Archivio per anno: 2014

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L'inclusione dei rom e sinti: giovedì al via il Convegno Italiaromanì

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PROGRAMMA COMPLETO
Dal 3 al 5 aprile, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre – largo Giovanni Battista Marzi 10, Roma – l’Associazione 21 luglio organizza il Convegno nazionale “ITALIA ROMANÌ. L’inclusione dei rom e dei sinti in Italia. Quale strategia?”.

Al Convegno, che sarà inaugurato il 3 aprile alle 14 dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, e che ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parteciperanno vari rappresentanti delle istituzioni locali, nazionali e internazionali: la deputata ed ex Ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge, il direttore dell’Ufficio Nazionale Anti Discriminazione razziale (UNAR) Marco De Giorgi, il presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi, i senatori Francesco Palermo e Gianpiero Dalla Zuanna, l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio Rita Visini, l’assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale Giovanni Caudo, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il vice sindaco di Torino Elide Tisi, il presidente del Comitato Europeo dei Diritti Sociali Luis Quimena Quesada.
Interverranno come relatori numerosi rappresentanti delle organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano della tutela dei diritti di rom e sinti – tra cui John Dalhuisen, direttore del Segretariato Internazionale di Amnesty International per i programmi in Europa e Asia Centrale – nonché docenti universitari, ricercatori, attivisti rom e sinti ed esperti della materia, tra cui l’attore teatrale Moni Ovadia.
Il Convegno è rivolto a esperti, ricercatori, professionisti, studenti e tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi o approfondire il tema delle politiche rivolte alle comunità rom e sinte.
Il convegno “ITALIA ROMANÌ” si concluderà con un’azione urbana dimostrativa a sorpresa, a partire dalle ore 16.30 in piazza del Colosseo (lato metro), organizzata da un gruppo di giovani attivisti rom e sinti per i diritti umani, provenienti da varie città italiane.
Il convegno rientra tra le attività della Campagna dell’Associazione 21 luglio “Stop all’apartheid dei Rom!“, realizzata grazie al sostegno di Bernard Van Leer Foundation, ed è stato organizzato con il patrocinio della rappresentanza italiana della Commissione Europea e dell’UNAR e con il contributo di Fondazione Charlemagne e Fondazione Migrantes.

Roma: il sindaco Marino incontra la 21 luglio

ignazio marino roma

Da sinistra: Dzemila Salkanovic, Luigi Nieri, Magdalena Dinka, Ignazio Marino, Miriana Halilovic, Carlo Stasolla, Riccardo Magi


[tfg_social_share]Sabato 22 marzo, in Campidoglio, l’Associazione 21 luglio ha tenuto un seminario di studi dal titolo “La città di Roma e i rom. Nuove politiche possibili” davanti al sindaco di Roma Ignazio Marino.
All’iniziativa, promossa dal consigliere della Lista civica Marino Riccardo Magi, hanno partecipato anche il vicesindaco Luigi Nieri, il Comandante della Polizia Municipale di Roma Capitale Raffaele Clemente, la Presidente della Commissione Politiche Sociali Erica Battaglia e le autorità capitoline competenti.
Nel corso dell’incontro, che si è svolto in forma privata nella Sala delle Bandiere, sono intervenuti, per l’Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla (presidente), Danilo Giannese (Ufficio stampa), Aurora Sordini (area legale), Dzemila Salkanovic (mediatrice culturale), Miriana Halilovic e Magdalena Dinka (attiviste) e alcuni studiosi del settore: Francesco Careri, ricercatore della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, Ulderico Daniele, antropologo dell’Università Roma Tre e Sergio Bontempelli, vicepresidente di OsservAzione (centro di ricerca-azione contro le discriminazioni contro rom e sinti).
Nel seminario sono state analizzate le politiche attuate nella Capitale verso rom e sinti dal 1994 ad oggi, le criticità maggiori che caratterizzano la situazione attuale e le possibili soluzioni che potrebbero essere messere in campo per favorire l’inclusione sociale di tali comunità nella città di Roma.
L’Associazione 21 luglio e gli studiosi intervenuti hanno ribadito al sindaco Marino la necessità di superare i “campi rom” nella Capitale, ghetti etnici in cui vengono sistematicamente violati i diritti umani, in particolare dei bambini, e che alimentano stereotipi e pregiudizi diffusi nella pubblica opinione verso rom e sinti.
«E’ stato un incontro molto utile e concreto – ha dichiarato il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino – basato su un dialogo aperto e, soprattutto, propositivo. Abbiamo analizzato la situazione dei Rom, Sinti e Camminanti a Roma e ci siamo confrontati sulle buone prassi da mettere in campo, prendendo come esempio gli altri Paesi Europei, per allineare Roma sulla strada dell’integrazione e dell’inclusione sociale nel rispetto dei diritti di tutti e della legalità. Sono convinto che sia l’inizio di un ottimo cammino che faremo insieme per migliorare il volto della città».
Al termine dell’incontro anche il Presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla ha espresso la sua soddisfazione: «Siamo soddisfatti che il sindaco Marino voglia iniziare a prendere in mano la cosiddetta “questione rom”. Il nodo centrale resta il superamento dei “campi nomadi” e per questo obiettivo prioritario e urgente occorre l’impegno di tutti, delle autorità locali, dell’associazionismo e delle comunità rom. Adesso alle parole dovranno seguire i fatti e l’Associazione 21 luglio è pronta a fare la sua parte».
 
