Archivio per anno: 2014

Convegno "Superare i 'campi' per soli rom a Roma: una sfida vicina"

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campi rom roma

 

Introduzione

Riccardo Magi, consigliere e presidente della Commissione speciale “Legalità e diritti” di Roma Capitale


Saluti istituzionali

Francesco Palermo – senatore membro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato

Erica Battaglia – consigliere e presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale


Interventi

Oltre i muri e i campi; per un’etica della cittadinanza
Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana

Le politiche abitative per i rom nelle capitali europee: tendenze di lungo periodo e innovazioni recenti
Tommaso Vitale, professore associato di sociologia a Sciences Po, ricercatore nel Centres d’ètudes europèennes, Parigi

Il passaggio dai lavori informali all’imprenditoria familiare
Ezequiel Iurcovich, sociologo, partner di Trasversale srl

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I “campi” a Roma. Presentazione del rapporto dell’Associazione 21 luglio “Terminal Barbuta”*
Angela Tullio Cataldo, ricercatrice dell’Associazione 21 luglio

Dialogo con i soggetti interessati

La proposta delle associazioni: cinque punti per voltare pagina
Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio


Conclusioni

Rita Cutini, assessore al Sostegno Sociale e alla Sussidiarietà di Roma Capitale (invitata)

Modera il convegno Gianni Augello, giornalista di Redattore Sociale

INGRESSO LIBERO

* Il rapporto “Terminal Barbuta” verrà presentato ufficialmente il 1 ottobre alle ore 11 presso la sede dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes in via Liberiana 17, a Roma.

Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
Email: stampa@21luglio.org

Civil Society Monitoring on the implementation of the National Roma Integration Strategy in Italy in 2012 and 2013 (October 2014)

Report prepared by a civil society coalition comprising the organisations Associazione 21 luglio (lead organisation, Roma), Fondazione Giovanni Michelucci – Researches and Projects in social spaces (Fiesole, Firenze) and the Associazione Amalipé Romanò (Firenze). Coordinated by the Decade of Roma Inclusion Secretariat Foundation in cooperation with the Making the Most of EU Funds for Roma Program of the Open Society Foundations.
Download the report

Le notizie sugli "zingari" lette da tre donne rom

Dzemila Salkanovic, Gladiola Lacatus e Sabrina Milanovic, donne rom impegnate all’interno dell’Associazione 21 luglio, raccontano cosa provano di fronte a quei titoli e notizie di giornale che, ripetutamente, diffondono e alimentano un’immagine indistintamente negativa e fortemente stigmatizzante delle comunità rom e sinte.
Da giugno a settembre 2014, come riportato in una lettera pubblica dell’Associazione 21 luglio al direttore de “Il Tempo” Gian Marco Chiocci, il quotidiano romano si è reso artefice di una sistematica campagna di presunte inchieste giornalistiche con target specifico le comunità rom e sinte a Roma.
 

