Amarò Foro

Cos'è per noi la città? Amarò Foro per Confini Al Centro

Negli ultimi mesi abbiamo arricchito il laboratorio di Amarò Foro con nuovi contenuti. In vista della Convention “Confini Al Centro” che si è tenuta a Roma dall’11 al 13 maggio, ci è sembrato importante cominciare a chiederci: cos’è per noi la città? Cosa significa per un bambino o una bambina vivere in periferia e di cosa avrebbe bisogno? Interrogativi fondamentali che vanno di pari passi con gli obiettivi della pedagogia della cittadinanza e del progetto “Amarò Foro”, che in lingua Romanés vuol dire proprio “La nostra città”.

Il laboratorio

Ci siamo confrontati, ne abbiamo discusso insieme e, soprattutto, ci siamo fatti parecchie domande. Alla fine il mezzo migliore per esprimere i nostri pensieri e le sensazioni provate abbiamo scelto il rap. Nel breve testo di una canzone abbiamo racchiuso aspirazioni, paure e speranze per il futuro!
Ecco qual è stato il frutto del nostro lavoro:

La canzone

Le piazze, i parchi, i vicoli nascosti
Dove andrai, troverai qualcosa che non sai
In alcuni posti sirene, clown e mostri
Non solo la scuola mi ha insegnato ogni parola
Questi ragazzi non sanno rappare
Vorrei più spazio tra i palazzi per giocare
Vorrei che il mio banco fosse un foglio bianco
A casa sono stanco e di questo non mi vanto.

La presentazione per Confini Al Centro

L’avventura vissuta in questi mesi è stata documentata e presentata attraverso un video (vedi sotto) a tutti i partecipanti della Convention “Confini Al Centro”, innescando riflessioni e suscitando domande. Un lavoro importante che ha spianato la strada per i lavori che hanno portato all’eleborazione di un documento strategico di contrasto alla povertà urbana e educativa in Italia, con la speranza che possa entrare a fare parte dell’agenda poltica e del contratto di governo degli attuali decision makers.

Contratto

Il "Contratto" di Governo preoccupa Associazione 21 luglio: rom a rischio discriminazione

Nel “Contratto” di governo M5S-Lega si delineano scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in Italia. Associazione 21 luglio lancia l’allarme in una lettera alle autorità internazionali e nazionali.
Roma, 21/5/2018 – Il “Contratto per il Governo del Cambiamento” sottoscritto dai leader politici di Movimento 5 stelle e Lega preoccupa Associazione 21 luglio per gli intenti espressi all’interno del documento programmatico in riferimento alle comunità rom.

La lettera alle autorità

L’allarme è stato lanciato questa mattina dall’organizzazione in una lettera indirizzata a Dunja Mijatovìc, Commissaria Diritti Umani del Consiglio d’Europa; Vera Jouravà, Commissaria per la Giustizia della Commissione Europea; Leilani Fahra, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul diritto all’alloggio adeguato, Schmidt Szabolcs, capo unità rom della Commissione Europea; FRA (Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali); Luigi Manconi, direttore Unar.

Il paragrafo del “Contratto” dedicato ai “campi nomadi”

Il capitolo 23 del Contratto di Governo – dedicato alla sezione “Sicurezza, legalità e Forze dell’ordine” – contiene al suo interno un paragrafo dal titolo “campi nomadi” che riporta «azioni necessarie» quali «la chiusura di tutti i campi nomadi irregolari […]; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale».

Approccio securitario e discriminazione

Colpisce innanzitutto l’approccio securitario con cui è affrontata la “questione rom” che non considera in alcun modo i principi inclusivi espressi nella “Strategia Nazionale d’Inclusione dei rom, Sinti e Caminanti”, delineando così scenari probabili che porterebbero a gravi violazioni dei diritti umani delle comunità rom in emergenza abitativa residenti in Italia. Da non dimenticare inoltre come la Lega sia stata in passato una delle forze componenti del Governo Berlusconi che nel 2008 varò la cosiddetta “Emergenza Nomadi” – uno dei capitoli più bui della storia delle discriminazioni nei confronti della comunità rom e sinte in Italia – dichiarata poi illegittima dal Consiglio di Stato nel 2011.

