Archivio per mese: Settembre, 2013

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"Il tempo dei rom"

banner 600x356 tempo rom2In occasione della Giornata Internazionale dei rom e dei sinti, l’Associazione 21 luglio e il Teatro Valle occupato hanno promosso il 7 aprile 2013 un incontro dedicato alla realtà, alla condizione umana e sociale, alla cultura dei rom e dei sinti: una serata di dibattito e confronto aperto sul multiforme universo rom, scandita da interventi musicali e teatrali e un aperitivo rom. Continua a leggere

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"Pensare Contro-campo"

banner piccoloIl 16 ottobre 2012, giornata che ricorda la deportazione degli ebrei della città di Roma avvenuta nel 1943, l’Associazione 21 luglio ha organizzato a Roma presso il Teatro Palladium una serata di approfondimento, dibattito, cultura e musica per riflettere su quali siano le migliori politiche da promuovere per un superamento definitivo dei “mega campi monoetnici”all’interno dei quali negli ultimi decenni sono state concentrate in Italia le popolazioni rom e sinte.
L’evento si è sviluppato in tre sessioni. Alla prima hanno offerto il loro contributo Dezideriu Gergely, rom e direttore del Centro Europeo per i Diritti dei Rom con sede a Budapest, Zeljko Jovanovic, anch’egli rom e direttore di Open Society Roma Initiatives, Carlotta Sami, direttrice della sezione italiana di Amnesty International e la vice presidente del Senato Emma Bonino. I relatori si sono soffermati sulle violazioni dei diritti umani, che riguardano le comunità rom sia in Italia che in Europa.
La seconda sessione ha avuto come relatori Monica Rossi, ricercatrice del C.N.R.; il ricercatore dell’Università Roma Tre Ulderico Daniele, Nando Sigona, del Centro Studi sui Rifugiati dell’Università di Oxford e il presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani del Senato Pietro Marcenaro. Gli accademici hanno insistito sull’inefficacia di ogni politica locale che insista sulla riproposizione dei cosiddetti “campi nomadi”, riconosciuti ormai come “ghetti etnici”.
Nell’ultima sessione si è cercato di definire strategie alternative alle “politiche dei campi” attraverso i contributi di Francesco Careri, ricercatore dell’Università Roma Tre e Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.
La serata è stata scandita dalla musica del maestro rom Jovica Jovic, dei Muzikanti di Balval e del celebre clarinettista Gabriele Coen.
Le conclusioni sono state affidate ai rappresentanti dell’Associazione 21 luglio: «E’ ora di pronunciare la parola “basta!” agli sgomberi forzati, alle azioni di sicurezza e alla costruzione dei mega campi etnici dove rinchiudere persone appartenenti alle comunità rom e sinte. Si tratta di azioni propagandistiche, che hanno sempre risposto a mere esigenze elettorali. La società civile, gli intellettuali, il mondo dell’associazionismo avvertono oggi l’esigenza di chiudere questo periodo, durato trent’anni, di sospensione dei diritti nei confronti delle comunità rom. E’ necessario lasciarsi alle spalle questo cupo trentennio scrivendo una nuova pagina dove l’Italia, in linea con l’Europa, sappia intraprendere percorsi nuovi per riconsegnare la cittadinanza ai rom e ai sinti che da decenni e secoli abitano nelle nostre città attraverso coraggiose politiche inclusive e rispettose dei diritti primari».
L’Associazione 21 luglio ha infine annunciato una serie di iniziative all’interno della campagna nazionale “STOP ALL’APARTHEID DEI ROM” per riaffermare l’urgenza di una inversione di marcia da parte degli amministratori pubblici e delle forze politiche italiane e per sostenere quanti, tra i candidati alle prossime elezioni nazionali e locali, abbiano il coraggio e la forza di sostenere tale posizione.

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"Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom"

Il 4 marzo 2012 l’Associazione 21 luglio insieme a Popica Onlus ha organizzato presso il Teatro Valle di Roma un evento dal titolo “Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom”.La serata ha visto la partecipazione di circa 700 persone che hanno vissuto una serata di musica, balli e riflessioni. Nel corso dell’evento è stata lanciata la campagna “Il diritto all’alloggio non si sgombera”, per chiedere la sospensione degli sgomberi forzati nella città di Roma.