Campagna anti rom su Il Tempo: lettera pubblica al Direttore

Il Tempo rom
 
Roma, 18 settembre 2014
Egregio Direttore Gian Marco Chiocci,
A partire dal mese di giugno 2014, e in particolare per tutto il mese di agosto, il quotidiano da Lei diretto si è reso artefice di una sistematica campagna di presunte inchieste giornalistiche con target le comunità rom e sinte presenti nella Capitale. In 3 mesi abbiamo assistito alla pubblicazione di 28 articoli, molti dei quali certificati da un apposito bollino “inchiesta”, nei quali si può rilevare un unico leitmotiv: diffondere e alimentare un’immagine indistintamente negativa e fortemente stigmatizzante di rom e sinti.
«La Capitale degli zingari», «Così i rom assediano la Capitale», «Quaranta nomadi assediano il quartiere», «Termini ancora regno delle zingare», «Sparatorie, furti e risse. Così i nomadi ringraziano»: sono solo alcuni dei titoli passati in rassegna nel corso dei mesi estivi. Lessico di guerra, generalizzazioni, continuo ed esclusivo accostamento a condotte antisociali, questi sono invece gli ingredienti scelti dai giornalisti de Il Tempo per preparare le loro “inchieste” e parlare direttamente alla pancia dei loro lettori, rispolverando uno dei più radicati stereotipi, quello dello “zingaro delinquente” in tutte le sue declinazioni. Anche dal punto di vista deontologico paiono ravvisarsi violazioni dei principi della Carta di Roma, visto il continuo ricorso a terminologia inappropriata (“nomadi”) e/o dispregiativa (“zingari”, “zingarelle”) e la continua insistenza sulla connotazione etnica di determinate condotte antisociali.
La “realtà” descritta nelle pagine de Il Tempo risulta parziale, dipinge una città sotto assedio da parte di una minoranza di cui il 50% sono bambini, e produce una stigmatizzazione indistinta e generalizzata in grado di fomentare e consolidare un clima di ostilità e di allarmismo sociale tra il pubblico dei lettori. La situazione di emergenza delineata dall’”inchiesta” non viene del resto supportata dai dati, in quanto a Roma la presenza di rom e sinti rappresenta appena lo 0,23% della popolazione totale – lo 0,07% se ci si riferisce ai soli abitanti degli insediamenti informali – numeri questi che da soli paiono ridimensionare le proporzioni dell’”invasione” paventata nelle pagine de Il Tempo.
L’autorevolezza dell’”inchiesta” risulta gravemente inficiata dall’assenza di pluralità nell’individuazione delle fonti: la voce dei rom, in particolare di coloro presso i quali sarebbero stati realizzati i “sopralluoghi” – protagonisti negativi e di fatto passivi dell’“approfondimento” giornalistico – non è in alcun caso contemplata né ascoltata dagli autori, negando così agli stessi qualunque possibilità di replica. Allo stesso modo, non viene approfondita la condizione sociale di tali comunità limitando fortemente la portata dell’“inchiesta” in termini di utilità ai fini dell’informazione, non essendo in grado, a causa di questi limiti, di fornire un quadro oggettivo della realtà.
Da una inchiesta giornalistica propriamente detta ci si aspetterebbe un approfondimento accurato su di una realtà complessa ed eterogenea, quale quella delle comunità rom e sinte che vivono negli insediamenti formali e informali della Capitale. Una realtà molto spesso caratterizzata da indigenza, quotidiana discriminazione e violazioni dei diritti umani, che difficilmente riesce ad arrivare sulle pagine dei giornali, se non filtrata attraverso la lente del pregiudizio e dello stereotipo.
Effettivamente i dati su rom e sinti parlano di un’emergenza; non, tuttavia, quella riguardante l’assedio profilato da inchieste come quelle realizzate dal quotidiano da Lei diretto, ma l’emergenza rappresentata dalla discriminazione cumulativa che subiscono i minori rom e le loro famiglie in Italia:

  • un minore rom ha 60 volte la probabilità di un minore non rom di entrare nel sistema italiano di protezione dei minori;
  • circa 15.000 persone rom sono a rischio apolidia, ovvero prive di documenti nonostante risiedano permanentemente e spesso dalla nascita sul territorio;
  • nell’anno scolastico 2013/2014 gli alunni rom e sinti sono diminuiti, attestandosi a 11.481 iscritti, il numero più basso degli ultimi sei anni, mentre il 63% delle persone rom rispondenti a un sondaggio dell’UE del 2011 ha dichiarato di aver lasciato la scuola prima dei 16 anni (il 21% ha dichiarato di non aver mai iniziato un percorso scolastico);
  • il 66% delle persone rom intervistate nel 2011 in Italia per conto dell’UE ha dichiarato di essersi sentita discriminata a causa della sua etnia nel corso dell’anno precedente;
  • l’Italia è l’unico paese europeo che mantiene e gestisce un sistema abitativo parallelo e segregante riservato a soli rom: i c.d. “campi nomadi”;
  • in Europa le persone rom hanno un’aspettativa di vita mediamente più bassa di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione.