La chiusura dei “campi” irregolari

In riferimento all’intenzione di chiudere tutti i «campi nomadi irregolari», si fa presente che il provvedimento dovrebbe interessare circa 9.600 cittadini comunitari, per l’86% di nazionalità rumena e il 14% bulgara. Tuttavia «è diritto di tutti i cittadini dell’UE e dei loro familiari – sottolinea la lettera – di circolare e soggiornare liberamente all’interno dell’UE, un diritto fondamentale per tutti i cittadini europei». Inoltre, aggiunge, «i provvedimenti di allontanamento devono essere valutati e decisi singolarmente assicurando le garanzie procedurali […] mentre le espulsioni di massa sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali».

La scolarizzazione dei minori rom

Altrettanto grave è l’intenzione di adottare misure punitive, come l’allontanamento forzato dei minori dalle proprie famiglie, per quanti non rispettano l’obbligo di frequenza scolastica. Tali affermazioni rischiano di scadere in una discriminazione etnica perché, anziché considerare il disagio materiale delle famiglie, concorrono nell’attribuire l’origine di queste situazioni di rischio ad assunti pregiudizievoli che identificano i rom come “culturalmente” inadatti a crescere i bambini. «Ogni minore – si ricorda nella lettera- ha diritto al rispetto della vita familiare, un diritto riconosciuto ai sensi dell’articolo 7 della carta dei diritti fondamentali dell’UE e dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo».

Le conclusioni di Associazione 21 luglio

Secondo Associazione 21 luglio «gli intenti espressi all’interno del Contratto di Governo non lasciano presagire nulla di buono anche per il clima di odio e di ostilità diffuso nel nostro tessuto sociale per il quale gli estensori del Contratto hanno avuto in campagna elettorale precise responsabilità. Come organizzazione che si occupa di tutelare e promuovere i diritti umani nelle periferie delle nostre città, vigileremo con sempre più attenzione, anzitutto per scongiurare in Italia una nuova ondata xenofoba che, visto il contesto attuale, potrebbe degenerare in un pericoloso e incontrollato conflitto sociale».
Associazione 21 luglio conclude la missiva affermando che continuerà a «monitorare le politiche attuate dal Governo che si andrà a costituire nei prossimi giorni e a informare le autorità europee sul loro impatto all’interno delle comunità rom in Italia».

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Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
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#ConfiniAlCentro

#ConfiniAlCentro presenta la Strategia contro la povertà a Lorenzo Fioramonti

La tre giorni di #ConfiniAlCentro si è conclusa oggi a Roma con la presentazione di un documento strategico per il contrasto alla povertà urbana in Italia. Il Comitato Scientifico della Convention al deputato Lorenzo Fioramonti: «chiediamo che i punti programmatici enunciati oggi vengano inseriti nel contratto di governo».
Roma, 13 maggio 2018 – #ConfiniAlCentro è giunto oggi al termine. Tre intensi giorni di confronto, dibattito e formazione con più di 100 partecipanti e oltre 30 relatori da tutta Italia, si sono conclusi con la presentazione di un documento programmatico per il contrasto alla povertà urbana in Italia: “Strategia nazionale di contrasto alla povertà”.

La presentazione della Strategia a Lorenzo Fioramonti

Il testo è stato presentato e consegnato al deputato On.le Lorenzo Fioramonti, esponente del Movimento 5 stelle. Mentre in questi giorni proseguono le trattative per la formazione del nuovo governo, è stata espressa oggi la richiesta di includere all’interno del contratto di governo punti e obiettivi elencati nel documento affinché diventino nuove linee guida programmatiche all’attenzione dei decisori politici che si apprestano a governare il nostro Paese.

