Archivio per anno: 2014

Il tuo 5X1000 per i diritti di rom e sinti

rom italia

Foto: Enrico Natoli


[tfg_social_share]In Italia, circa 40.000 rom e sinti vivono in contesti di emarginazione totale e sono privati quotidianamente dei loro diritti fondamentali. Tu puoi cambiare questa situazione!
Destina il tuo 5Xmille all’Associazione 21 luglio: così facendo restituirai voce a migliaia di individui – donne, uomini e minori – vittime di discriminazioni e segregazioni nel nostro Paese.

Devolvere il tuo 5Xmille alla nostra associazione è facile, basta firmare e inserire il codice: 97598580583. E non ha nessun costo per te! Il 5Xmille difatti non è una tassa aggiuntiva, ma una parte delle tue tasse che in caso di mancata scelta andrebbe comunque allo Stato.


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Come devolvere il 5Xmille all’Associazione 21 luglio
Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico) troverai un riquadro per il 5Xmille.
Ti basterà:
• apporre la tua firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”;
• indicare nel riquadro il codice fiscale dell’Associazione 21 luglio: 97598580583.
Anche se non sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi, puoi scegliere di devolvere il 5Xmille all’Associazione 21 luglio. In questo caso dovrai:
• compilare la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro “Sostegno del volontariato…” e indicando il codice fiscale dell’Associazione 21 luglio: 97598580583;
• inserire la scheda in una busta chiusa;
• scrivere su di essa “Destinazione 5Xmille IRPEF” insieme a nome, cognome e codice fiscale e anno a cui la certificazione si riferisce;
• consegnarla a un ufficio postale (che la riceverà gratuitamente) oppure a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF o commercialista).
Per maggiori informazioni sulle scadenze, clicca qui
Come utilizzeremo il tuo 5Xmille
L’Associazione 21 luglio non accetta fondi da enti pubblici, ma lavora grazie al sostegno proveniente da privati. Questa scelta ci consente di portare avanti tutte le nostre attività, rimanendo indipendenti. Ed è perciò di vitale importanza il tuo sostegno!
Il tuo 5Xmille ci aiuterà a sostenere il nostro impegno affinché le persone che subiscono indiscriminatamente violazioni dei loro diritti umani possano in prima persona scendere in campo per reclamare i loro diritti di esseri umani e chiedere un cambio di rotta nelle politiche che li riguardano da vicino.
Inoltre ci permetterà di abbattere le barriere dell’esclusione e della marginalità attraverso una modalità ludica d’educazione. Con il tuo 5Xmille ci darai infatti la possibilità di proseguire con il progetto “Danzare la vita”. Un progetto destinato ad alcune classi di bambini rom e non rom negli istituti scolastici della Capitale.

rom roma lazio

Nel Lazio nasce il Tavolo per l'inclusione dei rom

rom roma lazio[tfg_social_share]Il 14 aprile la Regione Lazio ha presentato ufficialmente  il “Tavolo regionale per l’inclusione e l’integrazione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti“. «Dopo la messa al bando del termine “nomade” da parte del sindaco di Roma Marino, si tratta di un altro passo avanti importante verso la fine della politica dei “campi” e l’inclusione sociale di tali comunità», è il commento dell’Associazione 21 luglio.
Il Tavolo Regionale, la cui costituzione era stata annunciata lo scorso 18 febbraio con una determinazione della Direzione Regionale delle Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport, avrà come obiettivo quello di promuovere politiche e interventi in linea con la Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti che il Governo italiano aveva adottato in sede europea nel 2012.
Oltre agli enti locali e alle istituzioni pubbliche, parteciperanno al Tavolo le associazioni del terzo settore e le stesse comunità rom e sinte.  Alloggio, istruzione, lavoro e salute, ognuno rappresentato da tavoli specifici, i settori su cui si concentreranno i lavori, così come indicato dalla Strategia Nazionale. Ognuna delle associazioni coinvolte potrà partecipare a due tavoli specifici. L’Associazione 21 luglio, a tal proposito, interverrà nei lavori sul diritto all’alloggio e all’istruzione.
«L’avvio, nel Lazio, di un Tavolo per l’inclusione dei rom e sinti rappresenta senz’altro una buona base di partenza per avviare finalmente politiche strutturate, e non più basate su un approccio emergenziale, nei confronti di tali comunità sul territorio regionale», afferma in una nota l’Associazione 21 luglio che, nei mesi scorsi, aveva chiesto con insistenza alle autorità regionali l’adozione di questa iniziativa.
«Ora, però, per evitare che le buone intenzioni restino tali – precisa l’Associazione 21 luglio – è necessario che i lavori del Tavolo si concretizzino quanto prima in azioni efficaci per una reale inclusione sociale delle comunità rom e sinte, a partire dal superamento dei “campi nomadi”».
Nei giorni scorsi l’Associazione 21 luglio aveva accolto con grande soddisfazione la decisione del sindaco di Roma Ignazio Marino di vietare l’uso del termine “nomadi” negli atti pubblici dell’amministrazione capitolina. Anche in questo caso, prosegue la nota, «è fondamentale che a questa buona decisione segua un impegno chiaro per mettere fine alla stagione dei “campi nomadi”, veri e propri ghetti etnici che, negli anni, hanno alimentato l’esclusione sociale dei rom e sinti a Roma e i pregiudizi e gli stereotipi nei loro confronti da parte della società maggioritaria».
Con la costituzione del Tavolo regionale, il Lazio diventa l’ottava regione in Italia dove sono stati attivati Tavoli regionali per l’inclusione dei rom e dei sinti, dopo. Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Molise e Piemonte.

