Archivio per anno: 2017

Sgomberi forzati

Roma, superato ieri il numero di sgomberi forzati di tutto il 2016

Lunedì mattina (23 ottobre) presso via di Torre Spaccata si è consumato a Roma lo sgombero forzato numero 29 dall’inizio del 2017 nei confronti di un insediamento informale abitato da circa 20 persone di cui almeno un minore.
Con quella di ieri si è superato il totale di operazioni effettuate dalle forze dell’ordine in tutto il 2016, stimando il coinvolgimento di 363 persone e un costo totale di 455.565 euro che equivale a una spesa pro-capite di 1255 euro. Già in estate Associazione 21 luglio aveva espresso la propria preoccupazione pubblicando un brief dal titolo significativo, “il ritorno delle ruspe”, in cui denunciava un incremento degli sgomberi forzati pari al 133% negli ultimi otto mesi (1° novembre 2017 – 30 giugno 2017) rispetto agli otto precedenti.
Gli sgomberi forzati violano i trattati internazionali sui diritti umani che riconoscono il diritto a un alloggio adeguato tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. Quest’ultimo ha specificato che gli sgomberi possono essere effettuati esclusivamente come ultima risorsa, dopo aver esaurito tutte le altre possibili alternative, e solamente quando vengano predisposte delle appropriate garanzie procedurali quali: a) una genuina ed effettiva consultazione con gli interessati; b) la previsione e l’accesso a vie di ricorso legale e la possibilità di ottenere una compensazione adeguata per la perdita dei beni privati; c) un preavviso congruo e ragionevole riguardo l’operazione e le informazioni adeguate sulle modalità dell’operazione; d) la presenza di rappresentanti istituzionali e la possibilità di identificare tutti coloro che conducono lo sgombero; e) il divieto di condurre lo sgombero durante le ore notturne o in condizioni meteorologiche avverse; f) la predisposizione di soluzioni alternative adeguate per coloro che non sono in grado di provvedere a loro stessi; g) il divieto di rendere senza tetto le persone interessate dallo sgombero né di renderle vulnerabili a ulteriori violazioni dei diritti umani.
Nell’esprimere la propria preoccupazione di fronte alla netta intensificazione delle operazioni di sgombero forzato a Roma Associazione 21 luglio ribadisce la necessità di abbandonare l’approccio sicuritario in favore di politiche sociali inclusive, anche per quanti vivono negli insediamenti informali della Capitale.

home visiting

Home visiting – A Tor Bella Monaca una pratica di successo per madri in difficoltà

A partire da gennaio 2017 Associazione 21 luglio ha attivato un servizio di home visiting nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma. Svolto in collaborazione con il Municipio VI che ne supervisiona l’andamento e collabora all’individuazione dei casi da seguire, l’home visiting fa parte di una delle attività avviate all’interno del progetto Bambini al Centro e consiste di una serie di visite domiciliari presso le abitazioni di famiglie (soprattutto giovani madri incinte o con bambini da 0 a 3 anni) considerate vulnerabili sia dal punto di vista sociale sia economico.
Il principale obiettivo è il rafforzamento delle competenze genitoriali di accudimento dei propri figli con una particolare attenzione allo stato di salute dei bambini che si trovano nei primi mille giorni di vita, un periodo considerato cruciale per un sano sviluppo del bambino.
«Il servizio per ora si sta svolgendo in maniera molto positiva – ha raccontato Francesca di Associazione 21 luglio – e abbiamo notato, nei casi che stiamo seguendo, una graduale acquisizione di autonomia nella capacità di orientarsi per accedere e usufruire dei principali servizi territoriali».
** Tutte le azioni del progetto sono implementate in partenariato con Associazione culturale El “Che”ntroAssociazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia teatrale “Sandro Gindro”Terra! OnlusInternational Step by Step Association (ISSA)Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’Università di Tor VergataMunicipio VI di Roma Capitale.
“Bambini al centro” è sostenuto da Compagnia di San PaoloFondazione Cariplo e Fondazione con il sud nell’ambito del bando “Infanzia, prima”.
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Lost & Found