I tavoli di lavoro e la situazione in Italia

Educazione, abitare, povertà estreme e media. Sono questi i quattro i tavoli tematici su cui hanno lavorato in questi tre giorni professionisti, studiosi e esperti da tutta Italia e da cui il Comitato Scientifico di #ConfiniAlCentro ha estrapolato il documento strategico conclusivo.
In Italia non esistono misure sufficienti di protezione dal rischio di povertà, le politiche di contrasto sono state fino ad oggi sporadiche o sperimentali e anche il REI (Reddito di Inclusione), introdotto dall’ultima legislatura, non può essere considerata una strategia sufficiente. A farne le spese sono soprattutto i minori, le famiglie con tanti figli a carico e le aree più depresse del Paese, specialmente il Mezzogiorno. Interventi seri finalizzati a un cambiamento vanno concentrati sull’infanzia, perché essere bambini poveri porta uno svantaggio maggiore. La deprivazione vissuta durante l’infanzia ha un impatto sulla vita dell’individuo più profondo e duraturo, per questo anche la “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” deve marcare il passo delle politiche pubbliche se si vuole aggredire seriamente i problemi strutturali della povertà urbana.

Cosa chiede la Strategia elaborata da #ConfiniAlCentro

«Chiediamo con fermezza di abbandonare ogni scorciatoia in termini emergenziali e di non cadere nella trappola di politiche estemporanee nei confronti di presunte emergenze. Nel nostro Paese, la situazione grave di povertà familiare, il cumulo di svantaggi verso i bambini e le nuove generazioni, la concentrazione di povertà in specifici quartieri marginali e l’assenza di misure per favorire la de-segregazione, non sono un fenomeno che possa essere aggredito con misure estemporanee o una tantum, né con interventi di presunta “temporaneità” come nel caso delle brutte esperienze dei campi nomadi/rom o dei “residence”». Lo ha enunciato con forza durante la presentazione dei punti programmatici del documento Tommaso Vitale, rappresentante di Associazione 21 luglio, membro del Comitato Scientifico della Convention #ConfiniAlCentro e professore dell’Università Sciences Po di Parigi.

La risposta di Lorenzo Fioramonti

«Quello che avete detto oggi mi trova pienamente d’accordo e mi impegnerò a portare nell’agenda politica queste questioni – ha dichiarato il deputato Lorenzo Fioramonti – credo che siano necessarie misure che affrontino questi temi con un duplice approccio: uno strutturale che aggredisca il problema alla radice promuovendo il cambiamento sul lungo periodo, e un altro che agisca nell’immediato e che sia in grado di mostrare da subito segnali di miglioramento».

Un auspicio per il futuro

#ConfiniAlCentro si è conclusa dunque con la richiesta e l’auspicio di aprire una nuova stagione, prevedendo la redazione di una “Strategia nazionale di contrasto alla povertà” in favore delle aree più povere e segregate delle città italiane. Deve essere una Strategia vera, che non sia composta solo di parole chiave e obiettivi morali, ma sia vincolante, contenga impegni di spesa, tempi certi, finanziamenti sicuri e adeguati, vincoli all’azione dei diversi livelli di governo, sanzioni per le inadempienze, obiettivi misurabili e verificabili, criteri di metodo per l’implementazione, e relative valutazioni di impatto. Deve essere una Strategia che guidi l’azione verso un cambiamento reale e con un impatto verificabile sulla vita e le opportunità delle persone. Non può essere una sola dichiarazione di intenti.
 


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Povertà urbana

#ConfiniAlCentro: politiche di contrasto alla povertà urbana

L’11 maggio avrà inizio a Roma la tre giorni di #ConfiniAlCentro, una Convention nazionale sulla povertà urbana organizzata da Associazione 21 luglio Onlus, Università di Roma Tor Vergata e la Rete Reyn Italia.
Roma, 9/5/2018 – Apriranno tra due giorni i lavori della Convention #ConfiniAlCentro, il primo incontro nazionale sui temi della povertà urbana che ha l’obiettivo di sviluppare un documento programmatico di proposte e riflessioni per elaborare strategie e politiche di contrasto alla povertà urbana sempre più diffusa in Italia. Associazione 21 luglio Onlus, come organizzatore di questo appuntamento insieme all’Università di Roma Tor Vergata e alla Rete Reyn Italia, ha scelto di ripartire dal quartiere di Tor Bella Monaca – periferia romana – per immaginare e ridisegnare insieme i contorni di una città più inclusiva e egualitaria. I lavori apriranno alle 15 di venerdì 11 maggio presso l’auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. All’iniziativa è stata conferita, come premio di rappresentanza, una medaglia del Presidente della Repubblica.

