Archivio per anno: 2019

Lo “zingaro” che ruba i bambini, dal racconto di Cervantes all’ “angelo biondo”

“Fai il buono, altrimenti viene lo zingaro e ti porta via”. Una frase nota nel linguaggio comune e di frequente utilizzo che incarna uno stereotipo antico e fiabesco. Basta fare un passo indietro, tornare agli inizi del XVII secolo e ricordare la storia raccontata da Miguel Cervantes. Nel suo libro “La piccola zingara”, lo scrittore spagnolo descrive la storia di una eroina che rubava i bambini.

Nel corso della storia altre circostanze hanno tramandato e accresciuto la credenza secondo cui “i rom rubano i bambini”. Per raggiungere più velocemente i giorni nostri, basta guardare all’anno 2013 e alla storia dell’ “angelo biondo”: una bimba che si disse essere stata rapita e portata in un campo Rom in Grecia, e che si rivelò essere una bambina romni di origini bulgare, della stessa famiglia di uno degli abitanti dell’insediamento in questione.

E ancora all’ottobre del 2014 quando in Irlanda, una bambina rom di sette anni e un bambino rom di due furono sottratti ai genitori perché avevano i capelli biondi e gli occhi azzurri: le autorità locali pensarono che i bambini fossero stati rubati. Furono gli esami del DNA a confermare che entrambi erano figli delle famiglie a cui erano stati sottratti. Isteria collettiva, commenti razzisti e una serie di false denunce di bambini rubati dai rom furono la conseguenza più eclatante.
Come riporta un articolo del settimanale Internazionale del maggio 2015, la ricercatrice Sabrina Tosi Cambini nel libro “La zingara rapitrice” ha analizzato gli archivi dell’Ansa dal 1986 al 2007 e ha preso in considerazione le decine di notizie in cui si denunciavano presunti rapimenti e scomparse di bambini a opera dei rom. Lo studio ha analizzato trenta casi di presunti rapimenti e ha verificato che nessuno di questi casi si è dimostrato vero dopo le indagini della polizia e della magistratura.

Durante lo scorso mese di marzo (2019) in soli 3 giorni si sono registrati 22 attacchi violenti nei confronti di rom nella banlieu parigina. La violenza, incendio di baracche e edifici occupati, è stata provocata da una notizia che ha iniziato a circolare sui social network secondo cui alcuni rom, alla guida di un furgoncino bianco in circolazione tra Nanterre e Colombes, rubavano bambini. Gli attacchi contro i Rom sono stati provati da una diceria razzista “riportata da oltre 16 milioni di messaggi contenenti incitazioni all’odio e all’omicidio nei social network”, come sottolinea l’associazione La voix des Rroms e come riporta Tommaso Vitale professore a Sciences Po, CEE, USPC su “The Conversation”.

“Se alcuni stereotipi si esauriscono con l’andare degli anni, altri che pur pensavamo essere ormai superati, riappaiono e si diffondono nuovamente a seconda dei contesti e delle relazioni specifiche fra i Rom e le società locali in cui sono presenti. Una volta mobilitati, questi stereotipi esercitano una influenza profonda sugli immaginari e sulle rappresentazioni, sebbene l’intensità dei pregiudizi dipenda comunque dal livello di istruzione delle persone – scrive Tommaso Vitale su “The Conversation” – In Francia, il livello generale di ostilità contro i Rom, i Manouches e quanti sono generalmente chiamati “Tziganes” è certamente diminuito nel corso degli ultimi cinque anni, sebbene più della metà della società francese continui a pensare che i Rom non vogliano integrarsi in Francia. E quasi il 67% della popolazione ritiene sia un gruppo separato dal resto della società”.

I complimenti della Commissione europea al progetto “TOY for Inclusion”

Il progetto dal titolo “TOY for Inclusion” è stato evidenziato e presentato nella newsletter pubblicata dalla DG Giustizia (Programma sulla parità dei diritti e la cittadinanza) della Commissione Europea. “TOY for Inclusion, avviato nel 2017 e cofinanziato dal programma REC, ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento europeo. Desideriamo congratularci con il coordinatore e con tutti i partner per i risultati raggiunti e cogliere l’occasione per condividere con voi le attività e i principali risultati del progetto” si legge nella newsletter inviata.

