Archivio per anno: 2015

Gestire i conflitti: teoria e pratica con Valentina Erba

Saper gestire situazioni di conflitto non è facile, specie quando si è frequentemente vittima di discriminazione. In questa giornata di formazione, gli attivisti rom e sinti si sono incontrati con Valentina Erba – di Amnesty International – che ha organizzato una lezione alternata da teoria e pratica. I partecipanti si sono calati in personaggi immaginari e hanno simulato situazioni di conflitto, imparando a scavare dentro sé stessi per utilizzare le argomentazioni più appropriate secondo i principi della non-violenza.
“Anche quest’anno ho trovato tanta voglia di partecipazione nei ragazzi”, ha detto Valentina, “e ho percepito una forte volontà di superamento delle dinamiche del conflitto”.

CENTRI DI RACCOLTA S.P.A. I centri di assistenza abitativa per soli rom. I costi a Roma nel 2014 e i percorsi per il loro superamento (maggio 2015)

A un anno dalla pubblicazione del rapporto “Campi Nomadi s.p.a.”, che aveva svelato l’esistenza di un “sistema campi nomadi” nella Capitale, il nuovo rapporto dell’Associazione 21 luglio completa il quadro dimostrando l’esistenza di un “sistema dell’accoglienza per soli rom” che vale 8 milioni di euro e che produce segregazione e violazione dei diritti umani. Il rapporto analizza i costi dei “centri di raccolta rom” nella Capitale e propone sette punti programmatici per il superamento della politica dei “campi”.
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Roma, il sistema dell'accoglienza per soli rom

Otto milioni di euro, una cifra superiore del 30% rispetto allo scorso anno. È quanto ha speso il Comune di Roma nel 2014 per segregare e violare i diritti umani di 242 famiglie rom nei cosiddetti “centri di raccolta rom”, per una spesa annua a famiglia di circa 33 mila euro.
A un anno dalla pubblicazione del rapporto Campi Nomadi s.p.a., che aveva denunciato l’esistenza a Roma di un “sistema campi nomadi” del valore di oltre 24 milioni di euro, l’Associazione 21 luglio ha presentato oggi in Campidoglio il report Centri di Raccolta s.p.a. che completa il quadro dimostrando la presenza di un “sistema dell’accoglienza per soli rom”, parallelo rispetto all’assistenza alloggiativa prevista per i non rom, che continua a muovere denaro dal pubblico al privato senza che nulla cambi per il benessere della città e dei suoi cittadini, rom e non.
Sono intervenuti alla conferenza stampa anche il Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi, l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese, il consigliere di Roma Capitale Riccardo Magi e il professore associato di Sociologia presso l’Università Sciences Po di Parigi Tommaso Vitale.
Nella Capitale vi sono attualmente tre “centri di raccolta” propriamente detti: il Centro di via Salaria, il Best House Rom e il Centro di via Amarilli, campi nomadi di ultima generazione, spazi segregati e privi dei requisiti minimi stabiliti dalla normativa regionale (Legge Regionale 41/2003). Circa 900 persone, di cui la metà minori, vi vivono in situazioni spesso drammatiche, caratterizzate da spazi angusti, mancanza di privacy e condizioni igienico-sanitarie precarie, in uno stato di ricatto morale, abituati – e spesso definitivamente assuefatti – a un sistema perverso che li priva della dignità e di ogni opportunità di inclusione sociale, relegandoli ai margini della città. Ai tre centri si aggiungono quattro strutture (via san Cipirello, via Torre Morena, via Toraldo e l’ex Fiera di Roma) nelle quali risiedono circa 300 rom accolti dopo le proteste seguite agli sgomberi forzati dei loro insediamenti.
Per i sette centri l’Amministrazione di Roma Capitale ha speso nel 2014 8.053.544 euro, il 29,8% in più rispetto a quanto stanziato l’anno precedente per i centri di raccolta (6.202.869 euro). Della spesa totale impiegata nel 2014, il 90,6% è stato utilizzato per la sola gestione dei centri; il 4% per sicurezza e vigilanza; il 5,4% per la scolarizzazione, mentre nulla è stato destinato all’inclusione sociale dei rom.
Per la quasi totalità, i fondi sono stati assegnati a enti e cooperative tramite affidamento diretto e senza bando pubblico. Al solo Consorzio Casa della Solidarietà, operante nei centri di via Salaria, via Amarilli, via di Torre Morena e nella ex Fiera di Roma, è andato il 49,2% delle risorse comunali (poco meno di 4 milioni di euro), seguito da Cooperativa Inopera, attiva nel Best House Rom, che ha ricevuto più di 2,5 milioni di euro (pari al 32% del totale).
Tra i centri più esosi per le casse comunali primeggia il Best House Rom – «un mostro che deve essere chiuso», come lo ha definito l’assessore Danese lo scorso 26 gennaio – costato quasi 2,8 milioni di euro nel 2014, cifra più che doppia rispetto al 2013 (+122%), pari a circa 39 mila euro all’anno per una singola famiglia. Il centro, situato in via Visso 14, risulta privo di finestre e punti luce per il passaggio di aria e luce naturale, e presenta stanze in media di 12mq ciascuna, dove vivono mediamente cinque persone. Gli altri due grandi centri di raccolta rom – via Salaria e via Amarilli – sono costati invece rispettivamente circa 2 e 1,4 milioni di euro (-23% e -1% rispetto al 2013). Per mantenere una famiglia rom nel centro di via Salaria il Comune di Roma, dal 2009, da quando cioè la struttura è nata, ha speso 231.970 euro, mentre nel centro di via Amarilli il costo annuo a famiglia, nel 2014, ammonta a 69.723 euro, pari a più di 341 mila euro a famiglia dalla nascita del centro, nel 2010.
«La gestione economica dei centri di raccolta rom rappresenta la cartina di tornasole delle politiche sociali rivolte negli ultimi anni ai rom e ai sinti della Capitale: il centro è concepito per far restare le persone accolte il più a lungo possibile, nessuna risorsa è utilizzata per la fuoriuscita attraverso percorsi virtuosi di inclusione lavorativa e abitativa», afferma il presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla.
«Utilizzando la metafora del “Patto, si potrebbe dire che il sistema è garantito da una sorta di accordo implicito e consolidato nel tempo che potremmo chiamare “Patto dell’Invisibilità” e che si fonda su tre parole chiave: Assistenza, Invisibilità, Profitto – prosegue Stasolla -. Nel “patto” non scritto l’Amministrazione comunale garantirebbe un mero assistenzialismo all’interno delle strutture; la famiglia rom, in cambio di un alloggio sotto-standard, assicurerebbe all’Amministrazione una sorta di invisibilità che si traduce anzitutto nella mancata rivendicazione dei propri diritti; l’ente gestore sarebbe lautamente pagato per garantire l’osservanza del “patto”».
Secondo l’Associazione 21 luglio, Roma ha oggi più che mai il dovere e l’opportunità concreta di cambiare pagina rispetto alle politiche fallimentari e dispendiose che hanno caratterizzato l’operato delle varie Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni, a partire da una rigorosa e non più rimandabile programmazione di una politica efficace di superamento dei campi rom. In quest’ottica, il rapporto Centri di raccolta s.p.a. si conclude con una lista di sette principi programmatici per costruire nuovi interventi in favore dei rom a Roma, a cura del prof. Tommaso Vitale.
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Per essere attivisti… anche online