 
 

Elezioni europee: Campagna sui diritti di rom, migranti e detenuti

elezioni europee[tfg_social_share]Venerdì 28 marzo alle ore 11 presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana – corso Vittorio Emanuele II 349, Roma – le associazioni Antigone, Lunaria e 21 luglio presentano l’Agenda dei diritti umani in Europa, un vademecum sui diritti di migranti, detenuti e rom che sarà sottoposto ai candidati italiani alle elezioni del Parlamento europeo del 25 maggio prossimo.
L’Agenda è solo la prima tappa della Campagna “Per i diritti, contro la xenofobia”, che sarà lanciata ufficialmente nella stessa giornata, promossa dalle tre associazioni e da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) per portare le istanze di migrantidetenuti e rom e la lotta alla discriminazione e alla xenofobia al centro del dibattito per le elezioni europee 2014.
Alle candidate e ai candidati delle diverse forze politiche che parteciperanno alle elezioni, sarà chiesto un impegno diretto durante la campagna elettorale e, una volta eletti, all’interno dell’istituzione europea per garantire la tutela dei diritti umani delle categorie considerate.
Le modalità con le quali viene limitato l’ingresso dei migranti nel territorio europeo; gli ostacoli posti all’accesso al diritto di asilo e all’acquisizione della cittadinanza; le violazioni del diritto alla salute, all’istruzione e all’assistenza sociale che subiscono i migranti, i rifugiati, i rom, ma in molte carceri italiane anche i detenuti; la segregazione dei rom nei cosiddetti “campi nomadi” più o meno istituzionalizzati e dei migranti nei centri di detenzione; la negazione del diritto alla partecipazione attiva alla vita della comunità di residenza sono solo alcune delle molteplici violazioni dei diritti umani denunciate nell’Agenda.
Tra le attività della Campagna “Per i diritti, contro la xenofobia”, realizzata grazie al sostegno di Open Society Foundations, rientrano anche un Osservatorio sui discorsi di odio nei confronti dei migranti, una campagna di informazione sul diritto di voto dei detenuti e la realizzazione di video-interviste sui contenuti dell’Agenda a un gruppo di candidati, di detenuti, di migranti e di rom.
L’Agenda dei diritti umani in Europa sarà disponibile online a partire dal 28 marzo 2014 all’indirizzo campagnaperidiritti.eu, sito web dedicato alla Campagna “Per i diritti, contro la xenofobia”.
Interverranno alla conferenza stampa: Patrizio Gonnella e Alessio Scandurra (Antigone), Grazia Naletto (Lunaria), Carlo Stasolla (Associazione 21 luglio).

Giornata contro il Razzismo: lettera al Capo dello Stato

Giornata contro il Razzismo

In alto, il cartello apparso sulla vetrina del panificio, a Roma.