Corso di formazione per attivisti rom e sinti

banner_600x356_attivisti_rom_sintiA ottobre 2013 è partito il primo Corso di formazione per attivisti rom e sinti organizzato dall’Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom.
Il Corso costituisce un’occasione unica per immergersi nella teoria e nella pratica dei diritti umani, dei diritti delle minoranze e della lotta alle discriminazioni, e di beneficiare dell’esperienza e delle conoscenze di esperti impegnati nel campo della tutela dei diritti umani.
Lo scopo principale del Corso è la formazione di giovani attivisti rom e sinti sull’utilizzo degli strumenti e dei meccanismi internazionali, nazionali e regionali di tutela dei diritti umani e di lotta alla discriminazione.
Il Corso rientra tra le attività della campagna dell’Associazione 21 luglio “Stop all’apartheid dei Rom!“, realizzata grazie al sostegno di Bernard van Leer Foundation.
 

Ultime notizie sul corso:

 
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Progetto “Danzare la vita”

indexIl progetto “Danzare la vita” ha l’obiettivo di promuovere le condizioni mediante le quali i bambini rom possano superare le barriere dell’esclusione e della marginalità a partire dall’ambito scolastico. L’obiettivo del progetto è perseguito ponendo al centro l’arte come strumento di educazione. Continua a leggere

ANTIZIGANISMO 2.0. Rapporto Osservatorio 21 luglio (2012-2013)

Il Rapporto Osservatorio 21 luglio 2012-2013 analizza i risultati del lavoro dell’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale dell’Associazione 21 luglio.
Le attività dell’Osservatorio 21 luglio sono finanziate da Open Society Foundations con il contributo della Fondazione Migrantes.
Scarica la ricerca

Rapporto "Antiziganismo 2.0": stereotipi sui rom alimentati da politici e stampa

COPERTINA-ANTIZIGANISMO

copertina rapporto Antiziganismo


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Ogni giorno, in Italia, si registrano 1,43 casi di incitamento all’odio e discriminazione nei confronti di rom e sinti, per lo più attraverso dichiarazioni di esponenti politici diffuse da giornali, siti web e social network. Stereotipi e pregiudizi verso tali comunità, del resto, sono alimentati da una media giornaliera di 1,86 episodi di informazione scorretta ad opera di giornalisti di testate locali e nazionali.
Sono questi i dati che emergono da “Antiziganismo 2.0”, il rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale dell’Associazione 21 luglio, presentato questa mattina a Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Dal 1 settembre 2012 al 15 maggio 2013, il monitoraggio dell’Osservatorio 21 luglio, effetuato su circa 140 fonti, ha rilevato 370 casi di incitamento all’odio e discriminazione e 482 casi di informazione scorretta in grado di alimentare il cosiddetto fenomeno dell’antiziganismo, definito dalla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza come «una forma di razzismo particolarmente persistente, violenta, ricorrente e comune che viene espressa, tra gli altri, attraverso violenza, discorsi d’odio, sfruttamento, stigmatizzazione e attraverso le più evidenti forme di discriminazione».
Dei 370 casi di incitamento all’odio e discriminazione, 281 (il 75% del totale) sono riconducibili ad esponenti politici, 58 a privati cittadini e 20 a giornalisti. I giornali si sono rivelati il principale strumento di diffusione (234 casi), seguiti da siti internet (51),Twitter (23) e Facebook (10).
Dal rapporto emerge che il 59% delle segnalazioni si riferisce ad iscritti ad un partito di destra e di centro destra. In 90 casi, l’autore di una dichiarazione discriminatoria e incitante all’odio è stato un esponente della Lega Nord; seguono il Popolo della Libertà (74), La Destra (30) e Forza Nuova (11). In 9 casi l’autore è stato invece un esponente del Partito Democratico.
Dal punto di vista della collocazione geografica delle segnalazioni, al centro-nord va il primato relativo, con una percentuale del 52% delle segnalazioni, con il 22% nella sola Lombardia, mentre il centro-sud si attesta al 43%. Il dato più significativo appare quello relativo alla città di Roma, che da sola copre il 32% circa delle segnalazioni, praticamente un terzo di tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda i casi di informazione scorretta, ovvero quelle notizie, diffuse in maniera acritica, atte ad alimentare e rinforzare stereotipi e pregiudizi nei confronti di rom e sinti, tra le testate monitorate il rapporto evidenzia che il Corriere della Sera, nelle sue numerose edizioni locali, oltre a quella nazionale, raggiunge il numero più elevato di segnalazioni (12,9%), mentre il Tirreno si attesta su una percentuale dell’11%.
Seguono Il Messaggero con il 7,5%, il Tempo (6%), La Repubblica, soprattutto nelle edizioni milanesi e romane ((6%) e il Giornale d’Italia (4%). Il territorio lombardo, accumulando le percentuali di Libero, Il Giornale e Il Giorno raggiunge una rappresentatività sul campione di quasi il 20%.
In seguito ai casi descritti, l’area legale dell’Associazione 21 luglio ha intrapreso 135 azioni correttive, tra cui 75 segnalazioni all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), 29 lettere di diffida, 10 esposti al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, 7 segnalazioni all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori di Polizia di Stato e Carabinieri (OSCAD).
Tra i riscontri positivi ottenuti, la chiusura di due blog che diffondevano contenuti lesivi della dignità delle comunità rom e la rettifica dei contenuti di un paragrafo della guida National Geographic su Roma che criminalizzava indistintamente i rom.
«Il fenomeno dell’antiziganismo assume oggi in Italia dimensioni preoccupanti. Ai rom si associano indistintamente ed automaticamente degrado, incuria, malvivenza, pericolosità sociale, incapacità genitoriale, inadeguatezza sociale, rifiuto consapevole delle regole e una “genetica” attitudine alla delinquenza e alla non-integrazione», afferma l’Associazione 21 luglio.
«È necessario contrastare questi stereotipi e pregiudizi, alimentati da dichiarazioni di esponenti politici che intendono parlare alla pancia del proprio elettorato e da notizie giornalistiche incapaci di approfondimento e di analisi complessa, attraverso tutte le forme possibili, istituzionali e governative, attraverso il diritto e la produzione intellettuale, nella lotta politica e nel lavoro nei territori, nei media, a scuola e in strada. Si potrebbe cominciare dal linguaggio: i termini “nomadi” e “zingari” denotano una connotazione negativa e pertanto non andrebbero più utilizzati, né dai politici né dai giornalisti».
(26 settembre 2013)
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Sgombero Salviati, raccolta firme per interpellanza popolare