Gli attivisti sono entrati più che mai nel vivo della formazione. Per affrontare le questioni della comunicazione on-line si sono confrontati con Donata Columbro, giornalista e digital strategist.
Tutti i partecipanti si sono dimostrati estremamente coinvolti, desiderosi di apprendere nuovi strumenti per raccontare sé stessi e la propria cultura. Hanno acquisito nuove conoscenze e consapevolezza, ragionando sulle grandi potenzialità del web e dei social network ma anche sulle trappole e le imprecisioni in cui si può incorrere.
«A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità», ha spiegato Donata Columbro, «per questo motivo è fondamentale, soprattutto per un attivista, verificare sempre le fonti e i contenuti da condividere».

Dal diritto all'alloggio agli sgomberi forzati

Si comincia un’altra giornata di formazione del Corso di formazione per attivisti rom e sinti con un riassunto delle puntate precedenti. Gli attivisti espongono al docente di questo incontro – Enrico Guida dell’Associazione 21 luglio – le principali nozioni apprese in questi giorni sui diritti umani, quando vengono rispettati e quando negati.
Gli argomenti all’ordine del giorno coinvolgono i partecipanti molto da vicino: il diritto all’alloggio e il problema degli sgomberi forzati, perpetuati in Italia dalla maggior parte delle istituzioni locali soprattutto nei confronti delle popolazioni rom. “È importante formare gli attivisti perché siano in grado di agire in maniera preparata in situazioni critiche di questo tipo”, ha spiegato Enrico Guida, “ma soprattutto perché sappiano realizzare strategie di prevenzione agli abusi e alle discriminazioni”.

