supportare questo impegno ci saranno un bibliotecario e un dizionario “umano”. I passanti potranno consultare il “catalogo”, leggere la recensione e scegliere quale storia ascoltare. Vi aspettiamo in tanti!

Regione Piemonte: la proposta del disegno di legge dell’assessore Ricca preoccupa Associazione 21 luglio perché viola i diritti umani

Egr. Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio,

Associazione 21 luglio è un’organizzazione non profit che supporta individui e gruppi in condizione di segregazione estrema tutelandone i diritti e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini. L’Associazione è apartitica, non ha fine di lucro, persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale, in particolare nel rispetto dei principi della Convenzione Internazionale di New York sui diritti dell’infanzia.

L’Associazione 21 luglio, iscritta al Registro UNAR delle associazioni e degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni, è membro di: Associazione Carta di Roma, European Roma Information Office, Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), ISSA (International Step by Step Association) e Piattaforma per i Diritti Fondamentali (FRP).

A seguito delle attività di monitoraggio abbiamo appreso della proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” presentata dall’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca.

Dall’approfondimento inerente alla proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”, sembrerebbe che lo stesso si concretizzi in una revisione «poco riveduta e corretta» della proposta di Legge Regionale n.122 del 27 marzo 2015 “Interventi a regolamentazione del nomadismo e del contrasto all’abusivismo” già licenziato con voto contrario il 29 giugno 2017.

Ancor prima di entrare nel merito della proposta di Disegno di Legge oggetto della presente appare doverosa una precisazione preliminare in meritò alla cd. volontà dell’assessore proponente di “regolamentare il nomadismo”, accezione questa a parere della scrivente che cela in realtà la volontà di adottare una legge ad hoc per soggetti e gruppi di persone individuate su base etnica e nello specifico con le persone identificate dalle istituzioni come rom.

Invero il cd. “diritto al nomadismo” richiamato dall’assessore Ricca è stato ricondotto dalla dottrina alla libertà di circolazione e soggiorno in ogni parte del territorio nazionale, e pertanto è già implicitamente tutelato nell’ambito di altri diritti fondamentali di cui è titolare ogni persona in base alle norme costituzionali, dell’Unione europea e internazionali.

Passando poi ad una puntuale disamina dell’approfondimento della proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” presentato nel 2015 dall’assessore regionale alla Sicurezza, si riscontrano le medesime criticità e gli aspetti in contrasto con gli obblighi costituzionali, le norme comunitarie e internazionali già individuati nella proposta di Legge Regionale n. 122 del 27 marzo 2015.

In primis la proposta di Disegno di legge dell’assessore Ricca prevede “l’installazione in dette aree di transito di impianti di video sorveglianza” disposizione questa in aperto contrasto con le norme che riservano allo Stato la materia dell’ordine pubblico e della sicurezza. Si ricorda che l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo per funzioni istituzionali di cui sia realmente titolare in base all’ordinamento di riferimento. Diversamente, il trattamento non è lecito».

Sempre in merito all’accesso in tali aree di transito l’assessore ha proposto la regolamentazione degli accessi per il tramite di registri telematici e smart card. Si osserva che tali disposizioni, come peraltro riconosciuto da costante giurisprudenza sul tema, sono in contrasto con il disposto dell’art. 16 della Costituzione che stabilisce che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza. (…)”( cfr.TAR Lazio, sezione I, sentenza del 24 giugno 2009, n. 6352; Consiglio di Stato sezione VI sentenza 6050 del 16 novembre 2011).

Per quanto poi riguarda i requisiti di accesso a tali aree di transito la proposta del Disegno di legge regionale fissa particolari requisiti come la cd. provenienza del reddito e l’idoneità morale dei soggetti richiedenti: appare qui opportuno rilevare che requisiti di tal fatta hanno carattere solo potenzialmente in quanto non annoverabile tra i requisiti di accesso ad altre misure di social housing nella stessa Regione Piemonte.

Quanto poi la previsione della revoca all’autorizzazione a permanere nelle dette aree nei casi in cui il singolo trasgressore si renda protagonista di “incitamento o sfruttamento di terzi” si ravvisa come tale comportamento vada necessariamente accertato dalle competenti sedi giudiziarie e con sentenza passata in giudicato. Infine sempre in merito ai casi di revoca, la revoca della permanenza in detti insediamenti a motivo del reiterato rifiuto di proposte di inserimento lavorativo incide sulla libertà costituzionalmente riconosciuta del soggetto a scegliere la propria attività lavorativa.

In merito poi alla revoca dell’autorizzazione a permanere nelle dette aree a seguito di “Abbandono scolastico o assenza per un numero superiore di 20 giorni consecutivi da parte di un minore parte del nucleo familiare o per un totale di 45 giorni nel corso dell’intero anno scolastico, salvo comprovati e certificati motivi di salute” tale disposizione oltre che ad essere in contrasto con la normativa nazionale che prevede la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato pena la perdita dell’anno scolastico salvo eccezionali deroghe è potenzialmente discriminatoria in quanto avente ad oggetto solo nuclei famigliari individuati su base etnica.