“Risposta innovativa alla discriminazione contro le comunità rom”

Minuziosa e dettagliata la descrizione riservata al progetto che si sviluppa in diversi Paesi europei. “Il progetto mira a migliorare l’esperienza di transizione scolastica dei bambini Rom attraverso una risposta innovativa alla discriminazione contro le comunità Rom – si legge ancora – Istituisce centri di gioco per l’educazione e la cura della prima infanzia, dove si costruiscono relazioni tra i bambini piccoli rom e non rom e le loro famiglie, e dove l’interazione è sostenuta in spazi di gioco sicuri per tutte le generazioni – inoltre – I centri di gioco sono il risultato della cooperazione tra i servizi per la prima infanzia, che valutano congiuntamente le esigenze dei bambini e delle famiglie locali e collaborano con loro per progettare le attività offerte.

Otto Play Hub in Europa

Finora il progetto ha creato otto Play Hub per bambini piccoli in sette paesi dell’UE (Belgio, Croazia, Ungheria, Italia, Lettonia, Slovenia e Slovacchia) e i risultati sono stati straordinari. E’ stata messa in discussione l’idea che l’erogazione dei servizi ECEC è possibile solo in un ambiente formale, è stata costruita la fiducia tra famiglie e comunità di diversa provenienza, alle famiglie vulnerabili è stato concesso un maggiore accesso ai servizi nei primi anni di vita, tutte le generazioni hanno interagito e imparato insieme. Inoltre è stato messo a disposizione un importante spazio comunitario sicuro per la cooperazione inter-agenzia tra i servizi dei primi anni di vita.

Il premio europeo ai centri di gioco

I centri di gioco hanno ricevuto un premio europeo come miglior “ambiente di apprendimento inclusivo” (LLL Awards 2018). Un’altra buona notizia è che TOY for Inclusion riceverà nuovi finanziamenti dal programma Erasmus+ (KA3). La nuova sovvenzione (per il 2019-2021) sarà utilizzata per aprire un altro centro in ciascuno dei paesi attuali e per introdurre questa buona pratica in Turchia.

Nella periferia parigina 22 attacchi contro i rom in soli 3 giorni

Giorni e notti di violenza smisurata e incontrollata nella periferia parigina: 22 attacchi razzisti nel mese di marzo, in soli tre giorni. Colpi di arma da fuoco, incendi, minacce, aggressioni, pestaggi da parte di singoli come di gruppi sempre nei confronti di rom di qualsiasi età e genere.

Parigi: 22 attacchi in 3 giorni

Tra il 25 e il 28 marzo gli attacchi sono stati 22, altri 3 sono stati registrati nella settimana successiva. Tutti sono stati compiuti in seguito a messaggi sui social networks relativi a presunti rapimenti di bambini da parte di rom che guidavano un furgoncino bianco. Gli argomenti invocati nel corso dei primi processi in direttissima contro alcuni degli aggressori rimandano tutti al presunto rapimento di bambini e al presunto traffico d’organi. A registrare gli episodi di violenza è stata la rete di associazioni per i diritti umani “RomEurope”.

Altri attacchi razzisti nel 2019

Altre aggressioni e attacchi razzisti erano già stati commessi nel 2019, soprattutto nel dipartimento dell’Essonne, a sud di Parigi. Ma in queste ultime settimane si sono intensificati in maniera drammatica. La maggior parte dei commentatori, anche autorevoli, tra cui Edgard Morin e Michel Wieviorka si sono giustamente dedicati a denunciare la violenza razzista, a chiedere un intervento più consistente delle forze dell’ordine e delle istituzioni politiche per proteggere l’incolumità dei Rom.

di Tommaso Vitale, professore a Sciences Po, CEE, USPC per “The Conversation”

Rapporto annuale 2018 “I margini del margine”

Associazione 21 luglio Onlus ha presentato nella mattina di lunedì il rapporto annuale dal titolo “I margini del margine”. L’evento si è svolto presso la Sala Atti Parlamentari Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”. Una tavola rotonda che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti istituzionali di Amministrazioni italiane che nel 2018 hanno intrapreso percorsi virtuosi […]

Dona il tuo 5xmille ad Associazione 21 luglio

Destina il tuo 5Xmille all’Associazione 21 luglio: così facendo restituirai voce a migliaia di individui – donne, uomini e minori – vittime di discriminazioni e segregazioni nel nostro Paese.

Devolvere il tuo 5Xmille alla nostra associazione è facile, basta firmare e inserire il codice: 97598580583. E non ha nessun costo per te! Il 5Xmille difatti non è una tassa aggiuntiva, ma una parte delle tue tasse che in caso di mancata scelta andrebbe comunque allo Stato.

Come devolvere il 5Xmille all’Associazione 21 luglio

Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico) troverai un riquadro per il 5Xmille.
Ti basterà:

• apporre la tua firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”;
• indicare nel riquadro il codice fiscale dell’Associazione 21 luglio: 97598580583.