Lost & Found, storie di migranti in viaggio verso l'Europa

Se dovessi abbandonare la tua casa, cosa porteresti con te? E se perdessi uno dei tuoi beni durante il viaggio? Lost & Found parte da queste domande per sviluppare un progetto. È un documentario in progress sugli oggetti smarriti dai migranti durante il loro viaggio attraverso le frontiere Europee. Ma soprattutto, è una ricerca delle loro testimonianze, delle storie che ognuno di loro porta con sé nel lungo viaggio verso la speranza di un futuro migliore.
Spesso le lettere, i documenti o i giocattoli persi lungo la strada, sono l’unica traccia che resta dei percorsi e delle vite di queste persone. Attraverso il progetto e l’elaborazione del documentario verranno ricostruite storie di uomini, donne e bambini in cammino, nel tentativo di riportare loro quegli oggetti perduti.
E con il contributo di tutti, il blog di Lost and Found può diventare anche un ufficio di oggetti smarriti virtuale, per riconsegnare a queste persone i loro beni.
Lost & Found è un progetto di Associazione 21 luglio – ideato da Christine Pawlata e Erika Tasini, sviluppato da Future Docs e supportato da Advocate-Europe e costituisce il passo più deciso dell’organizzazione verso l’allargamento della propria mission, quella di supportare gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e di discriminazione, tutelandone i diritti umani e promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini.

Poster razzista Forza Nuova

Racist poster by Italian far-right party: open letter to Italian government members