I temi e i relatori

Quattro i macrotemi e i tavoli di lavoro a cui i partecipanti, dalle professionalità più svariate, sono chiamati a dare il proprio contributo attraverso un attivo scambio di conoscenza ed esperienze dirette, dal diritto all’abitare a educazione e infanzia, dai media alle povertà estreme, mentre a condurre i tavoli e moderare i dibattiti saranno oltre 30 relatori, tra esperti, accademici, associazioni del terzo settore, attivisti e giornalisti*, oltre che deputati e consiglieri regionali. Al termine dei tre giorni di lavoro, le riflessioni e i contenuti emersi verranno presentati in forma di documento programmatico per la lotta alla povertà urbana.

Numeri e dati della povertà urbana nel mondo

Parlare di povertà urbana risulta quanto mai urgente, lo spiega il briefing di introduzione all’apertura dei lavori della Convention curato da Associazione 21 luglio. Nel documento si legge come, secondo le ultime stime fornite dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, per un totale che costituisce il 54,4% della popolazione del pianeta, cifra che – seguendo questo trend – è destinata a raggiungere il 60% entro il 2030. Accanto a questo processo di urbanizzazione diffuso, il World Inequality Report 2018, ha registrato un aumento delle diseguaglianze a livello globale. Se tra il 1980 e il 2016 l’1% della popolazione mondiale più ricco ha beneficiato di 27 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito mondiale, il 50% ha ricevuto solo 12 centesimi.

La situazione in Europa e in Italia

Questo processo di polarizzazione ha colpito anche l’Unione Europea che, secondo gli ultimi dati forniti da Eurostat, ha visto un aumento complessivo del fenomeno rispetto al 2008. Il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale ad oggi raggiunge la soglia dei 118 milioni, il 23,5% della popolazione che in valori assoluti rappresenta il numero di 806 mila unità in più. Tra gli stati membri è l’Italia il paese in cui – in termini assoluti – il tasso è cresciuto di più (3 milioni) davanti alla Spagna (2 milioni) e la Grecia (700 mila). Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2016 in Italia si stimano 1 milione 619 mila famiglie in condizione di povertà assoluta, sono 4 milioni e 742 mila persone pari al 7,9% della popolazione. Il quadro più preoccupante è quello relativo alla situazione di minori e giovani, tra i quali il tasso di povertà assoluta è aumentato sensibilmente dal 3,9% del 2005 al 12,5% del 2015 che equivale a 1 milione e 292 mila persone. Non meno preoccupante l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie numerose, quelle con cinque o più componenti, dove il tasso supera il 17%. Continua a pesare inoltre il divario tra nord e sud del Paese.