Anche se non sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi, puoi scegliere di devolvere il 5Xmille all’Associazione 21 luglio. In questo caso dovrai:

• compilare la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro “Sostegno del volontariato…” e indicando il codice fiscale dell’Associazione 21 luglio: 97598580583;
• inserire la scheda in una busta chiusa;
• scrivere su di essa “Destinazione 5Xmille IRPEF” insieme a nome, cognome e codice fiscale e anno a cui la certificazione si riferisce;
• consegnarla a un ufficio postale (che la riceverà gratuitamente) oppure a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF o commercialista).

Come utilizzeremo il tuo 5Xmille

L’Associazione 21 luglio non accetta fondi da enti pubblici, ma lavora grazie al sostegno proveniente da privati. Questa scelta ci consente di portare avanti tutte le nostre attività, rimanendo indipendenti. Ed è perciò di vitale importanza il tuo sostegno!

Il tuo 5Xmille ci aiuterà a sostenere il nostro impegno affinché le persone che subiscono indiscriminatamente violazioni dei loro diritti umani possano in prima persona scendere in campo per reclamare i loro diritti di esseri umani e chiedere un cambio di rotta nelle politiche che li riguardano da vicino.

Inoltre ci permetterà di abbattere le barriere dell’esclusione e della marginalità attraverso una modalità ludica d’educazione. Con il tuo 5Xmille ci darai infatti la possibilità di proseguire con il progetto “Danzare la vita”. Un progetto destinato ad alcune classi di bambini rom e non rom negli istituti scolastici della Capitale.

Open Day al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca

Il 6 aprile il Polo ex Fienile apre le sue porte: una giornata di eventi, presentazioni, spettacoli e ricchi aperitivi. Un prezioso momento per conoscerci meglio, incontrarsi ed intraprendere un percorso insieme, con una grande varietà di attività e giochi per adulti e bambini. Vi aspettiamo a Tor Bella Monaca, in largo Ferruccio Mengaroni, 29.

Ore 11:00
L’abbraccio del Polo – Colazione per i piccoli e apertura dell’Angolo delle narrazioni e dello Spazio baby

Ore 12:00
Il Polo racconta LAPEritivo col prof. – Raccolta di interviste sulla vita nel quartiere

Ore 15:00
PoloPERforma – Training di arti performative a porte aperte

Ore 16:30
Il Polo è chi il Polo lo vive – Presentazione del Polo e delle sue attività

Ore 17:30
Il Polo jacobino – all’Interno della Scuola di Politica “Confini al centro”, presentazione della rivista Jacobin Italia

Vi aspettiamo numerosi!

“I margini del margine”, l’8 aprile verrà presentato il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio

“I margini del margine”: è questo il titolo del rapporto 2018 di Associazione 21 luglio che verrà presentato presso il Senato l’8 aprile, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. Lo studio analizza la condizione di segregazione abitativa in cui vivono circa 25mila individui rom e sinti, uno status dove i ghetti etnici denominati “campi nomadi” e gli sgomberi forzati ne sono l’espressione più discriminante.

La panoramica italiana con un focus sulla città di Roma

Gli abitanti ai “margini”, nell’immaginario collettivo, costituiscono il topos di una cittadinanza imperfetta e avulsa dal tessuto urbano. La ricerca di Associazione 21 luglio, pone al centro la panoramica italiana con un focus sulla città di Roma, senza dimenticare gli annunci relativi alla “politica dei campi” tra chiusure e superamenti e tenendo bene a mente come, questa discriminazione, abbia tra le conseguenze l’origine di attacchi violenti e discorsi d’odio.

Presentazione 8 aprile al Senato

Lunedì 8 aprile, Associazione 21 luglio presenta il rapporto presso la Sala degli Atti Parlamentari Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” alle ore 11. Oltre agli autori della ricerca, interverranno in una Tavola rotonda i rappresentanti di alcune Amministrazioni che nel 2018 hanno intrapreso percorsi virtuosi di “superamento dei campi rom”: Silvia Di Crescenzo, assessora alle politiche sociali del Comune di Moncalieri, Camilla Sanquerin, assessora alle politiche sociali del Comune di Sesto Fiorentino, Laura Nocillo, responsabile unità “Casa dei Diritti”, Comune di Palermo. Concluderà l’appuntamento, Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Conferenza stampa alla Camera

A seguire, nel pomeriggio dello stesso giorno, Associazione 21 luglio, organizza con Amnesty International Italia una conferenza stampa che si terrà alle ore 14.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione, 4.