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Roma: Ignazio Marino mette al bando il termine "nomadi"

Ignazio Marino Roma

Il sindaco Ignazio Marino al termine dell’incontro dello scorso 22 marzo con l’Associazione 21 luglio.


[tfg_social_share]Da oggi, a Roma, i rom e i sinti non saranno più chiamati  “nomadi”. Lo ha deciso il sindaco della Capitale Ignazio Marino che ha firmato una circolare in cui vieta l’uso del termine “nomadi” in tutti gli atti del Comune. «Il fattore culturale è centrale per superare le discriminazioni», ha detto Marino che ha così dato seguito immediato alla prima delle richieste avanzategli nei giorni scorsi dall’Associazione 21 luglio.
«Credo che uno dei fattori centrali per superare le discriminazioni sia quello culturale, affinché l’approccio metodologico di tipo emergenziale possa essere abbandonato a favore di politiche capaci di perseguire l’obiettivo dell’integrazione – si legge nella circolare firmata dal sindaco l’8 aprile, Giornata internazionale dei rom e sinti – . In questo processo anche la proprietà terminologica utilizzata può essere, ad un tempo, indice e strumento culturale per esprimere lo spessore di conoscenza e consapevolezza degli ambiti su cui si è chiamati ad intervenire: in proposito devo registrare come, nel linguaggio comune, le comunità Rom, Sinti e Caminanti vengano impropriamente indicate con il termine di ‘nomadi’. Per questo motivo chiedo che d’ora in poi – nelle espressioni della comunicazione istituzionale e nella redazione degli atti amministrativi – in luogo del riferimento al termine ‘nomadi’ sia più correttamente utilizzato quello di «Rom, Sinti e Caminanti».
La decisione di Marino giunge a pochi giorni da un incontro privato, avvenuto lo scorso 22 marzo in Campidoglio, tra una delegazione dell’Associazione 21 luglio e il primo cittadino romano. In quell’occasione, l’Associazione 21 luglio aveva avanzato alcune richieste precise alla Giunta capitolina, nell’intento di voltare pagina nelle politiche rivolte alle comunità rom e sinte a Roma.
Prima di tali richieste era proprio l’abolizione dell’utilizzo, da parte dell’Amministrazione, del termine “nomadi” in riferimento ai rom e ai sinti. «I rom non sono “nomadi” e continuare a definirli come tali, specie negli atti pubblici,  giustifica, a Roma e in Italia, la politica segregativa e ghettizzante dei “campi”, basata appunto sul presupposto infondato che tali comunità siano “nomadi”», era la posizione espressa dall’Associazione 21 luglio davanti al sindaco il quale, al termine dell’incontro, aveva promesso un immediato intervento al fine di non reiterare, da quel momento in poi, l’uso dell’espressione “nomadi” nella città di Roma.
«Auspico che, anche attraverso questa apparentemente semplice attenzione terminologica – ha affermato Marino nella circolare – possa essere testimoniata la considerazione che l’amministrazione Capitolina rivolge a tutte le persone che vivono nel suo territorio. Un atto simbolico per il superamento di ogni forma di discriminazione».
L’Associazione 21 luglio esprime profondo apprezzamento per l’impegno assunto dal sindaco. «Da oggi, a Roma, rom e sinti non saranno più chiamati “nomadi”. Si tratta di un primo, importante passo per mettere fine alle discriminazioni verso tali comunità e cominciare un percorso di reale inclusione sociale. Un passo al quale dovranno però seguirne altri, nella direzione della chiusura e del superamento dei “campi” nella Capitale», afferma l’Associazione 21 luglio che ieri, in occasione della Giornata internazionale dei rom e sinti, ha inviato, assieme ad Amnesty International Italia e altre nove organizzazioni della società civile, una lettera aperta a Marino dal titolo “Chiudere i campi nomadi a Roma, sostenere la città”.
L’effetto del divieto del termine “nomadi” negli atti ufficiali del Comune di Roma è già visibile su quello che, fino a ieri, era la pagina web dell’Ufficio Nomadi di Roma Capitale. Da oggi, infatti, la dicitura che compare sul sito istituzionale del Comune è “Ufficio Rom, Sinti e Caminanti“. Tuttavia, segnala con rammarico l’Associazione 21 luglio, il termine “nomadi” è ancora presente per tre volte all’interno della descrizione dell’Ufficio sulla stessa pagina web.
 