Non possiamo poi dimenticare che nel nostro Paese 4/5 dei rom vivono lontano dalla marginalità sociale dei “campi nomadi”, in abitazioni ordinarie, conducendo una regolare attività lavorativa.
Dare visibilità ai dati di cui sopra e descrivere la condizione di rom e sinti nella sua interezza non è un gesto di bontà ma un indice della volontà e capacità di produrre un’informazione di qualità in maniera professionale, responsabile e al servizio dei cittadini.
Cordiali saluti,
Associazione 21 luglio
VIDEO: LE NOTIZIE SUGLI “ZINGARI” LETTE DA TRE DONNE ROM

Attivisti rom e sinti: comincia l'avventura

Provengono da nove città italiane, da nord a sud, e hanno un’età media di 25 anni. Sono i 16 giovani rom e sinti – sette ragazze e nove ragazzi – selezionati per partecipare alla seconda edizione del Corso di formazione per attivisti organizzato da Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC).
I candidati selezionati parteciperanno al primo dei quattro incontri del Corso, che si terranno tutti nella Capitale, il 27 e 28 settembre. Alghero, Bologna, Cagliari, Foggia, Guidonia, Grottaferrata, Lucca, Roma e Vicenza le loro località di provenienza.
Vista l’alta qualità delle candidature ricevute, gli organizzatori del Corso hanno deciso di incrementare di quattro unità i posti a disposizione, rispetto ai 12 previsti,  dando così la possibilità a più ragazzi/e di partecipare agli incontri di formazione.
Il primo weekend formativo si articolerà attraverso due sessioni tematiche principali:
la percezione dei rom in Italia;
diritti umani: concetto, principi, strumenti.
I successivi incontri di formazione si terranno il 18-19 ottobre, il 15-16 novembre e il 13-14 dicembre.
Tutte le spese del Corso, organizzato grazie al sostegno dell’otto per mille della Chiesa valdese, sono a carico degli organizzatori.

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Diritti umani: un riconoscimento internazionale per l'Associazione 21 luglio

Hrant Dink Foundation

Nella foto il giornalista turco di origine armena Hrant Dink, assassinato a Istanbul nel 2007.


[tfg_social_share]«Cari rappresentanti dell’Associazione 21 luglio, vogliamo esprimervi la nostra gratitudine per la vostra ambizione e persistenza nel dimostrarci ancora una volta che spesso i piccoli passi intrapresi per un mondo più giusto e più libero possono essere molto preziosi. Siamo molto felici di avervi tra le nostre “Ispirazioni” nel 2014».
Con queste parole la Hrant Dink Foundation, fondazione internazionale turca impegnata nella promozione dei diritti umani e nella lotta contro le discriminazioni in Turchia e nel mondo, ci ha comunicato la presenza, quest’anno, dell’Associazione 21 luglio tra le “Ispirazioni” del 2014 nell’ambito della International Hrant Dink Award Ceremony, che si celebrerà il prossimo 15 settembre a Istanbul.
Un riconoscimento, questo, che la Fondazione, intitolata al giornalista turco di origine armena Hrant Dink, assassinato a Istanbul nel 2007 e distintosi per la sua battaglia in favore dei diritti delle minoranze, dedica ogni anno a quelle persone, associazioni, iniziative e progetti che si distinguono per il loro impegno per un mondo libero dalle discriminazioni, dal razzismo e dalla violenza e in grado di ispirare e incoraggiare gli altri.
Essere riconosciuti come ispiratori per la costruzione di una società dove razzismo ed esclusione non abbiano più ragion d’essere è per l’Associazione 21 luglio motivo di enorme gratificazione e, soprattutto, una ulteriore iniezione di entusiasmo per continuare la nostra buona battaglia per la promozione dei diritti umani dei rom e, in generale, delle minoranze.
Dedichiamo questo riconoscimento a tutte le persone, rom e non rom, che, con la loro passione e impegno civile, ogni giorno ci seguono e ci accompagnano su questa strada impervia ma che è fondamentale percorrere tutti insieme. Perché i diritti dei rom sono i diritti di tutti.
Dedichiamo altresì questo riconoscimento agli enti, nonché ai privati cittadini che, con il loro sostegno finanziario, ci permettono di proseguire le nostre attività.
La cerimonia internazionale di assegnazione dei premi della Hrant Dink Foundation sarà trasmessa in diretta streaming da Istanbul su www.hrantdink.org e www.hrantdinkaward.org lunedì 15 settembre 2014 a partire dalle ore 19 italiane.
Foto: XQW News