Per informazioni e accrediti scrivere a stampa@21luglio.org. I giornalisti possono accreditarsi inviando un fax al numero 0667062947.

Delegati europei in visita alla Biblioteca del giocattolo di Tor Bella Monaca

Un appuntamento importante quello che si è svolto giovedì a Tor Bella Monaca: in occasione del meeting internazionale TOY for Inclusion, che ha visto undici Paesi Europei incontrarsi nel cuore della periferia di Roma, alcuni rappresentanti hanno visitato la Biblioteca del giocattolo presso la scuola “Via San Biagio Platani”, inserita all’interno del progetto “Tor Bell’Infanzia”. Gli insegnanti e i referenti dell’attività hanno mostrato a una delegazione proveniente dalla Croazia, Slovenia, Turchia, Olanda, Lettonia e Ungheria gli spazi dedicati ai bambini.

Condivisione di esperienze nell’ambito delle Play Hub

La biblioteca del giocattolo è ispirata all’approccio TOY for Inclusion: un approccio inclusivo che rafforza il legame tra servizi formali e informali. In questo senso la biblioteca del giocattolo ne rappresenta la più alta espressione sul campo pratico: all’interno di una scuola, infatti, questo tipo di azione ha la capacità di sostenere il benessere degli adulti e dei bambini attraverso il gioco, le attività intergenerazionali e i momenti informali tra i soggetti coinvolti. I delegati europei hanno condiviso con gli insegnanti e i referenti del progetto, le esperienze dei loro paesi di provenienza nell’ambito delle Play Hub aperte lo scorso anno.

TOY for Inclusion 2 riparte da Roma: 11 associazioni europee si incontrano all’ex Fienile di Tor Bella Monaca

La seconda fase del progetto “Toy for Inclusion” riparte da Roma. Una due giorni di incontri presso i locali del Polo di sviluppo educativo e culturale Ex Fienile di Tor Bella Monaca tra 11 partner provenienti da tutta Europa. Il meeting, che si svolgerà nelle giornate di martedì e mercoledì ha l’obiettivo di organizzare “TOY to Share, Play to Care”, un nuovo periodo di attività in cui i partner del progetto continueranno il lavoro delle Play Hub già avviate con l’apertura di nuove realtà.

Turchia e Olanda entrano nella famiglia delle Play Hub di TOY for Inclusion

Entrano in famiglia due nuove realtà: “Salvation Army” (Olanda) e “Akfromed” (Turchia) che per la prima volta apriranno nei loro paesi di provenienza due Play Hub. Non solo, anche Dublin City University si aggiunge a “TOY for Inclusion” per la valutazione dell’impatto che il progetto ha sulle comunità coinvolte.

Associazione 21 luglio: nuovi traguardi da raggiungere

“Siamo felici di accogliere a Roma questo importante appuntamento – ha spiegato Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio) responsabile per l’Italia di TOY for Inclusion – i risultati raggiunti nella prima fase del progetto ci spingono ad intraprendere con entusiasmo e impegno le nuove attività con l’obiettivo di avvicinare un numero sempre maggiore di famiglie e bambini”.

Co-finanziatore del progetto è Open Society Foundation che in Italia farà visita alle due Play Hub di Roma e Mazara del Vallo.

“Il sogno europeo, da Ventotene a Brexit” con Emma Bonino e Andrea Palladino

“Il sogno europeo, da Ventotene a Brexit”. È questo il titolo della sesta lezione di Scuola di politica “Confini al Centro” avviata nell’ottobre dello scorso anno al Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca. Ad animare il dibattito e la riflessione saranno due ospiti d’eccezione: la senatrice Emma Bonino, già Commissario europeo, e Andrea Palladino giornalista e autore di “Europa identitaria”.

Scuola di politica “Confini al Centro”

Dopo il successo dell’ultima lezione dal titolo “Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza” con Chiara Favilli, tra i massimi esperti del diritto dell’Unione Europea presenti oggi in Italia e Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, continua l’impegno di Scuola di politica “Confini al Centro” per creare occasioni di crescita e di dibattito a Tor Bella Monaca, nel cuore della periferia.

Giovedì 7 marzo alle ore 17.30

A meno di tre mesi dall’appuntamento elettorale per la composizione del nuovo governo europeo, Associazione 21 luglio e Università Tor Vergata organizzano un’occasione di incontro necessaria ad acquisire concetti e criticità rispetto a contenuti quanto mai attuali. Giovedì 7 marzo, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, gli studenti della scuola e quanti vorranno intervenire, potranno assistere ad una lezione sull’Europa aperta alla cittadinanza.

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