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sgombero a via Salviati


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In seguito allo sgombero forzato dell’insediamento informale di via La Martora 12, a Roma, avvenuto il 19 settembre, l’Associazione 21 luglio ha lanciato una raccolta firme con l’obiettivo di presentare un’interpellanza popolare al Comune di Roma circa le modalità con le quali è stato effettuato lo sgombero della comunità rom.
Secondo l’Associazione 21 luglio lo sgombero è stato realizzato in assenza delle garanzie procedurali previste dalle normative internazionali, e quindi si configura come uno sgombero forzato illegale. L’interpellanza popolare, in particolare, mira a individuare le responsabilità personali dei rappresentanti del Comune di Roma che, come affermato dal Vice Comandante della Polizia di Roma Capitale Antonio Di Maggio, avrebbero ordinato l’azione.
Lo sgombero del 19 settembre è stato caratterizzato dalla mancanza di reale e genuina consultazione con la comunità rom sulle possibili alternative abitative; dalla totale assenza di preavviso congruo e ragionevole; dall’assenza di mediatori linguistici e di personale impiegato nell’assistenza sociale per l’assistenza delle persone; dalla mancanza di possibilità di ricorso legale; dalla distruzione arbitraria di beni privati e dall’assenza di indicazioni su possibilità di rimborso per le perdite subite.
Tale azione si è peraltro conclusa con la denuncia dei rom presenti, l’arresto di una coppia, il sequestro e la distruzione di beni privati, e la dispersione dei rimanenti membri della comunità rom allocatasi temporaneamente in via Salviati.
In una intervista rilasciata all’agenzia video giornalistica Meridiana Notizie, il Vice Comandante Di Maggio, che ha guidato le operazioni di sgombero del 19 settembre, ha affermato: «Stamattina [i rom] sono tornati di nuovo in via de La Martora che è un campo che abbiamo sgomberato circa due anni fa, come si può vedere con materassi e masserizie di vario genere; evidentemente con l’intento di costruire nuovamente le baracche. Questa situazione è impossibile da accettare e così come disposto dall’Amministrazione Comunale stiamo provvedendo allo sgombero».
Le parole del Vice Comandante della Polizia di Roma Capitale sostengono dunque che l’azione di sgombero da lui coordinata sia stata dettata da precise e chiare disposizioni impartite dalle autorità del Comune di Roma preventivamente informate.
Lanciando la raccolta firme l’Associazione 21 luglio intende rivolgere all’Amministrazione di Roma Capitale una interpellanza popolare con la quale si chiede:
•    Di conoscere generalità e funzione del rappresentante del Comune di Roma che ha disposto il suddetto intervento di sgombero forzato.
•    Di conoscere generalità e funzione di chi ha deciso le modalità della sua attuazione.
•    Di conoscere se e quali misure intende adottare il Comune di Roma nei confronti di chi ha ordinato e coordinato le azioni di sgombero forzato attuato giovedi 19 settembre 2013 in via de La Martora, in quanto condotto in dispregio  delle minimali garanzie procedurali previste in materia.
Le firme saranno raccolte giovedì 26 settembre, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell’Osservatorio 21 luglio “Antiziganismo 2.0”, alle ore 11 preso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (corso Vittorio Emanuele II 349, Roma).
Per informazioni sulle firme, per le quali sono necessarie copia del documento d’identità e numero del certificato elettorale, si invita a contattare l’Associazione 21 luglio scrivendo a campagne@21luglio.org. In quell’occasione saranno chiarite le modalità per aderire all’iniziativa.
(20 settembre 2013)