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Italiaromanì: Convegno sull'inclusione di rom e sinti

Invito stampa
Dal 3 al 5 aprile 2014, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, a Roma, l’Associazione 21 luglio ha organizzato il Convegno nazionale “Italiaromanì. L’inclusione dei rom e dei sinti in Italia. Quale strategia?”.
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI
IL LIVE TWITTING DEL PRIMO GIORNO
IL LIVE TWITTING DEL SECONDO GIORNO
IL LIVE TWITTING DELLA GIORNATA FINALE
GUARDA LE FOTO DEL CONVEGNO
 

Giornata internazionale dei rom e sinti: lettera al sindaco Marino

Ignazio Marino

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino


[tfg_social_share]Chiudere i campi “nomadi” a Roma, fermare il progetto di rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina e riconvertire le risorse economiche in progetti di reale inclusione sociale dei rom. È l’appello rivolto a Ignazio Marino, in occasione della Giornata Internazionale del popolo rom, che si celebra oggi in tutto il mondo, da undici organizzazioni della società civile che chiedono al sindaco della Capitale di cogliere un’occasione storica per cambiare finalmente rotta nelle politiche verso i rom.
«Oggi la Giunta da Lei presieduta ha l’opportunità concreta di avviare questo processo, tanto rivoluzionario quanto urgente, per i rom e per la nostra città», inizia la lettera al sindaco, intitolata “Chiudere i campi nomadi a Roma, sostenere la città”, firmata da Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio, ATD Quarto Mondo, Bottega Solidale, Casa dei Diritti Sociali, Cittadinanza e Minoranze, Osservatorio sul Razzismo e le Diversità “M.G. Favara” – Università Roma Tre, OsservAzione, Popica Onlus, Rete Territoriale Roma Est.
Negli ultimi mesi l’impegno dell’Amministrazione Comunale – scrivono le organizzazioni – si è concentrato sul rifacimento ex novo del nuovo «villaggio attrezzato» di via della Cesarina il cui costo, secondo le stime, dovrebbe essere superiore a 1 milione di euro. Le 137 persone che dovranno abitarlo sono state momentaneamente accolte nel “Best House Rom” di via Visso, una struttura convenzionata con il Comune di Roma ma priva dei requisiti strutturali e organizzativi minimi prevista dalla normativa vigente e nel quale ogni famiglia dispone di una stanza di 12 mq priva di finestre e di luce naturale.
Per una famiglia rom di 5 persone si può stimare, sommando le spese per l’accoglienza nel Best House Rom a quelle per il rifacimento del campo, una spesa superiore ai 60 mila euro.
La scelta dell’Amministrazione, prosegue la lettera delle organizzazioni, «ci sembra assolutamente sbagliata per due motivi». In primo luogo perché con essa si «intende reiterare quella politica di segregazione dei rom nei campi nomadi che negli ultimi trent’anni ha contraddistinto la città di Roma». La seconda ragione, «riguarda un tema centrale, che coinvolge tutta la cittadinanza, ovvero quello dell’efficacia della spesa pubblica».
«Occorre tra l’altro notare – sottolineano le organizzazioni firmatarie – come la segregazione dei rom, attraverso l’individuazione di “campi nomadi” come unica soluzione abitativa riservata alle famiglie rom indigenti, vada di pari passo con la loro esclusione sociale e il mancato accesso alle “case popolari” che permetterebbero la loro integrazione. Si tratta di due facce della stessa medaglia, coniata dalla precedente giunta capitolina e poi fatta propria dall’attuale».
Per questo viene chiesto al primo cittadino una svolta epocale con la richiesta esplicita di impedire la rinascita del campo della Cesarina riconvertendo «l’ingente somma economica già impegnata per l’accoglienza dei 137 rom nel Best House Rom e il rifacimento in progetti di inclusione sociale che, alla luce della sua entità, possano interessare, oltre alle famiglie rom anche altre fasce della popolazione romana in disagio abitativo».
Le organizzazioni firmatarie non chiedono alcun trattamento preferenziale per i rom, ma l’utilizzo delle risorse a disposizione per finanziare politiche abitative che provvedano alle esigenze di tutte le famiglie che si trovano in stato di bisogno, indipendentemente dalla loro etnia.
«Dalle parole è il momento di passare ai fatti – afferma Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio -. Oggi i rom non hanno bisogno di cerimonie ma di scelte politiche che cambino la loro condizione di vita accompagnandoli fuori dai campi. Se gli amministratori romani dicono di voler superare i campi questo è il momento di farlo. Continuare a sperperare denaro pubblico nella costruzione di ghetti etnici è inaccettabile mentre è giunto il momento di voltare pagina guardando con coraggio alle tante buone pratiche che in Italia e all’estero hanno dimostrato come l’inclusione dei rom, oltre ad essere possibile e auspicabile, comporterebbe un importante risparmio di denaro pubblico».
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Convegno Italiaromanì: la cronaca del primo giorno

[tfg_social_share]Il live twitting della prima giornata di lavori del Convegno Italiaromanì, con l’apertura del Presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, il messaggio della Presidente della Camera Laura Boldrini e i contributi di tutti gli altri relatori.

Il messaggio della Presidente Boldrini apre "Italiaromanì"

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La Presidente della Camera Laura Boldrini durante le celebrazioni dello scorso anno della Giornata internazionale dei rom e sinti.