Open letter to: Paolo Gentiloni, Italian Prime Minister, Andrea Orlando, Minister of Justice, Marco Minniti, Minister of the Interior, Maria Elena Boschi, Undersecretary of State, Minister for Equal Opportunities, Pietro Grasso President of the Senate, Laura Boldrini, President of the Chamber of Deputies, Dr. Giuseppe Pignatone, Rome Prosecutor.
Brussels, 17th October 2017,
Honourable Ministers,
We, the undersigned, are writing to express our deep concern regarding a poster circulated by Forza Nuova which fuels xenophobic and Afrophobic violence. The poster amounts to clear incitement to violence, racial hatred, as well as glorification of fascism. We urge you to support appropriate criminal procedures against the party leadership and to sanction racist and xenophobic rhetoric and imagery in the future.
The poster incites to racial hatred by picturing a stereotyped image of a Black man abusing a White woman. The text – that reads ‘protect her from the invaders. It could be your mother wife, sister, daughter’- is an incitement to violence. It impinges directly on the rights of People of African descent, as well as migrants and people perceived as such. The poster is in breach of both Italian Act 205 of 25 June 1993 (Mancino Act) [1] and of the EU Framework Decision on combating racism and xenophobia by means of criminal law. [2]
Furthermore, the imagery directly reproduces fascist propaganda and amounts to instigation to and condoning of a crime against humanity, which is in violation of the EU Framework Decision on racism and Xenophobia [3] and of Italian law [4], when the latter provides also for the possibility of disbanding groups founded on fascist ideology. This is not the first time that Forza Nuova replicates fascist imagery, and the link between that ideology and acts of violence can be established also in this specific case: recently many people of African descent in Italy have been victims of an increased level of hate speech. Cécile Kyenge, MEP, has herself been on the receiving end of more hatred linked to the poster.
This occurrence is not an isolated case, and it calls again to step up the political will to recognise and to condemn Afrophobia and political hate speech. The European Network Against Racism (ENAR) has repeatedly condemned the rise in racist crime in Italy, such as the racist murder of Emmanuel Chidi Namdi, a 36-year-old Nigerian asylum seeker, in Fermo last year.
This racist poster affects People of African descent in Italy and across Europe. As the Council of Europe Commissioner for Human Rights already noted – including as regards to Italy – racially inflammatory political discourse has devastating effects on the groups targeted and it encourages hostility, discrimination and violence against them. As opinion shapers, politicians and political parties have a significant impact on social cohesion. Hence, they have a special responsibility not to use a language that contributes to fuelling violence and dehumanising minorities.
Therefore we ask that:
–  The authorities lodge a complaint to the relevant public prosecutor to initiate legal proceedings against the Forza Nuova leadership in this case for incitement to racial hatred and glorification of fascism
–  The authorities take steps to dismantle the party Forza Nuova as a group founded on fascist ideology
–  The authorities take steps to establish an obligation to suppress public financing of organisations which promote racism, including public financing of political parties, as recommended in ECRI’s General Policy recommendation N. 7. Such obligation already exists in the Netherlands and in Belgium.
–  The authorities amend the law according to the recommendations of the Council of Europe Commission against Racism and Intolerance (ECRI) to re-establish adequate sanctions in cases of incitement to discrimination and violence. The current law only refers to propagating ideas rather than ‘public dissemination or distribution of tracts, pictures or other material inciting to violence or hatred’, as per EU and international law recommends. Colour is also not included as a ground of discrimination. In that regard, the draft Law n. S.2900 on the crime of propaganda of the fascist regime could be a way to close these gaps.
–  Political parties adopt effective self-regulatory measures in order to counter and sanction racist and xenophobic rhetoric by their elected members, as recommended by ECRI’s declaration on the use of racist, anti-Semitic and xenophobic elements in political discourse.
–  The authorities ensure UNAR’s full independence and extend its mandate, granting it the right to bring legal proceedings as recommended in ECRI’s 5th report on Italy.
–  The authorities ensure that there are training modules delivered on unconscious biases, racism and discrimination including hate speech, to be delivered as part of in human rights education programs in schools, public bodies and beyond.
We trust that we can start a constructive dialogue in order to address the issues highlighted in this letter, and we remain available to provide any support in this process.
We look forward to receiving your reply.
Sincerely yours,
1. European Network Against Racism
2. Africa e Mediterraneo – Italy
3. Africa Solidarity Centre Ireland
4. Altera – Italy
5. Apna Haq – UK
6. Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) – Italy
7. Associazione 21 luglio – Italy
8. Carta Di Roma – Italy
9. Centre for Equality Advancement – Lithuania
10. Centre for Peace Studies – Croatia
11. Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione (CRIC) – Italy
12. Comité de Liaison des Associations d’étrangers – Luxembourg
13. Conseil Représentatif des Associations Noires (CRAN) – France
14. Filipino’s Women Council (FWC) – Italy
15. Fondation Frantz Fanon – France
16. Forum Of European Muslim Youth And Student Organisations (FEMYSO)
17. ENAR Ireland
18. European Association of Lawyers for Democracy and World Human Rights (ELDH)
19. European Forum of Muslim Women
20. European Network for People of African Descent (ENPAD)
21. European Race & Imagery Foundation (ERIF)
22. Il Razzismo è una Brutta Storia – Italy
23. Initiative Schwarze Menschen in Deutschland – Germany
24. Institute Circle – Slovenia
25. Lithuanian Centre for Human Rights
26. Lunaria – Italy
27. Migrant Tales Blog Community – Finland
28. Northern Ireland Council for Racial Equality (NICRE)
29. ORBIT – Belgium
30. Renaissance Africaine ASBL – Belgium
31. SOS Against Racism Denmark
32. Tapepuka – UK
33. UK Race and Europe Network
34. Zentralrat Deutscher Sinti und Roma – Germany
– Lettere aperta: Manifesto razzista di un partito Italiano di estrema destra
[1] According to the Article 1, it is a crime to “propagate ideas based on racial superiority or racial or ethnic hatred, or to instigate to commit or commit acts of discrimination for racial, ethnic, national or religious motives”, which is punishable by up to 3 years in prison; and to “instigate in any way or commit violence or acts of provocation to violence for racist, ethnic, national or religious motives”.
[2] Article 1 para.1 a punishes “[publicly] inciting to violence or hatred directed against a group of persons or a member of such a group defined by reference to race, colour, religion, descent or national or ethnic origin”.
[3] Article 1 para. C sanctions “publicly condoning, denying or grossly trivialising crimes of genocide, crimes against humanity and war crimes as defined in Articles 6, 7 and 8 of the Statute of the Inter­national Criminal Court, directed against a group of persons or a member of such a group defined by reference to race, colour, religion, descent or national or ethnic origin when the conduct is carried out in a manner likely to incite to violence or hatred against such a group or a member of such a group”.
[4] Article 1 and Article 4 of Act No.645/52 (Scelba Act) concerning “provisions relating to the application of the twelfth and final transitional provision (first paragraph) of the Constitution” (Prohibition of the reorganisation of the fascist party).