La sfida della Convention #ConfiniAlCentro

Di fronte a un simile scenario, #ConfiniAlCentro vuole costituire un momento di riflessione oltre che uno strumento per l’elaborazione di una proposta concreta che risponda al crescente fenomeno di “urbanizzazione della povertà”, caratterizzata da un modello di segregazione del disagio sociale nelle aree più periferiche, sempre più distaccati dal centro e dai ceti benestanti. Parallelamente negli anni, dagli ’80 ad oggi, si è consolidata la “politica dei campi” ma anche la formazione dei ghetti per lavoratori stagionali, centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Un sistema di relegazione e iper-ghettizzazione che marca una distanza spaziale oltre che relazionale, delineando così un percorso di impoverimento ulteriore all’interno delle nostre città.
La sfida che lancia #ConfiniAlCentro è quella di ripartire da questi luoghi, sollevando un dibattito tra esperti, professionisti e addetti ai lavori, per attivare strategie integrate di prevenzione e tutela. Perché una città più inclusiva è un valore aggiunto per tutti.
SCARICA IL BRIEFING: “CONFINI AL CENTRO. Cittadinanza ai margini e povertà urbana. Verso una nuova giustizia sociale”.
Vai al sito della Convention #ConfiniAlCentro
*In ordine di intervento durante la tre giorni: Franco Salvatori, direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Annamaria Rivera, antropologa e attivista antirazzista, Giulio Cederna; curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio per Save the Children; Antonio Tosi, già professore di Sociologia urbana presso il Politecnico di Milano; Maurizio Bergamaschi, professore associato di Sociologia presso l’Università di Bologna, Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia presso l’Università Sciences Po; Piero Vereni, professore associato di Antropologia culturale presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Enrica Morlicchio, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli; Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Carlo Cellamare, professore associato di Urbanistica presso l’Università La Sapienza; Francesco Careri, professore associato di Architettura presso l’Università Roma Tre; Mario Cecchetti, centro sociale El Chentro; Enrico Puccini, architetto; Chiara Paganuzzi, esperta in educazione e diritti dell’infanzia; Luca Randazzo, insegnante e scrittore; Matteo Bianchini, insegnante; Stefano Pasta, giornalista, Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano; Matteo Scarlino, direttore di Roma Today; Roberto Mazzoli, ricercatore sociale; Antonio Ciniero, docente di Sociologia delle Migrazioni, Università del Salento; Gennaro Avallone, ricercatore presso Università di Salerno; Sergio Bontempelli, presidente dell’Associazione Africa Insieme; Annalisa Camilli, giornalista; Valentina Brinis, Agenzia ONU per i rifugiati; Valentina Calderone, A Buon Diritto; Ahmad Al Rousan, Medici Senza Frontiere; Federico Bonadonna, antropologo; Luca Liverani, giornalista; Pina Cocci, attivista; Paolo Lo Judice, vescovo ausiliare di Roma Sud; Augusto Battaglia, Comunità di Capodarco; Maria Carosio, Comunità di Sant’Egidio; Cinzia Giubbini, giornalista; Massimo Pasquini, Unione Inquilini; Aurora Sordini, Associazione 21 luglio; Carmen Vogani, giornalista; Danilo Chirico, Associazione antimafie Da sud; Marco Genovese, Associazione Libera; Andrea Colafranceschi, Associazione Torpiùbella; Elio Lo Cascio, Save the Children.
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Toy Library

È arrivata la Primavera anche nelle nostre Toy Libraries

Sole, bambini e… fantasia! La primavera ha portato tante nuove attività creative nelle toy libraries di Roma e Mazara del Vallo.

Aperture straordinarie e attività all’aperto

Con il Cubo Libro, Associazione partner a Roma e sede della Toy Library di Tor Bella Monaca, abbiamo iniziato le aperture straordinarie e ci siamo incontrati con i bambini dai 2 ai 6 anni che provengono dai centri educativi del territorio, poi – dopo aver formato un bel cerchio per fare spazio alle letture animate – abbiamo fatto vivere attraverso mimi e parole le fantastiche storie raccontate nelle pagine dei libri.
Con l’arrivo delle belle giornate giocare all’aperto è ancora più divertente e la stagione primaverile è ideale anche per iniziare le attività di giardinaggio e orto urbano nei praticelli che circondano Largo Mengaroni.

La campagna “Illuminiamo il futuro”

Intanto tra un laboratorio e l’altro ci prepariamo al 16 maggio, giornata che dedicheremo alla campagna di Save the Children “Illuminiamo il Futuro” per contrastare la povertà educativa, su cui vi terremo aggiornati nelle prossime settimane.

Un open day di karate a Mazara del Vallo

Anche con la Casa di Toy (la Toy library così ribattezzata dai piccoli attendenti) a Mazara del Vallo siamo nel pieno delle attività! Il 18 aprile abbiamo organizzato grazie ai nostri partner e amici dell’Associazione Casa della Comunità della Speranza un open day del Karate, aperto a bambine e bambini dai 4 agli 8 anni, durante il quale il Maestro Randazzo ci ha iniziato alle mosse base di quest’arte marziale.
E per non trascurare i genitori, ci siamo dati appuntamento per un laboratorio manuale a tema primaverile adatto a tutta la famiglia per ritagliare forme e colori di stagione!
 
IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Tor Bella Monaca

Tutti insieme per il "Feet Fantasy" al teatro di Tor Bella Monaca

Questo mese abbiamo provato nuove esperienze insieme a bambini e genitori della nostra scuolina (azione del progetto BAMBINI AL CENTRO), vivendo giornate all’insegna dell’esplorazione del quartiere di Tor Bella Monaca.

Alla scoperta del quartiere

Come prima tappa abbiamo scelto il teatro di Tor Bella Monaca, dove i bambini sono entrati a contatto per la prima volta con uno spazio completamente nuovo e ricco di stimoli. Palcoscenico, sedie pieghevoli, luci e colori: ogni cosa è stata per i più piccoli una nuova scoperta!