Racconti rom dalla Spagna: evento al Cervantes di Roma

Giovedì 7 maggio alle ore 18.30, in piazza Navona 91, Roma, l’Instituto Cervantes di Roma invita all’evento “Racconti Rromane. Le radici del popolo rom” con Manuel Cortés e Sebastián Porras. L’evento è organizzato in collaborazione con Fundación Pere Closa The Nando Peretti Fundation, con il patrocinio dell’Associazione 21 luglio.
Cuentos Rromane è un progetto per la diffusione di racconti popolari rom. In ogni sessione due cuentacuentos accompagnano la narrazione e la messa in scena di due racconti con la musica della chitarra spagnola e introducono alcuni concetti in lingua rom. Si tratta di uno spettacolo che ha come finalità la diffusione e il rispetto della cultura rom attraverso alcuni degli aspetti meno conosciuti come possono essere i racconti popolari.
Uomini e donne rom sono infatti parte della società spagnola da quasi sei secoli. I rom e i non rom spagnoli hanno condiviso momenti di sofferenza e momenti di felicità. Entrambe le culture si sono talmente influenzate vicendevolmente che risulta difficile separare l’una dell’altra.
Le lingue impiegate durante l’evento saranno lo spagnolo e il romanì.

A lezione di diritti umani

Tanto impegno e partecipazione sono stati gli ingredienti di questa nuova giornata di formazione dedicata ai diritti umani. Cosa sono i diritti? Qual è il modo migliore per reagire quando vengono violati? Le ragazze e i ragazzi del corso di formazione per rom e sinti si sono messi in gioco in prima persona, raccontando storie di ingiustizie e vita vissuta che per alcuni non è stato facile ricordare.
Alla guida dell’incontro formativo c’erano Chiara Paganuzzi, Rosi Mangiacavallo e Nicole Garbin di ERRC (il Centro Europeo per i Diritti dei Rom). La giornata è trascorsa tra spiegazioni più teoriche e attività pratiche, giochi e confronto delle esperienze personali.
«Ho avuto un’ottima impressione di tutti i partecipanti – ha commentato Rosi Mangiacavallo, una delle tre docenti – il gruppo è coeso e c’è tanta voglia di conoscere e di conoscersi».

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Premio Ricerca Associazione 21 luglio Onlus

NORME GENERALI

1. L’Associazione 21 luglio Onlus, al fine di acquisire e diffondere informazioni e strumenti utili a sostenere e promuovere strategie di inclusione rivolte alle comunità rom e sinte in Italia, indice il Bando di Concorso “Premio Ricerca Associazione 21 luglio Onlus”.
2. Il Bando di Concorso riguarda esclusivamente:
– Tesi di Dottorato di Ricerca discusse negli anni accademici 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015
3. Le tesi dottorali dovranno offrire contributi originali alla conoscenza delle condizioni di vita delle comunità rom e sinte in Italia con un approfondimento dei temi riguardanti i diritti umani e le best practices realizzate in ambito educativo, abitativo, lavorativo o sanitario dalle Amministrazioni locali, regionali e nazionali. Le tesi dovranno costituire documentazione utile per promuovere azioni di advocacy e campagne volte all’inclusione delle comunità rom e sinte in Italia.
4. Il Concorso prevede il seguente premio: 1° Classificato Tesi di Dottorato di Ricerca: Euro 300,00 e pubblicazione della tesi in 150 copie con presentazione del lavoro in un evento pubblico organizzato a Roma dall’Associazione 21 luglio Onlus.
Il premio si intende espresso al netto delle imposte e delle trattenute di legge.
La Commissione si riserva la facoltà di non eleggere alcun vincitore, nel caso di inadeguatezza di tutte le tesi presentate. Questa valutazione è al pari insindacabile e inappellabile.
5. La Commissione esaminatrice, composta da almeno 3 persone, sarà nominata dal presidente dell’Associazione 21 luglio Onlus ed è presieduta dal presidente stesso o da un suo delegato. La Commissione giudica inappellabilmente sull’ammissibilità delle tesi e assegna i premi tenendo conto dell’originalità del contenuto, del rigore metodologico, della chiarezza ed efficacia espositiva, oltre che dell’impatto che i contenuti delle tesi potranno avere nel lavoro di advocacy.
6. La partecipazione al Concorso comporta l’accettazione incondizionata del presente bando.
7. Per quanto qui non espressamente previsto, il Concorso deve ritenersi disciplinato dalle norme del Codice Civile.
8. Il Concorso, in particolare, non è soggetto alla disciplina del D.P.R. 430/2001 relativo al regolamento concernente la disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, avendo ad oggetto la produzione di un’opera scientifica per la quale il conferimento del premio rappresenta un riconoscimento del merito personale; di conseguenza opera la fattispecie di esclusione di cui all’art. 6 comma 1 lettera a) del D.P.R. 430/2001.
9. Ogni partecipante è responsabile del contenuto del proprio testo e garantisce di essere l’autore della produzione e di essere titolare, salvo l’indicazione espressa delle citazioni, di tutti i diritti di utilizzazione e sfruttamento relativi al testo stesso invitato per il concorso scientifico.
10. Coloro che parteciperanno al Concorso acconsentono al trattamento dei dati personali da parte dell’Associazione 21 luglio Onlus e della Commissione esaminatrice. I dati anagrafici rilasciati all’atto della partecipazione saranno trattati anche attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici a norma del D. Lgs 196/2003; rilasciando i propri dati, i partecipanti autorizzano la pubblicazione del proprio nome e cognome dagli stessi indicati all’atto dell’iscrizione negli spazi che il promotore dedicherà al Concorso.
NORME PARTICOLARI