Poster razzista Forza Nuova

Lettera aperta alle autorità per il poster razzista di Forza Nuova

Associazione 21 luglio Onlus congiuntamente ad altre 33 organizzazioni italiane ed europee, è tra le firmatarie di una lettera aperta dell’ENAR (European Network Against Racism) per chiedere alle autorità destinatarie del documento provvedimenti relativamente alla diffusione di un poster razzista da parte di Forza Nuova.
«Il manifesto istiga all’odio razziale attraverso l’uso dell’immagine stereotipata di un uomo nero che abusa di una donna bianca – si legge nel testo – Riteniamo che il testo, che recita “Proteggila dai nuovi invasori. Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia” – rappresenti una chiara istigazione alla violenza. Lede direttamente i diritti delle persone di discendenza africana, come i diritti dei migranti e delle persone percepite come tali».
Le immagini del poster riproducono dichiaratamente quelle della propaganda fascista, violando in questo modo sia la Decisione quadro dell’Unione Europea sulla lotta contro espressioni di razzismo e xenofobia sia la legislazione italiana che con la Legge Mancino (1993) condanna chiunque diffonda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico.
In diverse occasioni Forza Nuova, così come altri partiti o rappresentanti politici, hanno utilizzato discorsi razzisti contro persone di discendenza africana, rom e migranti. Troppo spesso queste azioni passano sotto silenzio, non si attribuisce loro il giusto peso e non vengono sanzionate dalle autorità. In questo modo si corre il rischio di far passare il messaggio che tali esternazioni oltre ad essere tollerate, sono legittimate ad entrare nel discorso politico corrente. Le istituzioni nazionali ed europee hanno invece il compito di prendere posizione e condannare il messaggio di odio diffuso attraverso questi manifesti.
«È l’ennesimo grave episodio di una lunga serie – ha commentato Associazione 21 luglio – che è colpevole oltre che di istigare all’odio razzista, anche di perpetrare stereotipi machisti e la discriminazione di genere: l’immagine della donna, inerme nelle mani dell’uomo, e il messaggio del testo “potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia” come se la donna avesse dignità solo quando ricopre un ruolo domestico e familiare. È fondamentale – conclude Associazione 21 luglio – far sentire la propria voce e schierarsi apertamente contro questo tipo di retorica».
Il razzismo perpetrato dalle forze politiche e da rappresentanti istituzionali ha effetti devastanti sui gruppi che ne sono oggetto e incoraggia ostilità, discriminazione e violenza nei loro confronti. Per questo nella lettera viene chiesto con forza alle autorità italiane di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per iniziare un’indagine contro Forza Nuova per istigazione all’odio razziale e apologia del fascismo. Si chiede inoltre a tutte le forze politiche di adottare misure effettive per combattere e sanzionare la retorica razzista e xenofoba usata al loro interno.

Interscambio Reyn

Esperienze educative a confronto: interscambio Reyn dal 17 al 19 novembre

Riprendono i lavori della rete REYN!
Reyn (Romani Early Years Network) è una rete europea di advocacy che sostiene i professionisti della prima infanzia e mette in condivisione conoscenze, buone pratiche ed esperienze relative alla prima infanzia rom.
Cominciamo la stagione autunnale proponendovi una tre giorni di interscambio sulle pratiche educative innovative in Italia e non.
Avremo modo di confrontarci e riflettere su come si sono sviluppate le pratiche educative rivolte ai rom in Italia e scoprire insieme a Sanja Brajković (Psicologa, Open Academy Step by Step/Croazia) le esperienze innovative sperimentate in Croazia.
Le giornate di formazione e incontro si terranno a Roma dal 17 al 19 novembre.
La partecipazione è gratuita e l’iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per info e prenotazioni: reynitalia@21luglio.org

Progetto toy.