Infine, nella proposta del Disegno di legge dell’assessore regionale Ricca viene ripresa nuovamente l’idea della creazione di un “Osservatorio regionale” novellato per il monitoraggio dei flussi e il contrasto all’abusivismo ove è previsto al pari del primo osservatorio che ne facciano parte anche “tre componenti delle Forze dell’ordine, di concerto con le Prefetture”.

Al riguardo, si evidenzia che la Corte Costituzionale ha più volte ribadito (tra le altre, sent. n. 134/2004) che le forme di collaborazione e di coordinamento coinvolgenti compiti ed attribuzioni di organi dello Stato (come la Prefettura) non possono essere disciplinate unilateralmente dall’attività legislativa regionale essendo necessaria la loro previsione da parte della legge statale o da parte di accordi tra i soggetti istituzionali coinvolti.

Pertanto alla luce delle osservazioni di cui sopra Associazione 21 luglio per le motivazioni di cui sopra le chiede di vigilare attentamente sulla proposta di Disegno di legge “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo” che l’assessore regionale alla Sicurezza ha annunciato di voler presentare ponendosi lo stesso in contrasto con gli obblighi costituzionali, le norme comunitarie e internazionali.

In copertina: Torino, sgombero del campo rom di corso Tazzoli (Foto Repubblica.it)

 

Amarò Foro: crescita e condivisione al ritmo di musica. Ecco la breakdance al Polo ex Fienile

Nata nei sobborghi newyorkesi nella metà degli anni ’70, la breakdance ha conquistato Tor Bella Monaca con il progetto Amarò Foro. Ogni giorno, un’equipe formata da educatori professionisti e arteducatori impartisce lezioni di danza a ritmo di musica afroamericana a bambini e ragazzi del quartiere e non solo.

La breakdance tra musica e sorrisi

Dal lunedì al venerdì, dalle 16.30 alle 18.30, Guenda, Pio, Dzemila, Valentina e Giuseppe avviano i ragazzi in un percorso di giochi, dialogo e divertimento. L’obiettivo del progetto è chiaro: l’acquisizione della consapevolezza del se, dell’altro e della società attraverso la sperimentazione artistica.

Aggregazione e crescita al Polo ex Fienile

Così tra un freeze e un arabek i bambini (di età compresa tra i 7 e i 10 anni) e i ragazzi (dagli 11 ai 14 anni) vivono momenti di aggregazione. Non solo, anche di crescita al ritmo di musica, di sorrisi e di emozioni.

L’equipe di Amarò Foro vi aspetta al Polo ex Fienile!

Presenti otto città italiane al corso sul superamento dei campi rom promosso da Associazione 21 luglio

Un grande successo per la prima edizione del corso sul superamento dei campi rom rivolto agli amministratori pubblici locali dal titolo “Si può fare!”. Il corso, promosso da Associazione 21 luglio si è svolto presso il Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca e ha visto la partecipazione di 16 amministratori provenienti da 8 città italiane.

Al corso amministratori pubblici provenienti da tutta Italia

Da Padova, Torino, Sassari passando per Reggio Emilia e Latina, gli amministratori pubblici hanno frequentato la due giorni di corso trattando temi “La condizione delle comunità rom e sinte in Itala e le politiche a loro rivolte”, “Pregiudizi e stereotipi nei confronti delle comunità rom e il racconto dei media”, “Regolarità amministrativa delle comunità rom: problematiche legate all’apolidia e alla mancata regolarizzazione” e ancora “Sviluppare e attuare politiche e servizi pubblici inclusivi per tutti, compresi i rom”, “L’accesso delle pubbliche amministrazioni ai fondi europei” infine “L’infanzia rom e pratiche innovative nell’ambito dell’educazione”.

Tra i relatori esperti di caratura nazionale

Tra i relatori, oltre Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio e Aurora Sordini, consulente legale di Associazione 21 luglio anche Antonio Ciniero, docente di sociologia delle migrazioni (Università del Salento), Chiara Paganuzzi, esperta indipendente, Roberto Bortone (UNAR), Stefano Pasta (CREMIT), Enrico Guida (UNHCR), anche Marco Zanne (Monitor diritti umani Associazione 21 luglio) e Francesca Petrucci (coordinatrice del programma REYN Italia) e Giuseppe Gatti (educatore del progetto Amarò Foro).

Le raccomandazioni dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite al governo italiano

Lo scorso gennaio una delegazione dell’Ufficio dell’Alto commissariato della Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha visitato tre città italiane a seguito delle informazioni ricevute (nell’anno precedente) relative a casi di razzismo e di intolleranza nei confronti di particolari gruppi di individui fino a sfociare in crimini d’odio.

La visita a Roma dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite

Oltre Napoli e Milano, la delegazione ha effettuato sopralluoghi anche nella città di Roma: qui, Associazione 21 luglio l’ha incontrata e ha manifestato preoccupazione sulla condizione delle comunità rom e sinte e sul fenomeno dell’antigitanismo che le colpisce.