Corso per attivisti rom e sinti: iscrizioni chiuse

Scaduto il termine per le iscrizioni, previsto per il 31 agosto, è in corso la selezione dei 12 candidati che parteciperanno alla seconda edizione del Corso di formazione per attivisti rom e sinti, organizzato da Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), con il sostegno dell’otto per mille della Chiesa Valdese.
L’Associazione 21 luglio ringrazia tutti i candidati per l’interesse mostrato nei confronti dell’iniziativa e comunica che nei prossimi giorni saranno resi noti gli esiti della selezione. I 12 candidati considerati idonei saranno contatti personalmente e parteciperanno al primo incontro del Corso, il 27 e 28 settembre a Roma.
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti si svolgerà secondo un calendario di 4 incontri formativi, fino a dicembre 2014. Tutti gli incontri si terranno nella Capitale e le spese saranno interamente a carico degli organizzatori.
Al termine dell’iniziativa, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e per i più meritevoli è prevista la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito della durata di tre mesi presso la sede dell’Associazione 21 luglio.

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Appello urgente contro lo sgombero in via Casale Quintiliani a Roma

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foto A. Quadri


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Appello urgente dell’Associazione 21 luglio all’Assessore di Roma Capitale Rita Cutini per scongiurare a Roma il 37° sgombero forzato, organizzato dalla Giunta Marino, di una comunità rom, previsto per le prossime ore.
Da alcuni anni, alla fine di via Casale Quintiliani, nel IV Municipio, è presente un insediamento informale attualmente composto da 71 rom rumeni, tra cui 38 minori (alcuni anche di pochi mesi), suddivisi in 17 nuclei familiari. La comunità è conosciuta da diverso tempo dagli operatori dell’Associazione 21 luglio che nei mesi scorsi hanno provveduto alla pre-iscrizione scolastica per 20 minori presso le scuole limitrofe.
Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti dell’Assessorato diretto dall’assessore Rita Cutini – accompagnati dalla Polizia Municipale – hanno comunicato verbalmente alla comunità residente dell’imminente sgombero programmato per le prossime 24/48 ore. Alla famiglie – come è di prassi – è stata prospettata, come alternativa abitativa, la sola collocazione delle donne e dei bambini in strutture apposite. Tale alternativa – ormai strumentalmente offerta da anni dalle autorità locali – è stata comprensibilmente rifiutata dalle famiglie rom. L’imminente azione di sgombero comporterebbe la distruzione delle abitazioni dei rom e l’impossibilità, per i minori già pre-iscritti di frequentare regolarmente la scuola dell’obbligo. Essa, così come annunciata e delineata, si porrebbe in violazione delle garanzie procedurali che devono essere rispettate nel condurre gli sgomberi, indicate dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. Il suddetto Comitato stabilisce, tra i vari criteri, la necessità:
–       Che lo sgombero sia accompagnato da una genuina consultazione con gli interessati e dalla valutazione di possibili alternative allo sgombero e che sia offerta agli interessati la possibilità di fare ricorso legale
–       Che lo sgombero non abbia l’esito di rendere senza tetto le persone coinvolte né di renderle vulnerabili a ulteriori violazioni di altri diritti umani
–       Che qualora le persone coinvolte non siano in grado di provvedere a se stesse, a queste vengano offerte alternative abitative adeguate
–       Che lo sgombero non venga fatto in presenza di condizioni metereologiche avverse (per le prossime ore è stata annunciata “emergenza maltempo” anche nella città di Roma)
Nella lettera si è comunicato all’Assessore Rita Cutini che, «riguardo l’azione programmata dall’autorità pubblica per le prossime 24/48 ore, presso l’insediamento informale alla fine di via Casale Quintiliani, per come oggi configuratasi e in assenza di soluzione abitative alternative, non è possibile ravvisare il rispetto delle garanzie procedurali previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, connotando di conseguenza tale operazione come un’operazione di sgombero forzato, illegale e in violazione dei diritti umani. In assenza delle suddette garanzie l’operazione di sgombero forzato della comunità rom, oltre a comportare di per sé una grave violazione dei diritti umani, avrebbe l’esito non di risolvere l’attuale oggettiva inadeguatezza all’alloggio, ma di reiterarla altrove esacerbando ulteriormente le condizioni di vita e rendendo ulteriormente vulnerabili le famiglie coinvolte».
Viene quindi chiesto all’Assessore «un sollecito e urgente intervento volto a ricondurre tale operazione di sgombero entro un ambito di legalità, attraverso l’apertura di un dialogo con la comunità rom coinvolta e attraverso l’identificazione, preventiva all’operazione di sgombero, dell’offerta di soluzioni abitative alternative adeguate rivolta a coloro che non sono in grado di provvedere a loro stessi».
 