Il progetto Toy alla conferenza internazionale ISSA

Francesca Petrucci (Associazione 21 luglio) e Giulia Cortellesi (ICDI) hanno partecipato alla Conferenza internazionale di ISSA (International Step by Step Association) che si è tenuta a Gand, Belgio, dal 4 al 6 ottobre. Insieme hanno presentato TOY for Inclusion (realizzato in Italia da Associazione 21 luglio, Casa della Comunità Speranza e Cubo Libro), un progetto che promuove l’implementazione di Toy libraries (biblioteche del giocattolo) oltre che di servizi e pratiche inclusive per lo sviluppo della prima infanzia dei bambini rom. Le biblioteche del giocattolo sono diffuse in molti paesi d’Europa e costituiscono un luogo di incontro multiculturale e inter-generazionale, raggiungibile facilmente da famiglie rom e non rom.
Ecco alcuni numeri per dare un’idea della platea di Gand: circa 450 partecipanti provenienti da 60 paesi del mondo, un pubblico di ricercatori, educatori e decisori politici operanti nell’ambito della prima infanzia. Si sono tenute oltre 101 presentazioni su questo argomento e 11 visite sul campo a progetti virtuosi ed esemplari per la replicazione di buone pratiche.
La presentazione delle due rappresentanti del progetto TOY si è focalizzato sulla situazione di emarginazione che colpisce i bambini rom che vivono in emergenza abitativa a Roma (condizioni igieniche precarie e difficoltà di accesso a servizi di base quali le cure mediche e la scolarizzazione) e sull’opportunità offerta dall’approccio inclusivo di TOY: servizi integrati per le famiglie e i loro figli, lo scambio di conoscenze e saperi tra bambini e adulti, l’apprendimento attraverso giocattoli e libri di qualità. In particolare si sono analizzate le varie fasi di implementazione del progetto nella biblioteca Cubo Libro a Tor Bella Monaca, che inaugurerà le attività di toy library a gennaio 2018, contemporaneamente ad una biblioteca del giocattolo a Mazara del Vallo.
Durante il loro soggiorno a Gand, Francesca e Giulia hanno avuto l’opportunità – grazie al partner belga VBJK – di conoscere i bambini che frequentano la toy library locale, una struttura che opera sul territorio da circa vent’anni.
«Conoscere tante persone che si occupano di prima infanzia provenienti da tutto il mondo e vedere come le pratiche locali possano incidere fortemente sui cambiamenti globali e quindi sulle decisioni politiche (grazie anche al networking di associazioni organizzazioni e istituzioni che ISSA sta promuovendo da anni) – ha commentato Francesca di ritorno da questa esperienza – mi ha fatto tornare in Italia con una maggiore motivazione e una gran voglia di continuare a lavorare per e con i più piccoli in situazioni di disagio sociale, culturale o economico, affinché vengano garantiti i loro diritti fondamentali».
IL PROGETTO TOY IN EUROPA

IL PROGETTO TOY IN ITALIA

campi rom Roma

I "campi rom" della Capitale non si superano e le spese lievitano

I “campi rom” a Roma non si superano e lievitano le spese per mantenerli. Associazione 21 luglio: «L’unica svolta può essere data votando la Delibera “Accogliamoci”».

 ROMA, 12/10/2017. Si è proceduto oggi presso il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale all’apertura delle buste relative alla “Procedura di gara aperta in n. 2 lotti funzionali, per l’affidamento del Progetto di inclusione sociale per le persone rom, sinti e caminanti e superamento dei campi rom La Barbuta e Monachina PON Città Metropolitane 2014-2020″.Le attese erano alte visto che il 31 maggio di quest’anno la sindaca Raggi, nel presentare il Piano di Inclusione rom aveva affermato: «Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Abbiamo approvato un piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi. Iniziamo chiaramente con due campi, La Barbuta e Monachina».