I bambini della scuolina al teatro di Tor Bella Monaca

Uno spettacolo al teatro di Tor Bella Monaca

Lo spettacolo in scena – il “Feet Fantasy” – ci ha entusiasmato, catapultandoci in un luogo dove il tempo sembrava essersi fermato. Uno spazio fatto di sensazioni, ascolto e empatia. Qui il corpo esprime e comunica una strada, emette suggestioni e produce stimoli, specialmente nella fantasia dei più piccoli. Come? Piedi e mani, solo loro, l’hanno fatta da padroni! Protagonisti dello show si sono raccontati storie comiche, poetiche e sognanti a ritmo di musica. Divertente e frizzante, i nostri bambini sono usciti con un ampio sorriso sul viso e con grande soddisfazione dei famigliari che hanno partecipato con noi all’attività.

L’incontro con Toy for Inclusion

Ma le avventure non si sono limitate a questo e, nel giorno di apertura straordinaria della Toy Library di Tor Bella Monaca (presso la biblioteca Cubo Libro), i bambini della scuolina hanno preso parte alle simpatiche letture animate facendo incontrare il progetto TOY For Incusion con Bambini al Centro, creando sinergie e ricadute positive su tutto il territorio. (Per tutte le informazioni sugli orari di apertura della Toy Library di Largo Mengaroni consulta QUI la locandina).

I bambini della scuolina nella Toy Library di Tor Bella Monaca

Una mamma ha detto…

“Un bellissimo pomeriggio, quello di oggi qui alla TOY Library di largo Mengaroni – ha confidato la mamma di Chanel – porterò presto anche le mie figlie più grandi”.
 
 

Rapporto Annuale

Rapporto Annuale 2017: in Italia 26 mila rom ancora in emergenza abitativa

Presentato in Senato il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio. Sono 26 mila i rom in emergenza abitativa in Italia, il monito: «Ancora inadeguate le politiche volte al superamento dei campi, mancano orientamento strategico e coordinamento nazionale delle politiche desegregative».

Roma – 6 aprile 2018. Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani* appare chiaro: anche nel 2017 l’Italia ha continuato ad essere il “Paese dei campi”, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato.
È stato presentato oggi in Senato, alla presenza del neo direttore UNAR Luigi Manconi, il Rapporto Annuale 2017 di Associazione 21 luglio che come ogni anno – in vista della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti celebrata l’8 aprile – fa il punto sullo stato dei diritti delle popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa e residenti all’interno di baraccopoli formali e informali italiane.

Rom e Sinti in emergenza abitativa in Italia

Secondo i dati raccolti sul campo da Associazione 21 luglio, a fronte di un totale stimato compreso tra 120 e 180 mila presenze di cittadini di origine rom e sinta, sono circa 26 mila quelli in emergenza abitativa che vivono in baraccopoli formali e informali o nei centri di raccolta monoetnici, numero pari allo 0,04% della popolazione italiana. Rispetto all’anno precedente si registra quindi una leggera flessione di presenze (nel 2016 erano 28 mila unità) dettata non da una graduale risoluzione della questione ma piuttosto dalle drammatiche condizioni di vita all’interno di questi insediamenti che hanno spinto alcuni degli abitanti – prevalentemente comunitari – a spostarsi in altri Paesi o a tornare nelle città di origine.

I numeri

In Italia sono 148 le baraccopoli formali, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all’interno di insediamenti informali. A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi 2 centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno nella città di Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il 43% abbia la cittadinanza italiana; mentre sono 9.600 i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% – pari a 3.000 unità – è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti, infine, vivono nell’86% dei casi cittadini di origine rumena.

La condizione dei minori e gli sgomberi forzati

A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono molti minori, il 55% secondo le stime di Associazione 21 luglio, con gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico. A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono infatti in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di sgombero forzato attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite.
Nella sua costante attività di monitoraggio, Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di 230 operazioni: 96 nel Nord Italia, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud.