[tfg_social_share]«I diritti dei rom e dei sinti non sono in contraddizione con i diritti di altri cittadini italiani, come vogliono far credere coloro che soffiano sul fuoco della divisione puntando a trarne benefici elettorali». Con queste parole, la Presidente della Camera Laura Boldrini ha inaugurato quest’oggi il Convegno dell’Associazione 21 luglio “Italiaromanì. L’inclusione dei rom e dei sinti in Italia. Quale strategia?“, in programma dal 3 al 5 aprile a Roma, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre – largo G.B. Marzi 10.
La Presidente della Camera, che è stata costretta a rinunciare a presenziare al Convegno, come previsto inizialmente, a causa di un infortunio che ne ha limitato la mobilità, in un messaggio rivolto ai partecipanti ha ribadito che «i diritti sono indivisibili, e chi calpesta i diritti di rom e sinti – una minoranza che ha contribuito enormemente al patrimonio culturale europeo – ha in mente una società in cui i diritti di tutti, inclusi i suoi, siano meno tutelati».
Per Laura Boldrini i rom e sinti, in Italia, incontrano ancora oggi molteplici difficoltà nell’accesso ad alcuni diritti umani fondamentali.
«Il diritto ad una vita dignitosa, reso difficile da politiche basate sul presupposto – molto spesso errato – che i rom siano tuttora un popolo nomade e che dunque debbano vivere in strutture transitorie, precarie, inadeguate. Il diritto all’istruzione e al lavoro, ostacolati dalla lontananza dei campi dalle scuole e dai luoghi di impiego, dalla repentina chiusura degli insediamenti come dagli sgomberi forzati. Il diritto ad una vita libera dalle discriminazioni, leso dai discorsi d’odio che trovano nei rom uno dei bersagli prediletti, on- e off-line – di cui sono un esempio recente le frasi pubblicate sulla pagina Facebook promossa da alcuni abitanti di un quartiere centrale di Roma, nonché i cartelli che vietano l’ingresso ai rom negli esercizi pubblici o in determinate zone delle città, che vengono affissi al Nord come nel Sud d’Italia», ha affermato la Presidente della Camera .
Laura Boldrini ha quindi annunciato che l’8 aprile, in occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti, incontrerà a Vilnius i Presidenti degli altri ventisette Paesi membri dell’Ue. «Insieme – ha concluso – firmeremo una dichiarazione congiunta per ribadire il nostro impegno in favore dell’inclusione e dell’integrazione dei rom e dei sinti. Un impegno che sento mio, da sempre».
Nel corso del Convegno Italiaromanì, in particolare, sarà analizzato lo stato di attuazione in Italia della Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti.
«Il 2020, anno entro il quale si muoveranno le azioni delle Strategie Nazionali, rappresenta per tutti noi una sfida epocale – ha affermato il Presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla in apertura dei lavori – Vogliamo sognare. Entro quella data tutti gli insediamenti formali saranno superati, gli sgomberi forzati saranno un ricordo del passato, i rom e i sinti saranno riconosciuti come una delle minoranze presenti nel nostro Paese, ai rom apolidi verrà finalmente riconosciuto uno status giuridico».