[tfg_social_share]“È severamente vietato l’ingresso agli Zingari”. Un cartello recante questa scritta è apparso nei giorni scorsi sulla vetrina di un esercizio commerciale, a Roma. Ingresso vietato. Come per gli ebrei nella Germania nazista. Come per i neri, in Sudafrica, durante l’Apartheid.
In occasione della Giornata Mondiale contro il Razzismo, che si celebra domani, l’Associazione 21 luglio ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esprimere profonda preoccupazione per il livello di conflittualità e ostilità che si registra nei confronti delle comunità rom e sinte e per l’emergenza democratica e civile che attraversa il nostro Paese.
Il cartello anti-rom, comparso sulla vetrina di un esercizio commerciale a Roma, è stato rimosso dall’esercente grazie all’intervento diretto di alcuni attivisti. In seguito, l’area legale dell’Associazione 21 luglio ha inviato una lettera di chiarimenti all’esercente, per scoraggiare, in futuro, il ripetersi di simili gesti.
Nel 1938 a Berlino, e in seguito in Germania e in molti territori occupati, prendeva il via la cosiddetta “campagna dei cartelli” – si legge nell’appello inviato al Presidente Napolitano -. Davanti alle porte dei negozi si poteva leggere: “In questo locale gli ebrei non sono graditi”, “È vietato l’ingresso ai cani, ai mendicanti, agli ebrei”, “Per ragioni d’igiene è vietato l’accesso ai giudei”. In un altro angolo del mondo, quindici anni dopo, la politica di segregazione razziale, istituita nel dopoguerra dal governo di etnia bianca del Sudafrica, sanciva una netta separazione tra bianchi e neri nell’accesso a parchi, mezzi pubblici e magazzini. Nei negozi i bianchi dovevano tassativamente essere serviti prima dei neri e sulle porte di alcuni esercizi era esplicitamente dichiarato: “For use by white persons” .
«A Roma “è severamente vietato l’ingresso agli Zingari” come lo era a Berlino per gli ebrei e a Soweto per i neri? Oppure siamo forse così assuefatti a una certa terminologia da ritenerla innocua e non percepire più la gravità di alcune affermazioni?», si chiede l’Associazione 21 luglio, secondo la quale livelli così alti di ostilità verso rom e sinti sono la conseguenza delle politiche discriminatorie e segregative che le istituzioni italiane attuano nei confronti di tali comunità, nonostante i ripetuti richiami delle autorità europee.
«Il popolo rom e sinto rappresenta in Italia la minoranza più discriminata e meno tutelata a causa di perversi processi sociali che rischiano di avvitare le nostre città in una spirale di odio incontrollato e talvolta volutamente sottovalutato – afferma l’Associazione 21 luglio -. 40.000 rom vivono in Italia in condizioni di povertà estrema e di segregazione spaziale e sociale. Circa 140 mila rom e sinti vivono invece in abitazioni convenzionali e conducono una vita di apparente normalità, se tale può chiamarsi un’esistenza in cui spesso è necessario, al di là del proprio status giuridico, nascondere la cultura di origine perché siano garantiti i diritti fondamentali».
La costruzione e la gestione dei “campi nomadi”, spazi nei quali è stata istituzionalizzata la discriminazione e la segregazione su base etnica, le innumerevoli azioni di sgombero che non rispettano le garanzie procedurali previste dalle convenzioni internazionali, le discriminazioni che riguardano i bambini rom e sinti nell’accesso ai servizi socio sanitari o all’educazione/istruzione hanno spinto l’Associazione a promuovere da un anno la campagna denominata “Stop all’Apartheid dei Rom!”, una iniziativa di sensibilizzazione per combattere pregiudizi e stereotipi, per avvicinare la società maggioritaria al mondo rom, per conoscere e lottare contro parole e azioni di incitamento all’odio.
Questo “Stop” – conclude la lettera al Presidente della Repubblica – va gridato con forza e urgenza, soprattutto in occasione dell’imminente Giornata Mondiale contro il Razzismo. Dobbiamo farlo tutti, rappresentanti della società civile e delle istituzioni, con coraggio ma anche con la responsabilità e la consapevolezza di quanti ancora credono che un’Italia multietnica, e quindi anche un’Italia Romanì, sia non solo ineludibile ma anche auspicabile».