Antiziganismo e discorsi d’odio

L’antigitanismo rimane uno degli elementi che continua a caratterizzare la nostra società. Nel 2017 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di 182 episodi di discorsi d’odio nei confronti di rom e sinti, di cui 51 (il 28,1% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. È da segnalare quindi un incremento del 4% rispetto al 2016, anno in cui l’Osservatorio aveva rilevato un totale di 172 episodi.

La situazione a Roma

La città di Roma detiene il triste primato del maggior numero di insediamenti presenti, 17 in totale di cui 6 formali e 11 cosiddetti “tollerati”. Nella Capitale, nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il “Progetto di Inclusione Rom” presentato il 31 maggio dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei “campi” presenti all’interno della città – piano di cui Associazione 21 luglio aveva fin da subito evidenziato le fragilità – nel 2017 non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione. Caso esemplare quello dell’insediamento di Camping River, per il cui superamento la Giunta ha promosso una serie di azioni che si sono dimostrate fallimentari e non hanno fatto altro che “declassare” l’insediamento da formale a informale.

Le dichiarazioni

«Non è più il momento di tergiversare, non è più il momento di risposte nostalgiche che guardano alle soluzioni del passato – ha dichiarato Tommaso Vitale dell’Università Sciences Po, intervenuto oggi nel corso della presentazione del Rapporto – Questo è il momento del diritto anti-discriminatorio. In Europa le città stanno procedendo verso politiche di opportunità e integrazione, il tempo delle misure speciali, segreganti e discriminanti è definitivamente scaduto».
«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare il fallimento delle politiche di inclusione rivolte a rom e sinti in emergenza abitativa – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – non ci sono progressi nell’implementazione della Strategia e le politiche non hanno prodotto alcun processo di inclusione. Sono necessari un chiaro orientamento strategico e un coordinamento a livello nazionale rispetto alle politiche di desegregazione abitativa».
SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE 2017


*European Union Agency for Fundamental Rights (FRA); Human Rights Council (HRC); Committee on the Elimination of Discrimination against Women (CEDAW) e European Parliament Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs (LIBE).

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Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
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Matemù

Amarò Foro incontra il MateMù

I giovani di Amarò Foro hanno fatto visita al MaTeMù, il Centro Giovani e Scuola d’Arte del Municipio Roma I ideato e gestito dal CIES Onlus, un luogo aperto al territorio in cui ragazzi e ragazze di tutte le culture e provenienze possono esprimere la propria creatività, un posto dove tutte le differenze sono viste come valori e stimoli per esplorare nuove possibilità. (QUI orari e informazioni sul MateMù).

La visita alla struttura

La visita si è aperta con un giro all’interno degli spazi della struttura, durante la quale i ragazzi hanno potuto ascoltare un pezzo rap live e – soprattutto – partecipare ad una lezione aperta di break dance guidata dall’istruttrice Elisa Ciprianetti.

Valori comuni

Perché è stato scelto il Matemù? «È un progetto che sentiamo vicino a noi perché utilizza l’arte per sviluppare capacità creative e relazionali – spiega Giuseppe, coordinatore del progetto “Amarò Foro” – ed è un bellissimo esempio di come si può partecipare tutti insieme a un’attività educativa». Il MateMù è un luogo a cui i ragazzi possono accedere anche tornando da soli, uno spazio aperto che possono fare loro per vivere in maniera diversa il proprio tempo libero all’interno della città lasciando libero sfogo alla creatività.
Anche l’incontro con ballerini più grandi che si dedicano alla break dance raggiungendo ottimi livelli performativi, è una prova importante per le ragazze e i ragazzi che partecipano ai laboratori Amarò Foro, che dimostra come l’arte non è solo una fase passeggera dell’età infantile ma può continuare e consolidarsi anche durante l’età adolescenziale e poi adulta.

Un incontro formativo

«Per i nostri ragazzi è stato un incontro molto formativo – aggiunge Giuseppe – perché hanno avuto l’opportunità di mettersi alla prova senza timori e ballare con persone più grandi di loro». Un ottimo stimolo per accrescere la propria autostima e le capacità interazionali.
 

Biblioteche del Giocattolo

Il divertimento continua nelle Biblioteche del Giocattolo!

Continua l’avventura delle Biblioteche del Giocattolo a Roma e Mazara del Vallo, e con lo sviluppo di nuove attività anche le comunità territoriali sono sempre più partecipi e coinvolte.