Nelle scorse settimane l’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha pubblicato il rapporto della missione in Italia, precisando che “La discriminazione strutturale nei confronti della comunità rom, sinti e caminanti e l’antigitanismo rimangono gravi problemi.

Contribuiscono all’emarginazione socioeconomica e all’esclusione politica dei rom e influenzano significativamente il loro accesso ai servizi di base. Negli incontri con le autorità regionali e locali, il team ha ascoltato i commenti di diversi funzionari sulla “criminalità” dei rom. Tali commenti indicano che l’antigitanismo rimane pervasivo nella sfera pubblica e politica, incidendo sulle azioni e sulle politiche delle autorità e ostacolando l’attuazione della strategia nazionale”.

Le raccomandazioni dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite al governo italiano

Il documento, oltre a presentare fotografie chiare e puntuali dello spaccato sociale, politico e culturale, stila anche una serie di raccomandazioni rivolte allo Stato italiano e si dice “pronto a fornire assistenza tecnica su richiesta della autorità”.

Le raccomandazioni sono state divise in otto macro-aree e toccano temi come le questioni istituzionali, disaggregazione dei dati, incitamento all’odio razziale, alla discriminazione e alla violenza, applicazione della legge, diritti economici, sociali e culturali, diritto alla nazionalità e all’apolidia, impatto su gruppi particolari, difensori dei diritti umani figurano indicazioni volte alla tutela dei diritti umani. Tra quelle più significative:

  • raddoppiare gli sforzi per porre fine all’apolidia, anche prendendo in considerazione misure speciali per valutare e affrontare l’apolidia nella popolazione Rom;
  • effettuare una revisione completa dei curricula e dei libri di testo scolastici per assicurarsi che non contengano osservazioni o stereotipi discriminatori e che affrontino l’eredità del colonialismo e dell’antigitanismo in modo appropriato.

E ancora:

  • continuare gli sforzi per sviluppare e proteggere lo status e l’accesso ai diritti delle minoranze rom e delle comunità minoritarie religiose (inclusi musulmani ed ebrei), tra gli altri gruppi minoritari.

Associazione 21 luglio, attraverso il lavoro di Osservatorio prima e di Advocacy poi, continua a dedicare massima attenzione verso la condizione delle comunità rom e sinti per raggiungere come unico fine la tutela dei loro diritti.

Percorsi possibili di didattica inclusiva: la rete REYN Italia si incontra a Pisa

Un appuntamento importante quello che si è svolto a Pisa lo scorso venerdì quando le realtà associative si sono incontrate per delineare programmi e obiettivi di REYN Italia per il prossimo anno. All’incontro, Associazione 21 luglio, Associazione Articolo 34, ASAI Torino, Università Tor Vergata di Roma, Casa della Comunità Speranza.

Percorsi possibili di didattica inclusiva

Tanti i temi affrontati durante l’incontro, tra questi: la formazione per insegnanti nelle scuole di Mazara del Vallo, Cosenza, Pisa, Roma e Torino basata su percorsi possibili di didattica inclusiva per minori residenti in insediamenti formali ed informali e ancora estensione della rete e partecipazione attiva. Non solo, REYN Italia ha posto le basi anche per un grande evento che vede protagonisti i bambini e le bambine rom il prossimo novembre: la “Giornata Mondiale dell’Infanzia e Adolescenza”.

La condivisione degli obiettivi comuni e lo sviluppo della sinergia

“La condivisione degli obiettivi comuni ci permette di sviluppare una sinergia sempre maggiore tra tutti noi – ha detto Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio), coordinatrice del progetto REYN Italia – Ringrazio l’associazione Articolo 34 che ha ospitato la riunione di settembre e tutti i partecipanti che hanno animato di entusiasmo questo nuovo inizio”.

A Tor Bella Monaca riapre lo “Spazio Baby” con tantissime novità per grandi e piccoli

A Tor Bella Monaca, nella estrema periferia Est della Capitale, c’è un luogo dove mamme, papà e bebè possono trascorrere delle ore insieme e beneficiare del supporto di professionisti della prima infanzia.

Questo luogo si chiama “Spazio Baby” e si trova all’interno del Polo ex Fienile di largo Mengaroni: qui da anni, educatori qualificati si occupano di accogliere le famiglie e promuovere il gioco libero inteso come momento di qualità per sviluppare e rafforzare la relazione adulto-minore. Agli incontri è presente anche una mediatrice culturale per favorire l’inclusione multietnica delle famiglie.

Lo “Spazio Baby” è aperto tre giorni a settimana (lunedì – mercoledì – venerdì) a partire dalle ore 9.30 fino alle ore 12.30. L’ingresso alle attività è libero e non è prevista nessuna iscrizione. “Spazio Baby” è un’attività che rientra all’interno del progetto “Tor Bell’Infanzia” selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà̀ educativa minorile.

“Vi aspettiamo a partire da lunedì 30 settembre con tantissime novità” – Sara Savelli, Associazione 21 luglio – Responsabile del progetto.

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