In Senato due disegni di legge per la minoranza rom

Senato

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In un convegno dal titolo “Rom, Sinti e Caminanti: una proposta di legge per il riconoscimento, la tutela e la promozione sociale della minoranza”, l’Associazione 21 luglio e la Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato hanno avviato in Senato una riflessione sulle possibili strade da percorrere per la salvaguardia dei diritti della minoranza rom e sinta nel nostro Paese.
In Italia vivono circa 170 mila rom e sinti, che rappresentano la terza minoranza più cospicua sul territorio nazionale, dopo sardi e friulani. Nonostante la consistenza numerica e i richiami alla tutela da parte delle istituzioni europee, il nostro Paese risulta ancora privo di strumenti giuridici per la salvaguardia culturale e linguistica di tale minoranza che continua ad essere uno dei gruppi più sistematicamente discriminati ed esclusi.
Al convegno, presieduto dal presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Luigi Manconi, ha partecipato anche il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, al cui dicastero appartengono le competenze in materia di politiche rivolte a rom e sinti in Italia.
I lavori del convegno sono stati l’occasione per la presentazione di due disegni di legge da parte del senatore Francesco Palermo, eletto alla scorse elezioni politiche nel collegio uninominale di Bolzano. Il primo disegno di legge prevede la ratifica e l’esecuzione della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”, firmata a Strasburgo il 5 novembre 1992, proponendo in questo modo di includere anche la minoranza rom e sinta tra quelle da tutelare dal punto di vista linguistico e culturale; il secondo disegno di legge si intitola invece “Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza dei rom e dei sinti”.
Le comunità rom e sinte in Italia, in quanto “sprovviste di territorio”, non sono state fino ad oggi riconosciute a livello normativo come minoranze culturali e linguistiche e, pertanto, non sono state incluse tra quelle tutelate dalla Legge del 15 dicembre 1999 n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Tale legge riconosce dodici minoranze la cui lingua e cultura è tutelata: dai 1.300.000 sardi fino ai 2.100 croati che vivono in tre comuni del Molise.
Già in passato il Comitato dei Ministri dell’Educazione dell’Unione Europea, con la risoluzione 153/89 del 22 maggio 1989, nel dare indicazioni per una corretta scolarizzazione dei bambini rom, sosteneva che si dovesse tenere conto del fatto che «la loro cultura e la loro lingua fanno parte da più di mezzo millennio del patrimonio culturale e linguistico europeo». Affermazione ribadita anche dal Parlamento europeo nel 1994 con la “Risoluzione sulla situazione dei rom nella comunità” (A3-0124/94), in cui si riconosce «che il popolo Rom è una delle minoranze più importanti dell’Unione Europea», per cui vanno tutelate «la lingua e gli altri aspetti della cultura rom come parte integrante del patrimonio culturale europeo»; e quindi si «raccomanda ai governi degli Stati membri di completare la Convenzione europea dei diritti umani con protocollo aggiuntivo sulle minoranze, nel quale la definizione di minoranza possa comprendere i rom in forma esplicita, attraverso un riferimento alle minoranze che non abbiano un territorio proprio».
Secondo l’Associazione 21 luglio il marchio del “non cittadino” continua a restare impresso sull’esistenza di ogni rom e sinto nel nostro Paese, un marchio legato ad un antiziganismo che rivive sotto le forme di norme escludenti e selettive, come la cosiddetta politica dei “campi nomadi”.
La ratifica e l’esecuzione della “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”, includendo la minoranza rom e sinta tra quelle da tutelare dal punto di vista linguistico e culturale, potrebbe costituire un primo passo significativo ai fini dell’inclusione sociale delle comunità rom e sinte in Italia. Esso si configurerebbe infatti come un intervento complessivo rivolto ad una minoranza portatrice di una storia e di una cultura che è parte integrante della cultura italiana ed europea e non semplicemente un intervento rivolto ad un gruppo socialmente emarginato.
«La Strategia Nazionale di Inclusione dei rom, sinti e caminanti adottata dall’Italia nel 2012 – ha affermato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – impegna il governo italiano per il biennio 2012-2013 alla definizione di un disegno di legge governativo per il riconoscimento dei rom come minoranza nazionale. Tale riconoscimento, già garantito per le altre minoranze linguistiche presenti nel nostro Paese, è urgente perché potrebbe costituire un presupposto essenziale per restituire dignità a chi, come rom e sinti, vive da tantissimi anni in Italia».
Quanto al secondo disegno di legge presentato dal senatore Palermo, quello relativo alle “Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza dei rom e dei sinti”, esso merita, secondo l’Associazione 21 luglio, un approfondimento e un ampio dibattito che devono necessariamente coinvolgere in primis le stesse comunità rom e sinte.