Un progetto per l'inclusione sociale dei bambini rom

Laboratori di movimento creativo, arte teatrale e flamenco: Francesco Garberini, coordinatore del progetto “Danzare la vita“, Ilaria Corsale e Sara Di Michele, entrambe danzaterapeute, spiegano le attività nelle scuole che l’Associazione 21 luglio organizza per facilitare l’inclusione sociale dei bambini rom e favorire la costruzione di relazioni con i loro coetanei non rom.
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Regione Lazio: sì al Tavolo per l'inclusione dei rom

rom roma lazio

La sede della Regione Lazio, a Roma


[tfg_social_share]L’Associazione 21 luglio esprime apprezzamento per la decisione della Regione Lazio di istituire un tavolo regionale per l’inclusione dei rom e dei sinti. «Un passo importante nella direzione del superamento dei “campi rom” e dell’attuazione di efficaci percorsi di inclusione sociale», afferma l’Associazione.
Il “Tavolo regionale per l’inclusione e l’integrazione sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti” sarà finalizzato alla promozione, nel Lazio, di politiche e interventi in sintonia con i principi espressi dalla Strategia Nazionale adottata dal Governo italiano, in ambito europeo, nel febbraio 2012.
Il Tavolo, così come annunciato nella determinazione dello scorso 18 febbraio della Direzione Regionale delle Politiche sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport, avrà come obiettivo anche quello di coinvolgere gli enti locali, le istituzioni pubbliche e gli organismi del terzo settore, nell’implementazione di nuove strategie rivolte a rom e sinti.
Il Lazio diventa così la settima regione, in Italia, dove sono stati attivati Tavoli regionali per l’inclusione dei rom e dei sinti. Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Molise le regioni in cui l’iniziativa, in linea con la Strategia Nazionale, risulta già in vigore.
Per l’Associazione 21 luglio, la notizia della decisione di istituire un Tavolo regionale anche nel Lazio rappresenta il conseguimento di un’importante vittoria. Più volte, infatti, l’Associazione aveva chiesto alle autorità regionali del Lazio, potendo contare, in particolare, sull’impegno e la determinazione della Consigliera Marta Bonafoni, di dare avvio a questa iniziativa e ripensare così le politiche nei confronti delle comunità rom e sinte a Roma e nel resto della regione.
«Accogliamo la notizia della decisione della Regione Lazio con l’auspicio che possa essere il primo vero passo verso una nuova politica che prediliga la strada dell’inclusione agli approcci emergenziali», sostiene l’Associazione.
Nell’ambito della Campagna “Stop all’apartheid dei Rom!“, l’Associazione 21 luglio ha lanciato un appello con raccolta firme per chiedere a 8 Presidenti di Regione, tra cui il Lazio, di abrogare le leggi che istituiscono i “campi nomadi” nel nostro Paese, ghetti etnici che favoriscono la marginalizzazione e violano i diritti umani e dell’infanzia.
 

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SENZA LUCE. Rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il “Best House Rom” (marzo 2014)

“Senza Luce” è un rapporto che esamina se e come la nuova Amministrazione di Roma Capitale abbia affrontato, a 8 mesi dal suo insediamento, le urgenti problematiche che riguardano le comunità rom e sinte a Roma. Il report opera altresì un focus sul “Best House Rom”, un “centro di accoglienza” per soli rom, nella periferia est della città.
Scarica il rapporto

Roma e i rom, la politica "senza luce" della Giunta Marino

Senza_Luce_21luglio

La conferenza stampa di presentazione del rapporto “Senza Luce”.