Nuove attività a Roma…

A Roma (presso il Cubo Libro), a parte le attività ordinarie, ogni ultima domenica del mese l’offerta educativa si è arricchita di tanti laboratori e, oltre ad avere a disposizione tanti bellissimi giocattoli, i bambini e le loro famiglie hanno cominciato a cimentarsi con nuove attività creative adatte per tutta la famiglia. La mattina sono previsti lettura e riciclo per imparare a costruire autonomamente i giocattoli. Durante il pomeriggio sono previste invece attività di giardinaggio urbano e circolo di lettura per grandi e piccini amanti delle storie. Last but not least, durante il mese di marzo si è attivato un corso di cucito organizzato da membri del LAT (i Local Action Team, gruppi di azione locale) che coordinano le diverse attività nelle due città e che sono stati appositamente formati all’interno del progetto TOY for Inclusion di cui le biblioteche del giocattolo fanno parte.

…E a Mazara del Vallo

Anche la Biblioteca del Giocattolo di Mazara del Vallo (presso la Casa della Comunità Speranza) è in gran fermento e oltre ai soliti orari di apertura si sono attivate aperture speciali per le scuole durante le quali i bambini provenienti dai diversi plessi di Mazara visitano il servizio per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà territoriale e – soprattutto – per giocare e divertirsi insieme.

L’implementazione del progetto

«Con l’arrivo della primavera le Biblioteche del Giocattolo cominciano a riempirsi sempre più – racconta Francesca, coordinatrice del progetto – e le famiglie hanno la possibilità sia di giocare insieme con i figli, sia di creare relazioni con altre famiglie e con gli operatori delle Biblioteche. Proprio grazie a queste nuove relazioni – aggiunge – si serca di faciltare la conoscenza e l’accesso ai servizi formali e informali del territorio, come gli sportelli psicologici, i centri di aggregazione e i servizi di assistenza sanitaria per bambini e genitori».
IL PROGETTO TOY IN EUROPA
IL PROGETTO TOY IN ITALIA

Tor Bella Monaca.

L’orto multiculturale a Tor Bella Monaca avvicina le famiglie

C’è un orto nel cuore di Tor Bella Monaca che fa incontrare i residenti del quartiere e in cui, oltre a ravanelli e salvia, si semina il rispetto tra le persone. Stiamo parlando dello spazio che circonda il Polo ex Fienile, sito a Largo Mengaroni e accessibile senza discriminazione a tutte le famiglie del posto.
I minori di Tor Bella Monaca sono alcuni dei protagonisti che animano il centro, luogo di promozione di arte, educazione e impegno sociale. “Bambini al centro” è il progetto a loro dedicato, nato a Tor Bella Monaca nel 2017: un progetto che coinvolge attivamente, oltre ai minori, anche le generazioni che li hanno preceduti, genitori e nonni.

Quando i bambini seminano

Con l’arrivo della primavera, il progetto “Bambini al centro” si è spostato all’aria aperta e ha dato inizio alle attività di semina che proseguiranno fino all’estate sotto l’attenta supervisione degli operatori di Terra! Onlus, partner preziosi del progetto. Rispetto per la natura, condivisione dello spazio, pazienza e progettualità, collaborazione tra pari sono i valori che le attività di semina vogliono trasmettere ai bambini di Tor Bella Monaca.

L’orto dei bambini al Polo Ex Fienile


Le mani e le braccia che hanno felicemente collaborato nella creazione dell’orto urbano appartengono a bambini residenti nello stesso Municipio ma provenienti da retroterra molto differenti: si tratta di minori cresciuti nella baraccopoli di Via di Salone, di bambini residenti nelle case popolari, di italiani di seconda generazione, dei nipoti dei primi residenti del quartiere di Tor Bella Monaca e così via.

Il raccolto è più gustoso se multiculturale

«Vedere mamme e bambini di background così differenti collaborare all’orto e scherzare sotto al sole è stato toccante – racconta Miriana, operatrice del progetto – L’orto rappresenta molto di più di un pezzo di terra: è complicità, collaborazione, unione. E il raccolto è ancora più gustoso se multiculturale».
 

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