Molto presto i fatti hanno cominciato a disattendere le aspettative e con l’apertura delle buste avvenuta nella mattinata di oggi è andato in scena l’ennesimo atto di una serie di fallimenti che sino ad ora hanno contraddistinto l’operato dell’Amministrazione Capitolina. Con l’apertura del plico si è accertato infatti che la “Procedura di gara“ per Monachina è andata deserta, mentre per la Barbuta si è presentato un unico ente. La conseguenza? Il “campo” della Monachina non verrà superato, mentre presso la Barbuta sarà la Croce Rossa a prendere in carico la gestione della fuoriuscita dei circa 600 rom dall’insediamento entro il dicembre 2020.
Associazione 21 luglio, nel commentare il Piano di inclusione rom di Roma Capitale aveva a suo tempo parlato di “fallimento annunciato” e i fatti sembrano confermare la previsioni. «La Croce Rossa Italiana – sostiene Associazione 21 luglio – è un’organizzazione che lavora in contesti emergenziali e la notizia che debba gestire il delicato processo dell’inclusione dei rom nell’insediamento La Barbuta appare un segnale preoccupante e fortemente contraddittorio che indica come, ancora una volta, potrebbe essere la sicurezza il modello sotteso alle azioni istituzionali».
Ma la prova di credibilità più imminente per il “Piano” era costituito dal superamento di Camping River, e anche in questo caso i risultati sono stati deludenti e incerti. Nelle intenzioni del Campidoglio, con la delibera n. 146 del 28 giugno 2017, prima di Monachina e Barbuta era prevista appunto la chiusura di Camping River entro il 30 settembre. In realtà le azioni per il raggiungimento dell‘obiettivo si sono rivelate inefficaci, nulla è cambiato ad oggi nell’insediamento sulla via Tiberina e i tempi del suo superamento risultano indefiniti.
Nel frattempo, ciò che preoccupa Associazione 21 luglio è la lievitazione delle spese per la manutenzione degli insediamenti. Nel mese di giugno è stata pubblicata la gara pubblica per i lavori di manutenzione ordinaria nei “villaggi rom” per un importo totale di circa 600.000 euro mentre nei giorni scorsi è stato reso pubblico il bando per lo svuotamento delle vasche di accumulo dei “villaggi attrezzati” per un impegno di spesa massimo di 2.800.000 euro.
Secondo Associazione 21 luglio la strada verso il superamento dei “campi rom” è rimasta nei proclami ma nei fatti è lontana dall’essere intrapresa. Giace ancora in Campidoglio la delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi rom presentata dal Comitato Accogliamoci e sottoscritta da più di 6.000 cittadini romani. La delibera era stata portata nell’aula del Consiglio Comunale per la sua discussione il 30 marzo 2017. Non era stata votata per consentire un dialogo tra le autorità capitoline e i rappresentanti del Comitato ma il presidente d’Aula, Marcello De Vito si era impegnato, entro i tre mesi successivi, a calendarizzarla per la sua votazione.
«Il tempo è scaduto da parecchio – afferma Associazione 21 luglio – e i fatti ci dicono due cose: il Piano rom della Giunta Raggi è stato sino ad ora un fallimento, 6.000 cittadini romani hanno proposto un Piano alternativo che l’Assemblea Capitolina ha il compito di discutere e votare. Ci appelliamo quindi al presidente Marcello De Vito – prosegue – perché la delibera per il superamento dei campi rom venga al più presto calendarizzata. Essa potrebbe ad oggi rappresentare l’unica via di uscita da un’impasse nel quale è affondata l’intera questione rom nella Capitale».

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org
Associazione 21 luglio

On-line tutte le nostre attività dell'anno 2017/2018

Associazione 21 luglio supporta gruppi e individui in condizione di segregazione estrema e discriminazione tutelendo il benessere delle bambine e dei bambini attraverso attività di empowerment e promuovendo i diritti umani, implementando attività di ricerca, monitoraggio, sensibilizzaizone e advocacy.
Associazione 21 luglio ha sviluppato un metodo, declinato su livello nazionale, locale e territoriale che – privo di qualsiasi connotazione etnica – nasce da un approccio legato ai diritti e si muove su due assi:
Azioni “sul contesto” delle comunità in condizione di segregazione estrema e discriminazione con l’obiettivo di coinvolgere i decisori politici i media e le società in un cambio di approccio sia nella gestione del discorso pubblico sia nelle azioni politiche rivolte a queste comunità.
Azioni “nel contesto” che vedono coinvolti i membri delle comunità che vivono in contesti segreganti e marginalizzati.
Sul piano territoriale implementa le sue azioni nel quartiere di Tor Bella Monaca all’interno del Polo di sviluppo educativo e culturale Ex Fienile, uno stabile dato in gestione dal Comune di Roma ad una ATS di cui Associaizone 21 luglio è capofila. Dal 2017 Associazione 21 luglio opera sul territorio attraverso attività educative rivolte a minori di differenti fascie di età e di diverse religioni e nazionalità. Promuove anche azioni di formazione e empowerment che hanno come obiettivo la creazione di opportunità e facilitazione nell’accesso ai principali servizi, con il fine ultimo di agevolare il raggiungimento di una totale autonomia.
Per tutte le nostre attività, contatti e riferimenti, consulta e SCARICA la nostra carta servizi.
Foto di Valentina Faraone.