Roma, il primo sgombero forzato della giunta Marino

Sgombero di via Salviati

Sgombero di via Salviati


Da questa mattina è in corso lo sgombero forzato di 35 famiglie rom nell’insediamento informale di via Salviati, nella periferia est della Capitale. Per Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), lo sgombero non rispetta standard e garanzie procedurali ponendosi in continuità con le ripetute violazioni dei diritti umani perpetrati già dalla passata Amministrazione capitolina.
Le operazioni di sgombero sono iniziate alle 7.15 di stamane, condotte da carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale (circa 70 uomini in tutto). I 120 rom presenti vivevano in via Salviati dallo scorso giugno, dopo essere fuggiti dal «villaggio della solidarietà» di Castel Romano. L’azione odierna rappresenta l’attuazione dell’ordinanza del sindaco Marino n. 184 del 5 agosto 2013 che aveva disposto «il trasferimento immediato di persone e cose dall’insediamento abusivo di nomadi sito in via Salviati» e il loro ricollocamento «presso il villaggio della solidarietà di Castel Romano».
In risposta all’ordinanza del sindaco la comunità rom aveva affermato in una lettera aperta la volontà di non voler continuare a “vivere in un ghetto”, quale si configura l’insediamento di Castel Romano, un mega-campo monoetnico isolato dal contesto urbano, ad alta concentrazione, luogo di degrado fisico e relazionale.
Nella stessa lettera i rom avevano formulato al sindaco un appello al dialogo per dare vita a nuovi percorsi di inclusione ma, secondo le informazioni raccolte dalle tre organizzazioni, tale richiesta non ha avuto alcun seguito. Gli incontri avvenuti tra i rom e le autorità, per modalità, tempistica e partecipanti, non possono essere infatti considerati in alcun modo “genuine consultazioni”.
«Per tale ragione – sostengono Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e ERRC – lo sgombero forzato di oggi non rispetta gli standard e le garanzie procedurali previste dalla normativa internazionale. Dai riscontri effettuati emergono infatti la mancanza di una reale e genuina consultazione con i rom interessati e l’assenza di alternative abitative adeguate.
I “villaggi della solidarietà” del Comune di Roma – secondo le tre organizzazioni – non possono essere ritenuti un’alternativa alloggiativa adeguata essendo stato comprovato come condurre la propria vita all’interno di detti insediamenti compromette la fruizione di diritti imprescindibili sociali ed economici e condiziona fortemente la vita dei suoi abitanti, spesso anche in dispregio dei diritti umani».
«Lo sgombero forzato al quale stiamo assistendo oggi – concludono le tre organizzazioni – oltre a rappresentare una grave violazione dei diritti umani, costituisce un innegabile passo indietro rispetto ai contenuti espressi all’interno della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011 che sottolinea la necessità di superamento del modello “campo” per combattere l’isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale».
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