Rom protagonisti negativi, anche in assenza di notizie

rom[tfg_social_share]Protagonisti negativi. Anche in assenza di notizia. Un articolo pubblicato sul quotidiano Il Tempo offre, ancora una volta, un’immagine stereotipata delle comunità rom, contribuendo ad alimentare nell’opinione pubblica un clima di ingiustificato allarmismo sociale.
Lo sottolineano Associazione 21 luglio e Associazione Carta di Roma a proposito del pezzo intitolato «Così i rom assediano la Capitale. Ecco le 100 favelas di Roma» pubblicato l’11 agosto.
«Ad agosto, si sa, le notizie scarseggiano, capita spesso allora di leggere sui giornali articoli su quegli argomenti che, pure in assenza di novità, attirano l’attenzione del lettore. Sarà questa la ragione alla base del titolo che leggiamo oggi sul quotidiano Il Tempo, “Così i rom assediano la Capitale. Ecco le 100 favelas di Roma”? Oppure è la volontà di portare avanti una campagna mediatica martellante che ha per protagonista – in negativo – la comunità rom, anche in mancanza di elementi nuovi sui quali scrivere?», afferma l’Associazione Carta di Roma, nata nel dicembre 2011 per dare attuazione alla Carta di Roma, il protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel 2008.
L’autore del pezzo denuncia che «i nomadi hanno circondato la città» e racconta il suo viaggio tra «i 100 insediamenti abusivi di Roma». Il giornalista apre con il racconto dell’aggressione subita da alcuni presunti rom per aver scattato delle foto e prosegue con il racconto di questo “viaggio” durante il quale guarda in lontananza gli insediamenti. Nessun fatto, nessuna notizia. Nessun accertamento circa gli abitanti di quelle baracche o abitazioni di fortuna.
«I rom vengono ripetutamente connotati come “un’emergenza”, a cui si associa lessico da battaglia per alimentare un clima di allarme sociale – afferma l’Associazione 21 luglio – L’emergenza non viene supportata dai fatti visto che a Roma non c’è stato alcun sensibile incremento di insediamenti informali tale da giustificare allarmismi, ma ci si assesta sui soliti numeri che caratterizzano la capitale ormai da almeno un decennio. Per quanto riguarda le presenze negli insediamenti informali contiamo circa 2.200 persone. Sui 2.866.000 residenti della città questa cifra è pari allo 0,07 % della popolazione di Roma, numeri che da soli sembrano ridimensionare le proporzioni dell’”assedio”».
L’articolo, del resto, si pone in violazione dei principi della Carta di Roma e non fa altro che alimentare i soliti stereotipi, generalizzando e descrivendo esclusivamente condotte antisociali, senza mai approfondire l’argomento: se la notizia è che a Roma ci sono le baraccopoli perché non chiedere a chi le abita come si sta e perché è disposto a vivere in condizioni così precarie? Manca totalmente la voce dei rom, viene negata loro la possibilità di replicare all’accusa di presunto “assedio” della capitale. Se anche l’intento fosse stato di dare, come notizia, il numero di insediamenti informali, questo non è stato fatto, poiché sono più dei 100 dell’articolo, tra i 150 e i 200, da anni».
«Tutto questo – conclude Associazione 21 luglio – alimenta il sospetto che l’unico intento dell’articolo non fosse raccontare fatti, ma descriverli parzialmente con toni allarmistici che non corrispondono alla realtà».

ARTICOLI CORRELATI:

Corso di formazione per attivisti rom e sinti: 2a edizione

Banner-CorsoDa settembre a dicembre 2014, Associazione 21 luglio e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) organizzano la seconda edizione del Corso di formazione per giovani attivisti rom e sinti. Lo scopo principale del Corso, finanziato con l’otto per mille della Chiesa Valdese, è la formazione di giovani rom e sinti che siano attivi e consapevoli, e che possano utilizzare gli strumenti e i meccanismi nazionali, regionali e internazionali per tutelare i loro diritti umani come singoli e quelli delle loro comunità, e lottare contro ogni forma di discriminazione.
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti fa parte del programma dell’Associazione 21 luglio e dell’ERRC per sostenere e promuovere la cittadinanza attiva all’interno delle comunità rom e sinte in Italia.
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