Diritto all'alloggio

Diritto all'alloggio e fragilità abitativa: una questione mai sanata

Il 2 ottobre si è celebrata la Giornata Internazionale del diritto all’alloggio, una ricorrenza che cade il primo lunedì di ottobre di ogni anno ed è stata designata dalle Nazioni Unite nel 1985 per sottolineare l’importanza – per tutte e tutti nel mondo – di avere accesso a un alloggio adeguato.
Abbiamo chiesto una riflessione locale su questo tema a Massimo Pasquini, Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini.
La questione casa a Roma non è emergenziale ma strutturale.
Per approcciare in maniera coerente il tema, ovvero per rispondere alla vasta precarietà abitativa che assilla a Roma migliaia di famiglie, dovremmo trasformare la definizione di “emergenza abitativa” in “precarietà abitativa”, affrontando la questione non con interventi emergenziali ma con politiche strutturali e programmatiche.
Siamo abituati a sentire da decenni come il problema casa sia definito “emergenza abitativa”. Lo sentiamo dai mass media, da assessori comunali e regionali, da parlamentari. Credo che questa definizione sia fuorviante e che rechi con sé un approccio profondamente sbagliato, che sostiene di fatto le politiche istituzionali, queste sì emergenziali, che hanno prodotto sprechi enormi di risorse pubbliche senza mai  risolvere il problema.
Ecco alcuni dati sulla galassia del disagio abitativo a Roma:
•    oltre 100 immobili, in gran parte pubblici, sono occupati da 1500/2000 famiglie mai realmente censite;
•    1400 famiglie vivono nei CAAT (Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea), i cosiddetti “residence” che comportano una spesa di 30 milioni l’anno;
•    1500 sono le famiglie che avrebbero diritto all’assistenza alloggiativa ma per mancanza di alternativa sono in lista;
•    circa 10.500 sono le famiglie collocate nelle graduatorie per una casa popolare (ma è una graduatoria relativa alle domande presentate al 31 dicembre 2015);
•    almeno 30.000 abitazioni sono ufficialmente sfitte ma in realtà affittate in nero;
•    7000 famiglie subiscono una sentenza di sfratto nell’85% dei casi per morosità;
•    15.000 sono le richieste degli ufficiali giudiziari ai commissariati per ricevere assistenza negli sfratti;
•    oltre 3200 sono gli sfratti eseguiti ogni anno con la forza pubblica, ovvero dai 15 ai 20 al giorno;
•    circa 6000 sono le persone rom che vivono nei “campi” ufficiali e non.
PROPOSTE:
1 – La prima proposta che avanzo è quella di avviare – attraverso un percorso partecipativo che veda coinvolti municipi, sindacati inquilini, movimenti, comitati di quartiere, università, urbanisti – la definizione un elenco di immobili pubblici e privati inutilizzati che diventino la base per un Piano regolatore sull’esistente, basato sul recupero e sull’autorecupero, finalizzato al riutilizzo ad uso prioritariamente abitativo, sociale o culturale di questi immobili.
Questo a partire dalla richiesta di applicazione del comma 1 bis dell’articolo 26 della legge “Sblocca Italia”.
2 – In secondo luogo, l’applicazione della Circolare Minniti, un’occasione da non lasciare all’impostazione securitaria. La Circolare Minniti del 1 settembre 2017 recita:
«Al fine di disporre a livello centrale di conoscenze e informazioni utili, e valutare la necessità di approntare diversi strumenti di intervento, è istituita una Cabina di regia nell’ambito del Ministero dell’Interno, con la partecipazione dei Rappresentanti designati dall’ANCI e dalla Conferenza dei Presidenti di Regione nonché dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
In tale sede, con il concorso dei Prefetti e dei Rappresentanti degli enti locali, si provvederà anche ad una ricognizione dei beni immobili privati e delle Pubbliche Amministrazioni inutilizzati, compresi quelli sequestrati e confiscati.
Sulla base di tale mappatura verrà proposto un piano per l’effettivo utilizzo e riuso a fini abitativi, che dovrà tener conto anche delle necessarie risorse finanziarie.»

La realizzazione della mappatura va nella direzione di quanto da noi auspicato ma occorre chiedere con forza che la Cabina di regia nazionale sia integrata con la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Agenzia del Demanio, dei sindacati inquilini e di Federcasa (associazione nazionale degli enti gestori di edilizia residenziale pubblica). E questo deve avvenire anche a livello metropolitano. Questo allo scopo di dare forza alla mappatura e poter definire un piano di effettivo utilizzo e riuso a fini abitativi con tutti i soggetti necessari. Occorre chiedere al Prefetto di rendere pubblica la lista degli immobili pubblici e privati inutilizzati allo scopo di poter avviare un piano di recupero per il loro riuso abitativo e destinarlo alle famiglie nelle graduatorie e/o con sfratto esecutivo e non solo limitato agli sgomberi nel corso dei quali tutelare le famiglie in disagio economico e sociale.
Massimo Pasquini
Segretario Nazionale
Unione Inquilini
Foto di Alessandro Imbriaco

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