[tfg_social_share]Malgrado i buoni propositi, a otto mesi dal suo insediamento, la politica della Giunta Marino nei confronti dei rom e sinti della Capitale è stata caratterizzata da un approccio ancora una volta emergenziale, misure segregative e discriminatorie, mancanza di strategia e spreco di ingenti risorse pubbliche.
È l’analisi che emerge da “Senza Luce: rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il Best House Rom” presentato oggi dall’Associazione 21 luglio nel corso di una conferenza stampa all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Se, da un lato, l’Amministrazione capitolina ha espresso a più riprese la volontà di attuare anche a Roma la Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti, dall’altro gli interventi realizzati vanno nella direzione opposta rispetto a quanto sancito dal documento adottato dall’Italia in sede europea nel 2012.
L’attuale Amministrazione ha condotto sinora 17 sgomberi forzati e non ha presentato un piano per superare la politica dei “campi”, come chiede la Strategia Nazionale. Al contrario, le autorità capitoline hanno affermato di voler ricostruire il “campo” della Cesarina e, nelle parole dell’Assessore Cutini, hanno manifestato l’intenzione di «superare i campi immaginando di creare campi di medie dimensioni». La Giunta Marino ha poi continuato a usare il termine “nomadi”, sia nei discorsi che negli atti pubblici, sebbene la Strategia parli di “nomadismo” come «termine superato sia da un punto di vista linguistico che culturale».
Secondo l’Associazione 21 luglio, il luogo simbolo che incarna le conseguenze delle azioni realizzate a Roma in questi mesi verso i rom e sinti in emergenza abitativa è il centro di accoglienza “Best House Rom”. Nel centro, situato in via Visso 14, nella periferia est della Capitale, vivono circa 320 rom, tra cui 200 minori, e vi sono stati trasferiti i 120 rom sgomberati nelle scorse settimane dal “villaggio attrezzato” della Cesarina e i 47 da via Belmonte Castello.
Il “Best House Rom”, si legge nel rapporto, non possiede i requisiti minimi previsti dalla Legge della Regione Lazio 41/2003 sui centri di accoglienza. Lo stabile, un capannone industriale, è infatti classificato come “locale utilizzato per il deposito delle merci”, è caratterizzato da spazi ridotti e inadeguati, inferiori anche rispetto agli standard per le strutture detentive, e le stanze, dove vivono in media 5 persone, sono prive di finestre o punti luce. In più, ospitando esclusivamente persone rom, il centro si configura come luogo di segregazione ed esclusione sociale, operata su base etnica con un chiaro profilo discriminatorio.
Per accogliere una famiglia di 5 persone nel “Best House Rom”, l’Amministrazione comunale spende quasi 3 mila euro al mese, per un totale di oltre 2 milioni di euro all’anno per i 320 rom.
Secondo i dati contenuti nel rapporto, per ricollocare una famiglia rom di 5 persone nel nuovo «villaggio attrezzato» di via della Cesarina il Comune di Roma spenderà, dopo un’accoglienza di 6 mesi presso il “Best House Rom”, una cifra stimata di 61.000 euro, con la prospettiva di dover individuare nuove voci di spesa per la gestione e l’assistenza dei rom nel nuovo insediamento per un periodo di tempo indeterminato.
L’anno scorso, per formare al lavoro e assegnare un’abitazione in affitto a una famiglia rom di 5 persone, il Comune di Messina, con il progetto “Casa e/è Lavoro”, ha speso una cifra di 12.500 euro.
«Dall’insediamento della Giunta Marino le gravissime e improrogabili problematiche legate alla cosiddetta “questione rom”, che andrebbero affrontate in maniera decisa e rapida, si sono scontrate con l’inadeguatezza di quanti, politici e tecnici, hanno in mano tale questione. Facciamo per questo appello al sindaco Marino per un suo intervento diretto volto a dare spinta ad una strategia politica verso le comunità rom e sinte che sinora si è dimostrata vuota, inconcludente e dagli altissimi costi economici», afferma Carlo Stasolla, Presidente dell’Associazione 21 luglio.
SCARICA IL RAPPORTO 