«Per realizzare tutto ciò – ha detto ancora Stasolla – occorre l’impegno di tutti: degli amministratori locali e nazionali, che devono ripensare le città a partite dal margine, delle associazioni, che devono superare il vuoto e remunerato assistenzialismo, delle comunità rom, che devono prendere in mano i loro destini con coraggio».
IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO
 
 

Elezioni europee 2014: presentata l'Agenda dei diritti umani in Europa

Il rischio di un successo delle forze politiche nazionaliste, xenofobe e razziste alle prossime elezioni europee del 25 maggio è molto alto. L’esito delle ultime elezioni amministrative in Francia, con l’affermazione del Front National, sembra confermarlo. Se questo avvenisse la vita dei migranti, dei rom e dei detenuti in Europa non diverrebbe certo più facile.
Per fare in modo che il tema della garanzia dei diritti umani dei migranti, dei rom e dei detenuti sia presente nella campagna elettorale, le associazioni Antigone, Lunaria e 21 luglio hanno presentato questa mattina un’Agenda dei diritti umani in Europa, vademecum rivolto ai candidati italiani alle elezioni del Parlamento europeo.
Per assicurare una maggiore garanzia dei diritti dei migranti in Europa le associazioni chiedono ai candidati di impegnarsi per assicurare il diritto di arrivare e di chiedere asilo, la chiusura dei centri di detenzione, il riconoscimento del diritto di voto amministrativo, l’armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di cittadinanza e il rafforzamento dell’impegno comunitario nella lotta al razzismo istituzionale.
Liberazione del territorio europeo dalla vergogna dei “campi nomadi”, blocco degli sgomberi forzati, definizione dello status giuridico dei rom inespellibili ma senza documenti, abbandono dell’uso della parola “nomade” con riferimento ai rom e rafforzamento degli strumenti esistenti per combattere i discorsi di odio sono le priorità individuate per tutelare i diritti dei rom residenti in Europa.
Introduzione in Italia del reato di tortura, garanzia effettiva di diritti fondamentali come quelli al voto, alla salute, alla formazione professionale e promozione di riforme volte a limitare il ricorso allo strumento della custodia cautelare sono le priorità individuate per assicurare una maggiore tutela dei diritti dei detenuti.
L’Agenda è solo la prima tappa della Campagna “Per i diritti, contro la xenofobia” promossa dalle tre associazioni e in collaborazione con ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) per portare le istanze di migranti, detenuti e rom e la lotta alla discriminazione e alla xenofobia al centro del dibattito per le elezioni europee 2014.
SCARICA L’AGENDA DEI DIRITTI UMANI IN EUROPA

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