1. La domanda di partecipazione, contenente i dati anagrafici, il codice fiscale, il recapito postale e telefonico ed eventuale indirizzo e-mail del concorrente, nonché la documentazione di cui al comma seguente, dovrà pervenire entro il 30 settembre 2015 al seguente indirizzo: Associazione 21 luglio Onlus, Via Valle Borbera, 25 – 00141 Roma
2. La documentazione richiesta per la partecipazione al Concorso è la seguente:
– N. 2 elaborati presentati in sede di esame di laurea con il timbro della Facoltà e la firma del relatore;
– Dichiarazione, rilasciata dalle competenti autorità accademiche, attestante il giorno, il mese e l’anno in cui l’esame di laurea si è svolto e il voto conseguito;
– Sintesi relazionale riassuntiva dell’argomento discusso (al massimo 4 cartelle dattiloscritte)
– Elaborato in supporto magnetico
3. Entro il 30 gennaio 2016 la Commissione renderà noti agli ammessi al Concorso la graduatoria finale, la data ed il luogo della cerimonia di consegna del premio e della realizzazione dell’evento di presentazione.
4. Gli elaborati potranno essere ritirati dai concorrenti entro due mesi dalla comunicazione scritta dell’esito del Concorso presso la segreteria dell’Associazione 21 luglio Onlus.
CRITERI DI VALUTAZIONE

– Originalità del tema affrontato e della trattazione
– Risvolti applicativi e loro concretezza nelle azioni di advocacy
– Completezza ed esaustività dell’argomentazione
Per maggiori informazioni scrivere a premioricerca@21luglio.org o contattare l’Associazione 21 luglio ai numeri: 06 64815620 – 329 8697929

Il prof. Vitale e gli stereotipi sui rom

Si è conclusa la prima giornata del corso di formazione per attivisti rom e sinti, giunto quest’anno alla sua terza edizione.
Il primo docente a dare il benvenuto ai ragazzi è stato Tommaso Vitale – professore associato di Sociologia presso Sciences Po, Centre d’Etudes Europennes, Parigi – che si è soffermato sul tema degli stereotipi razzisti. Ha spiegato come modelli generalizzati possono sfociare nella discriminazione anche quando si ragiona seguendo un’ottica paternalista e assistenzialista, ha discusso del concetto di razzismo istituzionale focalizzando le riflessioni dei partecipanti sulla necessità di abbattere gli stereotipi e i pregiudizi costruiti intorno ai rom e ai sinti, anche quando all’apparenza sembrano restituire un’immagine positiva.
«Grazie al confronto con questi ragazzi ho imparato molto anche io – ha confidato Tommaso Vitale -sarà molto utile per i miei studi e le ricerche future».

Per maggiori informazioni sul Corso per attivisti rom e sinti, organizzato da Associazione 21 luglio, Amnesty International – Sezione Italiana e dal Centro Europeo dei Diritti dei Rom clicca qui.

RAPPORTO ANNUALE 2014

In occasione della Giornata Internazionale dei rom e dei sinti, l’8 aprile 2015 l’Associazione 21 luglio ha presentato il “Rapporto Annuale 2014”, il primo rapporto nazionale sulla condizione dei rom e dei sinti in Italia che indaga sull’anno passato per individuare la trama che ha intessuto le politiche attuate nel nostro Paese nei confronti di tali comunità.
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