Roma e i rom, la politica "senza luce" della Giunta Marino

Malgrado i buoni propositi, a otto mesi dal suo insediamento, la politica della Giunta Marino nei confronti dei rom e sinti della Capitale è stata caratterizzata da un approccio ancora una volta emergenziale, misure segregative e discriminatorie, mancanza di strategia e spreco di ingenti risorse pubbliche.
È l’analisi che emerge da “Senza Luce: rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il Best House Rom” presentato oggi dall’Associazione 21 luglio nel corso di una conferenza stampa all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Se, da un lato, l’Amministrazione capitolina ha espresso a più riprese la volontà di attuare anche a Roma la Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti, dall’altro gli interventi realizzati vanno nella direzione opposta rispetto a quanto sancito dal documento adottato dall’Italia in sede europea nel 2012.
L’attuale Amministrazione ha condotto sinora 17 sgomberi forzati e non ha presentato un piano per superare la politica dei “campi”, come chiede la Strategia Nazionale. Al contrario, le autorità capitoline hanno affermato di voler ricostruire il “campo” della Cesarina e, nelle parole dell’Assessore Cutini, hanno manifestato l’intenzione di «superare i campi immaginando di creare campi di medie dimensioni». La Giunta Marino ha poi continuato a usare il termine “nomadi”, sia nei discorsi che negli atti pubblici, sebbene la Strategia parli di “nomadismo” come «termine superato sia da un punto di vista linguistico che culturale».
Secondo l’Associazione 21 luglio, il luogo simbolo che incarna le conseguenze delle azioni realizzate a Roma in questi mesi verso i rom e sinti in emergenza abitativa è il centro di accoglienza “Best House Rom”. Nel centro, situato in via Visso 14, nella periferia est della Capitale, vivono circa 320 rom, tra cui 200 minori, e vi sono stati trasferiti i 120 rom sgomberati nelle scorse settimane dal “villaggio attrezzato” della Cesarina e i 47 da via Belmonte Castello.
Il “Best House Rom”, si legge nel rapporto, non possiede i requisiti minimi previsti dalla Legge della Regione Lazio 41/2003 sui centri di accoglienza. Lo stabile, un capannone industriale, è infatti classificato come “locale utilizzato per il deposito delle merci”, è caratterizzato da spazi ridotti e inadeguati, inferiori anche rispetto agli standard per le strutture detentive, e le stanze, dove vivono in media 5 persone, sono prive di finestre o punti luce. In più, ospitando esclusivamente persone rom, il centro si configura come luogo di segregazione ed esclusione sociale, operata su base etnica con un chiaro profilo discriminatorio.
Per accogliere una famiglia di 5 persone nel “Best House Rom”, l’Amministrazione comunale spende quasi 3 mila euro al mese, per un totale di oltre 2 milioni di euro all’anno per i 320 rom.
Secondo i dati contenuti nel rapporto, per ricollocare una famiglia rom di 5 persone nel nuovo «villaggio attrezzato» di via della Cesarina il Comune di Roma spenderà, dopo un’accoglienza di 6 mesi presso il “Best House Rom”, una cifra stimata di 61.000 euro, con la prospettiva di dover individuare nuove voci di spesa per la gestione e l’assistenza dei rom nel nuovo insediamento per un periodo di tempo indeterminato.
L’anno scorso, per formare al lavoro e assegnare un’abitazione in affitto a una famiglia rom di 5 persone, il Comune di Messina, con il progetto “Casa e/è Lavoro”, ha speso una cifra di 12.500 euro.
«Dall’insediamento della Giunta Marino le gravissime e improrogabili problematiche legate alla cosiddetta “questione rom”, che andrebbero affrontate in maniera decisa e rapida, si sono scontrate con l’inadeguatezza di quanti, politici e tecnici, hanno in mano tale questione. Facciamo per questo appello al sindaco Marino per un suo intervento diretto volto a dare spinta ad una strategia politica verso le comunità rom e sinte che sinora si è dimostrata vuota, inconcludente e dagli altissimi costi economici», afferma Carlo Stasolla, Presidente dell’Associazione 21 luglio.
SCARICA IL RAPPORTO 

Senza Luce. Rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il "Best House Rom", 3.3.2014

rom sinti roma marino[tfg_social_share]Lunedì 3 marzo, alle ore 11 presso la sede dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, in via Parigi 11, a Roma, l’Associazione 21 luglio presenta Senza Luce, rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il “Best House Rom”.
Senza Luce è un rapporto che si prefigge come obiettivo quello di esaminare se e come la nuova Amministrazione locale abbia iniziato a offrire, a otto mesi dal suo insediamento, risposte adeguate alle urgenti problematiche che riguardano gli oltre 8 mila rom e sinti della Capitale.
Contestualmente i curatori della ricerca hanno voluto operare un focus sul “Best House Rom”, un “centro di accoglienza” per soli rom, considerato dall’Associazione 21 luglio un luogo simbolo che incarna le conseguenze delle azioni sinora organizzate dalle autorità locali nei confronti di rom e sinti in emergenza abitativa.
Nel “Best House Rom”, situato in via Visso, nella periferia est di Roma, vivono attualmente più di 300 rom, di cui 200 minori. Tra questi gli uomini, le donne e i bambini sgomberati, nelle scorse settimane , dal “villaggio attrezzato” di via della Cesarina e dall’insediamento informale di via Belmonte Castello. Ad oggi gli sgomberi forzati realizzati dall’Amministrazione sono stati 17.
Il rapporto Senza Luce illustra inoltre un’esperienza di inclusione, recentemente realizzata sul territorio nazionale, che potrebbe rappresentare per l’Amministrazione romana una “buona pratica” da poter replicare nel contesto locale.
Alla presentazione del rapporto sono state invitate anche le autorità locali.

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